Dove eravamo rimasti?
“Che tu sia felice”
Laos lo sapeva che prima o poi sarebbe successo, ma non immaginava proprio con una delle sue donne migliori, con Jane che assicurava notevoli guadagni perché molti la sceglievano anche per soddisfare un istinto diverso da quello sessuale, pagando la tariffa piena, e del resto le altre potevano vendersi a condizioni di favore, ma Jane proprio no, lei era il top, la stella tra le sue donne. Ora il figlio, non uno qualsiasi, gli si presentava davanti con quelle tre parole, innanzi alle quali neanche lui poteva opporsi, perché ci sono delle cose nella vita davanti alle quali non si può nulla e quella formula aveva un vincolo del genere con il loro giro d’affari, e del resto, come poteva opporsi proprio lui, che aveva introdotto quel precedente tanti anni prima per dar vita alla sua famiglia poi, perché Chire era il figlio di una schiava, una delle tante, di cui Laos si era perdutamente innamorato.
Ricorda ancora quel giorno. Si era innamorato di Elisa, che ha in sé un concetto più intimo di relazione, è evidente: era ormai poco il semplice denudarsi in un letto, consumare scampoli di tempo con quella ragazza, che poi sarebbe finita tra le braccia di un altro l’istante dopo o il giorno successivo. Aveva cominciato a non provar più piacere alla vista del cumulo di banconote che le ore di sesso di Elisa gli procuravano, i suoi occhi s’intristivano, la sua mente diveniva nebulosa. Quando il suo tesoriere scriveva le fonti del guadagno e quindi riconduceva ogni singola entrata alle diverse ragazze, ogni volta quella di Elisa era la più prolifica, e allora la sua gioia, derivante dai ricavi, diveniva tristezza, malinconia, gelosia.
Fu allora che andò dal fratello, con cui gestiva il giro e disse: “Elisa da oggi non lavora più!”. Quello non capì, chiese spiegazioni, gli fece notare che era fondamentale nel giro degli affari. E allora lui con decisione disse: “Amore, libertà, felicità”. Il fratello non capì, non avrebbe potuto. Poi Laos aggiunse: “E’ una regola d’ora in poi, è una via di fuga quando parte della realtà non ci sta più bene e si può utilizzare per cambiare qualcosa, mutare la quotidianità”. Il fratello rimase di stucco, e del resto era sempre stato lui il più sentimentale tra i due. Laos aggiunse: “Amore se si persegue una donna, Libertà se si vuole cambiare vita, Felicità se si vuole percorrere una via inesplorata, oppure esplorata già, ma mai percorsa del tutto”. Il fratello faceva ancora fatica a capire, ma non osò opporsi, fu allora che Laos gli rivelò il suo sentimento per Elisa, raccontandogli della sua gelosia ogni sera. Laos poi aggiunse: “E’ una regola che varrà anche per te, qualora in futuro ne avessi bisogno e per i tuoi figli e per i miei”.
Era una regola, una frase che Chire aveva conosciuto presto, ma non avrebbe mai immaginato di utilizzare, considerando il padre un folle per averla introdotta, ma poi pensava anche al fatto che lui, dopotutto fosse il frutto di quella follia. Ogni volta, però, non capiva il perché della scelta del padre, fino a quei giorni, in cui vivendo da mendicante aveva scoperto una parte di sé, una vita nascosta. E questo era il motivo per cui il padre si meravigliò quando il figlio l’aveva pronunciata.
“Credo siano tutte e tre, nessuna incertezza”
Erich aveva scelto una vita diversa a prescindere da ogni cosa, e aveva scelto per sé e per Samantha.
Il padre lo abbracciò forte, Chire non credeva di essergli così simile.
Ci sono situazioni, stanze interiori che scopriamo con il tempo, quando diamo reale spazio alla vita.
E forse nella stessa esistenza di Erich vi era segnata quella svolta, nel suo venire al mondo, in quella traiettoria di amore e gelosia che era stata l’origine dei suoi giorni.
I padri vanno sempre fatica a veder percorrere strade diverse ai figli, vederli allontanare da ciò che li ha tenuti in vita, e ognuno nutre delle aspettative, che spesso contrastano con le aspirazioni dei diretti interessati.
