Il solitario risveglio di Lisa.
“Betty?” mormorò. Nessuna risposta. “Betty?” provò più forte, ma sua sorella non rispose.
La chiamò più volte, più forte che poteva. Le rispose solo l’eco. Non c’era traccia di lei. Non stava dormendo, non c’era: le era sicuramente successo qualcosa.
Si trovò a passeggiare in lacrime e scalza per l’appartamento, ignorando il freddo pavimento che le gelava i piedi scalzi.
“Fermati e pensa. Fermati e pensa. Fermati e pensa. Sei tu quella metodica, lei è quella caotica. Tu sei fredda. Lei è quella che darebbe di matto, tu sei quella che si fermerebbe e penserebbe. Quindi ora fermati e pensa.” si disse da sola.
Andò in bagno, si sciacquò il viso per rinfrescarsi e lavare via le lacrime. Si specchiò e vide il trucco colarle dagli occhi. Cercò lo struccante, il cotone e si pulì il viso. Aprendo l’armadietto, vide anche le pastiglie antidolorifiche. Ne inghiottì due senza acqua per fermare le spine che sentiva di avere conficcate nel cervello. Betty sarebbe impazzita vedendola mandar giù delle pillole senza acqua.
“Se vuoi morire, fai pure, cogliona” le aveva detto più di una volta.
“Le parole” l’aveva sempre rimproverata Lisa.
“Non ci sente nessuno e anche se fosse, fottesega. Io parlo come cazzo voglio”
“Sì, ma hai la mia faccia”
“E tu la mia. E mi sporchi l’immagine che ho di bad girl con i tuoi modi da educanda”.
Lisa e Betty si erano sempre più distinte fin da adolescenti anche nel linguaggio e la cosa non aveva fatto altro che dare grattacapi ai loro genitori.
Dopo il liceo erano andate via da casa per andare all’università. Solo allora avevano potuto seguire ciascuna la sua strada, percorrendola con continui battibecchi e musi lunghi.
Con la laurea in economia, Lisa aveva trovato un lavoro part time come impiegata, mentre Betty aveva perso diversi lavori, fino a trovare come barista in un locale cybergoth dalla dubbia fama.
Lisa era sicurissima che ogni cosa che Betty facesse fosse per farle dispetto. Durante gli studi le aveva messo non poche volte i bastoni tra le ruote con i suoi bagordi serali. La cosa che la faceva più vergognare era però l’abbigliamento della sorella.
“Una zoccola, altro che barista! Sembri una zoccola! Adesso, io non so che cavolo fai mentre io dormo, non mi interessa: è la TUA vita, ma vederti vestita così è un’esagerazione!” Quella volta aveva urlato.
Betty aveva sbottato “Tu non mi fai tingere i capelli e fare i piercing che voglio, che cazzo devo fare?! Almeno lasciami scegliere i vestiti!”
Lisa non aveva risposto e Betty si era prima chiusa nel mutismo e poi si era messa a dormire.
Non avevano più ripreso il discorso e Betty, dopo aver sfoggiato per un paio di settimane un abbigliamento particolarmente succinto e aggressivo, ritendendo di aver dato alla sorella una lezione sufficiente, si era data una seppur minima calmata, scegliendo gonne non eccessivamente corte e abiti un po’ meno scollati.
Lisa aprì il loro armadio e accarezzò le minigonne di pelle della sorella. Fu il solo attimo che si concesse: non poteva perdere tempo e doveva scoprire cosa fosse successo la notte scorsa dopo che era andata a dormire.
Cosa deve fare Lisa per iniziare le ricerche della sorella?
- Deve controllare sul PC per verificare le attività on line della sorella. (40%)
- Deve frugare in casa tra le cose di Beth alla ricerca di indizi nascosti. (0%)
- Deve andare nel bar cybergoth dove Betty lavora. (60%)

23/03/2019 at 14:06
La copertina è molto suggestiva e premia l’idea della tua storia.
Complimenti.
26/03/2019 at 11:49
Ciao! Sono stati in effetti magnifici nella scelta.
