Dove eravamo rimasti?
Al lavoro
Il ragazzo delle consegne se ne stava tornando alla base. Nello specchietto retrovisore del suo quattro ruote l’immagine del palazzo svaniva lentamente assieme a tutti i suoi misteri. I rumori della città si suicidavano sul finestrino come foglie secche. Dentro, la radio taceva, lasciando spazio ai pensieri mentre si alternavano al volante. A chi mancherà la signora Nichelson, ora che non c’è più? Ne scriveranno i giornali? Chi, e perché, ha voluto ucciderla? Ma soprattutto: cosa racconto adesso al capo?
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I dubbi non erano prerogativa esclusiva dei portapizze. Nel quartiere a nord della città, un tizio paffuto e dall’aria perplessa fissava l’angolo a nord ovest del suo ufficio. L’indice e il pollice della mano destra appallottolavano con metodo una pallina verdastra. La contemplazione era ai massimi livelli e berretto blu sentiva l’eco di un’epifania. A dire il vero era ancora alle prese con una matassa di altri pensieri urgenti, ma sentiva che c’era quasi. Stava giusto per distinguere l’assassinio della signora Nichelson dal desiderio di un cornetto al cioccolato, quando qualcuno bussò alla porta.
“È permesso?” chiese un naso spuntando dalla porta semiaperta.
“Solo un attimo” rispose berretto blu, che in una frazione di secondo arrotò che aveva tra le dita e lo scagliò distante.
“Abbiamo i primi risultati del tossicologico, capitano”, disse il naso muovendosi appena.
“Venga, venga pure”, disse berretto blu.
La scheda di sintesi conteneva tre informazioni fondamentali. Erano scritte in stampatello più per consuetudine che per sfiducia; di questo, berretto blu non si era mai lamentato. Recitava così:
referto delle analisi autoptiche della defunta signora MARILYN NICHELSON.
Causa del decesso: OVERDOSE da INSULINA.
Nota del responsabile dell’analisi: non risultano riscontri clinici per alcuna patologia.
“Bel colpo – disse berretto blu continuando a fissare il rapporto – ora che sappiamo com’è morta, non ci rimane che scoprire colpevole e movente. C’è altro?”.
“Nient’altro, capitano. Col suo permesso…” disse l’uomo dietro al naso.
“Vada pure, agente. La ringrazio”.
Chiusa la porta, berretto blu mollò il foglio sulla scrivania. Si mise comodo, pronto a pensare. Distese le gambe sotto il tavolo, stirò la colonna vertebrale, buttò indietro la testa e si liberò di un sospiro di circa un paio di chili. La sedia cigolò di soddisfazione. Fuori dalla finestra, le luci delle case dei palazzi erano brufoli lampeggianti nel blu scuro della notte. C’era ancora macchine nelle strade, ma quella era una condizione fisiologica. Quasi tutti, ormai, erano a casa. A quell’ora le mogli erano probabilmente davanti ai fornelli, mentre i mariti – con la cravatta appena allentata – seguivano il tiggì seduti sul divano. Qualche figlio stava finendo i compiti, ma i più bravi torturavano il papà fino a che non schierava la fanteria, i dinosauri e perdeva la battaglia. Da dentro uno schermo, un figuro vestito a festa passava da un reportage di guerra al nuovo fidanzato di Linsday Lohan senza cambiare inflessione; forse nemmeno a lui interessavano quelle notizie, o magari era semplicemente stanco, e avrebbe preferito tornare a casa da sua moglie, stendersi sul divano, abbandonarsi distratto sul divano mentre un altro tizio, vestito a festa, gli raccontava cos’era successo durante la giornata. Sì: all’ora di cena tutto era più tranquillo.
