MISSIONE: TERRA

QUALCOSA È ANDATO STORTO

«Te lo devo dire, 736, a me questo non sembra proprio il primo secolo a.C.».

Numero 736 si guardò attorno. Una moltitudine di carri di metallo sfrecciava senza cavalli per la strada, per poi accalcarsi davanti a un dispositivo sorretto da un sottile tronco. Tre luci colorate disposte verticalmente si accendevano secondo una precisa sequenza. Il rosso sembrava il colore più temuto.

«Se è per questo non mi sembra neanche Gerusalemme, a dirla tutta» rispose 736, e sospirò sonoramente.

«Ho un brutto presentimento» disse 589, mentre osservava alcuni umani passargli accanto ridacchiando divertiti.

«Dici che l’addetto all’apertura del varco ha sbagliato le coordinate?»

«Già, e ci ha messo in un bel casino» borbottò 589, e poi sbuffò infastidito. La domanda di 736 era sarcastica, ma 589 non era molto ferrato a cogliere l’ironia.

Uno dei veicoli rallentò passando vicino alla parte rialzata della strada dove circolavano gli umani a piedi. Seppur scarso, quel piccolo rialzo da terra li proteggeva dalla furia delle scatole di metallo che correvano a velocità soprannaturale.

«Asmodeo si incazzerà come una biscia quando lo saprà» disse 589, incrociando le braccia muscolose sul torace. «Aveva garantito a Lucifero che avremmo fatto fuori la vergine Maria appena fosse schizzata fuori dal ventre di sua madre Anna».

«Mi sa che finiremo relegati nell’Antinferno per secoli a punzecchiare gli ignavi, scagliandogli addosso vespe e mosconi» disse 736, più per irritare 589 che altro.

Nella Gerusalemme del primo secolo a.C. avevano un contatto che li avrebbe aiutati a tornare indietro, una volta portata a termine la missione. In questo tempo, ovunque fossero, erano persi. E sicuramente Asmodeo non avrebbe sprecato un’ora terrestre per andare a recuperare due demoni qualunque come loro. Sarebbe stato molto più conveniente lasciarli dispersi nel continuum spazio-temporale e mandare qualcun altro a fare il lavoro.

«Bleah! Io odio le mosche e le vespe» si lamentò 589.

«Ehi, bei maschioni!» urlò una giovane donna che si era affacciata a una delle finestre del suo contenitore metallico. «Volete un passaggio?»

Appena 589 fece per avvicinarsi, il carro emise un rumore stridente con le ruote e schizzò via.

«Ma che modi!» berciò in direzione della scatola che si stava allontanando in tutta fretta. «Quella femmina umana meriterebbe la lapidazione».

Numero 736 osservò i suoi indumenti e quelli del compagno. Le semplici tuniche di lino gli arrivavano al ginocchio. A parte una fascia intorno alla vita e i sandali di cuoio ai piedi, non indossavano nient’altro, mentre gli abiti degli esseri umani erano più complessi e variegati. Notò anche che solo le femmine portavano vestiti corti. Tutti gli uomini avevano delle guaine morbide di tessuto che gli fasciavano ciascuna gamba dalla vita fino alle caviglie. Sembravano comodi.

«Dobbiamo trovare un posto dove raccogliere le idee e sbarazzarci di questi travestimenti» disse 736, mentre 589 stava ancora enumerando le punizioni corporali da infliggere alla donna fuggita sul carro di metallo.

Selene stava piegando i pantacollant con gesti nervosi. Una rompiscatole fanatica e maleducata voleva a tutti i costi i leggings della linea Adidas by Stella McCartney e le aveva ribaltato il negozio. E non trovandoli, si era messa pure a fare la seccata, la stronza!

