La Gabbia Dorata.

Dove eravamo rimasti?

Lisa ha un nome e un luogo in cui recarsi, come è meglio che proceda? Deve andare subito alla GMDA Med con i mezzi pubblici. (80%)

(Quasi) Tutti i pezzi del puzzle vanno al loro posto.

Lisa si ritrovò in strada e inspirò a fondo: aveva finalmente una meta e un indizio. Non che fosse granché, ma vi si aggrappò con tutta la forza che aveva e decise che doveva andare subito a scoprire qualcosa di questo Al.
La GMDA Med si trovava in una zona centrale e Lisa aveva due strade: aerotaxi o metropolitana. Buttò un rapido sguardo al cielo e vide una lenta colonna di velivoli che procedeva con snervante lentezza.
Accidenti, è vero: è il primo sabato del fashion month.
Anche la metropolitana sarebbe stata piena, ma era il mezzo ideale per spostarsi e poi lei non amava particolarmente volare.
In un batter d’occhio si ritrovò schiacciata tra la folla, ma Lisa era molto esperta riuscì a sgusciare abilmente.

“Sai cosa? Hai pensato alla carriera di borseggiatrice? Sei troppo brava!” Si era complimentata Betty quel pomeriggio, mentre tornavano dal lavoro.
“Altre sciocchezze?”
“Ma no, dico sul serio: ti sei vista? Scivoli tra la folla, nessuno ti nota. Poi con quel faccino da brava ragazza che hai, chi sospetterebbe di te?”
“Quando ti vengono in mente idee del genere, fammi il piacere: conta fino a dieci e poi taci” il tono di Lisa fu più tagliente acido del voluto e lei se ne pentì all’istante, anche perché Betty sembrò esserci rimasta particolarmente male, ma il danno era fatto.
“Non si può mai scherzare con te, rigida del cazzo” sbottò.

Lisa scacciò quel ricordo con rabbia.
Rigida fin che vuoi, ma onesta e di parola, almeno. Avevamo promesso!
La promessa, sì. Un patto stretto da bambine: loro erano uniche e speciali e nessuno le poteva capire. Lo sapevamo entrambe da sempre.

“Betty” la svegliò quella notte “Ti devo parlare”.
Betty mugolò scocciata in risposta. Non amava molto essere svegliata in quel modo.
“Promettimi che ci proteggeremo sempre. Che non ci saranno mai segreti tra noi. Condivideremo ogni scelta”.
“Come sei rigida…” commentò la sorella. Fu la prima volta in cui glielo disse.
“Promettimelo”
“Te lo prometto”
“Te lo prometto anche io”

Lisa scacciò quel ricordo con ancora più veemenza. Quel momento era inciso a fuoco nella sua mente e nel suo cuore. Aveva fatto tutto per rispettare la promessa e ricordarla sempre anche a Betty, che invece aveva complottato alle sue spalle. Stronza.
Lisa strinse i denti. Stava perdendo nuovamente la calma.
Respira. Calmati. La troverai, devi farlo. Non può essere scomparsa.
Lisa sentiva che sua sorella era viva e che con tutta probabilità aveva trovato un modo per fuggire.
Ma come? E soprattutto perché? E se stava male, perché non condividere? Poi capì.
“Perché sei una rigida del cazzo e sai guardare solo dritta davanti a te. La promessa me l’hai fatta fare per proteggere te stessa, non noi, perché sei pure una stronza egoista che mi ha ingabbiata con l’inganno in una vita di merda.” le sembrò che a spiegare la sua intuizione fosse la voce di Betty nella sua testa, chiara e limpida come se fosse ancora lì. E il puzzle fu completo per Lisa. Aveva tutto senso. La donna si sentì molle e se non fosse stata schiacciata tra la folla della metro, sarebbe caduta a terra.
Respira, calmati. Ora devi scendere. Hai il movente, hai il colpevole. Ora trova il “cadavere”.
Lisa per l’ennesima volta quel giorno si fece forza. Raggiunta la sua fermata, scese seguendo fluida la fiumana umana ed in un attimo la luce lattiginosa del giorno le ferì gli occhi. Salendo le scale, si trovò davanti la grande piazza, circondata dai grattacieli di vetro, sedi di alcune delle più grandi aziende del continente. L’ologramma GMDA Med capeggiava su quella che era la sua meta. Lisa inspirò ed espirò lentamente e poi si diresse alle porte automatiche, passate le quali, sfoggiando il migliore dei suoi sorrisi cordiali, andò dalla receptionist.
“Buongiorno, io… sto cercando Al”
“Il dottor LeNoir è uscito un’ora fa” rispose la receptionist senza scomporsi “Non so se ritornerà oggi. Se non è urgente, torni lunedì mattina o mi lasci i suoi riferimenti e sarà ricontattata”.
“Non è urgente. Gli dica cortesemente che è passata Lisa Jian” e lasciò i suoi contatti.
La receptionist ebbe un momento di esitazione nel sentire il cognome. “Lei è già stata qui?”
“Non esattamente.” S’intromise una voce alle spalle di Lisa.

A chi appartiene la voce?

  • A Rosco. (0%)
    0
  • Ad un perfetto sconosciuto. (57%)
    57
  • Al dottor LeNoire. (43%)
    43
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

87 Commenti

  • L’inizio del capitolo è una rivisitazione dell’inizio del primo, uno stratagemma che funziona sempre per creare un racconto circolare. Dopo la rivelazione è divertente rileggere come la storia è iniziata e come sei riuscita a costruire il colpo di scena, sia che sia sempre stato pensato così sia in caso l’idea ti sia venuta in corso d’opera, quindi brava 😀 Pensavo più ad una personalità multipla che ad una sorella nata morta, che potrebbe aprire ancora altri interrogativi ad un passo dalla fine… Per il prossimo capitolo voto per Beth che ha svegliato Lisa!

  • Ciao Anita,
    quindi Beth e Lisa sono la stessa persona o forse no… non sono sicura di aver capito. Direi che Rosco la sveglia.
    Capisco il bisogno di fare mente locale su quanto avvenuto, ma ho trovato un po’ forzato il percorso a ritroso nel giorno prima. Però mi rendo conto che, in finale di storia, occorra mettere le carte in tavola per chiarire i fatti.
    Aspetto l’ultimo episodio e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

  • Anch’io voto di tornare al presente con Lisa solo perché mancano due capitoli alla fine e hai bisogno di un po’ di spazio per chiudere, altrimenti sarei tornato ancora più indietro nel tempo. Gli spiegoni preferisco lasciarli al capitolo finale 😉

    Ma Al sarà davvero un androide? Mmmm, boh! Per ora rimango col fiato sospeso e la mia idea continua ad essere fissata lì dentro; continua ad essere in contraddizione con qualcosa di detto, ma mi pare l’unica sensata… vediamo se mi smonti tutto, mi confermi le cose o che 😉

    Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi