La Gabbia Dorata.

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo ancora 3 capitoli, cosa è meglio approfondire nel prossimo? Cambio narratore e focus su Al: si è dato tanto da fare per Beth solo per amore o ha altri scopi? (44%)

Cinque anni prima.

L’aria frizzante della sera accarezzava il viso di Al mentre usciva dalla GMDA Med in compagnia di Rosco.
“Birretta?” gli propose quest’ultimo.
“Ovvio!” rispose Al, soddisfatto dalla proposta del collega.
“Magari becchiamo pure quella Betty” lo stuzzicò, assestandogli una forte gomitata.
“Ahi” esclamò Alphonse, anche se in realtà ovviamente non aveva sentito nulla: era più una specie di riflesso istintivo.
“Socio, sei veramente una mezza sega.” constatò “Invece di lavorare e andare al Desdemona, dovresti fare dello sport”
Alphonse gli rispose con uno sbuffo di sufficienza. 
La stazione della metropolitana a quell’ora era praticamente deserta.
“Turbotreno in arrivo. Disporsi seguendo le frecce luminose. Prima di salire, attendere il deflusso. Si ricorda che il non rispetto delle regole comporta una sanzione immediata pari a 50 crediti” annunciò una suadente voce femminile tramite gli altoparlanti.
Le porte si aprirono e Al si fece da parte seguendo le frecce e fece platealmente finta in maniera di dare la precedenza ad una folla in discesa fissando le telecamere con aria di sfida. Il gesto non sfuggì e la voce suadente, ma con una nota più dura, si rivolse direttamente a lui.
“Il dottor Alphonse LeNoir è multato di 20 crediti”.
Lui fece spallucce. “Tanto sono ricco”.
“Vuoi che la hackeri di nuovo e la faccia parlare in modo buffo?” propose Rosco.
“Vediamo se ci viene in mente qualcosa di divertente.” Si strinse nelle spalle Al. La sua espressione da bambino birbante che avrebbe stregato Beth lasciava intendere che stava già avendo qualche idea interessante.
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Il Desdemona era abbastanza vuoto quella sera. Appena entrarono, lo sguardo di Al si posò subito su Betty e un involontario sorriso si dipinse sul suo volto, contagiando anche Rosco: vedere il suo amico interessato ad un essere umano di sesso femminile era una piacevole novità. Notando la reazione del suo amico, Alphonse ricordò quando si era confidato con lui dicendogli di Beth.
“Ti piace una ragazza?” era riuscito a mormorare Rosco tra un colpo di tosse e l’altro. Non appena Alphonse aveva rivelato a Rosco della sua cotta, si era trovato la faccia sputacchiata di birra e un amico quasi strozzato. Annotò mentalmente che non fosse il caso di raccontare qualcosa di shockante a Rosco quando beveva.
“Credo di sì” rispose serissimo Al, pulendosi il viso da saliva mista a birra senza fare una grinza.
Rosco era timasto in silenzio per dei lunghissimi secondi, poi aveva urlato “Deeeeeepy cara, ci porti quattro Sacrifici Maya?” e aveva alzato quattro dita per confermare il numero di cockatil desiderato.
La barista si era illuminata e aveva annuito con foga di rimando. 
“Sei matto?” aveva protestato Alphonse “Il Sacrificio Maya è troppo forte, tra un’ora dobbiamo tornare in laboratorio e due a testa ci uccideranno”
“Chissene. Ho appena scoperto che sei umano: dobbiamo festeggiare e io festeggio così”
Quel giorno lavorarono davvero poco, ma riso tantissimo, ripensò Alphonse, sebbene su di lui l’alcool non avesse alcun effetto.
Abbandonò il ricordo e si concentrò sul presente. Quella sera l’abbigliamento di Betty era particolarmente audace. Al avrebbe saputo solo anni dopo che la lunghezza delle sue gonne era solitamente indirettamente proporzionale alla sua rabbia nei confronti di Lisa e che dunque era reduce da una brutta discussione con la sorella.
I due colleghi si sedettero al bancone e ordinarono la prima delle numerose birre di quella lunga sera trascorsa nel loro pub preferito.
Verso le tre di notte Rosco decise che era tempo di andare a casa e lo annunciò biascicando un po’.
“Sci vediamo lunedì” lo scimmiottò Al. Rosco se ne andò barcollando mostrandogli il medio.
Nonostante fosse un venerdì, il locale era rimasto abbastanza vuoto. Lui e Betty erano praticamente soli e avevano chiacchierato quasi tutto il tempo.
“Ma tu di cosa sei fatto? Non ti ubriachi mai?” gli aveva chiesto lei, spillando l’ennesima birra.
“Sono un androide” aveva detto lui serissimo. Betty aveva riso di rimando quasi con troppo gusto.
Al capì in quel momento che i suoi sforzi non erano stati vani: era interessata! Ne ebbe conferma poco dopo: lei indugiò quando, porgendogli il bicchiere, le loro mani si sfiorarono. E non vi fu più alcun dubbio quando, dopo l’arrivo di DeepPurple, si era seduta al bancone a chiacchierare e, mentre lui distrattamente le accarezzava le dita, gli aveva appoggiato una mano sul ginocchio, sporgendosi molto verso di lui. In quel momento con stupore ebbe quasi l’impressione di provare un’inaspettata sorta di eccitazione. Si sentì quasi orgoglioso di riuscire a sentirsi ancora un uomo e si avvicinò istintivamente a sua volta. Fu un attimo: un secondo prima lei lo stava ascoltando e un secondo dopo lo stava baciando con molta, molta passione, accarezzandogli audacemente la coscia. Alphonse esultò: stava andando tutto come aveva previsto. La strada sarebbe stata lunga, ma era quella giusta.

