Dove eravamo rimasti?
Sicilia
Peppino Costa fece quattro grandi affari nell’arco di tutta la sua vita. E sapeva che erano tali perchè immancabilmente e inspiegabilmente una quaglia gli usciva dal cappello sotto il quale se ne stava nascosta all’insaputa dell’interessato.
Il primo lo fece a otto anni, quando scambiò deriso dai coetanei, una fionda con un telaio da bicicletta arrugginito e all’apparenza inservibile. Sancito lo scambio, levò il cappello in segno di saluto e con un frullio di ali una quaglia svolazzò ai piedi del mandorlo. Gli venne quasi un colpo, fifone com’era, ma gli altri risero di buon grado e apprezzarono il gioco, che gioco non era. Passò un paio di giorni a chiedersi come la quaglia fosse finita sotto il suo cappello, ma non trovò risposta. In compenso, il telaio arrugginito della bicicletta recò grandi benefici alla sua famiglia: poteva fare piccole commissioni guadagnandosi così qualche favore a destra e sinistra, una focaccia in cambio di una consegna per il panettiere, due arance per aver aiutato il fruttivendolo e anche qualche pezzo di carne quando il macellaio gli chiedeva di consegnare roba alla vedova che non poteva venire a prenderla. Gli altri bambini non si scordarono mai del Peppino, che aveva fatto volare un uccello per la contentezza di aver scambiato la sua fionda con un telaio di bicicletta da buttare, ma ammisero che aveva fatto un grande affare.
*
Il secondo grande affare della sua vita lo fece a ventidue anni quando sposò Concetta. Peppino era un bel ragazzo, ma di sposarsi non ne voleva proprio sapere. Fu colpa di una pecora. Stava andando a Messina quando aveva visto l’animale sbarrargli la strada. Aveva sbandato e si era rotta la sua amata bicicletta aggiustata e rattoppata talmente tante di quelle volte che ormai stava assieme solo per miracolo. Il Costa maledì l’animale, poi con l’intento di farsi risarcire, cercò il padrone, trovò la figlia e come risarcimento si trovò ammogliato. Il gruppo di ragazzini che erano cresciuti con lui lo prese in giro molto per questa storia, ridevano di lui e lo schernivano, ma Peppino non se ne curava, era proprio innamorato! Ma capì di aver fatto un grande affare quando il giorno del matrimonio, salutando l’arrivo della sposa, alzò il cappello e una quaglia volò ai piedi di un albero di arance vicino al gazebo. Gli amici risero di lui ancora, ricordando il vecchio episodio della bicicletta e pensando anche stavolta ad una messinscena… ma si ricredettero quando capirono che sposare quella donna era stata un’ottima scelta: aveva fegato e un intuito per gli affari, e presto Peppino si ritrovò abbastanza ricco da potersi trasferire e dal poter comprare una mandria di pecore tutta sua, che fece la fortuna della sua famiglia. Concetta gli diede inoltre sei figli, tutti maschi sani e forti.
*
Il terzo grande affare lo fece un giorno di Marzo a cinquantatrè anni. La quaglia volò con immenso stupore degli astanti, dal suo cappello di paglia, quando se lo levò di fronte all’impresario edile e all’architetto venuti a comprare il terreno della sua famiglia.
Tutti pensavano fosse uno scherzo, invece il Peppino vendeva sul serio. Era stanco delle minacce e delle ritorsioni, inoltre pagavano una buona cifra, e per questo si era deciso, con grande rammarico di Concetta e dei figli. Ma quando la quaglia volò via dal cappello, con grande imbarazzo dell’avvocato, Peppino si rilassò e tutti pensarono che forse aveva fatto un altro grande affare. Il Costa e la quaglia ormai erano una sorta di leggenda, quindi nessuno si stupì che nel giro di pochi mesi, avesse una casa a Messina e una barca con cui pescare al posto di una cascina e delle pecore. Imparò in fretta il mestiere e lo tramandò ai suoi figli.
