Dove eravamo rimasti?
Pacchi Tantrici
Lara venne svegliata dal campanello. Aveva dormito complessivamente due ore. Fece un rapido riesame della situazione: finestra ben chiusa, corpo presente e in salute, meccanismi intellettuali in fase di avvio, occhiali sul comodino, Spiky presente. Le ci era voluto un po ad abituarsi a svegliarsi con un cadavere accanto. La prima volta fu un trauma: Spike si era infilato nel suo letto mentre lei dormiva, e la guardiana non se lo aspettava…
I vampiri in torpore sono tali e quali a dei cadaveri: con le occhiaie, i lineamenti scavati, bianchi-tendente al blu e con tanto di rigor mortis… Salme stagionate bene, per capirsi. Ma il tempo dei colpi apoplettici era passato, ora Lara sapeva che, dopo ogni crepuscolo, si poteva trovare un morto accanto: se prima rischiava l’implosione delle coronarie ora gli sorrideva (ma non si azzardava ancora a fargli le coccoline, aspettava che ricominciasse a prendere tono). Il campanello suonò di nuovo, la donna si infilò le pantofole e si diresse, ancora in pigiama, verso la porta. Fuori dallo spioncino c’era il postino, con un pacco in mano e tre più grossi alle spalle. Lara aprì.
«Mlr’giorno» Mugugnò Lara
«Buongiorno a lei» Disse il postino, svogliato. Squadrò gli occhi cisposi di Lara: le spesse lenti degli occhiali ingrandivano le cispe in modo grottesco. Le porse il primo pacchetto.
Lara controllò che ci fosse il documento di trasporto «Mh-mh…» e poi fissò gli occhi su un baffo del postino, impregnato di mucose nasali.
Quest’ultimo, incurante, le passò altri due pacchi «La bolla è su questo qui» Finse di guardarla, in realtà scrutava un rivolo di saliva secca che sfociava a delta sotto al mento.
«E di quello?» Chiese la donna, indicando l’ultimo pacco.
L’uomo si girò, e Lara si trovò a guardare negli occhi un grosso accumulo di pus dietro all’orecchio dell’uomo.
«Quello? Credo la mandi la casa produttrice in omaggio… Telluro di Martana, c’è scritto»
«Bah…» Lara prese pure quello in consegna «La ringrazio» a cos’era il telluro di Martana avrebbe pensato più tardi.
E così finì lo scontro degli orrori avvenuto sul pianerottolo con la scusa della posta.
Nel frattempo Spikedford si stava dedicando ai suoi incubi: partivano dai patriarchi, nemici storici dei vampiri liberi, e finivano in fondo alla lista nera delle nemesi vampiriche. Come ogni vampiro, Spike era paranoico, e basta nominare una categoria di nemici per far emergere le altre nel suo cervello: i celestiali, sempre impegnati a pensare in termini di borse e azioni; i lupi mannari, che occupavano il ruolo di cani nel rapporto cane-gatto coi vampiri… E che di lupesco avevano solo il nome (ma facevano bene a mistificare: nessuno li prenderebbe sul serio se venissero chiamati col nome appropriato); i cacciatori mortali divisi in due categorie, quelli semplicemente troppo potenti e quelli che lo diventavano dopo aver bevuto sangue vampirico… Fortunatamente, come loro, ce n’era uno su mille, e oltre la metà di loro se ne infischiavano di dare la caccia al soprannaturale; streghe… Oh, se ce n’erano!
Generalmente i vampiri stavano sulle balle a tutti i sopra citati, che in rari casi si alleavano anche (cacciatori esclusi).
Lara se ne tornò a letto, lasciando in salotto tutto il paccottame. Guardò il vampiro prima di coricarsi. Una volta Spikedford andò a dormire con lei. La abbracciò prima di addormentarsi… La guardiana ebbe il piacere di svegliarsi nella morsa dell’abbraccio di un morto. Era già abituata a dormire con la mummia, ma quello era troppo. L’urlo di Lara svegliò Spike e fu più efficace di un elettroshock su un vecchietto che, nell’isolato accanto, stava morendo di arresto cardiaco da solo, in casa sua. Il vampiro si lamentò non poco del gramo risveglio. La guardiana, all’alba seguente, chiuse il vampiro nella bara e ce lo lasciò per qualche ora dopo il tramonto. Spike capì che far svegliare la gente tra le braccia di un cadavere è scortese
Il sole sparì dietro all’orizzonte. Spike era un vampiro abbastanza infingardito dalla sua vita con la guardiana (che si stava concedendo del sonno extra) e questo gli impedì di svegliarsi puntualmente. Più disciplinato di loro fu il telluro di Martana. Qualcosa all’interno del pacco misterioso iniziò a sibilare. Con un rumore di carta frusciante, una polvere grigia e compatta strisciò fuori dalla scatola. Ne uscì parecchia in effetti. Il nucleo pensante della polvere era parecchio innervosito “Non mi sono fatto pagare abbastanza” La polvere formò una specie di serpente, che iniziò a vagare per la casa “Tutto il giorno in quel pacco maledetto, bastava un errore e sarei stato fritto” Alla fine, il serpente decise di piazzarsi sotto al divano “Razza di idioti, fanno i superiori, ma non si fanno scrupoli ad assumere una zanna prezzolata e pagare un bell’anticipo… Eheh” Il telluro si radunò, formando un grosso mucchio di polvere sotto al divano, ed elucubrò su quanto avrebbe riscosso a fine nottata.
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Prossimo capitolo per il 31 gennaio!
Chi si sveglierà prima?
- Insieme! (60%)
- Spikedford (30%)
- Lara (10%)

01/03/2015 at 22:38
Dimenticavo di mettere qui il link del prossimo racconto…
https://theincipit.com/2015/02/economia-bellica-michele-dottor-gonnella/
Mi costerà caro quando morirò, lo so! XD
01/03/2015 at 20:17
Eh bravo genietto! Bel finale. Ottima conclusione, la meno scontata…!
01/03/2015 at 22:36
Purtroppo o per fortuna, mi piacciono i finali non scontati :3 Oltre la Nebbia ne è un esempio
01/03/2015 at 00:46
Bello! Bella trama , ben scritto e ben sviluppato ^^ sono proprio contenta di aver potuto leggere tutti i tuoi lavori !!! continua così =^w^=
01/03/2015 at 22:35
Va che poi continuo davvero eh… XD
28/02/2015 at 21:32
Eccomi per il finale! Bravo, sono contenta che sia finita bene!
01/03/2015 at 22:35
Speravo venisse scelta proprio quella, mi ci stava la rianimazione a sorpresa :3
28/02/2015 at 20:30
Non ti trovavo più…era perché stai al capitolo 10…. e non funziona segui storie…. eccomi…
01/03/2015 at 22:34
Non credo funzioni neanche a me O.o