Non so a voi, ma a me pare che Al non sia tanto sincero. Cosa vogliamo?

  • Torniamo al presente con Lisa. (83%)
    83
  • Restiamo con Al e andiamo ancora più indietro nel tempo. (0%)
    0
  • Spiegone. (17%)
    17
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87 Commenti

  • L’inizio del capitolo è una rivisitazione dell’inizio del primo, uno stratagemma che funziona sempre per creare un racconto circolare. Dopo la rivelazione è divertente rileggere come la storia è iniziata e come sei riuscita a costruire il colpo di scena, sia che sia sempre stato pensato così sia in caso l’idea ti sia venuta in corso d’opera, quindi brava 😀 Pensavo più ad una personalità multipla che ad una sorella nata morta, che potrebbe aprire ancora altri interrogativi ad un passo dalla fine… Per il prossimo capitolo voto per Beth che ha svegliato Lisa!

  • Ciao Anita,
    quindi Beth e Lisa sono la stessa persona o forse no… non sono sicura di aver capito. Direi che Rosco la sveglia.
    Capisco il bisogno di fare mente locale su quanto avvenuto, ma ho trovato un po’ forzato il percorso a ritroso nel giorno prima. Però mi rendo conto che, in finale di storia, occorra mettere le carte in tavola per chiarire i fatti.
    Aspetto l’ultimo episodio e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

  • Anch’io voto di tornare al presente con Lisa solo perché mancano due capitoli alla fine e hai bisogno di un po’ di spazio per chiudere, altrimenti sarei tornato ancora più indietro nel tempo. Gli spiegoni preferisco lasciarli al capitolo finale 😉

    Ma Al sarà davvero un androide? Mmmm, boh! Per ora rimango col fiato sospeso e la mia idea continua ad essere fissata lì dentro; continua ad essere in contraddizione con qualcosa di detto, ma mi pare l’unica sensata… vediamo se mi smonti tutto, mi confermi le cose o che 😉

    Ciao 🙂

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