Questo era un altro sentimento che accompagnava Laos in quell’istante e avrebbe voluto introdurre una nuova regola, magari dei correttivi nell’applicazione di quella formula, per cui non si può attuare in determinati periodi dell’anno, oppure si impiega con un preavviso di settimane, mesi. Avrebbe voluto indurre il figlio ad una più attenta riflessione, a non scegliere in modo avventato. Il suo pensiero, improvvisamente, però, ritornò alla sua giovinezza, alle scelte che aveva voluto fare sempre in piena libertà, senza ostacoli, senza impedimenti di ogni tipo.
“Se devo sbagliare, lo voglio fare da me”
Non era forse questa la sua frase ricorrente?
Quando si diventa adulti e si rinnegano le proprie convinzioni, le proprie teorie?
Si era ritrovato improvvisamente diverso, dall’altra parte della cattedra, come quando uno studente, finiti gli studi, diviene assistente, e si sente in obbligo di comportarsi come se non fosse mai stato studente.
Così non si oppose, salutò il figlio e disse: “Che tu sia felice!”
Erich era già lontano.
Laos comprese che si somigliavano molto.
E ora?
- Samantha ed Erich non si incontreranno mai più (100%)
- Erich e Samantha si ritrovano per caso lì dove si sono ri-conosciuti (0%)
- Samantha è già lontana, anche se Erich la cerca (0%)

27/12/2016 at 17:06
Bravo Giuseppe… molto bella l’immagine di Erich che non attraversa con il verde… un capitolo finale con riflessioni profonde, come tutto il racconto…
Alla prossima
01/01/2017 at 20:27
Ciao Gabriele, grazie per questo commento. Sono davvero felice che ti sia piaciuta la storia e l’ultimo capitolo.
A prestissimo e buon anno 🙂
27/12/2016 at 09:54
Ciao Giuseppe
Capitolo riflessivo e intimista, in cui mi sembra tu trovi il tuo modo migliore d’espressione.
Finale sul cambiamento, sulla chiusura di un percorso a cerchio che ognuno di noi si trova a fare, prima o poi, ad un certo momento della propria vita.
In un punto qualsiasi di detto percorso, più o meno preciso, più o meno chiaro ai nostri occhi, ci siamo noi puntuali all’appuntamento, in attesa di essere presentati a noi stessi “tutto ha un sapore differente in base al periodo della vita, alle stagioni interiori, ai pensieri. Andar via richiede sempre una grande dose di coraggio, lasciare le certezze per dei giorni evanescenti, immateriali” e ancora “Passeggiare ora era muoversi in se stesso”.
Allora mi chiedo, se quello che normalmente chiamiamo cambiamento personale non sia altro che un ritrovarsi, nelle cose che ci sono congeniali, un riconoscersi in quello che già eravamo senza esserne pienamente consapevoli. Rimuovendo gli ostacoli che ci separano dalla conoscenza di noi, possiamo finalmente scivolare dentro la nostra identità ritrovata con la leggerezza, comodità e conforto con cui entrano le nostre dita in un morbido e aderente guanto.
A rileggerti
Ciaoooo
PS mi dispiace non averti avuto tra i lettori del mio racconto 🙂
01/01/2017 at 20:26
Che bel commento, grazie di cuore. Hai colto nel segno, mi piacciono molto i capitoli riflessivi, che tendono ad analizzare quello che non appare e che, nonostante tutto, è.
Mi spiace non aver letto il tuo racconto, soprattutto dispiace non averlo “condizionato”, ma purtroppo sono stato un po’ lontano da questo sito, ahimè, come il troppo tempo impiegato per finire la storia dimostra.
Punto a leggerlo ugualmente, così come il tuo prossimo.
A prestissimo e buon anno 🙂
26/12/2016 at 15:04
Caro Giuseppe, l’ultima volta purtroppo non sono riuscita a commentare, pur avendo letto il tuo nono capitolo. Io avrei scelto di vedere Erich e Samantha ritrovarsi per caso lì dove si erano (ri)conosciuti. Sono però contenta di aver letto questo capitolo, molto riflessivo e introspettivo. Mi è piaciuto molto, sembra davvero giusto per lui, per la storia. L’ho trovato esatto, vero, tuo. Grazie per la compagnia e al prossimo racconto 😉
26/12/2016 at 19:56
Ma che bel commento, Cate 🙂 Sono davvero felice che quest’ultimo capitolo sia stato di tuo gradimento 😀 A prestissimo con i tuoi racconti e un’altra mia storia 😀
23/10/2016 at 10:39
Ciao Giuseppe
Mi chiedevo che fine avessi fatto.
Questo capitolo mi è sembrato meno curato degli altri, anche se la sostanza c’è.
