1985Quella mattina di novembre la caserma dei Carabinieri era quasi deserta.
Due pattuglie si erano appena recate nella località di campagna indicata dall’uomo che aveva chiamato per segnalare la presenza di strane ossa sul suo terreno.
La voce di un misterioso ritrovamento avvenuto alla periferia del paese si diffuse velocemente e lungo la strada che conduceva alla vecchia cava di pietra si radunarono decine di persone, curiose di sapere cosa effettivamente si celasse sotto quel telo bianco posizionato quasi al centro di un campo per metà ancora pieno di erbacce.
Qualcuno aveva avanzato l’ipotesi dell’omicidio di un piccolo imprenditore locale noto a tutti per la facilità con cui era solito riciclare denaro sporco, altri ancora affermavano con assoluta certezza che là sotto ci fosse il cadavere di un piccolo delinquente che aveva visto o sentito più di quanto avrebbe dovuto.
Un uomo, presumibilmente un giornalista, tirò fuori dalla tasca il suo taccuino e iniziò a scrivere qualche appunto veloce, solo poche parole, in attesa di raccogliere informazioni più dettagliate.
L’aria era piacevolmente tiepida quella mattina, la chiamavano estate di San Martino, ma in Sardegna non era un evento così eccezionale. Da sempre gli abitanti dell’isola erano abituati a quella coda d’estate che sembrava non voler cedere il passo ai primi freddi autunnali.
L’Alfa 90 con a bordo il capitano Serra e i suoi uomini sfrecciò lungo la strada sterrata lasciando dietro di sé una nuvola bianca di polvere e smog. Arrivati sul posto, i quattro carabinieri scesero dall’auto e si fecero largo tra i curiosi per raggiungere il punto esatto del ritrovamento.
“Allora, cosa abbiamo qui?” domandò il capitano.
“Il proprietario del terreno ci ha chiamati perché ha disseppellito qualcosa con il suo trattore”. Un carabiniere sollevò il telo e lasciò scoperti un teschio e delle ossa, con tutta evidenza i resti di un essere umano.
“Voglio parlare subito con il proprietario del campo” commentò bruscamente l’ufficiale.
Un uomo di mezza età, con il viso segnato dal sole e gli abiti sdruciti, raggiunse a passo spedito i militari.
“Da quanto mi hanno detto è stato lei a ritrovare queste ossa, giusto?” domandò il capitano.
“Sissignore, sono stato io”.
“Mi spieghi un po’ cosa è successo”.
“Stamattina presto sono venuto qui con il trattore per preparare il terreno, tra due settimane devo seminare il grano”.
“Vada avanti”.
“Ad un certo punto il cane si è fermato a giocare con qualche cosa di strano, ho pensato subito alla carcassa di una lepre o di una pernice. Lei lo sa che qui i cacciatori circolano liberamente in questo periodo. Invece quando mi sono avvicinato ho visto che non era un animale”.
“Non c’era altro a parte le ossa?”
“Niente, ve lo giuro”.
“Va bene allora, può andare. Ma si tenga a disposizione qualora fosse necessario farle ancora qualche domanda”.
“Non si preoccupi. Se mi permette però vorrei aggiungere un’altra cosa”.
Il capitano Serra gli fece cenno di continuare.
“Quando ero piccolo mio nonno mi portava sempre con lui all’osteria quando finiva di lavorare. Non era un ubriacone però, eh. Per carità me lo lasci precisare, che qui la gente ci mette poco a mandare in galera gli innocenti”.
“Vada avanti ma faccia un bel riassunto” ordinò spazientito il capitano.
“Certe volte mi è capitato di sentirlo parlare con gli amici di una specie di leggenda che circolava in paese da più di cento anni. Parlavano sempre di un ragazzo scomparso che non era mai stato ritrovato perché dei balordi l’avevano ammazzato e sotterrato in un campo. Altre volte dicevano che se n’era scappato in continente per evitare la galera. Non lo so io se questo è vero, ma magari quello lì è proprio lui”.
“Di questo ce ne occuperemo noi, ora vada. E si ricordi di restare a disposizione”.
Da adesso in poi il racconto verrà ambientato nel 1850. Dove si svolgerà la prima scena?
- Nella piazza del paese (60%)
- Al pascolo (20%)
- Al fiume (20%)

20/11/2013 at 13:20
Sono curiosa di entrare in casa Satta… E faccio il tifo sfrenatamente per Agnese!
