Dove eravamo rimasti?
Nel dubbio
…uscito pocanzi dalla cella di sicurezza dov’era trattenuto. Quale è il motivo della sua scarcerazione, signor Burti? “Be’, vede, anche la polizia fa confusione. Sospettavano di me ma la verità è venuta a galla: non ho ucciso io mia moglie, la signora Nichelson. Con l’arresto del vero colpevole, giustizia è fatta”. Questa la reazione a caldo del signor Burti. Grande lo smacco per le forze di polizia, ora alle prese col nuovo sospettato. A breve ulteriori svilu…
ZUT!, fece la tv. E si spense.
“Ma… Perché hai spento?”, chiese il ragazzo delle consegne.
“Perché ho il telecomando – rispose un tipo con le mani sporche di farina – non ti pago per ascoltare notizie, ma per la-vo-ra-re. E ora, fila!”.
Così dicendo gli schiaffò in mano due pizze: una Napoli e una Kebab, con pomodori, salsa yogurt, rucola, lattuga e agnello a straccetti. Consegna urgente, raccomandò il tizio dalle mani sporche. Il ragazzo delle consegne consultò l’ordinazione. Sorrise. La costellazione dell’Oliva maggiore era entrata in Saturno. E la consegna della buonanotte sembrava avesse captato la sua fame di risposte. Destinazione: quartiere nord.
La pizzeria si trova appena sotto il baricentro della città. Il quartiere a nord dista all’incirca 50 euro di taxi. Là, in un isolato tutto calcestruzzo ed asfalto, si trova un grosso edificio. Le finestre sembrano occhi di colore blu scuro. Sono realizzati in modo che dall’interno si possa l’esterno, mentre chi è fuori veda riflesso il panorama circostante. Sui ray-ban dell’edificio sono montate sbarre d’acciaio: una volta dentro, non fugge nemmeno la noia. L’ideale, per un commissariato.
Con due pizze in mano, il ragazzo delle consegne entrò nel casermone come fosse il Messia. Venne condotto alla porta di un ufficio e, dopo una breve attesa, venne introdotto. Dietro la scrivania sedeva una vecchia conoscenza. A giudicare dal broncio, sembrava avere un bel daffare.
“Salve capitano”, disse il ragazzo delle consegne.
“Buonas… – si interruppe berretto blu – ancora tu?!”.
“Mi avete cercato voi”, osservò il giovane.
“Le disgrazie non si cercano, capitano e basta. Poggia le pizze, prendi i soldi e tanti saluti”.
“Avrei una domanda, se non la scoccia”.
“Mi scoccia molto. Arrivederci”.
“Ho visto in tv il signor Burti… Cioè fuori… Perché lo avete rilasciato?”
“Non sono affari tuoi”.
“Sono il testimone della vicenda, ricorda?”
“Fin troppo bene”.
“Ho diritto d’essere informato. Devo potermi difendere”.
“Vattene”.
“No, se non mi risponde”.
“Ti ho risposto: vattene”.
“Rrimango. Voglio solo una risposta. Le assicuro mi basterà, capitano”.
“Giuralo”.
“Perché?”.
“Giuralo o ti sbatto in cella per oltraggio”.
“Ok, ok, lo giuro”.
“Ora apri bene le orecchie: se racconterai una sola parola di questa conversazione, Dio solo sa quanti guai passerai. Intesi?”.
“Intesi”.
Il capitano raccontò del ritrovamento della siringa e del dna. Disse che mancavano i raffronti clinici. Disse, poi, che non avrebbero schedato il genoma di ogni singolo cittadino: una questione di privacy. Poi, a un soffio dalla rassegnazione, il colpo di scena: i suoi uomini avevano arrestato Jerry Catullo, portapizze di fiducia della Nichelson, in servizio anche quella sera. Un corriere a cui la signora pare fosse molto affezionata, tanto da non accettare consegne da parte di altri. Sembra, inoltre, che la Nichelson lo gonfiasse di mance. Il denaro: ecco il movente. Tutto quadrava: la fiducia dei coniugi, la conoscenza dell’appartamento, la naturale ingenuità di Burti e, infine, le impronte sulla siringa. Ed ecco il fatto più curioso: a spiegare tutto è stato proprio Burti. Come mai non ha avvisato i soccorsi? Temeva nessuno avrebbe creduto alle sue parole; temporeggiava, in balia del panico. Catullo stesso ha ammesso la responsabilità della siringata. Unico particolare: nega la sua colpevolezza.
