Dove eravamo rimasti?
4 - L’inevitabile precipitare delle cose
«… controllato? … dormendo?»
«… febbre… forse era meglio portarlo…»
Ben non capiva cosa stesse succedendo. Aveva le palpebre pesanti ed era accaldato, ma allo stesso tempo la pelle d’oca viaggiava sul suo corpo spandendosi libera come una fiaccola in un campo di erba secca. La gola gli bruciava; semmai si fosse chiesto cosa si provasse ad avere infilato in bocca un ferro rovente, adesso lo sapeva. Cercò di capire cosa le persone accanto a lui stessero dicendo, ma riuscì a cogliere solamente poche parole. Era confuso, non sapeva dove si trovasse né chi fossero i suoi compagni. Con uno sforzo immenso balbettò la sua voglia di bere dell’acqua fresca.
«Ben… come ti senti?»
La giovane donna aveva parlato, lui chiese dove si trovasse.
«Siamo riusciti a raggiungere l’auto, ci troviamo in una vecchia casa di campagna di nostra proprietà. Appena starai meglio, ti accompagneremo da tua madre»
Era la voce di un uomo, quella che gli aveva risposto.
Ben svenne nuovamente.
***
«Papà, credo che dovremmo portarlo all’ospedale.»
La mano di Ayana accarezzava la fronte di Ben, ma il suo sguardo si era posato severo sul padre; lui smosse la testa per indicarle il suo diniego.
«Non è sicuro là fuori di notte. Se domani sarà ancora in queste condizioni, glielo porteremo.»
«Mark, hai ancora del sonnifero? Vorrei riuscire a dormire stanotte.», domandò Elèna.
***
Il pendolo aveva da poco battuto tre colpi. Ayana non riuscì a capire cosa stesse succedendo. Si svegliò di soprassalto, il padre stava urlando. Uscì da camera sua, Rick si era affacciato in corridoio, era spaventato e quasi in lacrime. Lei gli fece cenno di ritornare a letto, poi raggiunse la camera dei genitori.
Quando la raggiunse, si portò le mani alla bocca per lo stupore: la madre giaceva in una pozza di sangue, mentre Benedikt cercava di infilare le dita nelle orbite oculari di Mark.
«Papà…», sussurrò Ayana, debolmente.
Ben sollevò il capo e iniziò a guardarsi attorno, allentando la pressione sugli occhi di Mark. Cominciò ad annusare l’aria attorno a sé. Ayana rimase immobile, muta, pietrificata dalla paura e dallo sgomento. Sentiva l’intestino contorcersi per poi fondersi in un pezzo di cemento, che le appesantiva le gambe incapaci di muoversi e fuggire. Ben cercò di captare qualche suono, rimase ancora immobile sopra Mark con il corpo ricurvo e raggomitolato, quasi fosse uno scimpanzé.
«Papà…», sussurrò nuovamente Ayana.
Ben si accorse di lei, scese dal letto, scagliandosi nella sua direzione. Era incapace di vederla, ma l’aveva sentita. Mark le urlò di scappare via; questo confuse Benedikt, che si fermò a metà tra il letto e Ayana.
«Prendi me, mostro!».
Il ragazzo tornò sui suoi passi, attirato dalla voce dell’uomo, e pose fine alla vita di Mark con un poderoso morso sul collo. Ayana, scalza, si allontanò dalla camera dei genitori, cercando in cuor suo la forza per non piangere fino a che lei e Rick non fossero stati al sicuro. Arrivò in camera del fratello, in un bisbiglio gli disse di rimanere in silenzio, poi uscirono dalla camera e cercarono di raggiungere la cucina. Lo scricchiolio del gradino della scala di legno, nel silenzio dell’abitazione, risuonò abbastanza rumoroso da attirare l’attenzione del ragazzo. A grandi falcate Ben abbandonò le sue prede ormai morte per concentrarsi sul sangue vivo. Raggiunse i fratelli, in uno slancio si gettò nella direzione del pianto, colpì Rick e lo trascinò giù per le scale.
«No, non ti prenderai anche lui.»
Ayana si scaraventò contro il ragazzo, colpendolo in pieno petto con la violenza di un bisonte in corsa. Ben rotolò pochi metri più in là, mentre lei si frappose tra preda e predatore, diventando uno scudo umano.