Belli gli occhi ossidiana…
20/11/2013 at 15:25
Grazie mille Margherita, sono contenta che ti sia piaciuto il paragone 🙂
Agnese potrebbe farci qualche sorpresa 😉
20/11/2013 at 11:39
Voto anche io per casa Satta, sono curiosa 🙂
20/11/2013 at 11:51
Grazie JoBo, chissà cosa combinerà la povera Agnese 😉
20/11/2013 at 01:10
Io andrei a curiosare in casa Satta 🙂
20/11/2013 at 01:37
Finalmente qualcuno che opta per i Satta! Grazie Laura 🙂
19/11/2013 at 21:07
Io voglio andare in casa Corona 😀
Già fiuto nell’aria una possibile storia d’amore, non ridere Queen ahahahah!
Non ci posso fare nulla 🙂
19/11/2013 at 21:19
Ahahahah! Emma ormai lo sappiamo che tu fai il tifo per le storie d’amore, sempre e comunque 🙂
19/11/2013 at 21:05
.. forse vado controcorrente ma scelgo la chiesa. Interessante questo Corona… avrà un ruolo importante in questa storia…
19/11/2013 at 21:20
Si Nunzia, sarà un personaggio chiave in questo racconto 🙂
19/11/2013 at 20:36
in casa Corona così conosciamo meglio questo bel giovanotto
19/11/2013 at 20:39
Ciao Nadia, conosceremo meglio lui ma anche suo padre 😉
19/11/2013 at 20:59
bene, mi piace il tuo stile narrativo e i dettagli che poco per volta
19/11/2013 at 21:17
Grazie Nadia 🙂
19/11/2013 at 20:25
Io a differenza di Lizzie andrei nella casa dei massoni…
(O è solo un’ omonimia?)
19/11/2013 at 20:36
Si, direi che è solo un’omonimia 🙂
La scelta dei cognomi è stata casuale…
19/11/2013 at 20:16
Bravissima Quenn! 🙂 Sono curiosa di saperne di più sulla famiglia Satta.
19/11/2013 at 20:34
Grazie Lizzie, sono contenta che ti sia piaciuto 😉
17/11/2013 at 23:01
Anch’io voto la piazza del paese, è una bella scenografia introduttiva del contesto.
Sono molto curiosa di leggere come renderai l’ottocento essendo una “collega” del genere storico che ho avuto l’immeritato onore di inaugurare 🙂
17/11/2013 at 23:38
Ciao Angela, secondo me l’onore è stato meritato eccome, il tuo era davvero un bel racconto! 🙂
Nel mio invece l’ambientazione sarà molto più rurale, in fondo è quella che conosco meglio 🙂
Ma sarà comunque una bella sfida perchè non mi sono mai cimentata in un racconto di questo tipo 🙂
17/11/2013 at 23:43
Sono qui in prima fila!
Stupiscici 🙂
17/11/2013 at 21:56
Mi intriga il tuo viaggio nel tempo…;) Voto per il fiume, adoro l’acqua ! Buona serata !
17/11/2013 at 21:58
Ciao cara, grazie e buona serata anche a te 🙂
16/11/2013 at 19:34
Voto per la piazza nel paese. L’Ottocento è un periodo storico che mi piace molto… Con i tè danzanti e i viaggi che per arrivare da un paese all’altro ci volevano giorni.
E anche le piazze di paese mi piacciono molto, perché gli abitanti dicono sempre che non succede niente, ma in realtà ad osservare per qualche ora la piazza di un paesino si possono capire tante cose!
Ti seguo molto volentieri e sono molto curiosa di scoprire cosa accadrà quando indietreggeremo nel tempo!
16/11/2013 at 19:34
Ps la biografia è molto buffa, terza cosa che mi piace molto 😉
16/11/2013 at 19:51
Ciao Margherita, hai proprio ragione! 🙂 In piazza non succede mai niente ma caso strano tutti sanno sempre qualsiasi cosa 🙂
La biografia è stata un dramma, non sapevo cosa scrivere perché mi sembrava sempre tutto inadeguato 🙂
16/11/2013 at 19:52
Ma alla fine dice molto anche solo così! 🙂
15/11/2013 at 17:56
ma perchè sbarco sempre su nuovi racconti con giorni e mesi di ritardo?
uffa 🙁
comunque brava queen: l’inizio mi sembra buono, spero ti soddisfi più del precedente
continua così 🙂
magari nella piazza del paese…
15/11/2013 at 18:00
Tranquilla Fra, sei arrivata perfettamente in tempo! 🙂
Per quanto riguarda l’essere soddisfatta invece chissà…sono sempre molto critica nei confronti del mio lavoro 🙂
15/11/2013 at 18:11
suvvia: sei brava!
15/11/2013 at 18:12
Fra siamo solo all’inizio! Dammi un po’ di tempo almeno, ahahaha 😀
15/11/2013 at 18:15
io parlo per esperienza!
nell’altro racconto ti sei dimostrata all’altezza, permetti che io esprima le mie considerazioni no?!?! 😀
15/11/2013 at 18:16
Ahahahah certo, figurati se non ti lascio esprimere liberamente 😀
15/11/2013 at 18:26
hahaha <3
poi ti divertirai tu quando pubblicherò il decimo ad esprimerti! xD
15/11/2013 at 16:21
Voto per il pascolo! Brava, mi pace questa ambientazione!
