La Gabbia Dorata.

Dove eravamo rimasti?

Cosa deve fare Lisa per iniziare le ricerche della sorella? Deve andare nel bar cybergoth dove Betty lavora. (60%)

Sentirsi fuori posto.

Lisa trasse un respiro profondo e ripensò agli eventi del giorno prima.

Era tornata a casa come sempre alle ore 19.30, si era fatta la doccia e alle 19.45 aveva svegliato Betty. La cena era pronta per le 20.00.
Solitamente Lisa andava a dormire per le 20.45 quando Betty iniziava a prepararsi. Quella sera però era nervosa e non riusciva a prendere sonno, quindi era rimasta con la sorella.
Aveva dunque assistito alla preparazione e la vide trasformare il suo volto famigliare: ciglia finte, rossetto e ombretto color fuoco, fard fucsia. Il suo stile era cybergoth, come le aveva spiegato. Si mise gli occhialoni da aviatore sulla testa sopra una voluminosa parrucca con i rasta fucsia. Scelse un bustino nero, una minigonna in pelle, calze a rete fucsia, anfibi con la zeppa.
“Vai ad un rave o a lavorare?”
“Prima vado a lavorare, poi vado a battere e infine ad un rave, che dici?” le aveva risposto acida Betty.
Arrivarono al bar e Lisa si sentì totalmente fuori posto: camerieri, baristi e avventori erano tutti abbigliati in maniera per lei stramba. Occhialoni sulla testa, colori sgargianti, accessori improbabili e la musica era un’accozzaglia cacofonica di suoni.
Non era la prima volta che accompagnava Betty lì, ma ogni volta era shockante.
Si mise a pensare se fosse così anche per Lisa quando l’accompagnava in ufficio.
Raggiunsero il bancone e Lisa si mise comoda, per quanto potesse. Avrebbe decisamente preferito dormire.
“Ci facciamo un goccetto?” le chiese Betty alzando un sopracciglio con fare invitante.
“Ho altra scelta?”
“Decisamente no”
Betty versò due generose dosi di liquore fucsia.
“Ma è troppo!” protestò Lisa.
“Alla goccia, sorella” Betty sorrise, brindò e in due sorsi
aveva finito.
Lisa sentì il calore risalire dallo stomaco fino alle guance.
“Buono, eh? Sai che è di contrabbando?” le confidò.
“Io queste cose non le voglio sapere!”
“Nessun segreto ci deve essere tra noi, lo abbiamo giurato, no? La Promessa?” la punzecchiò Betty.
Lisa aveva osservato in silenzio il lavoro della gemella. Disinibita con i clienti e con i colleghi, si muoveva sinuosa sul bancone.
Verso le 23.00 iniziò a sentirsi stanca e intontita. Salutò Betty, che le diede quel minimo di attenzione necessario per non essere scortese, e se ne andò a dormire.

I ricordi della sera prima terminavano a quel punto. Lisa guardò l’ora sul display: era mezzogiorno. C’erano quasi dodici ore di vuoto e aveva solo un posto che avrebbe potuto colmare almeno parzialmente: il gothbar “Desdemona”.
Lisa si vestì rapidamente ed uscì. Per strada l’accolsero il consueto grigio e il clima temperato garantito. Camminò a passo svelto: non servivano mezzi pubblici o aerotaxi per raggiungere il locale, ma solo una passeggiata di undici minuti a passo svelto, quindici con le zeppe di Betty.
L’insegna luminosa “D(i)esDemon(i)a(e)”, con il suo verde acido, le indicò che aveva raggiunto la sua meta.
Varcato il portone di accesso, Lisa fu accolta dalla consueta sensazione di disagio. Con immane sforzo ignorò le occhiate degli altri avventori e si accomodò al bancone ostentando noncuranza.
La barista dai capelli viola e il viso tatuato con simboli tribali fu subito da lei.

