Dove eravamo rimasti?
“Non cercare di cambiare discorso, con me non funziona”
Non si sentivano neanche più i lamenti dei pescatori, forse allontanati dal vento che, inaspettatamente, si era levato. In lontananza si sentiva l’abbaio intermittente di un cane, e impercettibile l’odore di schiuma del mare. Erich e Samantha, invece, erano in silenzio, ma di un silenzio diverso, pieno di pensieri, pieno di domande senza una via d’uscita.
Il ragazzo si era fermato a metà del lungo attraversamento pedonale che divide la strada in due carreggiate, in attesa del semaforo verde, che gli potesse far raggiungere il lungomare, e i due, che nel frattempo si erano dati la mano, con la complicità del cane, che, si era già ripreso dal suo letargo al primo abbaio del cane in lontananza, e che così, si era posto a difesa di Erich e Samantha, come se avesse avvertito un pericolo imminente.
La viabilità cittadina aveva dato il verde al ragazzo che, gettata la sigaretta sul manto stradale, ora guardava verso i due con decisione. Jane stringeva forte la mano di Erich e si era alzata sulle punte dei piedi, mentre il cane aveva le orecchie tese, pronto a captare ogni gesto, ogni segnale. Il ragazzo si era fermato vicino alla prima panchina del lungomare, come in attesa di qualcosa o qualcuno, quindi aveva preso il cellulare in mano, portandoselo all’orecchio sinistro, poche battute, aveva chiuso, riposto il dispositivo nella tasca interna della giacca e aveva ripreso a camminare.
La città era maledettamente silenziosa, sembrava deserta, i pescatori lontani, come in pausa, come in attesa. Si potevano sentire, a farci caso, i battiti del cuore dei due, solleticati appena dalle timide onde del mare, che s’infrangevano senza forza sul bagnasciuga.
I lampioni si erano spenti di colpo, poi riaccesi, quell’arco di tempo per ritrovarsi il ragazzo davanti agli occhi, e l’agitazione di colpo in gola.
“E’ già passata la crociera delle 22?”
Il ragazzo aveva rotto così quel silenzio, facendo allentare la presa della ragazza, che aveva raggiunto il picco massimo poco prima.
Il ragazzo era ancora in attesa della risposta, e nel frattempo si potevano percepire di nuovo le grida dei pescatori. Samantha aveva lasciato definitivamente la mano di Erich, che si era passato la mano nella folta barba, classico gesto di quando sta per dire qualcosa.
“L’ultima crociera è passata ieri alle 21.37”
La ragazza aveva preso in braccio il cane, che da qualche minuto le stava grattando la gamba sinistra.
Il ragazzo sceso dalla Giulia blu era rimasto in silenzio, esternando la sua delusione solo attraverso una più loquace mimica facciale.
Erich, colta la delusione del ragazzo, si era lasciato intenerire.
“E’ la prima volta che qualcuno mi chiede delle crociere che passano da qui. Ho incontrato varie persone stando qui, quel tale alla ricerca della moglie defunta, un pescatore che anziché lanciare l’amo in acqua lo gettava in quella aiuole lì, un maestro d’orchestra che regalava le sue fortune ai passanti, una ragazza fuggita da una vita difficile, ma mai nessuno mi aveva mai chiesto delle crociere. Deve essere una passione, immagino”
Il ragazzo, come risuonando un melodia che Erich e Samantha avevano composto poco prima, muoveva le dita alla ricerca di un equilibrio in grado di rivitalizzare le parole tra le nubi scarlatte radunate in fretta dalla scirocco.
“Semplice curiosità, vedere una crociera non è mai la stessa cosa. C’è una certa prospettiva come in tutte le cose. Me ne farò una ragione!”
Il ragazzo aveva accennato un inchino e si era allontanato, fermandosi sul ciglio della carreggiata, in attesa della Giulia che era in avvicinamento dopo aver fatto il giro del lungomare.
Erich aveva guardato Samantha, aveva fatto una carezza al cane, poi aveva guardato in lontananza.
“Perché mi stringevi la mano in quel modo?”
Samantha accarezzava delicatamente il cane.
“Ho avuto una strana sensazione, non so. Ma davvero da qui è passato un tale che pescava tra le aiuole?”
Erich aveva sorriso, lo faceva spesso quando era contrariato.
“Non cercare di cambiare discorso, con me non funziona”
“Non cambio discorso, ho solo avuto paura che fosse…”
Certe parole non le uscivano neanche più dalla bocca, Erich lo sapeva, così le prese la mano, accarezzandogliela delicatamente.