*
L’ultimo grande affare della sua vita lo fece il giorno in cui morì. Sedeva sul molo rammendando una rete, quando vide venire verso di lui la Signora, avvolta nel suo mantello nero, con una falce posata su una spalla ossuta.
– E’ giunta l’ora? – chiese senza scomporsi.
Presumo di sì, se sei Ninuccio Costa.
– No, io sono Peppino, Ninuccio è mio figlio.
Allora non sei tu… disse la Morte, e fece per andarsene.
– Aspetta! – disse agitato Peppino – Perchè non prendi me al posto suo?
Perchè?
Peppino glielo spiegò e così morì un giorno di Gennaio del 1940. Aveva ottantacinque anni e al suo funerale parteciparono tutti quelli che l’avevano conosciuto, e anche chi aveva sentito parlare di lui. Nello scendere i gradini della chiesa per portarlo al cimitero, un colpo di vento strappò il cappello posato sul capo del Peppino e una quaglia si alzò in volo posandosi sul carro che lo attendeva. Gli astanti ammutolirono. Come poteva essere un buon affare? Nessuno lo capì finchè la guerra non chiamò Ninuccio e i suoi fratelli alle armi. Dei sei maschi, solo Ninuccio tornò dal fronte. Suo padre aveva salvato lui e con lui tutta la sua discendenza.
Da allora, a conclusione di un buon affare, si prese a dire:
Fari vulari la quagghia
(Trad. Far volare la quaglia – usato per indicare di aver fatto un buon affare)
Quale sarà la prossima regione?
- Veneto (Lazio verrà riproposto nel prossimo episodio) (42%)
- Emilia Romagna (47%)
- Sardegna (11%)

26/05/2016 at 17:46
Brava Giulia, aspetto il seguito, allora!
19/05/2016 at 11:36
Finale veramente stupendo! 😀
L’episodio molisano mi ha fatto veramente morire dal ridere. Complimenti! Hai avuto proprio una bella idea con queste serie di episodi dedicati a ogni regione. Aspetto il prossimo round. 😉
P.S anche se in tremendissimo ritardo, non credi di averti fatto i complimenti per la copertina. Molto belle e meritatissima.
12/05/2016 at 15:37
Bello e divertente il racconto e il detto sul Molise:
“Tempo d’inverno e culo di neonato non ti danno alcuna sicurezza”
In effetti è davvero così.. 🙂
Poi sei davvero bravissima per come riesci a trasmettere ” semplicità” nel modo tutto tuo di narrare.
Complimenti
11/05/2016 at 19:06
Simpatica conclusione per questa tua prova molto originale e ben scritta. A rileggerti Giulia 🙂
12/05/2016 at 11:33
Grazie Anna, giro presto anche sul tuo! Contenta che ti siano piaciute, e spero di essere riuscita a strapparti un sorriso con qualche storia! 😉
11/05/2016 at 17:40
Benissimo Giulia, ottima conclusione. Ti aspetto/aspettiamo, ma non farci attendere troppo!!! :-*
12/05/2016 at 11:32
Tranquilla, apoena ho un’idea chiara arrivo a tampinarvi! XD
Grazie per avermi seguito fino in Molise! 🙂
11/05/2016 at 16:18
Grazie a te per averci allietato con queste storie davvero simpatiche e scritte benissimo, ti aspetto 🙂
12/05/2016 at 11:31
Sono contenta di averti sempre in orima linea Danio! Grazie per il supporto che mi date voi lettori! Prima di scoprire questo sito pensavo che le mie idee e il mio modo di scrivere fossero orribili… è bello scoprire di essersi sbagliati! (Restando nella modestia che si può sempre migliorare!)