Benedikt tornò ritto sui piedi, ringhiò e mostrò i canini. Iniziò ad avvicinarsi all’angolo, dove Ayana tentava di proteggere il fratello. Lei iniziò a piangere.
Fu in quel preciso istante che qualcosa si accese nel mostro che fino a poco prima le aveva divorato i genitori.
Ben si fermò a fissarla, muovendo il capo a destra e a sinistra. Ciondolò verso di lei, terrorizzata e tremante, e cercò di annusarla. Lei non si mosse, Rick si urinò nei pantaloni per la paura. Il mostro si allontanò di un paio di passi, poi si riavvicinò. Allungò la mano verso di lei, sfiorandole la guancia. Ayana lo colpì con violenza al braccio. Lui ringhiò, aumentando il terrore dei due fratelli, poi si calmò e iniziò a emettere suoni gutturali.
Si spostò un altro po’, Ayana ne approfittò, prese per mano il fratello e si diresse verso l’auto. Questa non si accese. Non sapeva cosa fare, non aveva una meta, ma doveva allontanarsi da lì.
Ben era immobile in casa, si limitava a fissare il vuoto nella loro direzione, sebbene non riuscisse a vederli.
«Vai via!», gli urlò Ayana in un singhiozzo disperato, poi ricominciò a piangere.
Prese la mano di Rick e, insieme, iniziarono ad allontanarsi dal posto.
Ben, in casa, aveva appena mormorato.
«…yana?»
Uscì dall’abitazione e li seguì.
Chi sarà il protagonista del prossimo capitolo?
- Rick (12%)
- Ayana (29%)
- Benedikt (59%)

19/10/2016 at 05:48
Arriveranno a Joliet…
Bel capitolo, hai saputo mostrare molto bene il senso di smarrimento e paura del piccolo Rick, la responsabilità di occuparsi del fratellino che grava su Ayana nonostante abbia bisogno anche lei di essere consolata dalla mamma. Mi piace l’incontro con il soldato e, anche se si tratta di un horror, ci vedrei benissimo una parentesi rosa…
06/10/2016 at 09:55
Arriveranno a Joliet
Umanità profonda. Viva.
Mi è piaciuto questo capitolo, direi introspettivo. Ho trovato ben descritti e veri i sentimenti dei ragazzi, in balia di un universo che non ha più regole e gli deve sembrare – quello sì – assurdo e irreale.
Bravo
Ciao ciao
30/09/2016 at 12:55
Mi sono inconsapevolmente unita alla maggioranza, ma l’opzione che riguardava i problemi con gli umani mi affascinava parecchio. Tante volte sono gli esseri umani a comportarsi come mostri, soprattutto in una simile situazione di tensione; sono sicura che l’avresti sviluppato in modo molto interessante.
Toccante il modo in cui hai descritto la semplice umanità dei due ragazzi, così giovani e già costretti ad affrontare un’apocalisse. Bravo sempre 🙂
23/09/2016 at 17:04
Problemi coi mostri!, così Ben potrà mostrare o scoprire da che parte sta.
Le esigenze e i sentimenti molto umani dei bambini li rendono realistici, dando efficacia alla narrazione.
Ciao ciao
18/09/2016 at 16:27
Facciamoli arrivare a Joliet,
Bel capitolo, si ride e si piange. Toccante e reso bene, a mio parere, il rapporto tra i fratellini e la psicologia del piccolino.
Ciao a presto
15/09/2016 at 08:36
Ciao lucrash!
Devo dire che ti sei sbloccato molto bene! Il capitolo mi è piaciuto veramente tanto e sono curiosa di scoprire il ruolo di questo nuovo personaggio.
Molto belle anche le descrizioni, i colori e i profumi che hai mostrato all’inizio del capitolo.
Io direi di farli arrivare a Joliet… chissà poi cosa troveranno in quel luogo…
Complimenti! Alla prossima! 😉
13/09/2016 at 19:45
Arriveranno a Joliet, ma lì li attenderà qualcosa d’inatteso.
Ciao e al prossimo 😉
13/09/2016 at 17:20
Torniamo nel solco del classico, dopo la parentesi nella mente del mostro/Ben. Resto nel classico anche io arriviamo a destinazione ma con sorpresa.
