Dove eravamo rimasti?
Alla deriva
Berretto blu rimase sconvolto. Era un’ipotesi che non aveva contemplato. Non un’idea, non un pensiero. Tuttora stentava a ritenerlo plausibile, eppure non si trattava di probabilità. Non più. Gli uomini di buon senso sanno che la statistica non può nulla di fronte a un fatto: un numero è solo un’approssimazione astratta, la percentuale un simbolo intangibile, ma una scatola di brioches vuota, be’, quella non è fantasia.
Negazione, incazzatura, patteggiamento, depressione, accettazione; l’uomo col berretto blu stava ancora fissando il fondo della scatola, quando un rumore – lontano, indistinto – echeggiò nella stanza. Lo percepì appena. Pochi istanti, e per la seconda volta il tuono si abbatté sulla porta dell’ufficio, e stavolta arrivò a destinazione.
“Chi è?”, disse grave berretto blu.
“Capitano – rispose agitata l’ombra dietro la porta – abbiamo una novità riguardo al caso della signora Nichelson”.
“Entri”.
“Capitano, hanno ritrovato una siringa per l’insulina”.
“Agente, posso farle una domanda?”, chiese con calma l’uomo col berretto blu.
“Dica, dica pure, capitano”, rispose quello.
“Conosce la differenza tra una siringa e una supposta?”.
“Be’, capitano…”, rispose imbarazzato.
“E allora sa spiegarmi come può essere così sicuro che si tratti di una siringa per l’insulina?”.
“Non le sfugge niente, capitano. Ma io non c’entro. Mi hanno detto di riferirle che la scientifica l’ha trovata nel portaombrelli della defunta. Ora la stanno analizzando in laboratorio, dove la aspettano”.
“Capisco. La ringrazio. Ah, un’ultima cosa, agente”.
“Sì?”.
“Dal più profondo, le auguro di non ammalarsi”.
Come illustrarono gli specialisti, sul cilindro della siringa erano state ritrovate delle impronte; la brutta notizia è che non combaciavano con quelle del signor Burti. Che fosse la stessa siringa utilizzata sulla signora Nichelson era fuor di dubbio. Il dna trovato sull’ago era lì a dimostrarlo. Le tracce di sangue testimoniavano inoltre una grande profondità di penetrazione. “Un uso decisamente insolito per uno strumento di precisione”, riflette tra sé berretto blu.
Immaginò la dinamica, camminando assorto nel laboratorio: “un colpo deciso, con grande forza, per non sbagliare. Un gesto che richiede freddezza, probabile sia stato pensato e provato, per non sprecare l’occasione. Ecco il perché dell’iniezione brutale. Ma come si spiega il ritrovamento? Perché non sbarazzarsene in un tombino, o che so io in un bidone? Eccitazione, paura? Forse un inconveniente…”. In quel frangente, un urlo squarciò la quiete del laboratorio. Era l’assistente di laboratorio, che per disgrazia aveva dimenticato il piede sotto lo scarpone di berretto blu.
“Ma certo! – esclamò berretto blu – le urla della signora Nichelson!”.
Disilludere una persona è meschino. Lo è a prescindere da qualsiasi circostanza, che si tratti di bambini, adulti e anziani, di ogni genere, etnia e religione essi siano. Lo stesso vale per gli scienziati – anche loro, così fisici e concreti – che non ne fecero parola. Per questo, ancora oggi, berretto blu è convinto che quell’urlo fosse un suggerimento della sua mente. Ma poco importa di cosa indichi la bilancia della verità. Per la prima volta dall’inizio del caso, berretto blu sentiva i ragionamenti brulicare nel suo cervello. Estrasse un taccuino dalla tasca e scarabocchiò:
Burti escluso dai sospetti (ricordarsi scarcerazione). Qualcuno è entrato in casa (sapeva cosa fare) e ha drogato la signora Nichelson (che è morta). È scappato quando la signora ha urlato e si è liberato della siringa. (Perché? Sperava di far ricadere le colpe sul Burti?). Da escludere possibilità di uno sconosciuto (vedi comportamento Burti con ragazzo delle consegne).
“Già – disse alzando lo sguardo dagli appunti – ma chi? Chi poteva essere così in confidenza da entrare in casa? E perché la signora Nichelson e il signor Burti si sono fidati?”.
