Lui

Dove eravamo rimasti?

contro. Falco vs Doc (78%)

yo tambien!

«No, non ci siamo capiti, Tommaso. Io torno a lavorare qui, a scrivere sotto il nome di Eva e, soprattutto a Lenno, a casa mia. Non sono Benedetta, non lo sono più e, soprattutto… ho smesso di essere la figlia di mio padre. Puoi dire al luogotenente Roberto Ardinori di andare a quel paese.»

Tommaso mi guarda, sbigottito.

Non fa domande, si limita a osservarmi.

«Sembrava fuori di sé quando gli ho detto questa cosa. Devo sapere qualcosa?» chiede.

Mi prende le spalle, appoggia la schiena contro la mia e sospira.

«Temi il mio giudizio, Eva?» chiede.

Mi volto, lo guardo e annuisco.

«Siamo stati amanti, io e il luogotenente. Poi le vite ci hanno separato e…»

«Avere il tuo corpo non significa avere il tuo cuore. Qui dentro, ora c’è qualcuno? Perché io voglio saperlo subito con quanta forza devo lottare per avere una possibilità con te.»

Appoggia la mano sul mio petto e, di riflesso la stringo a me, ancora più forte.

L’intensità del suo sguardo mi fa tremare, qualcosa che prima provavo solo quando ero scossa dal desiderio.

«Nessuno. Voglio solo riprendere la mia vita.»

Fa un gesto, uno soltanto e io mi sento libera.

Appoggia la mano sulla mia guancia, tirandomi verso di sé.

L’orecchio si appoggia al suo petto, mentre le mani toccano la stoffa che copre le scapole.

Non stringe, né mi sbatte contro il muro.

Nessun fuoco.

La pace.

«Voglio portarti a mangiare una pizza, domani. Ti andrebbe di uscire con me?»

Annuisco e lascio che comprenda da solo che questo momento mi sta facendo bene.

Il suo profumo ha potere di riappacificarmi con ogni molecola neuronale.

Cuore, cervello… anima. Ogni cosa tace, zittita dal suo abbraccio.

«Hai idea di quanto tempo è passato da quella notte? Un giorno. Ti sento dentro da secoli. Come se tu fossi sempre stata… mia.» dice, appoggiando le labbra sulla mia fronte.

«Quella notte, sì. Ho voglia di rivivere quel bacio… ma non si può.» gli dico, puntando lo sguardo nel suo.

Tommaso mi accarezza e poi mi bacia. Dolcemente, senza foga.

Quest’uomo sembra aver capito che la pace è… tutto.

Sospira e mi stringe ancora.

E poi sento la sua voce.

Grida.

Falco spalanca la porta e quando, di riflesso, faccio per allontanare Tommaso da me, trovo la presa dell’uomo decisa che, invece, non rinuncia a quell’abbraccio.

«Cosa cazzo stai facendo?» sbraita.

L’uomo tace, tenendomi addosso a sé. Il suo cuore pulsa regolarmente, come se Falco fosse il nulla più assoluto.

«Conosci quest’uomo?» chiede poi, puntando lo sguardo dentro al mio.

«Lo conoscevo. Non ho piacere che stia qui, comunque.» rispondo, cercando di evitarlo.

Falco mi prende per il braccio e mi scosta.

«Io ora non sono più abbastanza? L’ho lasciata, Benedetta. È finita. Voglio te, ora. Te l’avevo detto di aspettare e tu che fai? Trovi questo… coso e…»

Tommaso tossisce, osservandomi.

Non sono più io.

E Falco per ora non è altro che una cicatrice del passato.

Mi faccio forte di questa nuova consapevolezza e lo allontano.

«Io sono Eva, adesso. Non ti seguirò. Non verrò con te. Voglio stare in questi vestiti, fare il mio lavoro e… dimenticare te e Benedetta. Torna da tua moglie, che ora ha bisogno di te, più di ….»

Roberto urla, sbatte i pugni.

Tommaso ancora fermo.

«Hai bisogno di… questo per ricordarti chi sono?»

Roberto mi tira a sé, abbracciandomi.

«Prova a toccarla di nuovo e ti faccio buttare fuori dalla tua stessa vita. Un altra reazione del genere nei confronti di Eva e sei un militare finito. Non vado oltre, perché mi rifiuto di pensare di appartenere alla tua stirpe, Falco. Trattare una donna come un pezzo di carne… mi vergogno di essere Uomo.»

Roberto scioglie la presa e scaraventa un pugno addosso a Tommaso.

L’uomo si regge in piedi e incassa.

«Zitto, dottorino da quattro soldi!»

Quando fa un passo per aggredirlo nuovamente, Tommaso gira il braccio di Falco dietro la schiena.

In quel momento entra un dottore, un collega dell’uomo e cade il silenzio.

Falco viene allontanato e io torno tra le braccia della mia darsena.

«Mai più scioglierò l’abbraccio, te lo giuro.»

Mi alzo sulle punte e… la sua lingua tocca la mia portandomi nel posto più sicuro del mondo.

Lui.

(allego qui la traduzione italiana del titolo.  https://www.youtube.com/watch?v=P-oD3SmdgDw)

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92 Commenti

  1. Ma così giochi sporco uff!
    Non puoi tentarmi con rasoi e cucine… tu sai bene cosa immagina la mia mente se parli di due persone in cucina, per fortuna non c’era una birra nei paraggi!

    Mettiamo un bel po’ di pepe in questa storia, gli ingredienti ci sono tutti… adesso facci assaggiare un bel piatto prelibato! 😉
    <3

    • quale onoreeeeee l’unica signora dell’EROS di questo sito!!!!!
      signori, silenzio!!!!
      Grazie Mily, per me sarà un onore tornare a scrivere con e per te.
      (questa meravigliosa canzone me la tengo buona per la prossima!)

      • la mente correva più velocemente di quanto le dita riuscissero a cogliere… sì, un paio di volte mi sono chiesto quali fossero le parole che evidentemente mancavano.
        Anche se hai il dono di scrivere così di getto, dedicare poco tempo ad una veloce rilettura, sarebbe segno di maggior considerazione per i lettori che ti seguono… che comunque ti apprezzano e sono soddisfatti.
        Adesso vado a leggermi la seconda puntata.

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