15/11/2013 at 16:27
Grazie JoBo! 🙂 A quanto pare anche il pascolo sta acquistando sostenitori 🙂
15/11/2013 at 16:19
Ciao Queen! ti seguo, adoro i gialli e le ambientazioni storiche. Secondo me la prossima scena si svolgerà nella piazza del paese. 🙂
15/11/2013 at 16:25
Grazie mille Laura, anche io amo i gialli, tu però sei senza dubbio più esperta di me in questo campo 🙂
Spero davvero che vinca l’opzione “piazza del paese”, sarebbe una bella occasione per presentare più personaggi in un colpo solo 😉
15/11/2013 at 15:55
Voto il pascolo, e ti seguo. Che bella l’ambientazione, amo la Sardegna. Mia madre è di Ozieri quindi penso tu possa capire il motivo 🙂
15/11/2013 at 16:04
Ciao Davide, finalmente qualcuno che mi ha reso felice scegliendo il pascolo! 🙂
Ozieri è un paese ricco di storia e tradizioni, speriamo ti piacciano anche quelle dei paesi un po’ più a sud 🙂
15/11/2013 at 15:27
Io credo nella piazza, così potremo conoscere forse nuovi personaggi! Bentornata con questo nuovo racconto, che si prospetta molto interessante!
15/11/2013 at 15:38
Ciao Nunzia, grazie per il supporto! 🙂
In piazza si radunano sempre dei personaggi molto interessanti, vedremo 🙂
15/11/2013 at 14:48
è il primo racconto storico che leggo qui e la prima impressione è positiva, ovviamente se andiamo nel passato deduco che le ossa ritrovate abbiano a che fare con la leggenda… la prossima scena direi che potrebbe essere nella piazza del paese, posto che si presta a tantissime soluzioni… spero che nel corso della storia ci sia spazio e modo di farci conoscere qualcosa di tipicamente sardo
15/11/2013 at 15:01
Ciao Nadia, speriamo che con il tempo la tua impressione rimanga positiva 🙂
Sono sicura che qualcosa di tipico verrà fuori 🙂
15/11/2013 at 08:42
Beh, sono molto contento sia uscito questo capitolo: innanzitutto perché è ambientato in Sardegna, poi perché è situato nel genere storico dove finalmente darà compagnia al regency della Caputo, infine perché la trama intriga assai e pare molto ben scritto.
(Bravo!)
15/11/2013 at 10:35
Ciao locullo, grazie! Devo essere sincera…sono stata indecisa sino all’ultimo secondo se pubblicarlo o meno, temevo che proprio l’ambientazione potesse essere un problema…
Vediamo come andrà 😉
15/11/2013 at 10:40
Perché un problema? Conosci poco la Sardegna?
(Occhio che ti tengo…d’occhio: io sono milanese ma la Sardegna la conosco assai bene, vivendoci da anni).
15/11/2013 at 10:52
La conosco anche troppo bene, vivo qui dalla nascita…sono una figlia di questa terra 😉
Non so, senza dubbio il nostro non è un mondo semplice da raccontare… avevo paura che il lettore non riuscisse a percepire certe sfumature, solo questo…
Posso chiederti se vivi al nord o al sud dell’isola?
15/11/2013 at 10:59
Vivo nella capitale. Tu più a nord, mi viene da pensare.
(Non è semplice da raccontare, ma proprio per questo è affascinante farlo. E sono certo che non cadrai in stereotipi).
15/11/2013 at 11:11
Più a nord della capitale senza dubbio 😉 A qualche passo di distanza, nella grande pianura…
Ecco bravo, lo stereotipo è proprio quello che vorrei evitare.
15/11/2013 at 11:24
Allora passa a trovarmi quando farai qualche passo in direzione dell’Elefante.
15/11/2013 at 08:12
Queen finalmente eccoti con un nuovo racconto 😀
Bello, uno storico è quello che mi ci voleva 🙂
Ho scelto il fume, mi sa di romantico ahahahaah!
15/11/2013 at 10:32
Ciao Emma, speravo davvero possa piacere 🙂
Purtroppo è un genere un po’ sottovalutato, speriamo bene 😉
Sei sicura ci fosse qualcosa di romantico nell’andare al fiume a lavare i panni nel 1850? Ahahaha 🙂
15/11/2013 at 01:59
Ben ritrovata Queen! 🙂 Che bell’inizio! Scelgo la piazza del paese. 😉
15/11/2013 at 10:29
Ciao Lizzie, grazie per il supporto 😉