MISSIONE: TERRA

Dove eravamo rimasti?

Quali altre avventure attendeno i nostri sprovveduti demoni? Un incontro inatteso. (55%)

Un incontro inatteso

Dopo un mese trascorso sulla Terra, Nike e Reebok si sentivano abbastanza preparati da riuscire a confondersi tra gli umani senza destare sospetti, o quasi.

Selene li aveva portati in giro per negozi e nei più disparati locali di Milano. Il mondo moderno era un caleidoscopio di emozioni ed esperienze di ogni genere, mentre l’Inferno emanava la stessa energia stagnante di una residenza per anziani. Persino alcune sessioni di Bingo a cui Nike aveva assistito erano risultate molto più elettrizzanti.

Tra tutte le meraviglie del XXI secolo, la TV occupava in assoluto il primo posto. I tutorial che avevano seguito all’Inferno erano diapositive e video con istruzioni dettagliate e pedanti. La televisione, invece, era una fonte inesauribile di intrattenimento; un mezzo attraverso il quale l’umanità condivideva informazioni e alimentava desideri, esercitando il potere di plasmare e modellare le menti; e rappresentava lo strumento migliore per mettersi al passo con i tempi, nel modo più rapido possibile.  

La loro casa si trovava all’inizio di via Marco Aurelio, un quartiere situato nella parte nord-orientale di Milano. Nike aveva preso l’abitudine di fare colazione nel piccolo bar all’angolo, all’incrocio con via dei Transiti. Era accogliente e poco frequentato. La proprietaria, originaria di un piccolo villaggio della Provincia dello Yunnan, nella Cina meridionale, era sempre molto gentile con lui. Lo aveva preso in simpatica fin dall’inizio, quando si era presentato a lei parlando in un perfetto dialetto Yunnanese. Mentre Reebok preferiva fare colazione a casa insieme a Maddi, che lo trattava sempre come fosse un pascià, Nike si ritagliava quel po’ di tempo per sé, in quella graziosa caffetteria a gustarsi un cappuccino accompagnato da un ottimo croissant al cioccolato. Da quel baretto poteva osservare gli esseri umani che si recavano al lavoro, andavano a fare la spesa, o accompagnavano i loro cuccioli a scuola, svolgendo tutte quelle piccole faccende che scandivano le loro vite di ogni giorno. Trovava incredibile la passione e l’esuberanza con cui il genere umano affrontava la propria esistenza, nonostante un ciclo vitale così effimero.

Di fronte al numero civico accanto a quello della loro abitazione era parcheggiato un furgone. Stavano scaricando mobili e vari suppellettili. Doveva trattarsi di un trasloco. Nike stava seguendo sovrappensiero lo scarico della merce e l’andirivieni degli operai, quando un uomo attirò la sua attenzione.

Era appoggiato al muro accanto alla porta d’ingresso della casa a fianco. All’inizio, Nike non capiva perché lo avesse incuriosito così tanto. Certo, era un tipo che non passava inosservato. Alto e magro, a una prima occhiata poteva sembrare uno di quegli adolescenti slavati e un po’ effemminati. Ma, a guardarlo bene, ti rendevi conto che il suo aspetto giovanile era solo apparente. I lunghi capelli neri gli scendevano liquidi sulle spalle e i suoi occhi grigi erano così chiari da sembrare trasparenti. Quando si mosse per aiutare uno dei traslocatori a disincastrare una sedia dagli altri oggetti scaricati, si rese conto perché avesse catturato la sua attenzione: quel tipo decisamente non era umano.

I suoi movimenti non erano per nulla effemminati, ma più simili a quelli di un felino, di un predatore pronto a balzarti addosso quando meno te lo aspetti. Per un attimo scomparve alla vista, quando l’uomo dei traslochi spalancò uno dei portelloni posteriori per scaricare un mobile particolarmente ingombrante. Una volta richiuso, Nike si trovò gli occhi di quell’essere puntati nei suoi, e la mente per un attimo vacillò. La pelle diafana del suo viso emanava una sorta di luminescenza, e lo sguardo che gli rivolse aveva qualcosa di ferale, e di antico. Nike abbassò le palpebre e le strizzò come per riprendersi da un capogiro e, quando le risollevò, l’uomo era di nuovo appoggiato al muro della casa; aveva ripreso l’aria rilassata di prima. Indossava dei jeans sgualciti e strappati sulle ginocchia, e la T-shirt bianca portava la scritta in stampatello: “Tu sai cosa desideri, ma solo Dio sa cosa ti giova”.

«Nike, tutto bene?»

«Eh!?» Era così concentrato che non si era accorto dell’arrivo di Selene.

«Sembra che tu abbia visto un fantasma» disse lei, voltandosi nella direzione di quella creatura.

«Ah! Il nostro nuovo vicino» esclamò Selene, e lo salutò con una mano; l’altro alzò la sua in risposta. «Sembra simpatico, vero?»

Nike si ricordò finalmente dove aveva visto quel volto. Un suo ritratto era appeso accanto al camino nello studio del Signore degli Inferi. Nike c’era stato solo una volta per caso; era proibito entrare nelle sue stanze. All’inizio, aveva pensato fosse un ritratto di Lucifero, tanto si assomigliavano. Poi, aveva scoperto che il dipinto raffigurava l’Arcangelo Michele.  

«Credo si chiami Michele qualcosa…» disse Selene, rivolgendosi a Nike.

Già… “Michele, comandante delle armate celesti, protettore del popolo di Israele, la Spada fiammeggiante di Dio”, pensò Nike. E tanti cazzi per noi.

È Halloween. Asmodeo si mette in contatto con Nike e Reebok. In che modo?

  • Chissenefrega, la situazione prende comunque una piega horror. (30%)
    30
  • Asmodeo ci prova in qualche modo, ma il tentativo di contatto fallisce. (40%)
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  • Nel corso di una seduta spiritica. (30%)
    30
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172 Commenti

  • Ciao Laura!
    A causa di vari problemi, sono riuscita a recuperare solo adesso gli ultimi capitoli di Missione Terra: che dire se non stupendi?
    Ho amato il tuo stile e i tuoi personaggi, Nike e Reebok sono singolari e unici!
    Vado a leggere Missione Terra 2.0!

  • Ciao Laura, nessun commento particolare mi viene da fare giusto che ritroveremo i nostri “tuoi” amici molto presto, senza una vera soluzione di continuità. Ti rinnovo invece i complimenti per aver saputo coinvolgere tanti autori-lettori in un viaggio nuovo, audace e molto divertente.
    Molto bella l’espressione “smettere di bere troppo”. Sembra la perfetta premessa di un fallimento. 🙂 Ma, vedremo.
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • CLAP! CLAP! CLAP! Anche senza un cliffanger esplicito, direi che è un’ottima fine prima parte 🙂

    Nike e Reebok stanno diventando sempre più “umani” anche se i loro poteri sono ancora presenti. Avendo a che fare con esseri umani, loro non dovrebbero avere problemi; ma Selene e sua madre? Beh, abbiamo giusto gli interrogativi necessari per la seconda parte… e chissà se rivedremo anche Max perché ho l’impressione che potrebbe avere una parte importante…

    Ciao 🙂

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