Lui

Dove eravamo rimasti?

profumo: di zagara (45%)

lui sa di buono

La notte in ospedale è eterna.

Stai con gli occhi incollati ai vetri sporchi, sperando che da un secondo con l’altro il cielo si illumini di sole.

Amo l’alba. Forse più dei tramonti

«Buona sera, Eva. Sono venuto a controllare che tu stia bene.» dice l’infermiere appena entrato.

«Non riesco a dormire. Ma non c’è male. Sai quando potrò tornare a casa?»

«Lei lavora qui, vero? Se vuole domani scendo in ufficio e le dico che è ricoverata in questo reparto. Non so quando può tornare, in cartella la terapia è segnata fino a dopo domani.»

Alzo gli occhi al cielo, sperando che questo non significhi che, uscendo di qua, mi ritrovo Falco e il suo branco addosso.

«Senti, perché mi dai del “lei” ora?» chiedo, mentre armeggia con il mio ago canula.

«Scelta professionale» risponde, tenendo gli occhi bassi.

«Sei molto gentile. Perché?» chiedo, appena fa rientro.

«Non potrei indossare questa divisa se così non fosse. Il suo fidanzato non viene a trovarla?» chiede,tastando il terreno.

«Nessun fidanzato, tante cicatrici. » rispondo, sospirando.

L’uomo alza gli occhi e trova i miei. Vorrebbe farmi domande, andare oltre il rapporto d’etichetta ma evita, giustamente.

«Ecco qui. Messo qui dovrebbe darti meno fastidio.» dice, soddisfatto.

La sua mano è ferma nella mia e la cosa non imbarazza nessuno dei due.

Rimane seduto ancora qualche minuto, snocciolando le sue conoscenze infermieristiche.

«Hai una bella voce, sai? Resta ancora qui un po’. Ma parlami di chi è Tommaso fuori da questa divisa. Ti ascolterò»

L’uomo osserva il mio posizionarmi su un fianco senza lasciare la sua mano.

Il suo accarezzarmela, in quel preciso istante sa di buono, di umano.

«Sonosoloun uomo, Eva. Ho studiato, amato alla follia e lasciato per qualcosa di più facile. Lavoro sodo e ho una vita semplice fuori da qui. Io, il mio gatto e la barca per entrare nel lago. Non c’è altro da aggiungere. Non sono i personaggi di nessun libro, purtroppo.» risponde, a occhi bassi.

«Sei molto bello, Tom. Di te potrei anche scrivere…»

Mi lascio andare a questa confessione spontanea e il sonno mi trascina dentro i soliti incubi.

C’è la Sicilia, l’odore fortissimo di zagara della tenuta di mio padre e il consequenziale sapore di sangue in bocca.

Le botte, gli spari… tutto cancellato, rimosso.

Ho fatto un grosso lavoro su me stessa per ridurre tutto a una semplice denuncia.

Quando mi sveglio è notte inoltrata.

Decido di alzarmi e andare in bagno. Recupero un pigiama pulito e m’infilo sotto la doccia.

Il soffione caldo, sembra riuscire ad alleviare il senso di non cicatrizzazione.

«Eva?»

La voce di Tommaso spalanca la porta, io mi pietrifico.

L’osservo scorrere gli occhi sul mio corpo bagnato per poi indugiare.

«Perdonami. Passo dopo.» dice, chiudendo la porta.

«Aiutami, ti prego. Ho lasciato sul letto l’accappatoio.»

Tommaso riapre la porta, con il volto girato su un lato.

Esco dalla doccia, avvicinandomi di schiena a lui che tiene il telo aperto, per accogliermi.

Il suo tocco è gentile quando mi aiuta a infilarlo e il suo petto si appoggia alla mia schiena.

Sento di non essergli indifferente e, stranamente, me ne compiaccio.

«Ti serve altro?»

«Mi piace se mi dai del tu. Ora no, mi vesto e vado in corridoi a prendermi una cioccolata. Spero poi di riuscire a dormire.»

«Ti aspetto li, allora.» mi risponde, per poi volatilizzarsi.

Sospiro, vestendomi.

Lego i capelli e guardo il mio volto biancastro e scavato. La testa fasciata dalle bende e un livido sotto lo zigomo.

Nuvola ha scatenato la sua tempesta su me.

So cosa vuol dire scambiare sesso con l’amore, fare giuramenti di cui ti penti subito dopo…

Io so cosa vuol dire “dolore”.

Non sono arrabbiata con lei.

Non io.

Quando esco dalla stanza trovo lui pronto a darmi il braccio per accompagnarmi alla fine della corsia.

«Una notte tranquilla per chi dorme qui. Mi piace quando accade.»

L’uomo precede il mio gesto di inserire la moneta e mi guarda.

«Sei molto bella, Eva. E non dovrei dirlo, visto che sei una collega e una paziente. Un sorvegliato speciale dei carabinieri e mille altre cose.» dice, con gli occhi che brillano di una luce piena di dolcezza.

«E tu sai di buono, Tommaso. Ma lo sai, sono stanca di tutte queste etichette. E quello che hai detto mi scalda il cuore, ora.»

Le lacrime scendono, senza volerlo.

Si avvicina al mio volto, accarezzando col pollice le guance bagnate.

Io e le mie lacrime.

Lui e le sue mani.

«Non sono mai andato oltre. I segnali di pericolo mi hanno sempre fatto paura. Ma ora ho bisogno di questo.»

Il suo odore mi entra sotto la pelle. Credo di non aver mai sentito nulladi più buono.

Il cuore di entrambi pulsa forte. Il nostro respiro si accorcia piano.

«Perdonami, Eva. Correrò il rischio.»

Con due dita solleva il mio mento e appoggia le labbra sulle mie.

Sono morbide e carnose.

Si fa spazio tra le mie cercando la lingua che sfiora piano, delicatamente.

Lo stringo forte e il suo bacio sembra trasformarsi in passione.

La sua lingua contro la mia diventa uno sfregamento che dona respiro.

«…wow.» sospiro.

«Sì, wow.» dice, per poi baciarmi.

 

contro.

  • Eva vs Benedetta. (22%)
    22
  • Padre vs papà (0%)
    0
  • Falco vs Doc (78%)
    78
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92 Commenti

  1. Ma così giochi sporco uff!
    Non puoi tentarmi con rasoi e cucine… tu sai bene cosa immagina la mia mente se parli di due persone in cucina, per fortuna non c’era una birra nei paraggi!

    Mettiamo un bel po’ di pepe in questa storia, gli ingredienti ci sono tutti… adesso facci assaggiare un bel piatto prelibato! 😉
    <3

    • quale onoreeeeee l’unica signora dell’EROS di questo sito!!!!!
      signori, silenzio!!!!
      Grazie Mily, per me sarà un onore tornare a scrivere con e per te.
      (questa meravigliosa canzone me la tengo buona per la prossima!)

      • la mente correva più velocemente di quanto le dita riuscissero a cogliere… sì, un paio di volte mi sono chiesto quali fossero le parole che evidentemente mancavano.
        Anche se hai il dono di scrivere così di getto, dedicare poco tempo ad una veloce rilettura, sarebbe segno di maggior considerazione per i lettori che ti seguono… che comunque ti apprezzano e sono soddisfatti.
        Adesso vado a leggermi la seconda puntata.

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