Le lancette di Borgo Antracite

Dove eravamo rimasti?

Il mattino seguente George è dai gemelli in piazza, la strega scende alla fermata autobus sotto false spoglie, è arrivava, cosa faranno? Lei si avvicina ai ragazzi, ha qualcosa da dire. (60%)

Tictac

“È la verità!” cercava di spiegare George

Fratello e sorella si guardavano negli occhi tutt’altro che d’accordo con lui.

“La voce che mi ha suggerito come fermarla mi ha anche detto che con quella magia ha dimenticato quello che è successo nel bosco e ha dimenticato me. Ma tornerà, cerca vendetta!”

“George? Ma fai sul serio?”, domandò Carl

“Ci fai preoccupare”, aggiunse Sandy

“Ah, allora adesso mi credete!”

“No, che hai capito?”, chiese ancora Carl

“Ci fai preoccupare tu! Sicuro di stare bene?” puntualizzò la sorella.

George roteò gli occhi e li alzò al cielo, mise le mani ai fianchi e cominciò a battere un piede per terra.

Dalla loro destra arrivò una ragazza, con il suo consueto portamento importante, dritta sulla sua schiena, un paio di short, una maglietta giallo canarino e i capelli come sempre raccolti in una coda di cavallo.

Carl calò in silenzio.

“Ciao ragazzi”, salutò lei con il telefono in mano.

“Ciao Giada”, ricambiarono in coro George e Sandy.

“Avete sentito la novità?” e indicò la fermata dell’autobus “Arriva”.

A quelle parole George sentì un pugno allo stomaco e si voltò a guardare.

Il mezzo vecchio ma scintillante si fermò, aprì le porte, scese qualcuno e solo quando ripartì i ragazzi poterono vedere di chi si trattava.

“È lei…” sussurrò sbiancando

“Chi?” domandò Giada

“Chi è, Giada?” chiese Sandy

“La nuova dottoressa che opererà nel reparto di cardiologia della clinica”

“Avevamo bisogno di una dottoressa? Non c’era il vecchio dottor Ron?” fece spiazzato Carl

“Non lo so”, continuò Giada “Questo è quanto mi ha detto mio padre”.

George non fiatava nemmeno più, non riusciva a riprendersi. Era già arrivata. Poco più in là mostrava il suo sorriso al direttore della clinica e ai pochi curiosi che si erano riuniti per darle il benvenuto.

Era identica. Da un giorno a un altro avevano bisogno di una dottoressa alla piccola clinica privata di paese? E quando era successo che il dottor Ron era andato via? Era come la questione del sasso in soffitta pochi giorni prima… non gli piaceva.

Giada aveva un padre con mani in pasta ovunque, un piccolo criminale locale che sfruttava le informazioni in suo possesso per tenere sotto controllo ogni cosa… e nemmeno lui ne sapeva di più.

Si voltò di nuovo verso i tre amici.

“Ragazzi è lei! È arrivata!”

“Ma di che sta parlando?” chiese ora stizzita Giada

“Della strega carbone”, spiegò stufa Sandy

“Ma è giovane e bella!” contestò Carl

“E chi ha detto che le streghe sono tutte vecchie e brutte?” lo fermò George.

“Ragazzi?” avvisò Giada “Sta venendo da questa parte”.

George si voltò ancora, non sapeva se scappare o affrontarla.

Lei avvicinandosi sotto quel sole spendente allargò il suo bianco sorriso, accompagnato dal rosso intenso e luccicante del rossetto.

“Buongiorno ragazzi”, salutò.

“Buongiorno”, risposerò un po’ timidamente due o tre di loro.

Si chinò un po’ sul viso di George che aveva il cuore come un tamburo, gli sfiorò il viso “Ti senti bene? Hai un brutto colorito”

“S-sì, sto bene”

La strega si rialzò “Sapete indicarmi dove trovare un buon ristorante?”

“Se vuole la accompagno io, si mangia bene e il personale è gentile”, si offrì Giada.

Lei sorrise di nuovo mostrando i suoi denti perfetti “Ti ringrazio. Buona giornata”, salutò gli altri. Le due si allontanarono.

 

Era calata la sera, l’orizzonte era ancora chiaro ma ormai non era più percepibile il colore della luce crepuscolare. Josh stava riordinando prima della chiusura. Non gli piaceva all’inizio il ticchettio che tutti quegli orologi causavano, ma pian piano, dopo anni di distanza dal suo primo giorno, aveva cominciato ad apprezzarlo, quella sera rifletté su quest’aspetto e pensò quindi di essere stato ipnotizzato da quelle lancette.

Era un piccolo negozietto lungo il corso commerciale, i lampioni facevano piano luce dentro, attraverso i vetri della porta lucida di vernice verde scuro. Veniva tramandato da generazioni di padre in figlio, non riusciva nemmeno più a contare quanti anni erano passati dalla sua inaugurazione.

Da qualche anno toccava a lui, gli era stato regalato l’incarico quando era prossimo ai trent’anni e ora era già a metà strada verso i quaranta.

Alto su uno sgabello riappendeva un cucù dopo averlo riparato. Con gli occhi verdi fissava attentamente l’orologio cercando di piazzarlo dritto. Si scostò la frangia di capelli neri che gli era ricaduta negli occhi quando sussultò.

“Cos’è stato?”, si voltò, scese sul pavimento.

Andò dietro al bancone, seguito dai tictac interminabili.

“Josh…”

Sussultò ancora, una voce sinistra lo chiamava.

Andò nel retrobottega, proveniva da lì.

“È arrivata…”

“Chi c’è?”, domandò spaventato, la voce era tanto lontana da sembrare un’illusione.

“Vieni qui… sono qui…”

Si diresse a una vecchia vetrina dove dentro c’erano chiusi tutti gli orologi antichi custoditi dai membri della famiglia nel corso degli anni.

“Qui?” domandò perplesso, non sapendo nemmeno se stava conversando con qualcuno

“Ah…”

Il verso di quella voce sussurrante lo fece sobbalzare e allontanare.

Si affrettò alla cassa, prese le chiavi e uscendo, chiuse.

La voce tormenta George e Josh, inconsapevoli dell'identità della figura che c'è dietro. Quale sarà la prossima mossa di quella voce?

  • Attira l'attenzione della strega mentre è in ospedale. (17%)
    17
  • Cerca di entrare in contatto con Josh. (83%)
    83
  • Appare in sogno a George. (0%)
    0
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107 Commenti

  • Io sono in genere pro finale cattivo ma per quello bisogna anche considerare la storia a cui viene accostato! Sinceramente non ce lo vedo un finale in cui va tutto secondo i piani dello spettro, troppo semplice per lui. Quindi siccome un finale felice mi sembra tanto scontato per una storia con tanti colpi di scena come questa, voto per il finale agrodolce 😉
    Se ti va passa dalla mia storia 😀

  • Ok, forse ho esagerato e ti ho messo in difficoltà, ma ho votato per il finale cattivo. La cosa mi incuriosisce molto e lo vedo come un mezzo per non finire la storia al decimo capitolo ma… ci siamo capiti 😉 A presto con il gran finale!

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