“Fine del racconto – disse berretto blu –; a me le pizze, a te la porta”.
Nello parco zoologico del commissariato i lampioni cullavano la notte. Il clima era disteso: due gazzelle se la raccontavano sottovoce, una Leon ruggiva e una Panda e una Tigra dormivano serene. Poco più in là del recinto sonnecchiava il quattro ruote.
Il ragazzo delle consegne non riusciva ad ingranare. Ripensava alla signora Nichelson, all’incontro col signor Burti, a Berretto blu e alle sue spiegazioni. Ravanò nella tasca alla ricerca del telefonino, che rispose illuminando il display.
Gli rimase in mano un foglietto. Lo dispiegò: era l’ordinazione delle pizze di Berretto blu. Una Napoli e una Kebab, con pomodori, yogurt, rucola, lattuga e agnello. Si domandò che razza di umano potesse mai ordinare una cosa del genere. Rise di gusto quando scoprì che la risposta era lì, nell’iniziale di ogni ingrediente.
~~~
Nel suo ufficio il capitano sgranocchiava distratto l’ultima crosta. Stava per rimettersi al lavoro, quando uno scampanellio violento molestò la quiete del commissariato. Guardò fuori dalla finestra. Un ragazzo prendeva a manate il portone: “aprite – gridava – ho capito cos’è successo!”.
Siamo agli sgoccioli: il ragazzo ha qualcosa di importante da dire. Ma cosa accadrà?
- Con un stratagemma riuscirà ad entrare e a parlare con Berretto blu. (75%)
- Finirà in cella: era stato avvertito. (25%)
- Non riuscirà a dirlo e se ne tornerà a casa. (0%)

28/12/2015 at 12:01
troppo veloce… non son riuscito a seguire la tua avventura
io sono tornato per la conclusione, se ci sei. ti aspetto
ciao
P.S. mi spiace per la lunga assenza, problemi seri purtroppo
02/12/2015 at 15:43
Un finale noir per un giallo intrigante e ben strutturato.
Complimenti Jaques.
02/12/2015 at 19:53
Sempre troppo gentile, Anna. Ancora grazie! 🙂
01/12/2015 at 23:49
Bella l’idea delle iniziali, anche se quello che mi è piaciuto di più del racconto è stato il lessico e l’uso di metafore ricercate, gli ho trovati simpaticamente rococò 🙂
02/12/2015 at 19:53
Mi fa molto piacere, Gabriele, e grazie per il complimento! 🙂
01/12/2015 at 18:45
Chiusa ironica, che chiude il cerchio… Spiegone finale necessario, che ti ha costretto a tenere un po’ a freno il tuo estro. Ti rinnovo i complimenti e spero di ritrovarti presto. Un solo consiglio: la prossima volta cerca di non essere troppo precipitoso e lascia passare più tempo tra un episodio e l’altro… Bravo davvero
02/12/2015 at 19:51
Grazie mille, Lou! La prossima volta cercherò di far le cose per bene 😉
30/11/2015 at 14:16
Bello, bravo. Anche ottima soluzione al mistero e non solo, bel finale. La chiusa con lui che torna alla sua quotidianità mi piace. Complimenti.
30/11/2015 at 20:27
Troppo gentile, davvero. Ancora grazie, e a presto! 🙂
29/11/2015 at 20:55
HELP….fantastico finale, complimenti 😉
30/11/2015 at 20:26
Esagerato! Ti ringrazio tanto, Danio. 🙂
29/11/2015 at 18:01
Bel finale! 🙂 solo, potevi aggiungerci anche gli ingredienti, così si sapevano (ingrediente con la U non mi viene in mente niente…. se ho capito bene) 🙂 alla prossima storia!
29/11/2015 at 19:27
Ciao Giulia! Hai ragione, tuttavia ho preferito non ripeterli; li ho messi nel capitolo 4 e riepilogarli adesso mi sembrava poco “professionale”, per berretto blu.
Grazie mille, buona continuazione a te!
p.s. Era così: acciughe, insalata, uova, tonno e olive. 😉
29/11/2015 at 20:53
Uova! Non ci avevo pensato! Grande! Sì, in effetti per berretto blu non sarebbe stato professionale… 🙂 😉
28/11/2015 at 20:06
Ho votato per l’opzione più scontata: spiegazione del caso. Sono per un finale da giallo classico, anche se tu per nove episodi ti sei divertito a sovvertire tutti gli stereotipi del genere. Ho letto i tre episodi che mi ero perso tutti di un fiato e devo dire che mi hai conquistato… Se dovessi ordinate una pizza direi: Grana Emmental Noci Insalatina e Olive…
29/11/2015 at 14:31
Non c’è che dire, Lou: hai davvero dei buoni gusti. 😉
Speriamo l’ultimo episodio non deluda! (Ci vediamo al tuo decimo)
28/11/2015 at 16:21
A conclusione del caso ci vuole la spiegazione del ragazzo delle consegne.
