La Gabbia Dorata.

Dove eravamo rimasti?

Con le informazioni raccolte fin'ora, Lisa suppone che sua sorella abbia lavorato fino a fine turno. Cosa deve fare? Le informazioni sono troppo poche: deve restare al gothbar e fare domande anche agli avventori. (80%)

Tu quoque?

Lisa fissava il suo cocktail e il suo cocktail fissava lei, ma non avrebbe trovato risposte in quel liquido verde brillante. Decise di restare ancora un po’ al gothbar e di fare qualche domanda, ma a chi?
Ruotò con fare noncurante lo sgabello girevole e si appoggiò con i gomiti e la schiena al bancone, una posa che aveva visto assumere a sua sorella, sperando solo di non apparire ridicola come si sentiva.
Studiò con lo sguardo gli avventori alla ricerca del giusto interlocutore, ostentando noncuranza, come persa nei suoi pensieri. Nel locale c’erano una quindicina di persone e un tripudio di creste, accessori luminosi, capelli colorati. Constatò dunque con sincero stupore che gli stramboidi non girassero solo di notte, ma non ricordava di averne notati in giro. 

“Tu vai dritta e non ti guardi mai intorno, manco avessi i paraocchi e non consideri gli altri. Sei troppo focalizzata, cazzo! Goditi  la vita!” Betty sembrava esasperata quella volta.
“Che invito insensato è, Betty? Per ‘godermi la vita’ intendi che dovrei guardarmi intorno per osservare i passanti? Oppure che dovrei buttarmi nei liquori colorati e ‘ballare’ con sconosciuti?”
Betty aveva alzato un sopracciglio con fare malizioso e aveva risposto “Ultimamente preferisco le sconosciute”.
Lisa aveva storto il naso “Io non mi ci vedo a vivere così, lo trovo squallido”.
“Curioso, la pensiamo uguale, quasi come se avessimo una sola testa” aveva scherzato Betty.

Un tizio con un lucidissimo cappotto di syntoplastica, che era seduto da solo e in disparte a leggere qualcosa sul suo oloschermo, incrociò il suo sguardo, corrugò la fronte, ripose lo schermo nella custodia con gesti misurati e si diresse verso Lisa. La scrutò con il suo occhio bionico e poi le si sedette accanto.
“Io ti ho già vista” le disse. Aveva una voce ruvida e profonda.
“Ah sì?”
“Non ti confondere, Rosco, è la cugina di Beth, si assomigliano un casino!” si intromise Purple.
“Sarà, Deepy, però mi sembra di aver già visto lei. Da dove vieni, cugina di Beth?”
“Da Brivyo” rispose Lisa scoprendo quanto le riuscisse bene dire falsità e sperando che quell’occhio non fosse programmato per riconoscere le micoespressioni.
“Mai stata qui?”
“No, è la prima volta che vengo in questa città” mentì nuovamente Lisa.
“Da quando fai lo sbirro?” la soccorse Purple, strappando a Rosco una risata.
“Che scema che sei, Deepy, ma è che sono sicuro di averla già vista. Adesso so che non avrò pace finché non mi verrà in mente dove…” Si illuminò “Sei un ingegnere anche tu? Hai studiato al Politecnico di New Singapore?”
“Contabile in una logistica e laurea in economia.”
Rosco sospirò deluso “Vabbè, ci berrò su”
Purple in pochi secondi gli servì un boccale schiumante pieno di un liquido azzurro “Birra al mirtillobanana a te”
Rosco sorrise soddifatto.
“Anche tu conosci Betty?” gli chiese.
“Certo!”
“E l’hai vista di recente?”
“Stamattina: sono arrivato poco prima che staccasse. Era con Al, il suo ragazzo, di solito si fermano, ma…”
Lisa sentì solo pezzi sconnessi delle frasi successive. La testa iniziò a girarle ed ebbe come la sensazione di cadere dallo sgabello in un loop infinito. Vedeva le labbra di Rosco muoversi al rallentatore, il suo occhio bionico spostarsi seguendo l’occhio umano come in un video in slow motion.
Betty non può avere un ragazzo. Come ha fatto a nascondermelo?
E poi…  tutti i pezzi andarono a posto.
Ultimamente Betty era stata più impegnata del solito. Era andata ad un paio di festival techno. Era andata più spesso a ballare. Lisa aveva rischiato più volte di arrivare tardi al lavoro per colpa sua nelle ultime settimane… ma, soprattutto, le aveva raccontato parecchi aneddoti relativi ad avventure lesbo troppo dettagliati.  Erano tutte menzogne, Lisa ne era certa.
Brutta stronza.
Si sentiva tradita e la sensazione di vertigine fece spazio ad una fredda rabbia.
Lisa riprese totalmente il controllo di sè e notò che 
Rosco la stava guardando accigliato.
“Tutto bene?” le chiese.
Lisa sorrise “Tutto a posto: ho avuto solo un calo di pressione, mi capita spesso. Non ho proprio sentito cosa hai detto, puoi ripetere?”
“Ho detto che Beth è andata via con il suo ragazzo, Al. Al è un mio collega”
“Ah, sì?”
“Siamo ingegneri cibernetici. Lavoriamo alla GMDA Med. Lui è il migliore. Questo” indicò il suo occhio bionico “L’ha progettato lui per me. È unico: ha lo zoom, il visore infrarosso, la radio…”
“Caspita, ma è davvero molto interessante!” mentì nuovamente Lisa con un largo sorriso e l’entusiasmo più sincero che riuscì a mistificare. Dalla reazione soddisfatta di Rosco capì di essere stata brava.
Detto ciò, Lisa tracannò d’un fiato quel cocktail schifoso e posò con forza il bicchiere sul bancone. Ora voleva solo andare a cercare questo Al.
“Rosco, DeepPurple, è stato un vero piacere. Vado a farmi un giro in centro e poi tra un’oretta vado a svegliare Betty. Penso ci vedremo stasera: verrò di sicuro qui”.
I due la salutarono con un gesto della mano, guardandola straniti.
“Tipa strana” sentì dire a Purple in lontananza.
Parla lei. 

