Una nuova Era

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il protagonista del prossimo capitolo? Benedikt (59%)

Benedikt

Nero.
La sua realtà cromatica sembrava essersi ridotta a un solo componente della tavolozza di un pittore.
Non c’era bianco, verde o giallo nel suo campo visivo. La totalità dell’assenza era ciò che riusciva a vedere, ed era qualcosa di torbido, dalla quale non filtrava la luce.
Si era svegliato, era stato come rinascere, e l’oscurità gli aveva invaso il campo visivo. Il panico si era impossessato di lui, percepiva il cuore galoppargli frenetico in petto.
Poi le aveva viste.
Quattro sagome rosse baluginavano sopra di lui, si stagliavano a intermittenza sullo sfondo nero. Avevano la forma di silhouette dipinte con il fumo, simili a quelle partorite da una sigaretta abbandonata al suo destino sul davanzale di una finestra.
Si era alzato e aveva capito di essere affamato. Un’atavica sensazione di voracità gli comandava di raggiungere le sagome. Le aveva obbedito. Aveva affondato le zanne nelle silhouette, capendo che quelle striature rosse che ne discendevano il fianco erano fiotti del liquido che tanto sembrava mutare la sua volontà. La sua bocca stava assaggiando il sangue e fu proprio in quel momento che aveva capito che ne sarebbe rimasto schiavo. Aveva affondato le zanne, e aveva deciso di non estrarle fino a che il rosso non avesse smesso di lampeggiare.
Una delle sue prede urlava, aveva attirato una terza sagoma rossa. Lui l’aveva ignorata all’inizio, troppo preso dal forte sapore di ciò che stava bevendo. Stava mangiando il suo pasto quando uno scricchiolio dabbasso l’aveva distratto, facendogli notare che da una quarta sagoma, più piccola delle altre tre, proveniva un profumo ancora più delizioso.
Si era scaraventato su di loro, cercando di appropriarsi di tale inebriante sensazione, ma qualcosa d’insolito – sebbene nulla di ciò che gli fosse successo poteva definirsi normale – l’aveva fermato.
Gli era sovvenuto il primo ricordo nella sua nuova vita.
Conosceva quelle entità, aveva cercato di pronunciare il nome di una delle due, ma gli era uscito solamente:

     «…yana?»

La fame era passata. Decise di seguire le sagome che si stavano ormai allontanando, mantenendosi in disparte. S’inoltrò nel nero che lo circondava. Le loro voci gli suonavano strane in lontananza, come se provenissero dall’interno di contenitori metallici. Non riusciva a interpretare le parole, ma capiva dal tono delle voci che non c’era felicità in loro; qualcosa, forse lui, l’aveva cancellata dalle loro facce.
Le silhouette baluginavano a intermittenza poco distante da dove si trovava lui, ma si erano fermate. Si accucciò aggomitolandosi su se stesso, in attesa che le due entità riprendessero il cammino. Era stanco, aveva gli arti indolenziti e i denti gli facevano male. Passò del tempo, non seppe quantificarlo, i due sembravano essersi addormentati perché erano ancora lì immobili, distesi.
Annusò l’aria intorno a sé, una piccola macchia bianca gli comparve nell’angolo destro del suo campo sensitivo. Si domandò cosa fosse. Si diresse verso di essa, il bianco iniziò a ingrandirsi man mano che i suoi passi si avvicinavano al punto in cui ne avrebbe incrociato la strada.
Qualcosa si accese in quel momento nel suo cervello.
Non ci pensò una seconda volta, iniziò a correre ignorando i muscoli e i tendini doloranti. Raggiunse la sagoma bianca e gli si scagliò contro. Solamente una ventina di metri li separava dalle due entità che stava seguendo – no, che stava proteggendo – addormentate al centro dell’oscurità. Percepì il bianco aprire le fauci e reagì di conseguenza. Il suo avversario sembrava confuso, ma lui sapeva benissimo cosa fare. Lo colpì con le mani, ma quello si ritrasse in tempo ed evitò che le dita di Ben gli scavassero dei solchi in gola.
Il bianco si scagliò a sua volta contro ciò che era diventato il ragazzo di Boston, tentando di azzannargli il collo, ma riuscì solamente a graffiargli braccia e gambe. Una lotta, o, meglio, una danza silenziosa turbinava nella foresta.
Ben si voltò verso le due sagome rosse per un istante, stavano ancora dormendo, poi lanciò un urlo silenzioso che parve squarciare la nebbia nera che lo circondava, un grido che sentì solamente il bianco davanti a lui; che si allontanò spaventato: aveva riconosciuto la superiorità di Ben.
Il ragazzo si avvicinò alle due entità, silenzioso e furtivo. Ne annusò l’odore, poi si allontanò nuovamente. Tornò al posto che aveva identificato come suo rifugio, e volse lo sguardo alle sue braccia e alle gambe. Non poteva vederle, in realtà, ma percepì delle striature bianche defluire dal suo corpo, nei punti in cui il rivale aveva affondato gli artigli scoprendo la carne sottostante la pelle.
La fame gli suggerì che il rosso identificava la preda, le sagome bianche invece erano i suoi simili.
La psiche gli indicò qualcos’altro, il concetto di amicizia che lo legava alle due entità rosse.
A quanto pareva, due realtà opposte e nemiche tra loro condividevano il suo corpo.
Si addormentò, sperando che la fame non avesse preso il controllo della sua mente non appena si fosse risvegliato.

