UN MESE NEGLI STATES

Dove eravamo rimasti?

Ultimissimi giorni negli States: cosa farà il buon Ricky? Parlerà con Claudia: l’esito di questo dialogo è sconosciuto… (100%)

Il rendez-vous

Era l’ultimo giorno di corso. Osservavo fuori dalla finestra della camera le gocce di pioggia che rimbalzavano sui cornicioni, mentre qualche temerario studente correva a mettersi al riparo, sorpreso da quell’inaspettato temporale. L’improvviso mutamento climatico ben rispecchiava le montagne russe dei miei sentimenti in quel mese: Claudia mi aveva colpito da subito, eppure per mille motivi ero stato incapace di rivelarle ciò che provavo. Ed era un peccato, perché io sono un accanito difensore della sincerità, anche a costo di pagarne le conseguenze.

Terminata la lezione, chiesi a Claudia di parlare. Accettò senza mostrare particolare entusiasmo. Ci sedemmo in un caffè.

“Il mese è praticamente finito. Proprio vero che il tempo vola…”. Fosse stato per me, sarei entrato a gamba tesa sull’argomento che più mi premeva, ma un po’ di tatto è ben accetto, talvolta.

“Davvero, hai ragione”. Mi bastò quest’affermazione per capire che avevo di fronte una Claudia diversa dal solito. Per ora ignorai quella fastidiosa sensazione.

“Però tutto sommato ce lo siamo goduto: New York ha sempre un suo perché…”.

“Certo, anche considerando che eravamo qui per studiare…”.

“Vero, ma quando vai all’estero sei moralmente obbligato a lasciare le briglie…”.

“Se per lasciare le briglie intendi fare a botte, mi trovi in disaccordo…”.

Diretta, eh? Meglio: avrei evitato di circumnavigare l’Africa per giungere al punto.

“Già… Posso fornirti la mia versione dei fatti?”.

“Prego”. Il tono non era glaciale, ma sicuramente da profondo inverno montano.

“Fred ha detto cose su di te… irripetibili. Ti ha messo gli occhi addosso sul volo, e non ti ha più mollata. Io semplicemente pensavo che uno così… non ti meritasse. Ho visto di persona due ragazze con cui è uscito: definirle superficiali è un eufemismo…”.

“Non pensi che sia io a dover scegliere con chi parlare?”.

“Hai ragione. Già il bacio mi ha fatto uscire di testa… Ero impazzito di gelosia, questa è la verità”.

“Credi che a me sia piaciuto dargli quel bacio?”.

“Dimmelo tu…”. L’immagine era inchiodata nella mia testa, e lì rimaneva.

“Certo che no, Ricky! L’ho fatto solo perché gli altri mi hanno obbligato: ho provato a rincorrerti, ma tu eri già sparito nella notte…”.

Cazzo. Lo ignoravo. Forse teneva davvero a me… “Colpa del mio carattere impulsivo: quando io mi affeziono ad una persona, tendo a volerla proteggere oltre ogni limite…”.

“Sei consapevole che esistono dei paletti, vero? Una ragazza può e deve sentirsi libera… Altrimenti è rinchiusa in una gabbia!”.

“Se pensi che io sia un maschio all’antica che pretende di controllare la propria partner, sbagli di grosso…”. Anch’io ho un briciolo di dignità e amor proprio, fanciulla!

“Affatto, Riccardo, affatto. Però avresti dovuto nutrire maggior fiducia in me: oltre a qualche discorso, non sarei mai andata oltre con Fred… Ti ho già raccontato dell’esperienza con Christian, perciò già sai quanto mi abbia fatto crescere: ora ho molta più autostima. Una notte con un batterista che probabilmente ama alzare il gomito? No, grazie, non fa per me!”.

“Confermo: ama alzare il gomito… In ogni caso, ti chiedo scusa per aver pensato che tu fossi interessata a lui… Se io avessi parlato chiaro, forse adesso non saremmo a questo punto…”.

Tacque. Mi osservò dritto negli occhi, e il suo sguardo perforò la mia anima. Per la seconda volta, mi sentivo nudo di fronte a lei. “Tu mi piaci, Claudia. Mi piaci moltissimo, fin da quando ci siamo incrociati fuori dall’aula: avrei dovuto dirtelo tempo fa, ma c’era sempre qualche ostacolo a frapporsi. Ora siamo io e te, e basta… Non intendo perderti, perché sento che c’è qualcosa di veramente forte tra di noi: chiamala chimica, chiamala come ti pare, ma io ci sto bene con te e vorrei averti al mio fianco…”. Al diavolo i discorsi preparati, questo m’era uscito di getto!