Siamo pronti, ora c’è anche il soldato 😉
Molto bello il “dove doveva ritornare?”
13/09/2016 at 14:56
Oggi ci sentiamo un po’ buoni.
Facciamo arrivare i nostri protagonisti a Joliet.
Ma cerchiamo di non esserlo troppo!
Ci hai promesso qualcosa di inatteso.
Mi aspetto una catastrofe, mi aspetto la distruzione totale, mi aspetto l’apocalisse.
Ok, forse così sto diventando troppo cattivo, ma confido che con una situazione tanto pericolosa Ben entri in azione… in un modo o nell’altro.
Complimenti!
Ti aspetto con il prossimo capitolo 🙂
13/09/2016 at 11:01
Il loro percorso è già stato più volte minato, direi di farli arrivare a Joliet magari facendo conoscenza. Poi però una volta lì troveranno qualcosa di inaspettato.
Mi è piaciuto questo episodio, bravo! 😉
13/09/2016 at 14:19
Ciao AmoMarta 🙂
Mi piacerebbe scrivere un paragrafo simile, molto descrittivo, con loro tre che parleranno, rifletteranno e si conosceranno a vicenda, lo ammetto. Però come scrivevo sotto a Mika, mancano quattro capitoli e vorrei che questa storia fosse autoconclusiva con un possibile finale aperto su un prosieguo (che non arriverà comunque subito dopo il decimo capitolo) 😀 Mi sa che dovrò accelerare un po’ i tempi. Grazie mille 🙂 a presto!
13/09/2016 at 10:04
Ciao! 😀
Mi è piaciuto molto come hai descritto la situazione di Ayana e Rick, scaraventati nel baratro della disperazione, ma disposti a non arrendersi per uscirne. *w*
Tutte e tre le opzioni sono molto interessanti: ho votato che arrivino a Joliet, ma troveranno qualcosa di inatteso! 😉
Alla prossima!
13/09/2016 at 14:18
Ciao Mika 🙂
Mi sarebbe piaciuto concentrarmi di più sul loro dolore, ma sono al sesto capitolo e come si dice in gergo, devo “quagliare” 😀 devo darmi una mossa 🙂
Grazie mille, passo dopo a leggere il tuo nuovo capitolo 😉
12/09/2016 at 21:25
Continua a piacermi ed interessanti, la scena iniziale mi ha ricordato molto Anna di Ammaniti (non so se lo conosci), molto interessante anche l incontro con il soldato che sicuramente renderà tutto ancora più interessante. Complimenti per tutto.
13/09/2016 at 14:16
Ciao Fray, grazie mille 🙂 No purtroppo non lo conosco, vedrò di informarmi 🙂
A presto e grazie ancora!
10/09/2016 at 09:26
Ho recuperato i vecchi capitoli, dato che sto iniziando oggi a leggere qualche storia. Ovviamente ero “costretto” per passione ad iniziare con un horror. All’inizio ho pensato “ecco un’altra variante di the walking dead” (che a me piace), poi mi è completamente piaciuta (per me una novità) il punto di vista da parte dello zombie e la visione cromatica che ha (come la vista dell’aquila di assassin creed, non so se giochi hai videogames). Questo cambiamento di punto di vista, pur rimanendo lo stesso protagonista, mi ha fatto appassionare. Quel che ho scelto è che i due fratelli saranno in pericolo, immaginando magari che lo stesso protagonista venga prima del peggio a salvarli, ma chissà cosa ti frulla per la testa. Mi piacerebbe che lo zombie da carnefice dei suoi diventasse il momentaneo eroe. Amante dell’horror preferirei poi una netta ricaduta. Sto viaggiando di fantasia, merito della tua storia!
10/09/2016 at 15:12
Ciao 🙂 Son felice di ritrovarti qui!
Sono molto contento del fatto che ti sia piaciuto e che hai trovato tempo per leggermi 🙂 Spero di mantenere un tocco di originalità durante il resto della storia, il nuovo capitolo è in lavorazione, conto (spero) di pubblicarlo nell’arco di pochi giorni 🙂
Ho visto che hai pubblicato il secondo capitolo del tuo racconto, dopo passerò a dare un’occhiata.
PS. gioco, ma non ad assassin creed, lo conosco solamente di fama 🙂
Ancora grazie per tutto, a presto!