My Undead Kitty

Dove eravamo rimasti?

Chi si sveglierà prima? Insieme! (60%)

CAPITOLO 6 – Kung Fu Kitty

Lara e Spikedford si svegliarono più o meno nello stesso momento. Conosciamo già il meccanismo di riattivazione della guardiana, ma quello del vampiro era diverso: il corpo doveva letteralmente rianimarsi. Le terminazioni nervose erano la prima cosa che cominciava a rigenerarsi, questo serviva a capire quali altri apparati del corpo dovessero essere riorganizzati per primi in caso di pericolo immediato. L’analisi iniziò “Niente luce solare, coperte, calore, buio, Lara, puzza predatore” Quest’ultimo fattore allarmò Spike e fece accelerare il processo di risveglio, con particolare attenzione ai sistemi di reazione, agli apparati muscolari e agli artigli.

Lara si alzò dal letto e fece per uscire dalla stanza. Il vampiro cercò di impedirglielo, ma i sistemi di comunicazione vocale non erano ancora abbastanza operativi. Solo il corpo si muoveva un pò… Beh, muoversi non era il termine giusto: le parole “contorcersi” e “accartocciarsi” rendono un’idea più chiara di cosa fosse in grado di fare Spikedford al momento. Giocò d’astuzia, iniziò a contorcersi in modo carino (agli occhi di Lara, per noi “grottesco” è più adatto) e a fare le fusa.

Funzionò: Lara Collins girò automaticamente i tacchi per andare dal suo cucciolo. Lo osservò. non era più così cadaverico, e così decise che fargli le carezzine sul pancino e sotto il mento era una cosa piacevole. Il successo dell’operazione tranquillizzò enormemente Spike che, dopo essersi goduto una sana dose di coccole, tornò il solito vampiro altezzoso e scorbutico. Abbracciò la donna con aria inespressiva e le strofinò addosso le guance con più zelo del solito… Una volta marchiatala come sua proprietà, si decise ad avvisarla «Non muoverti di qui» Lei lo guardò con occhi da talpa, interrogandolo/cercandolo con lo sguardo «Mi hanno trovato»

Lara si coprì la bocca e assunse un’aria preoccupata mentre Spike si alzava per andare verso il salotto.

L’odore dell’altro vampiro nella stanza era forte, forte e misto a spezie. Forse proprio per questo individuarlo con esattezza era impossibile: il lavoro di Lara comportava la permanenza di un imperituro sentore speziato nell’aria della casa. Spike sarebbe senz’altro stato còlto di sorpresa, se non fosse che ogni vampiro, nella sua altezzosità, vuole mettersi in mostra. Da sotto al divano, una serpe nera uscì sibilando. Spikeford rimase impassibile a osservare le spire che descriveva mentre portava la sua testa ad altezza di uomo. Nel fissarlo, Spike notò che il corpo del serpente era una corrente di polvere finissima, che continuava a risalirne il corpo lentamente inspessendolo e, a poco a poco, deformandolo fino ad assumere una forma umana che prese colore «Cosa vuoi» Disse Spike. L’altro vampiro, dopo aver sorriso, soffiò ed attaccò.

Lara osservava dal buco della serratura. Non aveva mai visto un vampiro combattere un altro vampiro, e si era chiesta se i due la stessero prendendo in giro o no. Tanto per cominciare, i due fermavano la zuffa entro pochi secondi dall’inizio, si guardavano soffiando e girandosi intorno e ne iniziavano un’altra. E poi Spike che diavolo ci faceva col tiragraffi? Quando ci giocava sembrava un maestro del kung fu della tigre, e ora era li che artigliava alla meno peggio il nemico che ad ogni colpo dissolveva la parte ferita in una nuvola di polvere che andava a riformare la stessa parte lesa.

Spike era più abile, ma i suoi colpi erano inutili: non era un nemico che si poteva sconfiggere con la forza. Ci voleva qualcosa, e ci voleva in fretta perché Spike stava subendo troppi colpi. Si ritrovò all’angolo, costretto ad incassare pugni troppo forti dati da mani ingrandite con la “metamorfosi polverosa”. L’avversario si fermò per un attimo, guardandolo con ghigno sadico «Polvere eri…» Fece per sferrare il colpo finale, ma qualcosa lo strattonò indietro. Il nemico iniziò a dimenarsi in modo convulso come un gatto preso per la collottola che cerca di liberarsi. Alle sue spalle c’era Lara, con in mano un’asta rossa.

Spikedford la guardò, confuso, e lei disse «Scopa catturapolvere Ugsom» Con una voce che avrebbe fatto capire a Clint Eastwood che il suo posto era a mostrare le cosce in un saloon. Spike sprofondò nella depressione «Beh, grazie Lara» Disse rassegnato, pensando che una guardiana a qualcosa doveva più servire. Lei ridacchiò, e impugnando la scopa in modo da fare più forza possibile sbatté la sua preda contro l’angolo di un mobile «E quello era lo spigolo più dolce di casa, chico…»

La guardiana guardò soddisfatta vari denti cadere a terra, tra cui due canini particolarmente aguzzi… Sarebbero certamente ricresciuti, ma non così in fretta. Fermato in quel modo, il vampiro uscito dalla scatola di telluro di Martana sembrava impossibilitato a controllare la polvere. Spike rideva sadicamente «Che hai da ridere tu!» Disse la sua guardiana «Tu pulissi mai in casa io non mi sarei dovuta scomodare!»

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Prossimo capitolo online il 07/02! Mi scuso di non aver risposto agli ultimi commenti, chiedo venia! Tempus fugit!

Mentre Lara e Spike interrogano il nemico noi che facciamo?

  • Parliamo dei nemici dei vampiri in generale (30%)
    30
  • Parliamo della base fondamentale dei poteri vampirici (10%)
    10
  • Parliamo della situazione patriarchi-vampiri liberi (60%)
    60
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