UN MESE NEGLI STATES

Dove eravamo rimasti?

Cosa avviene? Riccardo torna in stanza e incontra il suo coinquilino: è il batterista dei Country Brothers. (50%)

FRED IL BATTERISTA

“A domani, Riccardo!”

“A domani, Alicia!”

Tornai in camera: ero stanchissimo, ma contento di aver sfogato appieno la mia anima danzereccia. E tra l’altro non da solo, ma con la sorprendente Alicia.

 

Aprii la porta e fui investito da una nuvola di fumo.

Superata la cortina fumogena, intravidi, sul letto di fronte al mio, un ragazzo insieme a due ragazze. Stavano ridendo e soprattutto stavano fumando delle canne. Sì, erano decisamente delle canne.

Misi a fuoco meglio il mio compagno di camera… Diavolo, era il batterista dei Country Brothers!!!

“Welcome, Riccardo!!! How are you???”

Spiegatemi, questo tipo conosce il mio nome? E da quando? Perché?

“Tranquillo, non sono uno stalker! Mi piace essere informato sulle cose! Ti vedo un po’ perplesso… Nel frattempo, posso presentarti Jane e Michelle??”

Risposero con un sorriso stentato. Era chiaro che avrebbero voluto parlare (?) ancora con il loro amico: però quella stanza era anche mia…

“Ehm… Ignoro il tuo nome, però so che sei il batterista della band di stasera…”

“E’ vero, che stupido! Ti ho presentato le mie due amiche, ma non me stesso!!!” E giù una risata vagamente isterica. Non doveva essere lucidissimo, diciamo così. “Io sono Fred e vengo dalla Polonia! Hai visto come siamo bravi, eh???”

“Certo, nulla da dire… Non è che per caso possiamo discuterne domani? Ora ho sonno…”

“Sonno? Ma cosa dici? Voi italiani non avete mai sonno! Pizza, spaghetti, mafia… Mitici! ” E mi diede un’energica pacca sulla spalla.

Stavo cominciando ad innervosirmi. Dovete sapere che quando ho sonno fatico a connettere, e divento aggressivo. Metteteci anche che questo Fred aveva tirato fuori i soliti cliché sull’Italia…

“Non ti arrabbiare, amico! Facciamo così: accompagniamo Jane e Michelle alla loro abitazione, e poi andiamo a letto, che dici?”

“Dico che per ora apro la finestra… Speriamo che gli addetti alle camere non se ne accorgano: e pensare che mi avevano avvertito poche ore fa…”

“Riccardo = bravo ragazzo che si preoccupa troppo. Dai, vieni con noi, così nel frattempo il fumo se ne va!!”

Cosa potevo fare? Allo stato attuale la camera, almeno per il sottoscritto, era invivibile. Accettai: non vedevo altre opzioni percorribili.

 

Uscimmo dall’alloggio universitario.

“Scusate, dove abitate?”

“Non lontano, ragazzo, non lontano…”, mi rispose con decisione una delle due fanciulle. Credo fosse Michelle. La osservai un attimo. Aveva un vistoso tatuaggio al braccio sinistro, una serie di orecchini al lobo destro e una maglietta che lasciava scoperta quasi metà pancia. Il tutto condito da una gonna striminzita. Troppo vistosa per i miei gusti… Ma in fondo, mi dissi, chi sono io per criticare? Ognuno è libero di vestirsi come meglio crede, o no? La questione interessante, tuttavia, è un’altra: io mi dilettavo in questi sofismi alle quattro di notte, mentre percorrevo le strade buie di New York per la seconda volta in un’ora…

“Fred, ti posso chiedere una cosa? Come mai conosci il mio nome?”

“Parli con me? Ah sì, credo di averlo letto nella lista delle camere… Però ora devo aver esagerato con alcool e canne, perché mi sento poco bene…”

Corse in un vicolo e vomitò.

Jane e Michelle apparivano deluse. Povere, il loro nuovo idolo si stava esibendo in una prestazione non troppo mascolina… Non feci nulla per consolarle. Ben presto decisero che la nottata sarebbe stata infruttuosa, e perciò mi salutarono frettolosamente e sparirono. Le lasciai andare: non mi comportai da cavaliere, lo so, ma volevo prestare soccorso a quel disgraziato di Fred.

“Fred, tutto bene?”

Dopo aver vomitato, si era accasciato accanto ad un bidone. Sembrava che stesse dormendo.

Lo schiaffeggiai ripetutamente. “Fred!!! Coraggio, dobbiamo tornare in stanza! Domani abbiamo lezione!”. In realtà non lo avevo mai visto nel campus, ma vista la situazione sarebbe stato inopportuno sottilizzare.

