Non alzate quel tappeto

Dove eravamo rimasti?

Alcuni segreti saranno svelati. Dopo essersi ripresa dallo shock, Raja... Va a cercare Alì in moschea e sente qualcosa. (54%)

Una decisione

Mentre camminava spedita il pensiero più insistente che aveva per la testa era quanto fosse scomodo correre con la tunica lunga sino ai piedi. Ne sollevò un lembo di qualche centimetro appena, non doveva attirare l’attenzione, e velocizzò il passo barcollante. Aveva lasciato il pakistano e la signora Elsoudy al negozio, doveva avvertire subito Alì. Prima di scappare via aveva promesso alla donna che sarebbe andata a trovarla a casa sua appena possibile, forse sarebbe riuscita a carpire qualche altra informazione. La signora Elsoudy era famosa per conoscere gioie e dolori di tutti i musulmani del quartiere.

Raja svoltò l’angolo e vide l’edificio moderno della moschea luccicare sotto al sole, rallentò per non dare nell’occhio e riprese fiato. In quella via la conoscevano tutti ed ebbe la netta sensazione che chiunque incontrava la guardasse chi con biasimo chi con paura. Deglutì e proseguì, tentando di non incrociare altri sguardi. Spinse il portoncino della moschea ed entrò. All’interno l’aria era fresca e profumata di frutta, la ristorò all’istante. Attese che il battito cardiaco e il respiro tornassero silenziosi, intanto ripose le scarpe da ginnastica nello spazio apposito. Poi si lavò le mani e il viso alla fontanella dell’ingresso. Davanti si apriva un piccolo corridoio e tre aperture, quella centrale proprio di fronte a lei portava alla sala di preghiera più grande e destinata agli uomini, il passaggio a sinistra alla zona delle donne e quello a destra agli uffici dell’imam. Raja immaginò che Alì si trovasse in questi ultimi e si diresse da quella parte, diverse porte chiuse le si presentarono davanti. Non era mai entrata in quella parte della moschea, stava per attirare l’attenzione, ma sentì delle voci provenire dall’unica porta aperta. Si avvicinò con l’intenzione di non disturbare la conversazione.

Tra qualche giorno ne sapremo di più, ora lasciamo passare il funerale”.

Raja riconobbe la voce dell’imam e subito dopo quella di suo marito. L’ultima parola l’aveva messa in allarme.

Non capisco che bisogno c’era di arrivare a tanto, mia mo-” Alì fu interrotto.

Noi dobbiamo confidare in Allah per ogni cosa, lui ci guiderà verso le risposte giuste. E dobbiamo fidarci di lui, io lo conosco da molti anni ed è un grande saggio. Se ha un piano al momento opportuno lo renderà noto. Abbi fede che questa è la volontà del Misericordioso”.

Raja fece ancora un passo avanti, i piedi senza scarpe si muovevano sul tappeto senza emettere alcun suono. Alì non rispondeva, fu di nuovo l’altro a parlare.

Lo so che ti sembra tutto molto complicato e inestricabile adesso, ma devi crederci e tutto andrà per il meglio. Tu hai fatto il tuo dovere, tua moglie non deve sapere tutto, non ancora almeno. E’ anche per il suo bene non credi?”.

Sì, ha ragione”.

Sì. Quando sarà il momento saprà e capirà il tuo grande ruolo in questa vicenda. Per il momento non preoccuparti e stalle vicino in questo terribile lutto”.

Il cuore iniziò a batterle all’impazzata, ora era lei ad avere paura. Qualcosa nella sua testa iniziava a suggerirle perché quelle persone per strada l’avessero guardata in modo tanto strano, ma ancora non riusciva a comprenderlo del tutto. Indietreggiò appena, intenzionata a scappare via.

Ora cosa devo fare?” era Alì.

Vai a casa da tua moglie e dalle la triste notizia. Pregate”.

Ormai l’avrà già saputo, qualcuno per strada…”.

Non ha importanza. Il tuo ruolo adesso è consolarla e sbrigare le faccende per il funerale. Nessuno potrà mancarti di alcun rispetto, figliolo”.

Raja corse via lungo il corridoio. La sua corsa fu silenziosa, le sembrava di calpestare cumuli di fiori marci. Infilò velocemente le scarpe e riprese le borse, doveva tornare subito a casa e prepararsi a mentire.

Due ore più tardi i coniugi Hawsawi lavavano i corpi dei defunti zii, prima tappa del percorso funebre. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno avrebbero pregato con la comunità e infine portato le bare al cimitero. Per tutta la giornata, fino a tarda sera, Raja e Alì non poterono scambiarsi che poche parole, circondati sempre dagli amici e dai vicini più cari. Alì passò tutto il tempo a osservare i volti sconosciuti tra la folla dei credenti e sua moglie a scrutare lui, alla spasmodica ricerca di un segno familiare.