E anche berretto blu si sentiva più sereno. Pensava che qualcuno, in quell’ufficio, avesse trovato la manopola per abbassare il volume. Un’occasione da non perdere, per iniziare a passare in rassegna voci, facce e indizi. Sentiva ancora quella specie di vibrazione che anticipa l’epifania. Stavolta, però, era una sensazione netta, come l’attimo che anticipa una grande rivelazione. Per non rischiare di perdere il punto, costrinse le sue piccole cellule grigie a focalizzarsi su poche, elementari informazioni. I pensieri divennero finalmente nitidi, l’uno ben distinto dall’altro. Avevano una forma e un senso, paletti conficcati nell’intelletto, in un ordine prioritario inequivocabile. È ciò che chiamano epifania, o rivelazione. Berretto blu, ora, sapeva cosa fare.
Stava per alzarsi e prendere un cornetto al cioccolato, quando fu riportato bruscamente al caso della signora Nichelson.
Cos'è successo al capitano Berretto blu?
- Non c'erano più brioches al cioccolato. (22%)
- Lo informano di un ritrovamento importante sulla scena del crimine. (56%)
- Riceve una chiamata urgente dal carcere. (22%)

28/12/2015 at 12:01
troppo veloce… non son riuscito a seguire la tua avventura
io sono tornato per la conclusione, se ci sei. ti aspetto
ciao
P.S. mi spiace per la lunga assenza, problemi seri purtroppo
02/12/2015 at 15:43
Un finale noir per un giallo intrigante e ben strutturato.
Complimenti Jaques.
02/12/2015 at 19:53
Sempre troppo gentile, Anna. Ancora grazie! 🙂
01/12/2015 at 23:49
Bella l’idea delle iniziali, anche se quello che mi è piaciuto di più del racconto è stato il lessico e l’uso di metafore ricercate, gli ho trovati simpaticamente rococò 🙂
02/12/2015 at 19:53
Mi fa molto piacere, Gabriele, e grazie per il complimento! 🙂
01/12/2015 at 18:45
Chiusa ironica, che chiude il cerchio… Spiegone finale necessario, che ti ha costretto a tenere un po’ a freno il tuo estro. Ti rinnovo i complimenti e spero di ritrovarti presto. Un solo consiglio: la prossima volta cerca di non essere troppo precipitoso e lascia passare più tempo tra un episodio e l’altro… Bravo davvero
02/12/2015 at 19:51
Grazie mille, Lou! La prossima volta cercherò di far le cose per bene 😉
30/11/2015 at 14:16
Bello, bravo. Anche ottima soluzione al mistero e non solo, bel finale. La chiusa con lui che torna alla sua quotidianità mi piace. Complimenti.
30/11/2015 at 20:27
Troppo gentile, davvero. Ancora grazie, e a presto! 🙂
29/11/2015 at 20:55
HELP….fantastico finale, complimenti 😉
30/11/2015 at 20:26
Esagerato! Ti ringrazio tanto, Danio. 🙂
29/11/2015 at 18:01
Bel finale! 🙂 solo, potevi aggiungerci anche gli ingredienti, così si sapevano (ingrediente con la U non mi viene in mente niente…. se ho capito bene) 🙂 alla prossima storia!
29/11/2015 at 19:27
Ciao Giulia! Hai ragione, tuttavia ho preferito non ripeterli; li ho messi nel capitolo 4 e riepilogarli adesso mi sembrava poco “professionale”, per berretto blu.
Grazie mille, buona continuazione a te!
p.s. Era così: acciughe, insalata, uova, tonno e olive. 😉
29/11/2015 at 20:53
Uova! Non ci avevo pensato! Grande! Sì, in effetti per berretto blu non sarebbe stato professionale… 🙂 😉
28/11/2015 at 20:06
Ho votato per l’opzione più scontata: spiegazione del caso. Sono per un finale da giallo classico, anche se tu per nove episodi ti sei divertito a sovvertire tutti gli stereotipi del genere. Ho letto i tre episodi che mi ero perso tutti di un fiato e devo dire che mi hai conquistato… Se dovessi ordinate una pizza direi: Grana Emmental Noci Insalatina e Olive…
29/11/2015 at 14:31
Non c’è che dire, Lou: hai davvero dei buoni gusti. 😉
Speriamo l’ultimo episodio non deluda! (Ci vediamo al tuo decimo)
28/11/2015 at 16:21
A conclusione del caso ci vuole la spiegazione del ragazzo delle consegne.
