My Undead Kitty

Dove eravamo rimasti?

A cena fuori! Chi incontreranno Lara e Spikedford? Uno strano individuo (64%)

Tapinosti Patriarchi Filini?

I pub: tutti i vampiri amavano i pub, tutti tranne quelli snob. Dopotutto i pub erano stati un’idea di un vampiro che, stufo di dover attendere un invito a entrare per farlo, ideò il concetto di public house, casa pubblica, o come li chiamiamo oggi: pub. Alla facciaccia della vecchia strega che ammorbò la razza vampirica con La Maledizione del Permesso.

Il “Queen Mary”, pub preferito di Lara, aveva un’atmosfera accogliente e moderna: avevano poco di tutto, e quel poco tendeva ad essere buono.
Il cameriere si avvicinò «Ecco i miei vegani preferiti»
Beh, lo erano. Lara lo era davvero, e Spike lo era per il mondo.

In effetti, Spike rimase stupito nel sapere che i vegani esistevano, come del resto un vegano si sarebbe stupito di sapere che esistevano i vampiri. Vegani, queste creature mitologiche che secondo la visione del mondo di Spikedford (piuttosto ristretta e ferma al 1800) non sarebbero sopravvissute se non con l’utilizzo di capacità straordinarie. Ai tempi in cui Spike era un umano mangiare solo verdure e frutta era impensabile… Oggi, nel 2015, pareva strano fare diversamente. Il vampiro apprese dell’esistenza dei vegani guardando il film “Scott Pilgrim Contro il Mondo” e ne rise, comunicando a Lara che idea più balzana non potevano inventarla.
«Ma guarda che i vegani esistono» Rispose lei.
Lui rimase basito, e sbiancò (si, ci riuscì) «Ma come, ma è terribile! Come è possibile?» Se non avete visto quel film, sappiate che in quell’ambientazione l’essere vegani conferisce enormi superpoteri… E Spike, che aveva affrontato cacciatori di vampiri umani, angelici e mannari, era rimasto terrorizzato dall’esistenza di una minaccia così potente.

Lara lo rassicurò, comunicando al vampiro che anche lei era vegana e non aveva davvero nulla di speciale.
«Sei vegana?» Chiese lui.
«Si»
«Perché?»
«Aiuta col karma»
«Questa devi spiegarmela»
E Lara mentì sull’incidente dei chakra di cui avete letto nel capitolo scorso.

C’è da dire che anche Lara accolse con stupore il fatto che i vampiri amavano mangiare insalata.
«E’ semplice» Rispose lui «Un po di sangue rimane sempre in bocca e nello stomaco… E’ l’unica cosa di cui possiamo nutrirci. Tu sai che il sangue marcisce: immagina di avere del sangue marcio in bocca e nello stomaco, sai che alitosi?» Lara annuì con occhi spiritati «E così mangiamo insalata, pulisce bocca e alito… Per il resto rivomitiamo l’insalata dopo un po’, espellendo il sangue ormai privo dell’energia di cui abbiamo bisogno»
«Ah, ho capito…» Come i gatti pensò la donna. E così, per scherzo, comprò un vasetto di erba gatta per Spike, che la mandò a quel paese (però lo mangiò, perché la guardiana aveva fatto sparire tutta l’insalata che c’era in casa).

I due erano clienti abituali del pub, e spesso venivano guardati dal resto della clientela: molte si chiedevano come facesse una bruttina cicciotta a poter godere della compagnia di uno come Spike. Spike, dai lunghi capelli lisci corvini sempre raccolti in una coda. Era alto, sul metro e novanta, e il suo corpo era tanto forte quanto agile e slanciato. Possedeva la grazia di un ballerino e i lineamenti eleganti come quelli di una tigre: forti, fieri e fini. E vogliamo parlare di quegli occhi azzurri? Come potevano essere tutti per Sara? (Semplice: per Spike gli umani erano cibo, Lara no. Pensate alla differenza che c’è tra il guardare un pacco di pasta e il guardare il vostro animaletto domestico… Stessa cosa). Insomma, Spiky era il tipico metrosessuale da film della Rice che fa impazzire le donne e che fa dire “Va che gay” agli omoni barbuti e sudati.

Tutti pensavano che i due, essendo conviventi e sempre insieme, fossero fidanzati. Lasciarlo credere era comodo, anche se quando chiedevano a Lara come fosse Spiky a letto questa doveva mentire in modo brutale per mantenere la buona reputazione del vampiro.

Una volta che ebbero mangiato, i due decisero di uscire e di noleggiare un film. La dispensa di Spiky era piena, per cui non c’era bisogno di cacciare… Quindi viva il tempo libero! Fu sulla via del videonoleggio che un ometto basso, di circa quarant’anni e somigliante a una tartaruga, li fermò.
«Scusino siori…» Disse con un vago accento del nord. Strani erano il suo piumino, rotto in più punti, e la coppola verde.
«Dica» Disse Lara, gentile, mentre Spike lo guardava malissimo.
«Ma campanelli in questa via fonàsti al 47 coilabristi Goldoni?»
«Eh?» Rispose la donna, le iridi del vampiro si fecero minuscole.
«CHUPAAAAAA, un’azzero!!!» Gli gridò l’uomo, ridendo a crepapelle e correndo via veloce con andatura saltellante.
«Ma guarda questo» Disse Lara con un risolino.
«C’è poco da ridere» Sentenziò secco Spikedford. La prese per un braccio e la trascinò via.
«Ma che hai?»
Accelerò il passo, Lara faticava a stargli dietro «Ho che quello è il linguaggio dei Patriarchi» La donna iniziò a capire «Lo conoscono solo loro e i loro servi»
La guardiana scosse il capo «Magari era un buontempone…»
«Già, magari… Filiamo» 

Un po di trama e un po di informazioni... Che vorreste sapere?

  • Qualcosa sulla vita sessuale di Lara e Spike (50%)
    50
  • Qualcosa sulla maledizione del permesso e l'invenzione dei pub (21%)
    21
  • Qualcosa sui nemici dei vampiri (29%)
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