Dove eravamo rimasti?
Emilia Romagna
Il Circo Itinerante del mago Forlonio era giunto nei pressi di una piccola cittadina sperduta tra le campagne dell’Emilia Romagna vicino a Piacenza. Erano giorni che si sentiva parlare di questo circo, con i suoi pagliacci, le sue ballerine e soprattutto i suoi animali. Filomena non vedeva l’ora di andarci e iniziò a piagnucolare sul perchè e il percome lei e i suoi genitori dovevano assolutamente vederlo, che alla fine il padre acconsentì solo per farla stare zitta.
Così la prima sera che il mago Forlonio si accampò nei pressi, tutte le famiglie del vicinato si misero in fila. Era gente povera ed estremamente frugale, vestita di stracci e con così pochi soldi che non si sarebbe mai potuta permettere una serata al circo. Ma era anche vero che di svaghi ne avevano pochi, così avevano tirato la cinghia per tutta la settimana, pur di far contenti i bambini.
Il grande tendone giallo e rosso aveva un ingresso illuminato da torce e cartelloni che sponsorizzavano lo spettacolo; attorno ad esso erano posizionati grandi carri, alcuni adibiti a case mobili, altri a gabbie per gli animali.
– Anche gli elefanti li tengono nella gabbia? – chiese filomena esaltata man mano che la fila al baracchino della cassa avanzava.
– Soprattutto gli elefanti! – disse suo padre divertito. Aveva brontolato un sacco, da solo e con la moglie, ma ammetteva in quell’istante che già si stava godendo la serata, e non era per nulla pentito dei soldi che inevitabilmente avrebbe buttato quella sera, tra lo spettacolo e le noccioline. – Ti immagini se un elefante imbizzarrito scappasse per il paese? – domandò alla figlia prendendola in braccio.
Filomena ridacchiò, poi si sporse a guardare: – Mancano ancora tante persone. Ci staremo tutti nella tenda?
– Ma certo! – replicò la madre.
Finalmente arrivarono davanti all’omino grasso, roseo, con un nasone a patata e una visiera da contabile che vendeva i biglietti.
– Quanti siete?
– Due adulti e una bambina.
L’uomo guardò Filomena con occhio critico, poi le disse di mettersi con le spalle bene appoggiate al baracchino. Scrutandola ancora, come a prender le misure, si rivolse all’uomo: – La bambina non paga. Voi un soldo per uno.
Staccò tre biglietti, prese i denari e poi, prima che si avviassero alla tenda, consegnò loro tre sfere di vetro.
– Sono biglie? – chiese Filomena saltellando per vedere meglio quello che aveva consegnato al padre.
– Sono biglie molto speciali, bambina – rispose l’omino divertito – sono biglie che dovrai tirare al centro del circo alla fine dello spettacolo!
– Perchè? – chiese la bambina stringendo come un tesoro quella che la madre le aveva messo in mano – non posso tenerla?
– Oh no, verrete perquisiti all’uscita! Dovrete tirarla perchè quello sarà l’indice di gradimento dello spettacolo.
Filomena non capì, ma annuì con vigore, perchè la parola perquisiti non le piaceva per niente.
Lo spettacolo durò due ore e fu divertentissimo. L’ultimo ad andare in scena fu il mago Forlonio stesso che alla fine dell’esibizione disse di lanciare le biglie ricevute all’ingresso. Titubanti, gli spettatori le tirarono e prima di toccare terra si trasformarono tutte in berretti rossi. I bambini risero, gli adulti rimasero affascinati e il mago compiaciuto che lo show fosse andato bene.
Per tre giorni in paese non si parlò d’altro: chi ancora non c’era stato veniva esortato ad andare, chi invece l’aveva già visto stringeva la cintura per poterci tornare prima che si levassero le tende. Anche Filomena insistette tanto e l’ultimo giorno di permanenza del circo i suoi genitori la portarono allo show. Ma non sembrava come la prima volta. Malgrado l’aspettativa fosse alta, qualcosa di tetro aleggiava attorno al tendone. Fu consegnata ancora la biglia, con la raccomandazione di lanciarla alla fine.
Lo spettacolo non fu degno del primo. Il mago Forlonio, all’ultimo numero, disse di tirare le biglie e stavolta, al posto di trasformarsi in berretti rossi, si trasformarono tutte in mucchietti di letame, che caddero al centro, sul mago e i suoi assistenti con tonfi sordi e puzzolenti. Fu l’unica cosa che quella sera fece ridere gli spettatori.
Seppero, col passare del tempo, che il Circo Itinerante aveva subito la stessa sorte in altre città: le biglie si trasformavano in berretti rossi quando piaceva, in cacca quando era brutto. Nessuno poteva mentire a riguardo, perchè nessuno sapeva come funzionassero quelle piccole sfere di vetro.
Da quando videro quel circo, gli emiliani presero a dire:
o merda o brèta rosa
(trad. O merda o cappello rosso – equivalente di “o la va o la spacca”)
Prossima regione? (Visto gli alti voti del Veneto nel capitolo precedente, lo ripropongo ancora!)
- Piemonte (15%)
- Lazio (come annunciato!) (38%)
- Veneto (46%)

26/05/2016 at 17:46
Brava Giulia, aspetto il seguito, allora!
19/05/2016 at 11:36
Finale veramente stupendo! 😀
L’episodio molisano mi ha fatto veramente morire dal ridere. Complimenti! Hai avuto proprio una bella idea con queste serie di episodi dedicati a ogni regione. Aspetto il prossimo round. 😉
P.S anche se in tremendissimo ritardo, non credi di averti fatto i complimenti per la copertina. Molto belle e meritatissima.
