Lui

Dove eravamo rimasti?

canzone: 2: L'altra donna (Pooh) (63%)

...quella che ha tutto e non ha niente....

Quando un uomo si rafde, io rimango ferma.

Immobile.

Come ipnotizzata.

Non so cos’abbiano, effettivamente.

Ma in quei cinque minuti vorrei essere nella loro testa.

Roberto e io abbiamo sempre avuto un rapporto natodiverso.

Iola figlia del mafiosolui dentro la sua divisa.

Non l’ho mai visto radersi, non ho mai fatto la spesa con lui e neppure cucinato per noi.

Giro la frittata e il suo petto si appoggia alla mia schiena.

«Sei qui.» mormora al mio orecchio dopo aver spostato i miei capelli.

«Cucino. Non vorrai morire di fame?» rispondo, fingendo concentrazione.

«Non voglio morire di paura, ancora. Ci ho messo troppo tempo per ritrovarti. Dovevano sapere che eri in pericolo per darmi questa missione.»

Si allontana, alza gli occhi al cielo e ignora l’ennesima telefonata.

«La stai ignorando, vero?» dico, sbattendo la padella e spegnendo il fuoco.

Sbuffa, per poi fissarmi mentre mi allaccio le scarpe.

«Non sono innamorato, se questo è quello che vuoi sapere. Come sai di lei dice, prendendosi la testa tra le mani.

«Dal tuo evadere l’argomento. È lei, vero? Quella che mi ha lasciato credere che tu fossi morto. Che ha detto che i miei sapevano di noi. Quella che…»

«Tu non c’eri, cazzo! Tu non sei mai restata! TU dov’eri quando io avevo bisogno della tua pelle, di noi? Dov’eri?!»

Sbatto la porta e me ne vado.

So che lo faccio sempre.

So che ce l’avrò addosso tra poco.

«Sta zitta.»

La sua bocca sulla mia, e le mie lacrime a congelare questo momento.

«Non voglio essere l’altra donna, io. Non voglio essere quella che non ha niente di te. Perché forse ho tutto e non lo so. Forse non sei innamorato di lei, perché lo sei di me o della divisa che hai addosso. Ma una cosa so che non voglio essere: la tua missione. Merito di meglio di questo. Merito qualcuno che invece di accusarmi di non restare, comprenda il peso del mio cognome e mi chieda di tenerlo per mano lo stesso. E tu non la lascerai. Falco e Nuvola stanno nel cielo. Io scrivo e faccio le cose di pancia, dal cuore. Vai con lei, ti prego.»

Un rumore sordo, qualcosa che attira la nostra attenzione in maniera negativa, in casa.

Roberto sgrana gli occhi e mi ordina con gesto di stare dietro di lui.

Appena entra in casa, afferra la pistola appoggiata sulla mensola.

Fa il giro delle stanze e poi si rilassa.

«Io non ti ho mai preso le mani?» sospira, avvicinandosi.

Infila le pistola della custodia e poi l’appoggia sul comodino.

Con le mani gli ordino di non avvicinarsi.

«L’altra donna. Non voglio esserlo. Mai più.»

Piango.

Di paura.

Di rabbia.

Di solitudine.

Era meglio restasse nel dimenticatoio.

Era meglio se non fosse mai venuto.

«Non starò con una donna che non amo, ora che ho trovato te.» sospira, respingendo il mio invito a stare lontano.

La sua pelle sulla mia è magnetismo allo stato puro, mentre la sua barba strofina sul mio collo.

«Mi devo radere, lo so…» mormora.

«O forse devi farlo fare a me.»

In bagno lo faccio sedere e afferro la schiuma da barba.

«Sei capace?» chiede, perplesso.

«Chi lo sa…» rido.

Il profumo di mentolo riempie le narici.

Lentamente faccio scorrere la lama sulla sua guancia, godendo del trattenere il respiro di Roberto.

«Chi ti ha insegnato?»

«Zitto tenenente, ora comando io.»

La lama corre ancora sulla sua guancia, lo lascio respirare e pulisco la schiuma dallo strumento.

Il mio seno è molto vicino ai suoi occhi.

Mi invita a un bacio mentre le sue dita scoprono il mio torace.

Il profumo del mentolo della schiuma pervade la mia bocca.

Il vestito scivola giù e mi siedo sopra lui.

«Ti odio, perché hai lo sguardo di chi ha deciso che sarà l’ultima volta» dice.

«Zitto tenenente. Ho ancora la lama in mano.» gli dico, tenendo stretto il manico.

L’uomo alza le mani e taglia il suo volto in un bel sorriso.

Finisco il lavoro, ascoltando la sua erezione gonfiarsi sotto l’elastico dei boxer.

«Non fuggire, ti prego. Ho il dovere di proteggerti. Sto aspettando delle risposte da…»

«Lei.»

L’idea di loro avvinghiati come noi ora mi strazia.

«Quando saremo al sicuro, chiederò il trasferimento. Ora che ti ho trovata…»

Mi tiene per i fianchi e la pelle brucia al pensiero di essere baciata da lui.

Mi alzo, in modo che entrambi possiamo finire di spogliarci.

Poi m’invita nuovamente a sedermi sopra di lui.

«Troppe donne sono state te, Benedetta. Troppe.»

Io, invece, non ti ho cercato dentro nessuno… perché tu sei sempre stato unico.”

Nuovo personaggio:

  • Il padre di Eva ( e va beh.) (0%)
    0
  • il LUI della storia (very hot.) (40%)
    40
  • Nuvola: la moglie di Falco (very sad) (60%)
    60
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92 Commenti

  1. Ma così giochi sporco uff!
    Non puoi tentarmi con rasoi e cucine… tu sai bene cosa immagina la mia mente se parli di due persone in cucina, per fortuna non c’era una birra nei paraggi!

    Mettiamo un bel po’ di pepe in questa storia, gli ingredienti ci sono tutti… adesso facci assaggiare un bel piatto prelibato! 😉
    <3

    • quale onoreeeeee l’unica signora dell’EROS di questo sito!!!!!
      signori, silenzio!!!!
      Grazie Mily, per me sarà un onore tornare a scrivere con e per te.
      (questa meravigliosa canzone me la tengo buona per la prossima!)

      • la mente correva più velocemente di quanto le dita riuscissero a cogliere… sì, un paio di volte mi sono chiesto quali fossero le parole che evidentemente mancavano.
        Anche se hai il dono di scrivere così di getto, dedicare poco tempo ad una veloce rilettura, sarebbe segno di maggior considerazione per i lettori che ti seguono… che comunque ti apprezzano e sono soddisfatti.
        Adesso vado a leggermi la seconda puntata.

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