Alla prossima mia e all’attuale tua allora! 🙂
11/05/2016 at 13:22
Ciao!! 😀
Bellissime tutte le storielle che ci hai proposto! Complimenti per esserti inventata questi racconti a partire da un detto regionale! 😀
Non vedo l’ora di leggerti nuovamente nella prossima storia che pubblicherai!
A presto!! ^-^
12/05/2016 at 11:29
Ciao Mika, è stato un viaggio emozionante in effetti, e ammetto sconsideratamente di non aver saputo, finomad ora, nemmeno uno di questi detti!
Ci vediamo da te, intanto che scelgo su che genere buttarmi (comico o avventura? Aaarghhhh) 😉
11/05/2016 at 11:44
Bravissima! 🙂 Tutti racconti bellissimi! *–*
Mi sono piaciuti dal primo all’ultimo! Mi mancheranno queste storie!
Ancora tanti complimenti!Torna presto! 🙂
12/05/2016 at 11:27
Sono contenta che il finale ti sia piaciuto! Ho già in mente qualche cosa, due a dire il vero, ma non so decidermi! Appena avrò qualcosa di concreto riprendo!
Intanto ci vediamo sul tuo! 🙂
06/05/2016 at 15:50
Ciao, arrivo in ritardo, spero non troppo tardi per porti i miei complimenti per i tuoi racconti…
Ho letto il primo e il il nono, mi riprometto di leggere i restanti capitoli..
Ho provato molto interesse nel leggerti. Come è interessante il tuo modo di narrare.
Per cui grazie, mi avermi reso il pomeriggio meno “ostico” del solito e più speranzoso..
Complimenti
12/05/2016 at 11:25
Sono contenta che ti sia piaciuto, e ti ringrazio di avermi raggiunto anche all’ultimo! Spero apprezzerai anche la conclusione e magari mi raggiungerai sul nuovo racconto, quando lo posterò! 🙂
27/04/2016 at 17:28
Scegli tu la regione.
Devo dire che ho preferito altri episodi a questo ma sono certa che saprai terminare col botto.
29/04/2016 at 20:10
Sinceramente, ammetto che Umbria mi ha messo in difficoltà! 🙂 spero di nin deluderti con l’ultimo allora! Grazie per essere passata!
27/04/2016 at 15:12
Ora tocca all’autrice! 🙂
29/04/2016 at 20:08
Ciao! Grazie, speriamo di concludere in grande stile allora! 😀
27/04/2016 at 14:34
Fantastico questo capitolo e viva la franchezza. 😉 Peccato siamo alla fine, mi spiace, perché i tuoi racconti sono una ventata di freschezza originalità e leggerezza. 🙂 A tua scelta, cara Giulia. 😉
29/04/2016 at 20:08
Ciao Pinky! Grazie per i complimenti, ovviamente mi fa molto piacere sapere che sono apprezzati…. tranquilla che cmq ho già una nuova idea, sempre humor da proporre! (Ho quasi deciso di fare due racconti per ogni genere…)
A me la scelta…. io la delego al caso, sappilo! Farò a estrazione 😀
27/04/2016 at 13:56
Per il gran finale, voto una regione tra quelle scartate durante il nostro viaggio! (e non perché l’ha votato anche Mika, ma perché spero che esca la Liguria *w* XD)
Bellissima anche questa storia! Guglielmo mi è piaciuto molto! Mi sono immaginata benissimo la faccia sconvolta di suo padre! AhahXD
Alla prossima! 🙂
29/04/2016 at 20:03
Ahahahah! Tranquilla, ho trovato un caoitolo dove hai votato diverso da Mika! 😉
Per la regione a scelta, in tutta sincerità non so ancora quale fare, metterò dei bigliettini in una ciotola e pescherò una regione… 🙂 pari opportunità per tutte! Vedremo quake sarà
Semore contenta che ti piacciano i personaggi, spero di nkn deluderti nel finale!
29/04/2016 at 20:04
(Dovessi scrivere tutti i racconti al table sarebbero sgrammaticati all’inverosimile! D:)