18/03/2019 at 23:32
Scelgo il dottore. Vediamo dove ci conduci! Aspetto il seguito. Trovo il racconto sempre interessante!
13/03/2019 at 01:14
Questa storia mi era sfuggita. Per fortuna sono arrivato in tempo. L’investigazione di Lisa mi sta appassionando e seguo con interesse. Voto il Professor LeNoire perché nei precedenti commenti hai detto che Rosco è superficiale 😉
Ciao 🙂
15/03/2019 at 18:30
Grazie! Appena ho un secondo proseguo!
13/03/2019 at 00:01
Bello, adoro lo stile e non è mai noioso. Voto lo sconosciuto e seguo!
15/03/2019 at 18:31
Thanks! E a presto!
12/03/2019 at 23:59
Bello, mi piace moltissimo lo stile. Prende molto e non è mai noioso. Seguo e voto lo sconosciuto vediamo che succede!
12/03/2019 at 15:15
Ciao Anita
Capitolo interlocutorio: la sorella non c’è, Al non si trova lì perché è uscito, alla fine qualcuno s’intromette nella conversazione ma non si sa chi 🙂
Il gioco di specchi tra le due facce della stessa medaglia, continua – intendo dire – tra le due sorelle che hanno lo stesso patrimonio genetico.
voto lo sconosciuto con… un po’ di sale e pepe 🙂
15/03/2019 at 18:32
Ogni tanto mi piace che ci si soffermi più sulle elucubrazioni. Per questo l’ho fatta riflettere in metro.
25/02/2019 at 17:36
Scelgo i mezzi pubblici, e visto il mondo che stai delineando non giurerei che salirà su un semplice autobus 😀
Ciao, Anita.
Come dicevo, un mondo molto interessante e ricco di dettagli, che rende onore al genere fantascienza. Leggendo ho avuto la sensazione di una marcata differenza di stile tra il primo capitolo e i seguenti: nei capitoli seguenti, a mio parere, lo stile è più maturo e scorrevole rispetto al primo, quasi che l’incipit fosse stato scritto molto tempo fa.Forse, anzi, probabilmente, mi sbaglio, ma a questo punto sono curioso di sapere se è così.
Se posso permettermi un consiglio: non concentrare troppe idee “futuristiche” in poche righe (syntoplastica, oloschermo, occhio bionico… erano tutti necessari?), perché può apparire un po’ forzato. Ma è solo una mia opinione, del resto condivido (e uso spesso) la tecnica dei neologismi “parlanti” per rappresentare oggetti che (ancora) non esistono 😀 lo trovo molto naturale.
Comunque, brava, mi hai incuriosito.
Ciao, a presto
25/02/2019 at 19:36
Ciao Jaw,
sono molto contenta del tuo commento. Le “diavolerie tennologiche” mi servivano per caratterizzare, ma mi fido della opinione e ridurrò.
A presto!
23/02/2019 at 18:15
Non credo che un appuntamento sia necessario, da come ne parlano non sembra si tratti di un posto così esclusivo o importante da non poter accogliere un visitatore senza preavviso. E siccome non mi piace volare opto per i mezzi pubblici! 😛
25/02/2019 at 11:12
Mi sa che a Lisa toccherà prendere i mezzi pubblici!
21/02/2019 at 15:46
Ho scelto il recarsi subito alla GMDA med con i mezzi pubblici. Comunque ti faccio i miei complimenti, ottimo continuo, al prossimo episodio, ciao.
21/02/2019 at 21:23
Grazie mille!
21/02/2019 at 11:13
Buongiorno Anita
Hai reso bene l’ambientazione e, con i flashback, il “gioco di specchi” tra le due sorelle.
“E l’hai vista di recente?” è la domanda classica di una che sta investigando su qualcosa. Mi aspettavo che Rosco reagisse con diffidenza, del tipo. Perché lo vuoi sapere?
Subito al GMDA Med con aerotaxi (sono curiosa di vedere come funziona).
