UN MESE NEGLI STATES

Dove eravamo rimasti?

A chi appartiene l’inopportuna voce maschile? L’ex di Claudia, in vacanza con gli amici. (43%)

RAPPORTI TESI IN FAMIGLIA

Claudia fece un balzo. Mise a fuoco il ragazzo, e il suo sguardo divenne gelido.

“Ciao, Giorgio”.

“Ma come, non abbracci il tuo fratellone???”.

“Scusa, ma non me la sento…”.

“Sei ancora arrabbiata? Eppure ho cercato di spiegarti… Ti ho spedito una lettera, ma tu non mi hai mai risposto…”.

“Forse perché non volevo…”.

“Sei cocciuta come papà, eh? Possibile che nessuno di voi abbia capito il mio desiderio di cambiare vita? Di andarmene da quella cavolo di città???”.

“Ti prego Giorgio, non strillare: non ne vale la pena. Ognuno compie le proprie scelte. Tu hai deciso così, pazienza. Però non aspettarti che io approvi…”.

“E certo, perché tu sei sempre stata la migliore, in famiglia: la figlia perfetta. Quella che va bene a scuola, quella che fa le gare di nuoto, quella che non sgarra mai… Diamine, la vita è fatta anche di sbagli, di cadute, di redenzioni… Siete dei bigotti!!! Per questo me ne sono andato!!!”.

Immaginate le mie sensazioni in quel preciso istante. Era stata una serata perfetta, che con ogni probabilità si sarebbe conclusa con un bel bacio. Poi era arrivato Giorgio, e tutto stava andando in frantumi. Avrei potuto fare qualcosa? Intervenire? Forse. In realtà non mossi un muscolo. E infatti fu Claudia a ridestarmi da quella paralisi.

“Vieni, Riccardo, andiamocene. Non intendo rimanere qui un minuto di più”.

Giorgio ci urlò dietro. “Vai, Claudia, vai! Tanto lo sai bene anche tu: un giorno ti alzerai da letto, e penserai: oh, se avessi ascoltato le ragioni di mio fratello… Dillo pure, a mamma e papà: Giorgio sta bene, anzi, sta benone!!!”. La sua voce palesemente alterata sfumò nella notte.

 

Procedevamo ad ampie falcate verso l’alloggio. Claudia si era trincerata dietro un silenzio ermetico.

“Se vuoi parlarne, io sono qui…”.

“Grazie, Ricky, ma ora proprio non mi va. Magari nei prossimi giorni”.

Chiuse la porta della stanza e per tre giorni non si fece vedere a lezione.

 

Inizialmente scelsi di non disturbarla. Immagino che fosse sconvolta per quanto accaduto: non doveva essere una situazione facile né per lei né per i genitori… Ero comunque preoccupato: in sole due settimane mi ero affezionato molto a Claudia. Una sera, perciò, bussai alla porta della sua camera.

“Se vuoi, entra pure: ti avverto però che sono spaventosa…”.

“Non formalizzo, tranquilla: apri questa porta…”.

Entrai. Aveva i capelli in disordine e gli occhi rossi, come se avesse da poco smesso di piangere.

“Mi spiace che tu stia male, Claudia…”.

“Tutta colpa di mio fratello!”.

“Ti va di raccontarmi l’intera vicenda?”.

Annuì e incominciò a narrare.

“Fin da piccola, Giorgio è stato il mio idolo: giocavamo assieme, ci divertivamo, eravamo felici. Ci consideravamo amici, più che fratello e sorella. Ricordo che nelle sere d’estate rimanevo in giardino finché non lo vedevo spuntare in fondo alla strada, di ritorno dai suoi lavoretti. Mi sentivo bene, perché sapevo che lui mi avrebbe protetta dal male, un po’ come fanno i cavalieri con le damigelle.

Un bel giorno, anzi un brutto giorno, lo sentii litigare con mio padre. Mi avvicinai alla porta dello studio e origliai: papà lo stava insultando perché la polizia lo aveva sorpreso ubriaco e con dell’erba nell’auto. Solo grazie alle conoscenze di mio padre Giorgio non era stato fermato. A distanza di anni, credo che mio fratello avrebbe preferito trascorrere qualche giorno in prigione o ai domiciliari piuttosto che essere salvato.

Le settimane successive furono un inferno: Giorgio dormiva fuori sempre più spesso e non parlava più con nessuno. Quel ragazzo non era più mio fratello, ma un’altra persona… Io ero sconvolta: in un colpo solo, mi era venuta a mancare una delle certezze principali della vita e stavo perdendo il mio Giorgio… Un giorno venne di soppiatto a casa, portò via le sue cose e se ne andò. Mi lasciò sul letto un biglietto con su scritto: Perdonami, Claudia, ma non posso più sopportare questa situazione. Parto, è giusto così. Mi farò vivo io. Giorgio.