Ciao Jaques, credo che tu debba valutare seriamente l’ipotesi di darti all’humor, il tuo stile è davvero esilarante, mi piace molto. Complimenti, al gran finale.
29/11/2015 at 14:27
Ciao Anna, ti ringrazio molto! Nel prossimo racconto, magari, ci proverò – anche se rimanere “nel genere” è sempre difficilissimo. 🙂
28/11/2015 at 12:02
Ultimo capitolo, quindi c’è da fare un commento etico, oltre che narrativo: per quel che riguarda il secondo direi che la spiegazione del caso non può mancare (voglio vedere se l’ho azzeccata!); a livello etico, la brioche per berretto blu mi sembra un buon premio (in tutti i sensi) per gli sbattimeti e la fiducia al ragazzo. Aspetto il finale! 🙂
28/11/2015 at 12:45
Be’, non hai tutti i torti. Credevo Berretto blu sarebbe risultato più antipatico, invece in molti lo vorrebbero viziare. Vedremo cosa accadrà nella’episodio finale. E grazie del commento 🙂
27/11/2015 at 14:24
Storia a tratti fumosa per i periodi lunghi e un tergiversare evitabilissimo, ( soprattutto nel primo episodio in cui lui ce la mette tutta per farci perdere la pazienza 😉 ) tuttavia trama intelligente, ben congegnata e titolo incredibilmente accattivante. Sei stato più veloce della luce a pubblicare tutti gli episodi, starti dietro non mi sarebbe stato possibile, non riesco a venire spesso in The Incipit, ma leggerti è stato un piacere.
Il ragazzo delle consegne, prima di chiudere il sipario, deve darci qualche spiegazione, che dici? 😉
28/11/2015 at 11:55
Anzitutto grazie, e dico davvero. 🙂
Suppongo il ragazzo abbia ancora qua sa da dire; quindi, chissà! Per quanto riguarda la storia non hai certo torto: sono andato veloce per non perdere la trama. Inoltre, mi sono dovuto “adattare” alla struttura, ma la prossima volta cercherò di ragionarla meglio e lasciare più tempo ai veri protagonisti.
A presto! 😉
27/11/2015 at 00:09
Tanto curiosa di arrivare alla soluzione completa del caso, quanto dispiaciuta che stia per terminare questo racconto! 🙂
28/11/2015 at 11:48
Sempre fin troppo lusinghiera. Arrossisco! 🙂
26/11/2015 at 21:47
La spiegazione delle iniziali delle pizza non l’ho mica capita… ho pareggiato due opzioni, ma inserire la brioche al cioccolato costa niente in confronto a una spiegazione che dovrai tirare fuori dal cappello! 😀 cmq scrivi come un treno, ho dovuto recuperare anche il capitolo precedente! Dovresti dare un pò più di tempo ai lettori… ma capisco la fregola di finire o di procedere prima che le idee scappino! 😉 son curiosa della chiusura, quindi in questo caso… su su! XD
26/11/2015 at 21:51
No, ok, scusa, avevo letto troppo di fretta per recuperare l’episodio e mi sono sbagliata! Ho capito le iniziali! 🙂 perdon!
28/11/2015 at 11:47
Ciao Giulia, hai ragione: avevo la storia a fil di dito e non volevo perderla. La prossima la lascerò decantare per bene!
P.s. l’ultimo capitolo lo pubblicherò in settimana, credo. 🙂
26/11/2015 at 21:06
Beh una brioche al cioccolato… come rifiutare??
28/11/2015 at 11:44
Peccati di gola: i più difficili da evitare! 😀
26/11/2015 at 20:53
Una brioche al cioccolato per Berretto blu, credo ne abbia proprio bisogno!
28/11/2015 at 11:43
Fosse per me sarebbe già a pane e cipolle. Ma, pensandoci, una ricompensa la meriterebbe anche lui. 🙂
26/11/2015 at 20:33
La spiegazione, come in un classico giallo, visto che non è un classico giallo 🙂
28/11/2015 at 11:41
Chiaro, lineare, ineccepibile. 😉