Lisa ha un nome e un luogo in cui recarsi, come è meglio che proceda?

  • Deve andare subito alla GMDA Med con i mezzi pubblici. (80%)
    80
  • Deve andare a casa, vestirsi in maniera formale e andare alla GMDA Med in aerotaxi fingendo di avere un appuntamento con Al. (0%)
    0
  • Deve andare subito alla GMDA Med in aerotaxi. (20%)
    20
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87 Commenti

  • L’inizio del capitolo è una rivisitazione dell’inizio del primo, uno stratagemma che funziona sempre per creare un racconto circolare. Dopo la rivelazione è divertente rileggere come la storia è iniziata e come sei riuscita a costruire il colpo di scena, sia che sia sempre stato pensato così sia in caso l’idea ti sia venuta in corso d’opera, quindi brava 😀 Pensavo più ad una personalità multipla che ad una sorella nata morta, che potrebbe aprire ancora altri interrogativi ad un passo dalla fine… Per il prossimo capitolo voto per Beth che ha svegliato Lisa!

  • Ciao Anita,
    quindi Beth e Lisa sono la stessa persona o forse no… non sono sicura di aver capito. Direi che Rosco la sveglia.
    Capisco il bisogno di fare mente locale su quanto avvenuto, ma ho trovato un po’ forzato il percorso a ritroso nel giorno prima. Però mi rendo conto che, in finale di storia, occorra mettere le carte in tavola per chiarire i fatti.
    Aspetto l’ultimo episodio e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

  • Anch’io voto di tornare al presente con Lisa solo perché mancano due capitoli alla fine e hai bisogno di un po’ di spazio per chiudere, altrimenti sarei tornato ancora più indietro nel tempo. Gli spiegoni preferisco lasciarli al capitolo finale 😉

    Ma Al sarà davvero un androide? Mmmm, boh! Per ora rimango col fiato sospeso e la mia idea continua ad essere fissata lì dentro; continua ad essere in contraddizione con qualcosa di detto, ma mi pare l’unica sensata… vediamo se mi smonti tutto, mi confermi le cose o che 😉

    Ciao 🙂

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