Quella notte Raja non riuscì a dormire, la passò in cucina. Fuori dalla finestra la luna era piena come un limone. Si rese conto che non aveva ancora avuto il tempo di piangere i suoi zii, una grande quantità di pensieri le occupava la mente. Mentre sopraggiungeva l’alba ripensò a quello che aveva sentito. Qual’era il vero significato della conversazione? Non riusciva a trovare una risposta.

Aveva solo due indizi. Il primo che Alì era in qualche modo coinvolto, ma non sapeva quanto e come. Il secondo, forse più significativo, era che i suoi zii erano stati pugnalati a morte. Sentiva che tra queste due informazioni c’era una storia intera da conoscere e si rese conto che avrebbe fatto tutto per scoprirla.

Da dove inizierà l'indagine di Raja?

  • Dalla casa degli zii (73%)
    73
  • Da una telefonata a Jeddah (9%)
    9
  • Dalla signora Elsoudy (18%)
    18
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255 Commenti

  1. “…il pensiero non fa in tempo a raggiungere la coscienza che il buco che ha in fronte inizia a sanguinare.” è il riassunto intero di questa storia dal finale amaro ma tremendamente vero. Chi in nome di Dio, chi in nome dell’ego, chi in nome di una bandiera, tutti facciamo delle scelte. Nessuno può dirci con assoluta certezza se giuste o sbagliate. Bravissima, Serena.

  2. Grande finale, amaro e purtroppo autentico.
    Tutti facciamo delle scelte e questo di per sé dovrebbe terrorizzarci, perché non abbiamo quasi mai abbastanza informazioni per fare la scelta più giusta. Questo in un certo senso vale anche per chi prende certe strade di sangue ed è paradossalmente ciò che li rende fanaticamente convinti di essere nel giusto.
    Arrivederci al prossimo racconto!

  3. Quando un autore scrive una frase come questa: ” … il pensiero non fa in tempo a raggiungere la coscienza che il buco che ha in fronte inizia a sanguinare. …” , ha già vinto. Perchè, che tu l’abbia scritta coscientemente oppure no, questa frase racchiude il tema di tutta la storia e con esso gli intenti dei terroristi e delle vittime. Una metafora eccellente: non capisco dove si annida il male e lui mi ha già colpita al cuore. Ottimo e irreversibile, ormai sei consacrata come una vera scrittrice dotata di intuito poetico e raziocinio invidiabile.
    Niente tiene testa a un simile epitaffio. Il resto è noia, come diceva il califfo, poiché nessun “maltorto” giustifica la vendetta, se di vendetta si parla e non di complotto. Ma questa è un’altra storia. Tu hai vinto prima di cominciarla.

  4. Ecco perché non volevo il rosso!
    Un bel finale comunque, forse più vero così che non con un lieto fine. Te l’avrò già detto forse, ma questo modo di raccontare la Storia attraverso dei personaggi ti riesce molto bene(cfr. Il cestaio), forse grazie anche ai tuoi studi. Spero di rileggerti ancora, “anche” su questo sito 😉

    • Ciao! Sono contenta che ti sembri più vero un finale del genere, del resto la realtà è questa e non tutte le storie finiscono con un “vissero felici e contenti”. Giusto o sbagliato, è così.
      E grazie per tutto il resto 🙂 la storia è una mia passione, sono felice di riuscire a coniugarla con la fantasia.

  5. “Quanto spesso ci capita di prendere decisioni avventate e non badare all’istinto…” succede quando il destino è già scritto e niente può modificarne i piani. Mi è piaciuta la tua riflessione sul fatto che i personaggi di questo racconto sono finti ma, al tempo stesso, veri perché hanno fatto delle scelte ed è proprio in quel momento che si determina il destino proprio e di quelli che subiranno le conseguenze di quella scelta (vedi Fatma con Raja e le vittime dell’attentato). Che siano giuste o sbagliate non sta a noi determinarlo.
    Complimenti per la storia e la bravura che hai mostrato nello scriverla, torna presto. Un abbraccio 🙂

  6. Voto luce, in situazioni di intrighi e complotti la pr ferisco.
    Ogni tanto mi attardo e devo recuperare. Forse l’ho già scritto: che tristezza Alì, gli si addice proprio una frase/considerazione/titolo che ha coniato una grandissima: La banalità del Male.
    Quando scrivi sei efficace come un rasoio sopra un’appendice infiammata. 🙂

  7. Rosso, pericolo, ma… serena, il prossimo è l’ultimo!
    Troppo vero questo Alì, uno dei troppi oppressi dalla propria incapacità di decidere che quando ne hanno l’occasione fanno sempre la scelta sbagliata.
    Ci avviciniamo alla fine, forza Raja!
    Ciao Ciao