21/02/2019 at 21:27
Perché Rosco è un chiacchierone superficiale. E considera che è in quel bar da parecchio e ha bevuto. Avrei forse dovuto trovar spazio per farne un accenno.
21/02/2019 at 10:06
Ciao Anita,
mi ero persa il tuo racconto, sommerso dall’ultima ondata di giovani autori, ma ho recuperato in fretta.
La fantascienza non è proprio il mio genere, ma come spesso si dice, se è scritta bene…
Lo stile è ritmato e scorre liscio come la puntina su un 33 giri, mi sono piaciuti i personaggi finora presentati e così gli ambienti, vividi con pochi tocchi.
Aspetto il quarto episodio, alla prossima!
p.s. al GMDA coi mezzi pubblici 🙂
21/02/2019 at 21:28
Grazie mille! Ora vediamo l’esito delle votazioni!
18/02/2019 at 13:28
Mi piace
19/02/2019 at 12:07
Grazie!
17/02/2019 at 14:44
Resta al gothbar, racconto interessante!
18/02/2019 at 00:53
Grazie per il commento!
16/02/2019 at 20:35
Dal momento che ormai è al bar e c’è stata anche sua sorella penso sia il caso di continuare le indagini sul posto… però spero tanto di non vederla travestirsi perchè non penso che sarebbe molto credibile XD
18/02/2019 at 00:54
Vediamo cosa esce dal sondaggio. Tutte e tre le strade hanno sviluppi interessanti!
16/02/2019 at 10:08
Buongiorno Anita
Potrebbe sembrare una contraddizione visto il carattere di Lisa, ma credo si truccherà come Betty.
In fondo in fondo, prova un pizzico d’invidia per la sfrontatezza della sorella, o no?
E poi, potrà sempre osservare se la sua apparizione nel locale – come Betty – “disturba” qualcuno.
18/02/2019 at 00:55
In effetti forse risulterebbe goffa, ma vediamo cosa esce dal sondaggio.
12/02/2019 at 17:36
Ho votato per il PC, sarebbe un buon punto per iniziare le ricerche e scoprire qualcosa in più.
Vediamo come prosegue, ciao!
12/02/2019 at 21:11
Grazie per il tuo commento e per il voto!
12/02/2019 at 11:41
Ciao Lady
Il tuo incipit mi ha incuriosito. Luce e ombra, non c’è l’una senza l’altra. Impossibile separarle 🙂
Scelgo il bar.
12/02/2019 at 10:21
Rieccomi, LadyCry. Ho votato perché vada nel bar, penso che io farei così.
Uhm, condividere la stessa faccia con un’altra persona può portare a spiacevoli equivoci 😀
Un incipit misterioso, la reazione iniziale di Lisa sembrerebbe eccessiva, quindi c’è qualcosa che non sappiamo ancora.
Una cosa non ho capito: ti soffermi sul trucco che cola… ma non si è appena svegliata?
Atmosfere interessanti, amo il cyberpunk (e non conoscevo “cybergoth”, ma promette bene 😀 )
Ciao, ti auguro un’ottima giornata
12/02/2019 at 10:43
Erri, complimenti ancora per il tuo spassoso racconto! Me lo sono letta tutto d’un fiato! Per il trucco che cola: capita se non ti strucchi bene la sera prima :D, anyway, cerco di non lasciare nulla al caso. Ho scelto un mondo cyberpunk perché dopo averlo schifato per anni, l’ho rivalutato e ora gli rendo omaggio. Il cybergoth è uno stile interessante che ha quei tratti vittoriani che amo nello steampunk.
11/02/2019 at 23:39
In genere é sui pc che si trovano le informazioni più succose 🙂
Ciao!
12/02/2019 at 08:13
Grazie per aver lasciato un commento, soprattutto perché mi ha fatto arrivare al tuo racconto, che mi molto colpita.
11/02/2019 at 20:55
Credo che andare direttamente dove lavora sia la scelta più saggia… vediamo un pò come va!
12/02/2019 at 08:13
Grazie per essere passato!