Sull’autobus.
Piove.
Una volta, forse, avrei imprecato contro il Padre Eterno.
Cammino veloce verso la fermata della corriera, spero solo che non sia troppo in ritardo.
Il temporale estivo arriva sempre quando meno te lo aspetti ma, sostanzialmente, nel momento in cui la sua necessità.
«Buona sera, Mario. Come sta?» chiedo all’autista, dopo essere salita sulla corriera.
«Come sempre. Sono in ritardo bellezza, a Porlezza c’è stato un incidente. Tieni il tuo libro, l’ho praticamente divorato.» dice, porgendomi il volume del mio ultimo lavoro.
«Felice che ti sia piaciuto, ti porterò altro. Vado a sedermi. Oggi il turno in ospedale mi ha uccisa»
Quando mi volto, un paio di occhi dal colore indefinito mi fissano.
Mi siedo lontano da lui.
Accanto al finestrino, dalla parte opposta del mezzo, perdo il sospiro tra pensieri e parole che non vedo l’ora di scrivere.
La stanchezza mi prende, cullata dai movimenti della strada, mi addormento in un sogno strano fatto di abbracci traditi.
Quando mi sveglio, l’uomo che sedeva in fondo, è accanto a me.
«Scusi.» esordisco, alzando di scatto la testa che, probabilmente durante il sonno ho appoggiato sulla sua spalla.
«Scusa tu. Si era seduto davanti a te un uomo poco raccomandabile. Mi sono messo qui per evitare spiacevoli avvenimenti. Alla prossima scendo, ho perso tre fermate.» dice, alzandosi.
«La mia è la prossima. Aspetti, sono in macchina, la riaccompagno» mormoro, alzandomi e ricomponendomi.
L’uomo alza gli occhi al cielo, sbuffa e mi porge la borsa.
«Dove abita?» chiedo, rispondendo al suo sguardo «scusi, la mia macchina è un totale casino.»
«A Lenno, in caserma. Per favore, non darmi del lei.» risponde.
Annuisco, per poi aprire la macchina.
Mi siedo e allaccio la cintura.
«Non ci vorrà molto. La strada sembra molto scorrevole adesso… anche se Mario… va beh, è inutile.»
L’uomo non risponde, afferra il suo telefono e si perde dentro a una telefonata di lavoro.
«Perdonami, era di lavoro. Puoi lasciarmi qui.» dice, indicandomi la discesa per Villa Balbianello.
«Ricordati sempre di chiudere la borsa quando viaggi in autobus, non gira bella gente. Qualsiasi cosa, questo è il biglietto da visita.» mormora, prima di appoggiare l’altra mano alla portiera.
«Ti… ringrazio.» dico, lasciando le dita sul
L’uomo resta immobile per qualche secondo, con le mie dita appoggiate sul dorso della mano.
«Scendi» ordina, per poi chiudere la portiera.
Non comprendendo la sua reazione strada, obbedisco a quello che sembra un ordine a tutti gli effetti.
Si appoggia a me, prendendomi il volto tra le mani.
Le sue labbra sfiorano le mie per poi fondersi in un bacio dal sapore indecifrabile.
Lui si allontana.
Lui mi accarezza.
Lui sparisce dentro il cancello della caserma.
Ho un'idea molto precisa del secondo capitolo. è un Erotico, diamo il giusto pepe. Cosa metto nella playlist come prima canzone?
- Lenny Kravitz -Again. (46%)
- Romeo Santos -propuesta indecente (23%)
- Vasco Rossi -Gabry (31%)

12/04/2016 at 13:38
Un finale molto bello e delicato. Complimenti, Eva. e torna presto. 😉
11/04/2016 at 21:15
Non so perché ma qualcosa mi dice che ci sarà un seguito… 🙂
Brava Eva
11/04/2016 at 20:46
Grazie a tutti. Davvero.
Se avete voglia di condividere con me un pezzo di strada lascio qui sotto il link del mio profilo facebook.
https://www.facebook.com/simona.salvatore.5
04/04/2016 at 16:32
fa come vuoi, mi sembra giusto… 🙂
02/04/2016 at 07:26
Fa come vuoi!
01/04/2016 at 11:30
Carta bianca per te…
31/03/2016 at 14:19
ma lei sa cosa vuole… vediao se un po’ di sesso aiuta!
31/03/2016 at 09:58
assolutamente a te la scelta. 😉
30/03/2016 at 20:22
Ti lascio carta bianca…vai Eva!!!
30/03/2016 at 20:21
E vai il “piccione” è stato spennato!!!!
Quel posto sicuro è oltre il sesso oltre l’amore… è nell’anima! <3
30/03/2016 at 16:23
Secondo me, deve far pace prima con sé stessa. 😀
30/03/2016 at 20:06
vero.
Quando farò la versione estesa sarà pace.