La Gabbia Dorata.

Dove eravamo rimasti?

A chi appartiene la voce? Ad un perfetto sconosciuto. (57%)

Uno strano déjà vu,

Lisa si voltò e si trovò davanti un perfetto sconosciuto. Era un uomo decisamente attraente, con indosso un completo elegante sotto ad un camice bianchissimo. Sul tesserino, accanto alla sua foto 3D, si leggeva “Dott. Cletus Pope – Ricercatore”.
“Buongiorno, dottor Pope” salutò la receptionist con un largo sorriso. L’uomo si limitò ad un segno del capo per poi concentrare tutta la sua attenzione su Lisa.
“Buongiorno, Lisa Jian” disse solo. Aveva un tono calmo e profondo.
Lisa corrugò la fronte, non riuscendo a nascondere il disagio che provava davanti a quell’uomo. Era una sensazione molto strana, ma che aveva già provato in passato.

“Ma è un cazzo di essere umano, esattamente come te. Caga, piscia, starnutisce come te. Che cazzo di paura hai? Non è da te.” Il tentativo di Beth di tranquillizzarla prima di quell’esame non era andato decisamente a segno. Lisa non riusciva a distogliere lo sguardo da quel professore.
“Non è paura… Ha un qualcosa di inquietante e uno sguardo strano.”
“A me sembra solo un figone. Magari ci guarda così perché me lo sono fatta ad una festa e mi ha riconosciuta.”
Lisa si sentì mancare “Ma come? Ci sono i professori? E tu te li… fai? Ma vuoi rovinarmi?”
Betty rise di gusto “Cazzona, ti pare?”
“Non sono battute da fare” sibilò Lisa, paonazza.

Il dottor Pope aveva un qualcosa negli occhi, nel tono di voce o nella postura che le ricordava quel professore dell’università. Entrambi erano uomini di bell’aspetto, dai modi cortesi, ma Lisa sentiva che c’era come una nota stonata.
“Immagino che lei stia cercando il dottor LeNoir.”
Lisa annuì. Non le passò nemmeno per l’anticamera del cervello di mentire.
“Claire, registrala come mia ospite” ordinò alla receptionist. “Lisa Jian, la prego di seguirmi.” E senza attendere una risposta affermativa, che evidentemente reputava inutile, si voltò e si avviò verso gli ascensori. Lisa rimase bloccata per alcuni lunghissimi secondi, mentre una voce in testa le urlava di fuggire via. Le diceva che era pericoloso seguire quell’uomo. Che non sarebbe successo nulla di buono.

“Sai, io ho sempre avuto un sesto senso” confidò Lisa alla sorella.
Beth scoppiò a ridere talmente forte da rischiare di soffocare.
“Tu? Ma che cazzate spari? Tu che credi a qualcosa di non concreto?”
Lisa ci rimase molto male: non era stato facile fare quella ammissione. “Guarda che è vero. Quando ho una sensazione strana, so semplicemente che una cosa andrà in un determinato modo, solo che non posso fare nulla per oppormi, come Cassandra. Ho pensato tante volte che fosse una cavolata e non vi ho mai dato peso, però pensavo fosse giusto dirtelo.”
“Sai cosa sei?” minimizzò Beth “Sei una normalissima ragazza che si fa le paranoie. Ogni tanto ti scordi di essere una rigida del cazzo e ti ricordi che sei umana.”

Lisa non aveva risposto quella volta, ma era molto sicura di quello che aveva detto e in quel momento era esattamente in quella situazione. Sapeva benissimo che stava per fare una cosa sbagliata e di non avere scelta.
Raggiunse il dottor Pope.
“Avrà delle domande” le disse l’uomo inquietante.
“Si sbaglia. Ne ho solo una.” la durezza nella sua stessa voce stupì anche Lisa.
L’ascensore si aprì e lo specchio davanti restituì l’immagine della coppia: lui un bell’uomo sulla quarantina che svettava accanto ad una piccola donna. Lisa si guardò negli occhi e si trovò minuscola e vulnerabile. E poi accadde qualcosa che non era mai successo prima: uno strano déjà vu.
Sono già stata qui?
E si ricordò la scena, ma, al posto suo e del dottor Pope, c’erano Beth e Rosco.