12/05/2016 at 15:37
Bello e divertente il racconto e il detto sul Molise:
“Tempo d’inverno e culo di neonato non ti danno alcuna sicurezza”
In effetti è davvero così.. 🙂
Poi sei davvero bravissima per come riesci a trasmettere ” semplicità” nel modo tutto tuo di narrare.
Complimenti
11/05/2016 at 19:06
Simpatica conclusione per questa tua prova molto originale e ben scritta. A rileggerti Giulia 🙂
12/05/2016 at 11:33
Grazie Anna, giro presto anche sul tuo! Contenta che ti siano piaciute, e spero di essere riuscita a strapparti un sorriso con qualche storia! 😉
11/05/2016 at 17:40
Benissimo Giulia, ottima conclusione. Ti aspetto/aspettiamo, ma non farci attendere troppo!!! :-*
12/05/2016 at 11:32
Tranquilla, apoena ho un’idea chiara arrivo a tampinarvi! XD
Grazie per avermi seguito fino in Molise! 🙂
11/05/2016 at 16:18
Grazie a te per averci allietato con queste storie davvero simpatiche e scritte benissimo, ti aspetto 🙂
12/05/2016 at 11:31
Sono contenta di averti sempre in orima linea Danio! Grazie per il supporto che mi date voi lettori! Prima di scoprire questo sito pensavo che le mie idee e il mio modo di scrivere fossero orribili… è bello scoprire di essersi sbagliati! (Restando nella modestia che si può sempre migliorare!)
Alla prossima mia e all’attuale tua allora! 🙂
11/05/2016 at 13:22
Ciao!! 😀
Bellissime tutte le storielle che ci hai proposto! Complimenti per esserti inventata questi racconti a partire da un detto regionale! 😀
Non vedo l’ora di leggerti nuovamente nella prossima storia che pubblicherai!
A presto!! ^-^
12/05/2016 at 11:29
Ciao Mika, è stato un viaggio emozionante in effetti, e ammetto sconsideratamente di non aver saputo, finomad ora, nemmeno uno di questi detti!
Ci vediamo da te, intanto che scelgo su che genere buttarmi (comico o avventura? Aaarghhhh) 😉
11/05/2016 at 11:44
Bravissima! 🙂 Tutti racconti bellissimi! *–*
Mi sono piaciuti dal primo all’ultimo! Mi mancheranno queste storie!
Ancora tanti complimenti!Torna presto! 🙂
12/05/2016 at 11:27
Sono contenta che il finale ti sia piaciuto! Ho già in mente qualche cosa, due a dire il vero, ma non so decidermi! Appena avrò qualcosa di concreto riprendo!
Intanto ci vediamo sul tuo! 🙂
06/05/2016 at 15:50
Ciao, arrivo in ritardo, spero non troppo tardi per porti i miei complimenti per i tuoi racconti…
Ho letto il primo e il il nono, mi riprometto di leggere i restanti capitoli..
Ho provato molto interesse nel leggerti. Come è interessante il tuo modo di narrare.
Per cui grazie, mi avermi reso il pomeriggio meno “ostico” del solito e più speranzoso..
Complimenti
12/05/2016 at 11:25
Sono contenta che ti sia piaciuto, e ti ringrazio di avermi raggiunto anche all’ultimo! Spero apprezzerai anche la conclusione e magari mi raggiungerai sul nuovo racconto, quando lo posterò! 🙂
27/04/2016 at 17:28
Scegli tu la regione.
Devo dire che ho preferito altri episodi a questo ma sono certa che saprai terminare col botto.
29/04/2016 at 20:10
Sinceramente, ammetto che Umbria mi ha messo in difficoltà! 🙂 spero di nin deluderti con l’ultimo allora! Grazie per essere passata!
27/04/2016 at 15:12
Ora tocca all’autrice! 🙂
29/04/2016 at 20:08
Ciao! Grazie, speriamo di concludere in grande stile allora! 😀
27/04/2016 at 14:34
Fantastico questo capitolo e viva la franchezza. 😉 Peccato siamo alla fine, mi spiace, perché i tuoi racconti sono una ventata di freschezza originalità e leggerezza. 🙂 A tua scelta, cara Giulia. 😉
29/04/2016 at 20:08
Ciao Pinky! Grazie per i complimenti, ovviamente mi fa molto piacere sapere che sono apprezzati…. tranquilla che cmq ho già una nuova idea, sempre humor da proporre! (Ho quasi deciso di fare due racconti per ogni genere…)
A me la scelta…. io la delego al caso, sappilo! Farò a estrazione 😀
27/04/2016 at 13:56
Per il gran finale, voto una regione tra quelle scartate durante il nostro viaggio! (e non perché l’ha votato anche Mika, ma perché spero che esca la Liguria *w* XD)
Bellissima anche questa storia! Guglielmo mi è piaciuto molto! Mi sono immaginata benissimo la faccia sconvolta di suo padre! AhahXD
Alla prossima! 🙂
29/04/2016 at 20:03
Ahahahah! Tranquilla, ho trovato un caoitolo dove hai votato diverso da Mika! 😉
Per la regione a scelta, in tutta sincerità non so ancora quale fare, metterò dei bigliettini in una ciotola e pescherò una regione… 🙂 pari opportunità per tutte! Vedremo quake sarà
Semore contenta che ti piacciano i personaggi, spero di nkn deluderti nel finale!
29/04/2016 at 20:04
(Dovessi scrivere tutti i racconti al table sarebbero sgrammaticati all’inverosimile! D:)