La Gabbia Dorata.

Dove eravamo rimasti?

Non so a voi, ma a me pare che Al non sia tanto sincero. Cosa vogliamo? Torniamo al presente con Lisa. (83%)

La gabbia dorata si apre

Lisa si svegliò di soprassalto nel suo letto. Si sentiva confusa. Sola. Sola come non si era mai sentita nella sua vita di donna indipendente. Aveva il vago ricordo di uno strano sogno, ricordava la dolcezza di stare con qualcuno. Si alzò e andò in bagno. Si sciacquò il viso per rinfrescarsi, poi si specchiò e vide il trucco nero colarle dagli occhi. Indietreggiò, come se avesse visto un fantasma.
Si toccò il viso per essere certa di aver visto bene, imitata dall’immagine riflessa e si avvicinò fino a toccare con il naso lo specchio. Quella era lei.
“Ma… io non mi trucco mai!” esclamò con voce strozzata.
Sentì lo stomaco contrarsi e… capì con orrore che non ricordava niente della sera precedente. Non ricordava niente dal momento in cui era tornata a casa e aveva svegliato… Betty.
Betty chi?
C’era qualcosa che non andava. Stava mischiando sogni e realtà? Andò in cucina: si sentiva la bocca secca e allappata. Mentre il liquido le scorreva in gola le venne in mente che il giorno prima un uomo, un certo Al le aveva dato qualcosa da bere. 
No, non è stato Al… è stato un altro uomo. Ma chi è Al?
Si sforzò di ricordarsi. Le immagini erano strane, distorte, incomplete… 
Respira, Lisa, respira e pensa. Sicuramente qualcuno ti ha drogata. Si disse, scandendo bene i pensieri. Tu vivi sola da sempre, non hai coinquiline e non conosci nessuna Betty. Nemmeno nessun Al.
Respirò a fondo. Raccolse i pensieri e fece un punto. Sapeva che ieri era uscita dal lavoro ed era arrivata a casa, dove sicuramente non aveva svegliato nessuna Betty perché viveva sola. Mentre rifletteva, passeggiò per l’appartamento, venendo confortata dai suoi oggetti. Accanto al letto c’era il suo unico paio di ciabattine (che indossò, ricordandosi che il pavimento era in effetti freddo). In cucina c’erano un solo piatto e un solo bicchiere, con il suo unico paio di posate (Lisa non aveva mai ospiti). Tutto era noto, tutto era famigliare. Tutto era per una sola persona: lei. 
Perfetto, non sono pazza.
Si accomodò sulla sua poltrona sacco e guardò fuori dalla finestra. Il display che faceva capolino sul grattacielo di fronte le comunicò a caratteri cubitali che erano le 9:03 di Sabato 28 Maggio 2191.
Ok, questo vuol dire che ho solo perso i ricordi di una sera. Non è molto, ma qualcosa.
Cosa sapeva? Sapeva di non avere coinquiline, di non conoscere nessuna Betty. Sapeva che non era solita uscire la sera, se non per eventi aziendali. 
Però ieri sono uscita e qualcuno mi ha dato qualcosa da bere. Ma perché? Sapeva per certo solo di non aver subito violenze fisiche. E poi chi diavolo è Al? Ricordava il corpo, fino al collo. Non il viso.
Strinse le labbra, mentre rifletteva. Non le avevo dato lui da bere, ma lui sapeva che quello che le era stato dato conteneva droghe. Anche di questo ne era certa. Il Dottor Pope!
Un nome, finalmente! Ora doveva capire chi fosse: era un medico? Forse sul Web avrebbe trovato risposte.
Si alzò, prese l’oloschermo portatile e si riaccomodò. Una volta acceso, corrugò la fronte nel vedere la schermata del login. Se la ricordava diversa. Passò il chip sottocutaneo per accedere. Anche questo gesto le sembrò strano.
Ma mi ricordo anche quando sono andata a farmelo mettere. Anche se ero convinta di non averlo. Qualcuno non mi ha mica detto che sono “Old Style?”.
Però ricordava bene la sala d’aspetto dell’ospedale e l’infermiere che chiamava il suo nome.
“Elisabeth Jian” aveva scandito quel bel ragazzo e poi le aveva sorriso, guardandola dritto negli occhi.
Occhi. Quegli occhi erano strani. E di colpo le venne in mente il volto di Al e pure il suo nome intero: Alphonse LeNoir. E quello del dottor Pope. E quello di un professore dell’università. E poi un ultimo: il suo, ma diverso nell’espressione. Questo suo volto alieno la fissava dallo specchio, dopo lei si era fatta da parte per lasciar spazio a sua sorella… perché sua sorella Betty (Betty!) si doveva truccare, ma Lisa non si era spostata fisicamente. Aveva solo lasciato il controllo delle mani a Betty, perché Betty era più precisa.  Lisa si ricordò finalmente che non era mai stata sola un giorno della sua vita. perché lei e sua sorella erano… Elisabeth Jian.

“Perché la stai svegliando?” disse una voce lontanissima.
“Perché? Volevi davvero che restasse per sempre in quella prigione?” rispose un’altra voce.
“Avresti preferito che la uccidessi? Loro sono uniche!” protestò la prima persona.

E l’ultima cosa che Lisa vide prima di svegliarsi fu un ricordo lontano; la tomba di Marybeth, la gemella di Elisabeth nata morta.

Che cosa è successo? Chi ha svegliato Lisa? E perché?

  • Beth ha avuto un rimorso di coscienza e ha sgliato Lisa. (71%)
    71
  • Il dottor Pope perché ha sabotato Al. (0%)
    0
  • Rosco. Perché ha scoperto tutto e ne è rimasto sconvolto. (29%)
    29
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85 Commenti

  • L’inizio del capitolo è una rivisitazione dell’inizio del primo, uno stratagemma che funziona sempre per creare un racconto circolare. Dopo la rivelazione è divertente rileggere come la storia è iniziata e come sei riuscita a costruire il colpo di scena, sia che sia sempre stato pensato così sia in caso l’idea ti sia venuta in corso d’opera, quindi brava 😀 Pensavo più ad una personalità multipla che ad una sorella nata morta, che potrebbe aprire ancora altri interrogativi ad un passo dalla fine… Per il prossimo capitolo voto per Beth che ha svegliato Lisa!

  • Ciao Anita,
    quindi Beth e Lisa sono la stessa persona o forse no… non sono sicura di aver capito. Direi che Rosco la sveglia.
    Capisco il bisogno di fare mente locale su quanto avvenuto, ma ho trovato un po’ forzato il percorso a ritroso nel giorno prima. Però mi rendo conto che, in finale di storia, occorra mettere le carte in tavola per chiarire i fatti.
    Aspetto l’ultimo episodio e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

  • Anch’io voto di tornare al presente con Lisa solo perché mancano due capitoli alla fine e hai bisogno di un po’ di spazio per chiudere, altrimenti sarei tornato ancora più indietro nel tempo. Gli spiegoni preferisco lasciarli al capitolo finale 😉

    Ma Al sarà davvero un androide? Mmmm, boh! Per ora rimango col fiato sospeso e la mia idea continua ad essere fissata lì dentro; continua ad essere in contraddizione con qualcosa di detto, ma mi pare l’unica sensata… vediamo se mi smonti tutto, mi confermi le cose o che 😉

    Ciao 🙂

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