La risposta fu diversa da quanto mi aspettavo. “L’avevo capito, Ricky… Sono in gran parte d’accordo con te: questo legame che si è creato è unico, speciale. Mi domando: vale la pena rovinarlo? Non è forse meglio proteggerlo, e capire insieme se e come può evolvere? Considerarci due ottimi amici, e lasciare che sia il tempo a decidere per noi? Magari, chissà, a settembre troverai una ragazza che ti farà perdere il senno e ti dimenticherai subito di me…”.

Non è possibile. Mi stava rifiutando. Claudia. Dalla bocca uscì un sussurro. “Ma… Eravamo sul punto di baciarci, prima dell’arrivo di tuo fratello…”.

“Hai ragione, ti avrei baciato. E dopo? Me ne sarei pentita, lo so bene. Un ragazzo come te merita una meno complicata della sottoscritta… Ora come ora non sono pronta ad una nuova relazione, soprattutto a distanza… Scusami, Riccardo, è meglio che io me ne vada…”.

Uscì dal caffè in lacrime, senza più rivolgermi lo sguardo. Rimasi a lungo a fissare il vuoto: ero profondamente amareggiato, mentre il cielo, forse per empatia, scaricava altra acqua sull’innocente New York.

Come si conclude la storia? Cosa fa Riccardo?

  • Va a Bologna a cercare Claudia: ha capito che non è stata solo un’infatuazione… (100%)
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  • Lo troviamo sulla tomba di Sandro che conclude il racconto su Claudia. (0%)
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  • Durante l’attesa ad un esame, conosce Martina, con la quale… (0%)
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51 Commenti

  • Va a Bologna… e dove sennò?
    Bellissimo capitolo, tante frasi che ti ruberei volentieri: “rispecchiava le montagne russe dei miei sentimenti… sarei entrato a gamba tesa sull’argomento… avrei evitato di circumnavigare l’Africa per giungere al punto” mi fermo qui 😉
    Sorprendici con un finale romanticissimo, a presto.

    • Sono molto contento che tu abbia apprezzato il capitolo: sento davvero che c’è stata un’evoluzione nella mia scrittura, dal primo episodio. Per l’ultima puntata, vedremo di fare del nostro meglio: ho già delle idee, cercheremo di metterle in pratica, facendoci guidare dall’ispirazione. A presto! 🙂

  • Dai!!! L’hai portata in un ristorante turco?? E ti piace Laura Pausini?? ahahahah, vabbè, ti perdono perchè gli eventi che narri mi piacciono moltissimo e voglio leggere il seguito 😉
    Ma stavolta dico Fratello, non mi va di complicargli la vita più di tanto, è una coppia che finziona…

  • Mi piace l’idea che si ritrovi il batterista in camera, al suo ritorno.

    Ho iniziato a leggerti per via dl commento che ti ha fatto Luca al primo episodio. Ero curiosa di capire cosa tu avessi scritto di così “antidiluviano” da guadagnarti un rimprovero generazionale. ahahahaha, ma sinceramente – sarò vecchietta – non ho trovato nulla che mi comunicasse stacchi di generazione. E’ tutto molto chiaro e anche interessante, mah…. chiederò a Luca…. 😉
    Mi ha colpito molto l’entrata in scena di Claudia. Ho trovato strano che non si sia voluto proseguire per quella strada, era più attraente della portoghese. Voglio dire, tu hai scritto in modo intenso l’incontro con Claudia e io ne ho percepito che era lei che volevi portare avanti. Evidentemente gli altri lettori non lo hanno percepito, o non la pensano come me …. ahahah, e così siamo qui a parlare di Alicia che a me, personalmente, non dice molto. Sono sicura che Claudia rispunterà fuori, prima o poi, o almeno mi piacerebbe 😉 Il batterista potrebbe essere suo fratello, :), mettiamoli in camera insieme e vediamo che succede 😉

    • Grazie per il commento molto dettagliato.
      Ti dirò, la possibilità che siano i lettori a decidere lo sviluppo della storia è sia stimolante che limitante per gli scrittori, i quali magari hanno in mente un determinato sviluppo della storia, ma le votazioni finali dicono altro.
      Di sicuro io ho in mente di introdurre altri personaggi per favorire lo sviluppo della storia. Sul computer ho già pronti i prossimi episodi: Claudia di sicuro riapparirá, mentre il batterista sarà un personaggio… particolare.
      Ti saluto

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