Si riprese quel tanto che bastava per farsi accompagnare in camera, dove peraltro la puzza di fumo era rimasta e si percepiva distintamente. Lo feci stendere sul letto, e poi crollai anch’io.

 

Ci svegliammo con il sole già alto.

“Ehi Riccardo, non ricordo benissimo cosa sia accaduto ieri sera, però ti devo ringraziare..”.

“Prego, non c’è di che…”.

“No, davvero. Mi sono comportato da idiota: meno male che c’eri tu…”.

“Va bene, accetto le tue scuse, stai sereno. L’unica cosa che ti chiedo è di evitare, in futuro, situazioni come questa. Più che altro perché rischiamo grosso…”.

“Promesso. Qua la mano!”.

Gliela strinsi. Aveva una presa salda: pareva aver superato la sbornia.

 

Poco prima dell’istituto, Fred si fermò. “Non vieni, Fred?”

“No, non vengo. Presto ti spiegherò il motivo. Ci vediamo stasera all’alloggio, d’accordo?”. Aveva assunto un’espressione incupita.

“Va bene! A stasera!”

 

Avevo appena varcato la soglia, quando mi sentii chiamare.

“Che occhiaie, Riccardo! Nottataccia?”

“Ciao, Claudia! Una notte… particolare, oserei dire. Se ci sediamo un attimo te la racconto…”.

Quale piega prenderanno gli eventi?

  • È giunta l’ora di conoscere anche gli altri membri della classe! Uno di essi criticherà pesantemente il protagonista. (33%)
    33
  • Claudia e Riccardo trascorrono un pomeriggio insieme: se bello o brutto, non si sa ancora… (67%)
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  • Fred racconta la sua storia a Riccardo. (0%)
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51 Commenti

  • Va a Bologna… e dove sennò?
    Bellissimo capitolo, tante frasi che ti ruberei volentieri: “rispecchiava le montagne russe dei miei sentimenti… sarei entrato a gamba tesa sull’argomento… avrei evitato di circumnavigare l’Africa per giungere al punto” mi fermo qui 😉
    Sorprendici con un finale romanticissimo, a presto.

    • Sono molto contento che tu abbia apprezzato il capitolo: sento davvero che c’è stata un’evoluzione nella mia scrittura, dal primo episodio. Per l’ultima puntata, vedremo di fare del nostro meglio: ho già delle idee, cercheremo di metterle in pratica, facendoci guidare dall’ispirazione. A presto! 🙂

  • Dai!!! L’hai portata in un ristorante turco?? E ti piace Laura Pausini?? ahahahah, vabbè, ti perdono perchè gli eventi che narri mi piacciono moltissimo e voglio leggere il seguito 😉
    Ma stavolta dico Fratello, non mi va di complicargli la vita più di tanto, è una coppia che finziona…

  • Mi piace l’idea che si ritrovi il batterista in camera, al suo ritorno.

    Ho iniziato a leggerti per via dl commento che ti ha fatto Luca al primo episodio. Ero curiosa di capire cosa tu avessi scritto di così “antidiluviano” da guadagnarti un rimprovero generazionale. ahahahaha, ma sinceramente – sarò vecchietta – non ho trovato nulla che mi comunicasse stacchi di generazione. E’ tutto molto chiaro e anche interessante, mah…. chiederò a Luca…. 😉
    Mi ha colpito molto l’entrata in scena di Claudia. Ho trovato strano che non si sia voluto proseguire per quella strada, era più attraente della portoghese. Voglio dire, tu hai scritto in modo intenso l’incontro con Claudia e io ne ho percepito che era lei che volevi portare avanti. Evidentemente gli altri lettori non lo hanno percepito, o non la pensano come me …. ahahah, e così siamo qui a parlare di Alicia che a me, personalmente, non dice molto. Sono sicura che Claudia rispunterà fuori, prima o poi, o almeno mi piacerebbe 😉 Il batterista potrebbe essere suo fratello, :), mettiamoli in camera insieme e vediamo che succede 😉

    • Grazie per il commento molto dettagliato.
      Ti dirò, la possibilità che siano i lettori a decidere lo sviluppo della storia è sia stimolante che limitante per gli scrittori, i quali magari hanno in mente un determinato sviluppo della storia, ma le votazioni finali dicono altro.
      Di sicuro io ho in mente di introdurre altri personaggi per favorire lo sviluppo della storia. Sul computer ho già pronti i prossimi episodi: Claudia di sicuro riapparirá, mentre il batterista sarà un personaggio… particolare.
      Ti saluto

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