Regione che vai…detto che trovi!

Dove eravamo rimasti?

Dove andiamo adesso? (Dal prox cap, le regioni scartate non verranno più riproposte, così come Lazio, fino al 9 cap) Sardegna (67%)

Sardegna

Lucrezia era una ragazza bellissima, ma aveva un difetto che faceva scappare tutti: era vanesia.

Non aveva tutti i torti: bionda, occhi azzurri e magra sapeva di esser bella. Le amiche la sopportavano.

Lo smacco per Lucrezia arrivò al ballo d’inverno, quando tra la folla dei ballerini vide Alexandre. Il ragazzo arrivava dalla Corsica, in compagnia del padre che commerciava in erbe di provenza. Si erano dovuti fermare lì per una sera perchè il carretto su cui stavano trasportando la merce aveva perso una ruota.

Annabella lo vide per prima, e cercò di impedire che Lucrezia lo vedesse a sua volta, ma non fece in tempo a voltarsi verso l’amica che questa già avanzava in direzione del giovanotto. A metà strada però si fermò: – Devo sapere come si chiama!

– Possiamo chiederlo a lui.

– No, no! Ma ti pare? Una signorina di classe non può attaccare bottone con gli sconosciuti come una serva!

Annabella represse una risata: tra tutte era l’unica che riusciva a tenere testa alle farneticazioni di Lucrezia, e disse: – Mio fratello, lui potrà presentarti… non si fa tutti questi problemi!

– Non posso presentarmi con tuo fratello! O forse sì, vallo a chiamare! – e si voltò a spiare il corso. L’amica non si mosse proprio, ma la cosa non servì poiché Alexandre aveva notato il gruppo di ragazze che lo fissavano e vi si diresse con decisione. Fu lui ad attaccare bottone, e chiese un ballo alla bionda.

– Allora, come è finita una testa d’oro come la vostra in mezzo a questa massa corvina? – chiese mentre volteggiavano in mezzo agli altri.

– Oh, si dice che mio padre discenda dai normanni, mentre mia madre è una delle antiche principesse celtiche… – Lucrezia vide lo sguardo perplesso del ragazzo e continuò – so che sembra assurdo, ma questa è la storia che viene tramandata in famiglia. Mio padre è sempre stato un abile commerciante.

– Cosa commercia?

– Gioielli e pietre preziose! Dicono che sia riuscito ad arrivare fino alla corte della regina di inghilterra!

– Davvero? Dovete essere molto ricca allora.

– Oh, no! Non viviamo nel lusso. Ma voi dovete essere ricchissimo! La lavanda è così rinomata da queste parti. Mi hanno detto che possedete un galeone!

– Mio padre non ha…

– Dovete viaggiare tantissimo! Beato voi, io sono nata su quest’isola e sono condannata a rimanerci. Mio padre non ha intenzione di lasciarmi andare a Parigi.

– Conoscete dunque il francese? – chiese il ragazzo stupito.

– Certamont, si’l vus pleit parlez francè…

Il ballo finì. Lucrezia si guardò intorno, prese sotto braccio Alexandre che aveva un’aria turbata e divertita al tempo stesso e lo condusse in un angolino, lontano dal centro della sala.

– Sapete, mi sto preparando per essere prsentata a corte il prossimo anno, ormai ho l’età. La bellezza di certo non mi manca. Voi siete stato sicuramente al cospetto dei più nobili del vostro paese, ditemi, farei brutta figura?

Il ragazzo non sapeva cosa rispondere: la verità era che Lucrezia era proprio una bella ragazza… se teneva la bocca chiusa. Non ebbe il tempo di rispondere che la ragazza già aveva ripreso a parlare: – Comunque non preoccupatevi del vestito che indosso, avrò abiti molto più eleganti! E mio padre mi sta preparando una paura di gioielli!

Annabella lì vicino non potè fare a meno di ridere. Lucrezia la degnò appena, mentre Alexandre ne rimase folgorato. Le lanciò uno sguardo di supplica e Annabella corse in suo aiuto: – Lucrezia! Ma ancora non hai fatto vedere al signorino qui presente come sei brava nell’inchino regale? È la cosa per cui ti stai esercitando tutti i giorni nel tuo porcile…

Lucrezia avvampò: mai nessuna aveva osato ribadire che era figlia di porcari, ed era sicura che durante quelle esercitazioni di riverenze regali ai porci nessuno la stesse osservando.

– Oh, hai ragione! – disse invece con un grande sorriso – Sai, non voglio che mi si veda fare gli inchini, non sono per niente brava, ma ultimamente credo di essere migliorata molto! Dunque, ecco!

E così dicendo si inchinò leggermente, con grazia malcelata dal vestito troppo stretto.

– Questo inchino deve essere fatto più profondamente Lucrezia! Lo sai anche tu! – disse Annabella.

Lucrezia si inchinò nuovamente e mentre toccava terra col naso, uno strappo si stirò lungo tutto il didietro, lasciando intravedere i mutandoni di lana grezza e parte del sedere. Mentre realizzava tra l’ilarità generale, arrivò il padre del ragazzo e disse al figlio – Abbiamo trovato un acquirente per quel carico di lavanda appassita malamente… quel signore la vorrebbe per darla ai porci domani mattina.

La storia si concluse: umiliata, Lucrezia si chiuse in casa per tutto il mese; il padre ebbe la sua lavanda, la pagò una fortuna e scoprì che i porci non la mangiavano; Annabella partì con i corsi e divenne moglie di Alexandre. In paese si parlò del sedere di Lucrezia a lungo e associato alla vanità della ragazza sfociò nel detto:

non ti incubris meda, ca fàis biri su paneri

(Trad. Non ti inchinare troppo che fai vedere il sedere – in alternativa di chi si loda si sbroda)

Nuove regioni! Da che parte andiamo?

  • Calabria (64%)
    64
  • Basilicata (21%)
    21
  • Abruzzo (14%)
    14
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188 Commenti

  • Finale veramente stupendo! 😀
    L’episodio molisano mi ha fatto veramente morire dal ridere. Complimenti! Hai avuto proprio una bella idea con queste serie di episodi dedicati a ogni regione. Aspetto il prossimo round. 😉
    P.S anche se in tremendissimo ritardo, non credi di averti fatto i complimenti per la copertina. Molto belle e meritatissima.

  • Bello e divertente il racconto e il detto sul Molise:
    “Tempo d’inverno e culo di neonato non ti danno alcuna sicurezza”
    In effetti è davvero così.. 🙂
    Poi sei davvero bravissima per come riesci a trasmettere ” semplicità” nel modo tutto tuo di narrare.
    Complimenti

    • Sono contenta di averti sempre in orima linea Danio! Grazie per il supporto che mi date voi lettori! Prima di scoprire questo sito pensavo che le mie idee e il mio modo di scrivere fossero orribili… è bello scoprire di essersi sbagliati! (Restando nella modestia che si può sempre migliorare!)
      Alla prossima mia e all’attuale tua allora! 🙂

  • Ciao, arrivo in ritardo, spero non troppo tardi per porti i miei complimenti per i tuoi racconti…
    Ho letto il primo e il il nono, mi riprometto di leggere i restanti capitoli..
    Ho provato molto interesse nel leggerti. Come è interessante il tuo modo di narrare.
    Per cui grazie, mi avermi reso il pomeriggio meno “ostico” del solito e più speranzoso..
    Complimenti

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