Mentre pensava si passava le dita sul mento. Messo a dura prova, il cervello iniziò a rilasciare endorfine diluendo le informazioni acquisite. Qualche deduzione – c’è da giurarlo – venne scambiata per un ostacolo al piacere e quindi espulsa assieme alle preoccupazioni. Berretto blu sentiva di aver chiuso la catena, o almeno di aver intrecciato i suoi anelli fondamentali; non rimaneva che trovare la gemma, e completare l’opera. Le sue dita ancora indugiavano nel piacevole massaggio, quando il cellulare iniziò a vibrare.
“Sì?”, rispose seccato berretto blu.
Quella fu l’unica sillaba che pronunciò. Dieci minuti e dodici secondi più tardi, le gomme della macchina fumavano nel parcheggio alla centrale. Berretto blu, frastornato, cercava di capire cosa stesse succedendo. Davanti al suo ufficio, due tizi in divisa stavano trasferendo le manette del signor Burti ai polsi di un altro individuo.
“È lui?”, chiese trafelato berretto blu. Ma la risposta già la conosceva.
Una persona sta per finire dietro le sbarre al posto del signor Burti. Come si spiega?
- Grazie al protocollo degli uomini in divisa. (0%)
- A causa di una strana coincidenza avvenuta poco prima. (33%)
- Tutto nasce dalla confessione del signor Burti. (67%)

28/12/2015 at 12:01
troppo veloce… non son riuscito a seguire la tua avventura
io sono tornato per la conclusione, se ci sei. ti aspetto
ciao
P.S. mi spiace per la lunga assenza, problemi seri purtroppo
02/12/2015 at 15:43
Un finale noir per un giallo intrigante e ben strutturato.
Complimenti Jaques.
02/12/2015 at 19:53
Sempre troppo gentile, Anna. Ancora grazie! 🙂
01/12/2015 at 23:49
Bella l’idea delle iniziali, anche se quello che mi è piaciuto di più del racconto è stato il lessico e l’uso di metafore ricercate, gli ho trovati simpaticamente rococò 🙂
02/12/2015 at 19:53
Mi fa molto piacere, Gabriele, e grazie per il complimento! 🙂
01/12/2015 at 18:45
Chiusa ironica, che chiude il cerchio… Spiegone finale necessario, che ti ha costretto a tenere un po’ a freno il tuo estro. Ti rinnovo i complimenti e spero di ritrovarti presto. Un solo consiglio: la prossima volta cerca di non essere troppo precipitoso e lascia passare più tempo tra un episodio e l’altro… Bravo davvero
02/12/2015 at 19:51
Grazie mille, Lou! La prossima volta cercherò di far le cose per bene 😉
30/11/2015 at 14:16
Bello, bravo. Anche ottima soluzione al mistero e non solo, bel finale. La chiusa con lui che torna alla sua quotidianità mi piace. Complimenti.
30/11/2015 at 20:27
Troppo gentile, davvero. Ancora grazie, e a presto! 🙂
29/11/2015 at 20:55
HELP….fantastico finale, complimenti 😉
30/11/2015 at 20:26
Esagerato! Ti ringrazio tanto, Danio. 🙂
29/11/2015 at 18:01
Bel finale! 🙂 solo, potevi aggiungerci anche gli ingredienti, così si sapevano (ingrediente con la U non mi viene in mente niente…. se ho capito bene) 🙂 alla prossima storia!
29/11/2015 at 19:27
Ciao Giulia! Hai ragione, tuttavia ho preferito non ripeterli; li ho messi nel capitolo 4 e riepilogarli adesso mi sembrava poco “professionale”, per berretto blu.
Grazie mille, buona continuazione a te!
p.s. Era così: acciughe, insalata, uova, tonno e olive. 😉
29/11/2015 at 20:53
Uova! Non ci avevo pensato! Grande! Sì, in effetti per berretto blu non sarebbe stato professionale… 🙂 😉
28/11/2015 at 20:06
Ho votato per l’opzione più scontata: spiegazione del caso. Sono per un finale da giallo classico, anche se tu per nove episodi ti sei divertito a sovvertire tutti gli stereotipi del genere. Ho letto i tre episodi che mi ero perso tutti di un fiato e devo dire che mi hai conquistato… Se dovessi ordinate una pizza direi: Grana Emmental Noci Insalatina e Olive…
29/11/2015 at 14:31
Non c’è che dire, Lou: hai davvero dei buoni gusti. 😉
Speriamo l’ultimo episodio non deluda! (Ci vediamo al tuo decimo)
28/11/2015 at 16:21
A conclusione del caso ci vuole la spiegazione del ragazzo delle consegne.