Adesso?

  • Ayana e Rick saranno in grande pericolo (38%)
    38
  • Ayana e Rick incontreranno qualcuno (44%)
    44
  • Ben si mostrerà ad Ayana e Rick (19%)
    19
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151 Commenti

  • Arriveranno a Joliet…
    Bel capitolo, hai saputo mostrare molto bene il senso di smarrimento e paura del piccolo Rick, la responsabilità di occuparsi del fratellino che grava su Ayana nonostante abbia bisogno anche lei di essere consolata dalla mamma. Mi piace l’incontro con il soldato e, anche se si tratta di un horror, ci vedrei benissimo una parentesi rosa…

  • Arriveranno a Joliet
    Umanità profonda. Viva.
    Mi è piaciuto questo capitolo, direi introspettivo. Ho trovato ben descritti e veri i sentimenti dei ragazzi, in balia di un universo che non ha più regole e gli deve sembrare – quello sì – assurdo e irreale.
    Bravo
    Ciao ciao

  • Mi sono inconsapevolmente unita alla maggioranza, ma l’opzione che riguardava i problemi con gli umani mi affascinava parecchio. Tante volte sono gli esseri umani a comportarsi come mostri, soprattutto in una simile situazione di tensione; sono sicura che l’avresti sviluppato in modo molto interessante.

    Toccante il modo in cui hai descritto la semplice umanità dei due ragazzi, così giovani e già costretti ad affrontare un’apocalisse. Bravo sempre 🙂

  • Ciao lucrash!
    Devo dire che ti sei sbloccato molto bene! Il capitolo mi è piaciuto veramente tanto e sono curiosa di scoprire il ruolo di questo nuovo personaggio.
    Molto belle anche le descrizioni, i colori e i profumi che hai mostrato all’inizio del capitolo.
    Io direi di farli arrivare a Joliet… chissà poi cosa troveranno in quel luogo…
    Complimenti! Alla prossima! 😉

  • Oggi ci sentiamo un po’ buoni.
    Facciamo arrivare i nostri protagonisti a Joliet.
    Ma cerchiamo di non esserlo troppo!
    Ci hai promesso qualcosa di inatteso.
    Mi aspetto una catastrofe, mi aspetto la distruzione totale, mi aspetto l’apocalisse.
    Ok, forse così sto diventando troppo cattivo, ma confido che con una situazione tanto pericolosa Ben entri in azione… in un modo o nell’altro.

    Complimenti!
    Ti aspetto con il prossimo capitolo 🙂

    • Ciao AmoMarta 🙂
      Mi piacerebbe scrivere un paragrafo simile, molto descrittivo, con loro tre che parleranno, rifletteranno e si conosceranno a vicenda, lo ammetto. Però come scrivevo sotto a Mika, mancano quattro capitoli e vorrei che questa storia fosse autoconclusiva con un possibile finale aperto su un prosieguo (che non arriverà comunque subito dopo il decimo capitolo) 😀 Mi sa che dovrò accelerare un po’ i tempi. Grazie mille 🙂 a presto!

  • Ciao! 😀
    Mi è piaciuto molto come hai descritto la situazione di Ayana e Rick, scaraventati nel baratro della disperazione, ma disposti a non arrendersi per uscirne. *w*
    Tutte e tre le opzioni sono molto interessanti: ho votato che arrivino a Joliet, ma troveranno qualcosa di inatteso! 😉
    Alla prossima!

  • Ho recuperato i vecchi capitoli, dato che sto iniziando oggi a leggere qualche storia. Ovviamente ero “costretto” per passione ad iniziare con un horror. All’inizio ho pensato “ecco un’altra variante di the walking dead” (che a me piace), poi mi è completamente piaciuta (per me una novità) il punto di vista da parte dello zombie e la visione cromatica che ha (come la vista dell’aquila di assassin creed, non so se giochi hai videogames). Questo cambiamento di punto di vista, pur rimanendo lo stesso protagonista, mi ha fatto appassionare. Quel che ho scelto è che i due fratelli saranno in pericolo, immaginando magari che lo stesso protagonista venga prima del peggio a salvarli, ma chissà cosa ti frulla per la testa. Mi piacerebbe che lo zombie da carnefice dei suoi diventasse il momentaneo eroe. Amante dell’horror preferirei poi una netta ricaduta. Sto viaggiando di fantasia, merito della tua storia!

    • Ciao 🙂 Son felice di ritrovarti qui!
      Sono molto contento del fatto che ti sia piaciuto e che hai trovato tempo per leggermi 🙂 Spero di mantenere un tocco di originalità durante il resto della storia, il nuovo capitolo è in lavorazione, conto (spero) di pubblicarlo nell’arco di pochi giorni 🙂
      Ho visto che hai pubblicato il secondo capitolo del tuo racconto, dopo passerò a dare un’occhiata.
      PS. gioco, ma non ad assassin creed, lo conosco solamente di fama 🙂
      Ancora grazie per tutto, a presto!

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