Sua sorella le aveva parlato di quella “bella gnocca” che lavorava di giorno. Si faceva chiamare DeepPurple. Lisa non era interessata a conoscere il motivo di quel soprannome, ma Betty aveva deciso sadicamente di raccontarglielo lo
stesso.
“Purple perché le piace il colore, l’ha scelto lei. Deep, invece, gliel’hanno imposto alcuni amici: pare che sia una ragazza… profonda. Così, sai com’è, io non voglio dar credito alle voci: spesso sono cazzate. Poi succede che una mattina è arrivata un paio d’ore prima del suo turno e abbiamo chiacchierato
mentre sistemavo il bancone. Quando ho staccato, ci siamo conosciute per bene e ti confermo che è veramente profonda. E ha pure due tett…” disse mimando un seno particolarmente prosperoso.
“BASTA!”
“Educanda del cazzo. Non fosse per me, saresti ancora
vergine”

“Cosa ti faccio?” chiese DeepPurple.
Lisa si sentì avvampare e benedisse le luci soffuse del locale.
“Aloe Verosimile e gin” rispose mantenendo un perfetto aplomb.
“10 crediti”
Lisa pagò appoggiando la tessera sul bancone.
“Ah, sei old style” commentò Purple. “Nessun chip sottocutaneo?”
“Non ancora”
Purple la servì.
“Senti, io sto cercando una persona” non perse tempo Lisa “Si chiama Betty Jian”.
“Conosco bene Beth!” Esclamò la barista.
“Immagino” commentò Lisa in tono neutro.
“Fa la notte. Ultimamente ci incrociamo spesso al cambio turno, ma stamattina non l’ho vista. Tu chi sei?”
“Sua cugina. Lisa Jian”. Lisa scandì bene, per vedere se quel nome suscitasse una qualche reazione nella sua interlocutrice, che invece si limitò a scrutarla.
“In effetti le assomigli.”
“Lo so, pensa che spesso dicono che sembriamo gemelle”
“Tua cugina comunque starà dormendo adesso. Se la vuoi vedere, devi venire stasera.”
Lisa strinse le labbra e bevve un sorso di quella roba disgustosa che aveva ordinato totalmente a caso e solo per sentito dire mentre rifletteva sul da farsi.

Con le informazioni raccolte fin'ora, Lisa suppone che sua sorella abbia lavorato fino a fine turno. Cosa deve fare?

  • Deve tornare a casa, vestirsi e truccarsi come Betty e tornare al gothbar spacciandosi per lei (20%)
    20
  • Deve tornare a casa e cercare qualche indizio. (0%)
    0
  • Le informazioni sono troppo poche: deve restare al gothbar e fare domande anche agli avventori. (80%)
    80
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87 Commenti

  • L’inizio del capitolo è una rivisitazione dell’inizio del primo, uno stratagemma che funziona sempre per creare un racconto circolare. Dopo la rivelazione è divertente rileggere come la storia è iniziata e come sei riuscita a costruire il colpo di scena, sia che sia sempre stato pensato così sia in caso l’idea ti sia venuta in corso d’opera, quindi brava 😀 Pensavo più ad una personalità multipla che ad una sorella nata morta, che potrebbe aprire ancora altri interrogativi ad un passo dalla fine… Per il prossimo capitolo voto per Beth che ha svegliato Lisa!

  • Ciao Anita,
    quindi Beth e Lisa sono la stessa persona o forse no… non sono sicura di aver capito. Direi che Rosco la sveglia.
    Capisco il bisogno di fare mente locale su quanto avvenuto, ma ho trovato un po’ forzato il percorso a ritroso nel giorno prima. Però mi rendo conto che, in finale di storia, occorra mettere le carte in tavola per chiarire i fatti.
    Aspetto l’ultimo episodio e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

  • Anch’io voto di tornare al presente con Lisa solo perché mancano due capitoli alla fine e hai bisogno di un po’ di spazio per chiudere, altrimenti sarei tornato ancora più indietro nel tempo. Gli spiegoni preferisco lasciarli al capitolo finale 😉

    Ma Al sarà davvero un androide? Mmmm, boh! Per ora rimango col fiato sospeso e la mia idea continua ad essere fissata lì dentro; continua ad essere in contraddizione con qualcosa di detto, ma mi pare l’unica sensata… vediamo se mi smonti tutto, mi confermi le cose o che 😉

    Ciao 🙂

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