Ciao Jaques, credo che tu debba valutare seriamente l’ipotesi di darti all’humor, il tuo stile è davvero esilarante, mi piace molto. Complimenti, al gran finale.
29/11/2015 at 14:27
Ciao Anna, ti ringrazio molto! Nel prossimo racconto, magari, ci proverò – anche se rimanere “nel genere” è sempre difficilissimo. 🙂
28/11/2015 at 12:02
Ultimo capitolo, quindi c’è da fare un commento etico, oltre che narrativo: per quel che riguarda il secondo direi che la spiegazione del caso non può mancare (voglio vedere se l’ho azzeccata!); a livello etico, la brioche per berretto blu mi sembra un buon premio (in tutti i sensi) per gli sbattimeti e la fiducia al ragazzo. Aspetto il finale! 🙂
28/11/2015 at 12:45
Be’, non hai tutti i torti. Credevo Berretto blu sarebbe risultato più antipatico, invece in molti lo vorrebbero viziare. Vedremo cosa accadrà nella’episodio finale. E grazie del commento 🙂
27/11/2015 at 14:24
Storia a tratti fumosa per i periodi lunghi e un tergiversare evitabilissimo, ( soprattutto nel primo episodio in cui lui ce la mette tutta per farci perdere la pazienza 😉 ) tuttavia trama intelligente, ben congegnata e titolo incredibilmente accattivante. Sei stato più veloce della luce a pubblicare tutti gli episodi, starti dietro non mi sarebbe stato possibile, non riesco a venire spesso in The Incipit, ma leggerti è stato un piacere.
Il ragazzo delle consegne, prima di chiudere il sipario, deve darci qualche spiegazione, che dici? 😉
28/11/2015 at 11:55
Anzitutto grazie, e dico davvero. 🙂
Suppongo il ragazzo abbia ancora qua sa da dire; quindi, chissà! Per quanto riguarda la storia non hai certo torto: sono andato veloce per non perdere la trama. Inoltre, mi sono dovuto “adattare” alla struttura, ma la prossima volta cercherò di ragionarla meglio e lasciare più tempo ai veri protagonisti.
A presto! 😉
27/11/2015 at 00:09
Tanto curiosa di arrivare alla soluzione completa del caso, quanto dispiaciuta che stia per terminare questo racconto! 🙂
28/11/2015 at 11:48
Sempre fin troppo lusinghiera. Arrossisco! 🙂
26/11/2015 at 21:47
La spiegazione delle iniziali delle pizza non l’ho mica capita… ho pareggiato due opzioni, ma inserire la brioche al cioccolato costa niente in confronto a una spiegazione che dovrai tirare fuori dal cappello! 😀 cmq scrivi come un treno, ho dovuto recuperare anche il capitolo precedente! Dovresti dare un pò più di tempo ai lettori… ma capisco la fregola di finire o di procedere prima che le idee scappino! 😉 son curiosa della chiusura, quindi in questo caso… su su! XD
26/11/2015 at 21:51
No, ok, scusa, avevo letto troppo di fretta per recuperare l’episodio e mi sono sbagliata! Ho capito le iniziali! 🙂 perdon!
28/11/2015 at 11:47
Ciao Giulia, hai ragione: avevo la storia a fil di dito e non volevo perderla. La prossima la lascerò decantare per bene!
P.s. l’ultimo capitolo lo pubblicherò in settimana, credo. 🙂
26/11/2015 at 21:06
Beh una brioche al cioccolato… come rifiutare??
28/11/2015 at 11:44
Peccati di gola: i più difficili da evitare! 😀
26/11/2015 at 20:53
Una brioche al cioccolato per Berretto blu, credo ne abbia proprio bisogno!
28/11/2015 at 11:43
Fosse per me sarebbe già a pane e cipolle. Ma, pensandoci, una ricompensa la meriterebbe anche lui. 🙂
26/11/2015 at 20:33
La spiegazione, come in un classico giallo, visto che non è un classico giallo 🙂
28/11/2015 at 11:41
Chiaro, lineare, ineccepibile. 😉