Lui

Dove eravamo rimasti?

Ora: 1. Gabry (hot. Ma vi spiego chi è Roberto) (67%)

E non ci sarà più Dio.... Perché ci sono io!

«Non cambierai mai, vero?» mi chiede, dopo poco.

Sorrido, perdendomi dentro lo sguardo dell’uomo che ha appena fatto l’amore con me.

«Che ti costa restare?» chiede, allacciando il mio reggiseno.

Lo bacio sulla fronte, per poi tornare a indossare la maglia.

Non so mai cosa dirgli, ho sempre paura di ferirlo e so che non se lo merita.

Brucia forte la ferita che ha sulle costole.

Più a lui che a me, credo.

«Non puoi fare così sempre, Benedetta. Non puoi. Io lascio l’arma ed entro nel programma con te. Più di questo che altro posso dirti?» dice, prendendomi le mani.

Le appoggia sul petto, come a volersi regalare una carezza.

«Sei prezioso dentro la tua divisa. Di donnette come me ne puoi avere quante ne vuoi. Ora lasciami, devo andare nell’altra stanza prima che passi il tuo collega.»

La rabbia lo prende, facendogli scaraventare un pugno contro il muro.

«Non ti permetto di parlare così della donna che sei!»

Si mette tra me e la porta, allargando le braccia.

«E che donna sono, io?» chiedo, con gli occhi pieni di lacrime.

Indietreggio, lasciando cadere il pianto sulle guance.

«Sei la MIA donna. Mia. Capisci?»

Mi branca, tra le forti braccia, stringendomi a sé.

«Non voglio che lasci la divisa. Sei ciò che fai, tu. Io non sono più niente. Niente, comprendi?»

Accarezzo la sua ferita.

Roberto si è ferito proteggendo me.

Ho denunciato mio padre, appena ho compreso che la mia famiglia non era limpida.

Quella sera incontrai lui che non mi lasciò andare via dalla caserma.

Venni protetta dal primo istante.

«Chiederò il trasferimento appena saprò dove ti portano. Te lo giuro.»

Mi perdo tra le sue labbra, come se fosse l’ultimo bacio.

Perché io so dove andrò.

Perché so che non verrà con me.

Perché il mio «anch’io» devo soffocarlo dentro me.

***

Lo guardo sdraiato tra le mie lenzuola, il letto sfatto dalla mattina.

Dorme, sembra un bambino.

Sono felice che sia rimasto, anche se è un perfetto sconosciuto.

Entro in doccia, lasciando che l’acqua calda lavi via il sudore.

Stranamente non c’è bisogno di strofinare troppo, mi sento tranquilla.

Qualcosa mi dice che era come se non fosse la prima volta con lui.

Serenamente lavo i capelli, senza sentirmi male.

«Che succede?» chiede, assonnato.

«Nulla, perché?»

«Non ti ho più trovato dentro il letto. Vuoi che me ne vada?»

Faccio silenzio, osservando i suoi occhi sgranarsi.

Faccio cenno di entrare nel box e lui sorride.

«Mi sembra di conoscerti da sempre, Roberto. E tu sembri in grado di potermi disegnare.»

Abbassa lo sguardo sul suo petto, per poi avventarsi sulle mie labbra.

«Sta ferma, bambina.» dice, prendendomi le mani.

La sua bocca scende sul mio corpo.

La sensazione di avere la sua lingua e l’acqua addosso mi rende capace di pensarmi con uno scettro in mano.

«Non sei tanto più vecchio di me… perché mi chiami “Bambina”»

Quando si fa spazio tra le mie gambe, usa la prepotenza.

La sua lingua gioca a rivestirmi di pelle d’oca e mi porta vicino all’orgasmo.

Ma il godimento è lento e composto.

Frenato, quasi.

«Riuscirò a farti impazzire stanotte. Devi solo ricordarti come si fa…» mormora.

Le mie unghie si conficcano dentro le sue spalle quando al movimento magistrale delle sue labbra unisce quelle delle dita.

L’acqua cessa il suo bagnarci, mentre il piacere cresce.

«Esplodi, bambina. Ti prego.» ansima.

Quando succede, l’uomo è costretto a sostenermi.

Mi prende in braccio e conduce il mio corpo a incastrarsi con la sua anima.

«Voltati.» ordina, dopo poco.

Sistemo il cuscino sotto la pancia, afferrando l’altro con le dita.

Con un movimento del bacino, accolgo la sua eccitazione dentro di me, sussultando a ogni affondo.

Lentamente, una mano scivola sul clitoride, eccitandolo ancora di più.

Lentamente, una mano scivola sul clitoride, eccitandolo ancora di più.

«Ti prego…» riesco a dire.

«Avanti… chie.di.me.lo.»

«Continua…»

Tra le lacrime arriva l’orgasmo di entrambi.

Il mio, a graffiare le lenzuola.

Il suo a lavare la mia schiena.

Si sdraia su di me, a consolare ogni singola goccia di pianto.

Mi stringe a sé, facendomi sentire che non è uno sconosciuto.

Il sonno sfinito dal piacere mi coglie a mezzogiorno.

che si fa? (un aiuto tra parentesi)

  • Idee? (0%)
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  • Scopriamo come Eva si ricorda di lui ( So hot... 😀 ) (100%)
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  • Scopriamo cosa non dice Roberto (a parte qualche bacio... no cold) (0%)
    0
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92 Commenti

  1. Ma così giochi sporco uff!
    Non puoi tentarmi con rasoi e cucine… tu sai bene cosa immagina la mia mente se parli di due persone in cucina, per fortuna non c’era una birra nei paraggi!

    Mettiamo un bel po’ di pepe in questa storia, gli ingredienti ci sono tutti… adesso facci assaggiare un bel piatto prelibato! 😉
    <3

    • quale onoreeeeee l’unica signora dell’EROS di questo sito!!!!!
      signori, silenzio!!!!
      Grazie Mily, per me sarà un onore tornare a scrivere con e per te.
      (questa meravigliosa canzone me la tengo buona per la prossima!)

      • la mente correva più velocemente di quanto le dita riuscissero a cogliere… sì, un paio di volte mi sono chiesto quali fossero le parole che evidentemente mancavano.
        Anche se hai il dono di scrivere così di getto, dedicare poco tempo ad una veloce rilettura, sarebbe segno di maggior considerazione per i lettori che ti seguono… che comunque ti apprezzano e sono soddisfatti.
        Adesso vado a leggermi la seconda puntata.

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