Ciao Jaques, credo che tu debba valutare seriamente l’ipotesi di darti all’humor, il tuo stile è davvero esilarante, mi piace molto. Complimenti, al gran finale.
29/11/2015 at 14:27
Ciao Anna, ti ringrazio molto! Nel prossimo racconto, magari, ci proverò – anche se rimanere “nel genere” è sempre difficilissimo. 🙂
28/11/2015 at 12:02
Ultimo capitolo, quindi c’è da fare un commento etico, oltre che narrativo: per quel che riguarda il secondo direi che la spiegazione del caso non può mancare (voglio vedere se l’ho azzeccata!); a livello etico, la brioche per berretto blu mi sembra un buon premio (in tutti i sensi) per gli sbattimeti e la fiducia al ragazzo. Aspetto il finale! 🙂
28/11/2015 at 12:45
Be’, non hai tutti i torti. Credevo Berretto blu sarebbe risultato più antipatico, invece in molti lo vorrebbero viziare. Vedremo cosa accadrà nella’episodio finale. E grazie del commento 🙂
27/11/2015 at 14:24
Storia a tratti fumosa per i periodi lunghi e un tergiversare evitabilissimo, ( soprattutto nel primo episodio in cui lui ce la mette tutta per farci perdere la pazienza 😉 ) tuttavia trama intelligente, ben congegnata e titolo incredibilmente accattivante. Sei stato più veloce della luce a pubblicare tutti gli episodi, starti dietro non mi sarebbe stato possibile, non riesco a venire spesso in The Incipit, ma leggerti è stato un piacere.
Il ragazzo delle consegne, prima di chiudere il sipario, deve darci qualche spiegazione, che dici? 😉
28/11/2015 at 11:55
Anzitutto grazie, e dico davvero. 🙂
Suppongo il ragazzo abbia ancora qua sa da dire; quindi, chissà! Per quanto riguarda la storia non hai certo torto: sono andato veloce per non perdere la trama. Inoltre, mi sono dovuto “adattare” alla struttura, ma la prossima volta cercherò di ragionarla meglio e lasciare più tempo ai veri protagonisti.
A presto! 😉
27/11/2015 at 00:09
Tanto curiosa di arrivare alla soluzione completa del caso, quanto dispiaciuta che stia per terminare questo racconto! 🙂
28/11/2015 at 11:48
Sempre fin troppo lusinghiera. Arrossisco! 🙂
26/11/2015 at 21:47
La spiegazione delle iniziali delle pizza non l’ho mica capita… ho pareggiato due opzioni, ma inserire la brioche al cioccolato costa niente in confronto a una spiegazione che dovrai tirare fuori dal cappello! 😀 cmq scrivi come un treno, ho dovuto recuperare anche il capitolo precedente! Dovresti dare un pò più di tempo ai lettori… ma capisco la fregola di finire o di procedere prima che le idee scappino! 😉 son curiosa della chiusura, quindi in questo caso… su su! XD
26/11/2015 at 21:51
No, ok, scusa, avevo letto troppo di fretta per recuperare l’episodio e mi sono sbagliata! Ho capito le iniziali! 🙂 perdon!
28/11/2015 at 11:47
Ciao Giulia, hai ragione: avevo la storia a fil di dito e non volevo perderla. La prossima la lascerò decantare per bene!
P.s. l’ultimo capitolo lo pubblicherò in settimana, credo. 🙂
26/11/2015 at 21:06
Beh una brioche al cioccolato… come rifiutare??
28/11/2015 at 11:44
Peccati di gola: i più difficili da evitare! 😀
26/11/2015 at 20:53
Una brioche al cioccolato per Berretto blu, credo ne abbia proprio bisogno!
28/11/2015 at 11:43
Fosse per me sarebbe già a pane e cipolle. Ma, pensandoci, una ricompensa la meriterebbe anche lui. 🙂
26/11/2015 at 20:33
La spiegazione, come in un classico giallo, visto che non è un classico giallo 🙂
28/11/2015 at 11:41
Chiaro, lineare, ineccepibile. 😉