Nel frattempo la Giulia era arrivata e il ragazzo si era accomodato sul sedile posteriore. Era rimasta lì, e una mano sporgeva di tanto in tanto dal finestrino anteriore lato passeggero, per pizzicare la sigaretta e gettar via la cenere.
Samantha aveva preso a stringere di nuovo la mano di Erich e insieme guardavano in direzione della Giulia, almeno fino a quando, con un’accelerazione improvvisa la berlina si allontanò lungo il viale, lasciando le striature nere sulla carreggiata.
“Ho timore che quel tizio non fosse qui per la crociera delle 22”
Le parole di Erich restituivano il rumore della vita.
“Magari cercava quel tizio che pesca nelle aiuole, o la ragazza fuggita dalla sua vita”
L’abbaio del cane era lento, quasi impercettibile ora.
Non c’erano crociere in transito, solo paure dissolte nel vento.
Il ragazzo...
- è un complice del mendicante d'anime? (40%)
- è un cliente di Jane (40%)
- è un borderline (20%)

27/12/2016 at 17:06
Bravo Giuseppe… molto bella l’immagine di Erich che non attraversa con il verde… un capitolo finale con riflessioni profonde, come tutto il racconto…
Alla prossima
01/01/2017 at 20:27
Ciao Gabriele, grazie per questo commento. Sono davvero felice che ti sia piaciuta la storia e l’ultimo capitolo.
A prestissimo e buon anno 🙂
27/12/2016 at 09:54
Ciao Giuseppe
Capitolo riflessivo e intimista, in cui mi sembra tu trovi il tuo modo migliore d’espressione.
Finale sul cambiamento, sulla chiusura di un percorso a cerchio che ognuno di noi si trova a fare, prima o poi, ad un certo momento della propria vita.
In un punto qualsiasi di detto percorso, più o meno preciso, più o meno chiaro ai nostri occhi, ci siamo noi puntuali all’appuntamento, in attesa di essere presentati a noi stessi “tutto ha un sapore differente in base al periodo della vita, alle stagioni interiori, ai pensieri. Andar via richiede sempre una grande dose di coraggio, lasciare le certezze per dei giorni evanescenti, immateriali” e ancora “Passeggiare ora era muoversi in se stesso”.
Allora mi chiedo, se quello che normalmente chiamiamo cambiamento personale non sia altro che un ritrovarsi, nelle cose che ci sono congeniali, un riconoscersi in quello che già eravamo senza esserne pienamente consapevoli. Rimuovendo gli ostacoli che ci separano dalla conoscenza di noi, possiamo finalmente scivolare dentro la nostra identità ritrovata con la leggerezza, comodità e conforto con cui entrano le nostre dita in un morbido e aderente guanto.
A rileggerti
Ciaoooo
PS mi dispiace non averti avuto tra i lettori del mio racconto 🙂
01/01/2017 at 20:26
Che bel commento, grazie di cuore. Hai colto nel segno, mi piacciono molto i capitoli riflessivi, che tendono ad analizzare quello che non appare e che, nonostante tutto, è.
Mi spiace non aver letto il tuo racconto, soprattutto dispiace non averlo “condizionato”, ma purtroppo sono stato un po’ lontano da questo sito, ahimè, come il troppo tempo impiegato per finire la storia dimostra.
Punto a leggerlo ugualmente, così come il tuo prossimo.
A prestissimo e buon anno 🙂
26/12/2016 at 15:04
Caro Giuseppe, l’ultima volta purtroppo non sono riuscita a commentare, pur avendo letto il tuo nono capitolo. Io avrei scelto di vedere Erich e Samantha ritrovarsi per caso lì dove si erano (ri)conosciuti. Sono però contenta di aver letto questo capitolo, molto riflessivo e introspettivo. Mi è piaciuto molto, sembra davvero giusto per lui, per la storia. L’ho trovato esatto, vero, tuo. Grazie per la compagnia e al prossimo racconto 😉
26/12/2016 at 19:56
Ma che bel commento, Cate 🙂 Sono davvero felice che quest’ultimo capitolo sia stato di tuo gradimento 😀 A prestissimo con i tuoi racconti e un’altra mia storia 😀
23/10/2016 at 10:39
Ciao Giuseppe
Mi chiedevo che fine avessi fatto.
Questo capitolo mi è sembrato meno curato degli altri, anche se la sostanza c’è.
