Le lancette di Borgo Antracite

Dove eravamo rimasti?

Cosa vede George? Una sagoma femminile. (50%)

Un sorriso malevolo

La nube e il vento che ne scaturirono continuavano a scuotere la stanza e tutto quello in essa contenuto. George stava a guardare con un braccio davanti al volto quella strana figura che emergeva dal turbante nero.

Curvata in spalle all’inizio, mentre si rialzava. Pelle chiara, quasi bianca, candida, non indossava vestiti, oltre la cortina di nubi che ancora confondeva i lineamenti. I capelli erano nero corvino lucenti, tirati stretti in una cipolla, in ordine come lui non ne aveva mai visti.

Cominciò a scorgere il viso, dai lineamenti delicati ma decisi, si voltò verso George.

Il suo cuore mancò un battito, poi accelerò, per paura o emozione.

Labbra rosso intenso, denti appena visibili bianchi brillanti in un sorriso malevolo, gli occhi luminosi. Fissavano il ragazzino, in una sorta di follia spettrale.

La figura, ancora accasciata su se stessa riemergendo, fece un rapido movimento, si guardò in giro, sempre accompagnata dalle nubi che le ruotavano attorno. Vide la finestra, si scompose tornando in quella nube e spaccando il vetro uscì, rimbalzando prima sul prato dietro casa, poi sparendo tra gli alberi del bosco poco più in là.

Portò con sé tutta la confusione che aveva generato, lasciando George interdetto, sconcertato e ammaliato. Buttò rapidamente un occhio sul diario ancora aperto: le parole erano sparite.

Andò verso la finestra rotta, guardò giù.

“Una donna?” si domandò “Possibile?”.

“George! Che è successo qui?!”. In soffitta era arrivato suo nonno con il fratellino più piccolo, tornati dalle giostre in piazza.

“È… non so…”

“Hanno rotto il vetro con quel sasso? Tu li hai visti? Saranno stati i figli dei Wallord, mi hanno proprio stancato quei monelli!”

George crucciò il fronte e guardò per terra, dove anche l’anziano aveva diretto lo sguardo. Sul pavimento c’era davvero un masso, accerchiato dai frammenti trasparenti e taglienti. Da dove diavolo era uscito? Possibile che quella donna lo aveva fatto comparire lì per confondere i fatti?

Il fratellino di George lo guardava con gli occhioni spalancati e un ditino in bocca, poi tirò il braccio del nonno, aveva fame.

Al distributore di carburante Carl e Sandy stavano seduti all’ombra guardando il padre che lavorava. Il sole picchiava forte quel pomeriggio e i gemelli passavano il tempo punzecchiandosi.

“Dai, dillo che ti piace, sono tua sorella!” fece con tono malizioso la ragazzina “A Giada non dispiacerà di certo”

“Sta’ zitta pettegola, no, non mi piace e non mi è mai piaciuta”, voltò lo sguardo dall’altra parte perché sapeva bene che la sorella riusciva a leggere negli occhi

“Ah, ora è così che si dice? Io so che quando prendi una cotta le vai a fare una dichiarazione”, punzecchiò.

Il fratello stette zitto, lei guardava davanti a sé, quando improvvisamente vide sfrecciare qualcosa di velocissimo, molto, molto lontano, tra gli alberi.

“E quella cos’è?” si alzò dalla panca

“Cosa?” domandò Carl

“Ho visto una cosa nera, è stato come un lampo”

“Sì, vabbè, mi sa che il sole ha picchiato su quella tua zucchetta pure qui sotto…”

“No, ti dico… Guarda, c’è George”

“Ciao ragazzi”, disse un po’ affaticato per la corsa dalla collina di casa sua, aveva tra le mani il diario dalla copertina rosso intenso.

“Che succede George?”, domandò Carl “Hai rubato a un serial killer quel quadernetto e ora cerchi protezione da noi?”

“No stupido, guardate”. Lo aprì, le pagine erano completamente vuote. Il ragazzino cercò di spiegare l’accaduto, ammutolendo i gemelli che calarono in smorfie di incredulità.

“Evviva, la noia ha fatto impazzire pure te. Visto Sandy? Non sei la sola sembra…”, commento Carl.

La sorella, che era intenta a scrutare da vicino quelle pagine accompagnata dalla sua chioma bionda raggruppata in due ciocche, proruppe all’improvviso “Io ti credo, ho visto qualcosa pochi minuti fa e su queste pagine è rimasto il segno di quello che c’era scritto, un po’ come quando io scrivo forte sui quaderni ed è possibile leggerlo pure sotto”

“Fa’ vedere”, cambiò tono il fratello.

“Come posso sapere a chi è appartenuto? Nella soffitta di casa mia ci sono cose che i miei trovarono già lì quando comprarono casa”, disse George affrettato.

“È antichissimo, non so se qualcuno lo ha mai visto”, dubitò Sandy

“Puoi provare a chiedere al vecchio della piazza, lui è qui da sempre, ha visto di tutto”, suggerì Carl

“Il signor Sean dici? Quello dall’aria spettrale?”

“Oppure vai alla biblioteca comunale”, continuò la ragazza.

“Tu dove hai visto passare quella cosa?”, domandò George

“Lì, infondo, andava verso ovest”, indicò lei

“Però lasciamelo dire George, secondo me stai dando di matto, e anche tu Sandy”, concluse Carl.

Cosa farà George?

  • Si mette in cerca della nube. (67%)
    67
  • Va in biblioteca. (17%)
    17
  • Chiede al vecchio della piazza. (17%)
    17
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107 Commenti

  • Io sono in genere pro finale cattivo ma per quello bisogna anche considerare la storia a cui viene accostato! Sinceramente non ce lo vedo un finale in cui va tutto secondo i piani dello spettro, troppo semplice per lui. Quindi siccome un finale felice mi sembra tanto scontato per una storia con tanti colpi di scena come questa, voto per il finale agrodolce 😉
    Se ti va passa dalla mia storia 😀

  • Ok, forse ho esagerato e ti ho messo in difficoltà, ma ho votato per il finale cattivo. La cosa mi incuriosisce molto e lo vedo come un mezzo per non finire la storia al decimo capitolo ma… ci siamo capiti 😉 A presto con il gran finale!

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