Ho votato … passato di Laos…
al prossimo, non dopo natale please… 🙂
23/10/2016 at 16:13
Ciao Maria 🙂
Forse hai ragione, meno curato, forse c’è un perché, però 🙂
grazie per il voto e il commento.
al prossimo, così ci scambiamo auguri di buone feste 😀
23/10/2016 at 17:46
Tu che hai un animo poetico e perciò t’intendi di emozioni, farai un salto da me?
🙂 🙂
23/10/2016 at 19:02
Ovvio che verrò a leggere, ci mancherebbe 🙂
25/06/2016 at 08:11
Voto Serbia…
Non me lo aspettavo questo colpo di scena, le cose si fanno complicate 😉
25/06/2016 at 08:30
Grazie Gabriele per il commento e per la scelta. E’ stato duro il partorire questo capitolo. Vediamo un po’ quale opzione ha la meglio 😀
22/06/2016 at 23:52
andiamo nell’Italia meridionale va, non si sa mai che l’incontro 😉
ottimo lavoro, la suspance cresce e nasconde ancora la meta.
23/06/2016 at 00:33
Grazie mille per il commento e per la scelta 😀
Speriamo di riuscire a chiudere entro le prossime 15000 battute 😀
21/06/2016 at 17:23
Giuseppe bravissimo…. il tuo stile è incredibilmente poetico! 🙂 Hai mai pubblicato qualcosa?
Andiamo dal papà!
21/06/2016 at 18:57
Ciao Pinkella, grazie mille per il commento e per i complimenti, che mi fanno arrossire e non poco. Comunque ho pubblicato alcune poesie in una raccolta, e ho partecipato a un thriller con altri due autori, in vendita su Amazon. Aspetto la grande occasione, come tutti 😀
21/06/2016 at 13:06
Triste.
Comunque sei sempre bravo. Mi chiedo come tu faccia a conciliare la prosa poetica con l’aridità dei “Codici”.
🙂
21/06/2016 at 14:04
Ciao Maria, eh me lo chiedo anche io, alle volte 😀 Grazie per il commento, e per la fiducia 😀
12/06/2016 at 15:08
Scegliere è sempre così difficile. Sei proprio bravo a creare opzioni valide e interessanti scenari. Cosa succederà ora? E soprattutto cosa c’è dietro? Sento che tanto bolle in pentola e io ho troppa fame per aspettare di assaggiare. 🙂
13/06/2016 at 12:07
Grazie Cate per la costanza con cui segui la storia. Ancora poche ore e il settimo capitolo sarà on line 🙂
14/06/2016 at 11:17
Non potrei non seguire la storia e assaporare ogni nuovo episodio. Grazie a te! 🙂
06/06/2016 at 17:26
Avrei pensato di più al suo “capo” ma anche cliente va bene. Anche se l’idea di un borderline fissato con le navi da crociera mi affascina. 🙂
Bel capitolo!
06/06/2016 at 18:25
Ciao Gabriele, sono curioso anche io della scelta perché non vedo già l’ora di scrivere il prossimo capitolo. Grazie mille per aver apprezzato e per essere passato da qui, ti aspetto per il prossimo 😀
06/06/2016 at 09:43
Questo episodio mi fa venire voglia di…avere il prossimo già pronto per essere letto 😀
il ragazzo deve essere un borderline 🙂 bel lavoro 😀
06/06/2016 at 12:49
Grazie mille per il commento, vediamo un po’ cosa cosa mi consigliate di fare 😀
A prestissimo 🙂
25/05/2016 at 09:23
Ciao Giuseppe
episodio ben scritto. A dire il vero mi aspettavo che tu spostassi il focus sul ragazzo che li spiava (opzione più votata) e a cui hai dedicato solo poche righe.
Vediamo di capire perché è lì, solo così capiremo perché i due scappano via (opzione che ho votato).
a presto
🙂
25/05/2016 at 09:31
Carissima Maria, vero, però ho preferito rendere inquietante l’incontro, tra i due è calato di nuovo il silenzio dopo aver visto quella macchina. La butto lì: e se conoscessero entrambi quel tizio? 😀
A prestissimo 🙂
25/05/2016 at 00:47
bene bene! Mi piacciono un sacco questi ”giochi di luce” con i personaggi e con l’ambiente. Spero di vedere sempre più colori,magari il blu della Giulia! 🙂
25/05/2016 at 08:47
Grazie per il commento e per il consiglio, la Giulia è dietro l’angolo a quanto vedo 😀