Ho votato … passato di Laos…
al prossimo, non dopo natale please… 🙂
23/10/2016 at 16:13
Ciao Maria 🙂
Forse hai ragione, meno curato, forse c’è un perché, però 🙂
grazie per il voto e il commento.
al prossimo, così ci scambiamo auguri di buone feste 😀
23/10/2016 at 17:46
Tu che hai un animo poetico e perciò t’intendi di emozioni, farai un salto da me?
🙂 🙂
23/10/2016 at 19:02
Ovvio che verrò a leggere, ci mancherebbe 🙂
25/06/2016 at 08:11
Voto Serbia…
Non me lo aspettavo questo colpo di scena, le cose si fanno complicate 😉
25/06/2016 at 08:30
Grazie Gabriele per il commento e per la scelta. E’ stato duro il partorire questo capitolo. Vediamo un po’ quale opzione ha la meglio 😀
22/06/2016 at 23:52
andiamo nell’Italia meridionale va, non si sa mai che l’incontro 😉
ottimo lavoro, la suspance cresce e nasconde ancora la meta.
23/06/2016 at 00:33
Grazie mille per il commento e per la scelta 😀
Speriamo di riuscire a chiudere entro le prossime 15000 battute 😀
21/06/2016 at 17:23
Giuseppe bravissimo…. il tuo stile è incredibilmente poetico! 🙂 Hai mai pubblicato qualcosa?
Andiamo dal papà!
21/06/2016 at 18:57
Ciao Pinkella, grazie mille per il commento e per i complimenti, che mi fanno arrossire e non poco. Comunque ho pubblicato alcune poesie in una raccolta, e ho partecipato a un thriller con altri due autori, in vendita su Amazon. Aspetto la grande occasione, come tutti 😀
21/06/2016 at 13:06
Triste.
Comunque sei sempre bravo. Mi chiedo come tu faccia a conciliare la prosa poetica con l’aridità dei “Codici”.
🙂
21/06/2016 at 14:04
Ciao Maria, eh me lo chiedo anche io, alle volte 😀 Grazie per il commento, e per la fiducia 😀
12/06/2016 at 15:08
Scegliere è sempre così difficile. Sei proprio bravo a creare opzioni valide e interessanti scenari. Cosa succederà ora? E soprattutto cosa c’è dietro? Sento che tanto bolle in pentola e io ho troppa fame per aspettare di assaggiare. 🙂
13/06/2016 at 12:07
Grazie Cate per la costanza con cui segui la storia. Ancora poche ore e il settimo capitolo sarà on line 🙂
14/06/2016 at 11:17
Non potrei non seguire la storia e assaporare ogni nuovo episodio. Grazie a te! 🙂
06/06/2016 at 17:26
Avrei pensato di più al suo “capo” ma anche cliente va bene. Anche se l’idea di un borderline fissato con le navi da crociera mi affascina. 🙂
Bel capitolo!
06/06/2016 at 18:25
Ciao Gabriele, sono curioso anche io della scelta perché non vedo già l’ora di scrivere il prossimo capitolo. Grazie mille per aver apprezzato e per essere passato da qui, ti aspetto per il prossimo 😀
06/06/2016 at 09:43
Questo episodio mi fa venire voglia di…avere il prossimo già pronto per essere letto 😀
il ragazzo deve essere un borderline 🙂 bel lavoro 😀
06/06/2016 at 12:49
Grazie mille per il commento, vediamo un po’ cosa cosa mi consigliate di fare 😀
A prestissimo 🙂
25/05/2016 at 09:23
Ciao Giuseppe
episodio ben scritto. A dire il vero mi aspettavo che tu spostassi il focus sul ragazzo che li spiava (opzione più votata) e a cui hai dedicato solo poche righe.
Vediamo di capire perché è lì, solo così capiremo perché i due scappano via (opzione che ho votato).
a presto
🙂
25/05/2016 at 09:31
Carissima Maria, vero, però ho preferito rendere inquietante l’incontro, tra i due è calato di nuovo il silenzio dopo aver visto quella macchina. La butto lì: e se conoscessero entrambi quel tizio? 😀
A prestissimo 🙂
25/05/2016 at 00:47
bene bene! Mi piacciono un sacco questi ”giochi di luce” con i personaggi e con l’ambiente. Spero di vedere sempre più colori,magari il blu della Giulia! 🙂
25/05/2016 at 08:47
Grazie per il commento e per il consiglio, la Giulia è dietro l’angolo a quanto vedo 😀