I miei non lo cercarono e tuttora io non gli ho perdonato questa fuga: ma che diamine, ci si comporta così??? Fu in quel periodo che, disperata, mi misi insieme a Christian, il mio ex di cui ti ho parlato qualche giorno fa. In lui ho cercato quella tranquillità che avevo smarrito a causa di Giorgio. Ero fragilissima, e sentivo che sarei crollata da un momento all’altro… In realtà l’esperienza con Christian mi ha insegnato a prendermi maggiore cura di me stessa. Ma rivedere Giorgio no, non ero ancora pronta, per quanto siano trascorsi anni…”.

Ascoltai in rispettoso silenzio il doloroso racconto di Claudia. Nessuna parola sarebbe stata di conforto.

Mi sedetti accanto a lei e la abbracciai. Fu un abbraccio cercato, sincero, empatico. Volevo farle sentire la mia vicinanza, sebbene fossi poco più che uno sconosciuto. Rimanemmo così a lungo.

 

Sentivo che avrei dovuto aprire anch’io la scatola dei ricordi tristi. Una ragazza come Claudia lo meritava. Presi coraggio a due mani, e mi misi a nudo davanti a lei.

Quale storia si accinge a raccontare Riccardo?

  • In un incidente stradale, ha perso il suo migliore amico. (100%)
    100
  • La mamma è mancata davanti ai suoi occhi. (0%)
    0
  • Anni prima, una ragazza l’ha trattato malissimo. (0%)
    0
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51 Commenti

  • Va a Bologna… e dove sennò?
    Bellissimo capitolo, tante frasi che ti ruberei volentieri: “rispecchiava le montagne russe dei miei sentimenti… sarei entrato a gamba tesa sull’argomento… avrei evitato di circumnavigare l’Africa per giungere al punto” mi fermo qui 😉
    Sorprendici con un finale romanticissimo, a presto.

    • Sono molto contento che tu abbia apprezzato il capitolo: sento davvero che c’è stata un’evoluzione nella mia scrittura, dal primo episodio. Per l’ultima puntata, vedremo di fare del nostro meglio: ho già delle idee, cercheremo di metterle in pratica, facendoci guidare dall’ispirazione. A presto! 🙂

  • Dai!!! L’hai portata in un ristorante turco?? E ti piace Laura Pausini?? ahahahah, vabbè, ti perdono perchè gli eventi che narri mi piacciono moltissimo e voglio leggere il seguito 😉
    Ma stavolta dico Fratello, non mi va di complicargli la vita più di tanto, è una coppia che finziona…

  • Mi piace l’idea che si ritrovi il batterista in camera, al suo ritorno.

    Ho iniziato a leggerti per via dl commento che ti ha fatto Luca al primo episodio. Ero curiosa di capire cosa tu avessi scritto di così “antidiluviano” da guadagnarti un rimprovero generazionale. ahahahaha, ma sinceramente – sarò vecchietta – non ho trovato nulla che mi comunicasse stacchi di generazione. E’ tutto molto chiaro e anche interessante, mah…. chiederò a Luca…. 😉
    Mi ha colpito molto l’entrata in scena di Claudia. Ho trovato strano che non si sia voluto proseguire per quella strada, era più attraente della portoghese. Voglio dire, tu hai scritto in modo intenso l’incontro con Claudia e io ne ho percepito che era lei che volevi portare avanti. Evidentemente gli altri lettori non lo hanno percepito, o non la pensano come me …. ahahah, e così siamo qui a parlare di Alicia che a me, personalmente, non dice molto. Sono sicura che Claudia rispunterà fuori, prima o poi, o almeno mi piacerebbe 😉 Il batterista potrebbe essere suo fratello, :), mettiamoli in camera insieme e vediamo che succede 😉

    • Grazie per il commento molto dettagliato.
      Ti dirò, la possibilità che siano i lettori a decidere lo sviluppo della storia è sia stimolante che limitante per gli scrittori, i quali magari hanno in mente un determinato sviluppo della storia, ma le votazioni finali dicono altro.
      Di sicuro io ho in mente di introdurre altri personaggi per favorire lo sviluppo della storia. Sul computer ho già pronti i prossimi episodi: Claudia di sicuro riapparirá, mentre il batterista sarà un personaggio… particolare.
      Ti saluto

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