Betty stava sorridendo e Rosco sembrava così diverso con il camice e la benda sull’occhio. Non avevano aspettato Al perché lui ci metteva troppo a scegliere che caffè prendere. Sempre.

Betty sbuffò in maniera plateale.
“Al, non puoi metterci sempre una vita!” Betty lo sgridò bonariamente mentre lui, di spalle, rileggeva la lista per l’ennesima volta, scorrendola lentamente con il dito.
“La scelta della bevanda è un qualcosa di molto importante” disse Al con infantile dolcezza.
Finalmente si decise e, dopo aver selezionato il tasto, si voltò verso la sua ragazza, mostrandole il suo viso perfetto e quegli occhi grigi che Betty adorava e che a Lisa avrebbe fatto rizzare i capelli sulla nuca.

Lisa tornò in sé. Era stata una frazione di secondo e Pope sembrò non essersi accorto di nulla. Entrarono in ascensore. Lisa era sconvolta, ma cercò di non darlo a vedere.
Quello che ho visto, non può essere reale. Non erano miei ricordi, ma di Beth e quando ho pensato ad Al, mi è venuta in mente quella scena.
Non solo: in quel momento era Beth. Conosceva Al, sapeva persino quanto fossero morbidi i suoi capelli e non provava disagio con lui, anzi!, lo… amava. Cazzo.
“Il dottor LeNoir ci raggiungerà presto” il dottor Pope la distolse dai suoi pensieri.
Lisa annuì distrattamente.
“Qual è la domanda che voleva fare?” le domandò, mentre le porte dell’ascensore si aprivano su un lungo corridoio bianco e freddo.
“La farò al dottor LeNoir” rispose secca.

Nel prossimo capitolo.

  • Un po' di azione. (33%)
    33
  • Altri déjà vu! (50%)
    50
  • Incontriamo subito Al. (17%)
    17
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

85 Commenti

  • L’inizio del capitolo è una rivisitazione dell’inizio del primo, uno stratagemma che funziona sempre per creare un racconto circolare. Dopo la rivelazione è divertente rileggere come la storia è iniziata e come sei riuscita a costruire il colpo di scena, sia che sia sempre stato pensato così sia in caso l’idea ti sia venuta in corso d’opera, quindi brava 😀 Pensavo più ad una personalità multipla che ad una sorella nata morta, che potrebbe aprire ancora altri interrogativi ad un passo dalla fine… Per il prossimo capitolo voto per Beth che ha svegliato Lisa!

  • Ciao Anita,
    quindi Beth e Lisa sono la stessa persona o forse no… non sono sicura di aver capito. Direi che Rosco la sveglia.
    Capisco il bisogno di fare mente locale su quanto avvenuto, ma ho trovato un po’ forzato il percorso a ritroso nel giorno prima. Però mi rendo conto che, in finale di storia, occorra mettere le carte in tavola per chiarire i fatti.
    Aspetto l’ultimo episodio e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

  • Anch’io voto di tornare al presente con Lisa solo perché mancano due capitoli alla fine e hai bisogno di un po’ di spazio per chiudere, altrimenti sarei tornato ancora più indietro nel tempo. Gli spiegoni preferisco lasciarli al capitolo finale 😉

    Ma Al sarà davvero un androide? Mmmm, boh! Per ora rimango col fiato sospeso e la mia idea continua ad essere fissata lì dentro; continua ad essere in contraddizione con qualcosa di detto, ma mi pare l’unica sensata… vediamo se mi smonti tutto, mi confermi le cose o che 😉

    Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi