Le lancette di Borgo Antracite

Dove eravamo rimasti?

Il sogno precipita in un incubo, Cordula sta soffocando George nel sonno e sottrae il diario. Riuscirà a riappropriarsi della sua magia? Sì ma la situazione le sfugge di mano a causa di un imprevisto. (86%)

Forze in gioco

“È… troppo stretta”, George mise una mano tra il collo e l’indumento che all’improvviso aveva indosso. Continuava a spostare lo sguardo tra Cordula e la figura di quel ragazzo poggiato al muro. Entrambi gli sorridevano, non sapeva, però, quale dei due fosse più inquietante.

“È arrivata, sussurrerò le parole esatte e ti guiderò. Stanotte tu ucciderai la strega”, sentenziò il ragazzo poco prima d’essere inghiottito dall’oscurità assieme alla strega col suo arcolaio.

George riaprì gli occhi nel letto di camera sua, su di lui pesate Cordula che con la mano sinistra stringeva la sua gola e usava la magia per soggiogare il suo respiro.

“Sei riuscito ad aprire gli occhi, vedo. Mi sono ricordata di ogni cosa”, disse in fare minaccioso “Hai usato la magia su di me per oscurare i miei ricordi, ma come vedi non è durato per sempre”

“Non è tua”, riuscì a sussurrare lui

“Sì lo so, la mia è rimasta rinchiusa nel diario che avevi in mano nel bosco quel pomeriggio. Quella che hai tu è solo il mero risultato che è scaturito dalle parole di quelle pagine, è nata dalla mia”, strinse più forte.

Sollevò la mano destra, ogni cassetto si aprì, le porte dell’armadio furono spalancate. Tutto quello che vi era contenuto cominciò ad alzarsi e a fluttuare, fino a quando il diario rosso uscì allo scoperto e finì dritto nella mano di lei. Sorrise.

“Non ti agitare, nessuno potrà sentirti. Ho usato la magia per isolare questa stanza. Nessuno saprà mai cos’è successo qui”.

 

Giada era agitata, nascosta tra il verde dietro la casa di George, aveva visto quella donna fare un gesto con la mano per aprire la finestra al primo piano dell’amico, per poi sollevare il proprio corpo ed entrare in quella stanza.

Nel frattempo aveva ricevuto un messaggio dai gemelli “Abbiamo parlato con l’orologiaio, pare che manchi un oggetto importante dal suo negozio”, lei aveva risposto semplicemente con un “Correte qui a casa di George, ragazzi!”, poi aveva avvisato suo padre.

Non poteva stare lì senza far niente. Corse svelta all’ingresso della villetta, bussò e ribussò, doveva svegliare tutti lì dentro.

 

George allungò la sua mano e, come nel bosco, riuscì a staccare la presa di Cordula dalla sua gola, con la magia. Lei balzò dritta ai piedi di quel letto, lui scese celermente.

“Non puoi più fermarmi ormai!”

“Non ti lascerò riacquisire i tuoi poteri, conosco la tua storia, non ti permetterò di fare altro male!”

Lei sorrise “Tu non conosci un bel niente”. Aprì una mano e lo immobilizzò. Prelevò dal cappotto nero che indossava il fagotto di velluto cremisi e lo srotolò. Dall’interno ne uscirono due grosse lancette di rame, laccate nero lucido, erano quelle usate dall’orologiaio per rinchiuderla. Prese la più grande, la afferrò come fosse un pugnale e subito quella forma prese una strana luminescenza. Guardò un attimo il diario, alzò la lancetta che impugnava e in un grido la scagliò contro la copertina. Lo trafisse, squarciando tutte le pagine in esso contenute.

Ne scaturì uno squarcio violento, subito la magia iniziò a sgorgare dal foro provocato e inondò la strega.

“Sì! Finalmente sono di nuovo me stessa!”, gli occhi le si illuminarono per un attimo, poi ogni bagliore scomparve. Tornò a guardare George sorridendo, lui era spiazzato.

Dal diario udirono un rumore strano, una crepa. Cordula abbassò la testa incredula. La sua mano stava gelando e sentiva dolore, poi una scintilla.

Urlò, il diario volò per terra.

 

Il fratellino di George era davanti alla porta di suo fratello. Aveva sentito qualcosa, in qualche modo. Allungò le manine, abbassò la maniglia e aprì la porta.

Cordula e George si voltarono a guardare, la prima allarmata, il secondo preoccupato. Il bimbo li guardava senza capire cosa stesse accadendo.

La loro attenzione fu attirata da una spirale partita dal foro sul diario, che richiamava a sé l’aria. Ne sgorgarono tenebre e ghiaccio, che piano ricoprì l’intera superficie della copertina. Poi niente. Nell’aria udirono un altro rumore, Cordula sentì familiarità con quanto avvertito nel negozio di orologi, c’era della magia che non era sua.

Fece pervenire alle sue mani il diario e lo bloccò con un incantesimo, poi guardò George che in quel momento aveva avuto la prima istruzione. Con un segno delle mani il ragazzo scaraventò la strega giù dalla finestra, lei lo trascinò con sé usando a sua volta la magia.

 

Giada stava aspettando che qualcuno la aprisse quando udì il rumore dei vetri e i tonfi nel giardino dietro casa. I gemelli e suo padre arrivarono. “Seguitemi!”, urlò la ragazza.

Arrivarono lì, George e Cordula combattevano, non capivano come. Lei cercava di ucciderlo con sfere di fuoco, lui bloccava ogni suo tentativo e contrattaccava sfruttando l’ambiente circostante.

La strega vide i tre ragazzi e l’uomo. Con la magia prese in ostaggio Giada.

“Giù le mani da mia figlia!”, gridò l’uomo sfoderando una pistola.

“Non siete voi il mio obiettivo”, puntualizzò Cordula. Lanciò Giada verso George, l’uomo sparò.

Come andrà a finire?

  • Cordula disintegra il proiettile prima dell'impatto. (70%)
    70
  • Il colpo prende Giada. (30%)
    30
  • La palottola colpisce la strega. (0%)
    0
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107 Commenti

  • Io sono in genere pro finale cattivo ma per quello bisogna anche considerare la storia a cui viene accostato! Sinceramente non ce lo vedo un finale in cui va tutto secondo i piani dello spettro, troppo semplice per lui. Quindi siccome un finale felice mi sembra tanto scontato per una storia con tanti colpi di scena come questa, voto per il finale agrodolce 😉
    Se ti va passa dalla mia storia 😀

  • Ok, forse ho esagerato e ti ho messo in difficoltà, ma ho votato per il finale cattivo. La cosa mi incuriosisce molto e lo vedo come un mezzo per non finire la storia al decimo capitolo ma… ci siamo capiti 😉 A presto con il gran finale!

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