  8. Ciao Serena,
    dico “rosso e pericolo” poiché penso che questa storia potrebbe finire in azione, sospesa. Come sospeso è tutto ciò che riguarda il terrorismo. Non ha mai una precisa collocazione, una direzione, non è dato sapere il dove il come il quando… e per cui…
    Mi hai ricordato moltissimo nelle intenzioni narrative il secondo episodio di Fort Island, Eve – la protagonista – aveva indagato sui fatti accaduti al WTC di NY durante l’attentato del 1993 e stava facendo un documentario per quello, quando la sequestrarono per portarla a FI. Ed è ragionevolmente nello stesso luogo, le torri gemelle, che la storia si chiude… era un fade-in fade-off.. ma non penso che lo avessero colto tutti 😉 però queste storie un po’ di cronaca un po’ di fantasia sono eccezionali, o almeno lo sono per me e per te, a quanto mi pare di capire. Grande Serena! Ti abbraccio.

  9. Ciao,
    Voto il furgone.
    Non elimina la moglie, l’hai tratteggiato piuttosto bene: è un uomo come troppi di noi sono, usciamo da casa di mamma chiedendo che ci considerino mariti quando continuiamo a comportarci da figli: lui le vuole dire:” ‘Mamma’, sono cresciuto” perché lei glielo possa confermare, abbattendo la sua insicurezza 🙂
    ‘Vero mamma che sono bravo?’
    Bello, mi piace. Sento molto veri i sentimenti di questo debole disgraziato, il tuo mi pare davvero un atteggiamento da ‘storico’: delinei l’ambiente e individui i moventi delle persone.
    O da investigatrice 😉
    Ciao a presto

  10. Ciao, mi piace la cura spesa nella definizione dei comportamenti dei personaggi coerentemente con la loro cultura, e le righe finali che lasciano intendere la preparazione di qualche piano: voto per mostrare cosa intende Fatma per mondi alternativi, se un’alternativa allo scontro fa culture oppure un vero e proprio cambio di prospettive. A presto!

  11. Fatma che riflette mondi alternativi, cosa può essere più emozionante?
    Sempre molto brava, Serena.
    Sarebbe importante conoscere il tuo parere alla mia scrittura, non dico adesso, sembrerebbe un invito fastidioso, ma magari del mio vecchio racconto concluso, tanto per sapere cosa ne pensi 😉

  12. Eccomi, un po’ in ritardo!
    Parli di intensità, tu, che ogni volta che ti leggo sono tentato di scrivere una mail alla redazione chiedendo perché a te concedano millemila caratteri in più oltre i 5mila di noi mortali. Poi li conto e scopro con sorpresa che semplicemente tu li usi meglio. Sei una bimba che gioca con un sacchetto d costruzioni e ne tira fuori cose che i coetanei si sognano.
    Brava, rinnovo i complimenti. e voto per la tastiera.

    • Jaw eh.. che dire.. mi fai anche un po’ arrossire (e non in senso metaforico :P). Ti ringrazio sul serio, anche per il paragone con la bimba e le costruzioni. Mi piace tantissimo :).
      E comunque anche io litigo molto con i caratteri, sono una maledizione e spesso le storie meriterebbe più respiro… ma che ci vuoi fare!

  13. Cavoli! Io dico lo sceicco…
    E poi il telefono mi aveva tolto il segui la storia, scusa l’ho riabilitato, ma che ne so non si può toccare un tasto che fa un casino, sai che penso? meglio usare un computer… mi dispiace di averti letta in ritardo. Sei bravissima, Serena.

  14. Ciao,
    Ho scoperto il tuo racconto un po’ tardi e l’ho letto solo ora.
    Mi piace la tua prosa (come si dice?) rigorosa e densa, mi ha fatto pensare a Tom Clancy.
    Credo di aver visto Alì uscire dal retro della moschea, stava litigando con un altro uomo…
    P.S.: con ‘valige’ mi hai messo in crisi, poi ho verificato che aveva ragione anche il mio ‘valigie’

    Ciao Ciao

  15. Ciao, ribadisco casa degli zii.
    Il tuo stile è molto coinvolgente, i pensieri estemporanei della protagonista (il vestito lungo), le sue personalissime sensazioni (i fiori marci), le immagini bizzarre (la luna/limone) la rendono più vera, ‘tridimensionale’. Mi piace molto e soprattutto mi piacerebbe saper fare qualcosa di simile!

  16. Ciao,

    Idea molto intrigante la tua, interessante.
    Dalla Trama vedo che punti molto nel coinvolgimento dei lettori per scegliere la direzione che dovrà prendere il racconto e questo è notevole, considerato che molti autori aggirano il vincolo proponendo domande che causano variazioni minime nella storia.
    Voto Raja Hawsawi, mi sembra quella più ‘libera’ e estranea tra i tre.

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