In realtà, lei era già incazzata con sé stessa perché non se ne era ancora andata da quel buco di merda. Si era ripromessa di farlo entro la fine della settimana, ma aveva rimandato. Come sempre. Adesso era giovedì e non aveva ancora parlato con il titolare. Gli avrebbe dato il preavviso e si sarebbe presa qualche mese di pausa, pensò Selene mentre districava dei fuseaux ingarbugliati tra loro.

«Buonasera». Una voce forte e profonda la fece sobbalzare. Non si era accorta che qualcuno era entrato nel negozio. «Avremmo bisogno di indumenti».

Un uomo alto e longilineo, vestito con una specie di toga, la guardava da sopra il bancone. Era pallido e portava i capelli neri legati dietro la nuca con un cordino.

«Che siano anche comodi» intervenne un altro tizio più tarchiato e robusto. Aveva l’aria di uno che passava parecchio tempo in palestra ad allenarsi, tanto era massiccio.

«Ehm… In realtà, stavo facendo l’inventario… Sono in chiusura».

Il tipo alto la scrutò con aria perplessa.

«Ma la porta era aperta» disse, sollevando un sopracciglio e appoggiando le mani aperte sul ripiano come per metterci le radici. Selene pensò che avrebbe fatto prima a servire quei due strambi piuttosto che stare a discutere con loro. Sospirò e mollò i pantacollant gettandoli nel mucchio.

«Ok, vestiti comodi, avete detto?» Il tipo con il codino annuì. «Delle tute potrebbero andare?»

I due uomini si scambiarono uno sguardo interrogativo e poi si voltarono di nuovo verso di lei. Quello alto annuì ancora, stavolta più lentamente.

Selene recuperò alcuni modelli della North Face e della Nike. Li estrasse dalle confezioni e li ripose sul bancone per mostrarglieli.

Troveranno i due demoni un'alleata in Selene?

  • Sì, in qualche modo si troverà ad aiutarli. (85%)
    85
  • No, venderà loro dei vestiti e poi uscirà dalla loro vita. (8%)
    8
  • No, lei troverà un modo per uscire da quella situazione. (8%)
    8
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172 Commenti

  • Sono arrivato giusto in tempo per dirti di continuare questa storia bellissima!!!
    Non solo perchè mi piace ma perchè credo ci sia ancora altro da dire.
    Vorrei tanto anche un sequel con protagonista Ermy..ma quello forse è chiedere troppo !!
    Bravissima …

  • Anche se il cliffanger poteva essere interessante, voto la storia prosegue perché mi diverte! 😀

    Hai capito che anche l’Arcangelo vorrebbe rimanere sulla terra. Però aveva anche parlato di prima visita… Uhm…
    Comunque i due demoni sono simpatici, ma Michele, salvo soprese dell’ultimo minuto, è veramente un fico!

    Ciao 🙂

  • Ciao, suggerire un finale non mi sembra opportuno, il finale è tuo, esclusivo…
    Mi piacerebbe vederti cimentare in altre storie, hai fantasia e dunque spremila a dovere🙂
    Brava, aspetto il TUO finale. Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • Ah! Quella cougar della Maddi ha sedotto il povero Reebok!!
    Spero che il buon Nike non faccia la stessa fine…
    Voto che Michele li porti a casa e li faccia svegliare, quei due santi ragazzi!
    Brava!

  • Ciao Laura, voto che se li porta a casa sua per fare due chiacchere!
    In realtà credo che Michele abbia già un piano ben preciso per i nostri due demoni, chissà…
    In ogni caso, il capitolo è stato magnifico!
    Non vedo l’ora di poter leggere il prossimo 🙃
    A presto!

  • Ciao, voto se li porta a casa perché vuole stravince, e poi convertire due demoni sarebbe il massimo…
    Simpatico quadretto di esseri mooolto umanizzati che sorprendono proprio per questa improbabile condizione.
    Bella anche l’idea dell’olfatto, suggerisce che AM abbia sgamato i due dall’odore…
    Brava, appuntamento al prossimo, e complimenti a Rebook che non ha perso tempo.
    Ciao🙋‍♂️🌻

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