Loro

Dove eravamo rimasti?

Tema: La tavola (75%)

Una tavola per due

Chiara era stufa di Napoli e della dorata prigionia.

A vent’anni, una donna ormai, era sola in mezzo a tanta gente che non dimenticava, e mormorava al suo passaggio. Era triste, e molto, molto arrabbiata. Il sangue siciliano, come l’Etna le ribolliva nelle vene.

Il giorno del matrimonio imposto con Andrea di Capua, presente re Giuseppe e la sua corte in festa, rivolta allo sposo che le porgeva il braccio, consegnò alla storia la sua protesta:

– Andrea compiacetevi, ora potete vantarvi di avere per concubina la moglie legittima di re Giuseppe, vostro signore.

Fu l’unica volta che alzò la voce, prima della partenza.

E vennero poi, malgrado tutto, una nuova vita, e anni intensi e fruttuosi. 

Seguendo il marito sempre in viaggio per affari soggiornò a Roma, Firenze, e in altri luoghi. 

Fra tutti amò particolarmente un piccolo borgo toscano, dove conobbe il quieto, sereno vivere.

Quel piccolo paese è noto, perché qualche decennio più tardi avrebbe visto gli anni dell’infanzia e della formazione di Leonardo da Vinci, in casa dei nonni paterni.

Chissà se qualche volta, prima di dormire, quel nonno che gli faceva da padre, gli raccontò, tra le tante storie, quella di una giovane, una regina, portatrice di grazia e di gaiezza, da tutti amata e benvoluta, che sopportava lo scoramento dell’amore perduto.

Gustave

Il pittore, ormai maturo negli anni e nell’arte, tra le tante tavole incompiute degne d’essere salvate s’innamorò di una. N’era rimasto impressionato subito, al primo sguardo. La figura esile della giovane sconosciuta, raffigurata con la rosa sfiorita sul petto e la catena intorno al collo, e la tecnica pittorica, che studiò nella complessità dei colori e della pennellata, lo portarono alla scoperta del sublime. 

Attese; esitò; e solo dopo mille ripensamenti si mise all’opera per completarla. Lo fece come andando a messa; con animo lieve, con rispetto e devozione. 

Attento a non intaccarla la sposò con il soggetto che gli era più caro: Belle Dubois, affinché la contagiasse con la sua potenza. 

La prematura morte di Belle lo colse di sorpresa. Si fermò; poi decise di modificare il soggetto luminoso e felice che aveva immaginato per ripiegare su una figura mesta, delusa e vinta, con l’anello che le sfuggiva dall’anulare, e l’intimo sfiorare del capezzolo, a figurare il mancato matrimonio e la maternità negata. All’impresa, non contento, volle aggiungere come estremo tributo l’impossibile: quello che solo il suo indiscutibile genio poteva portare a compimento. Capovolgendo e specchiando la tavola, l’opera originale riaffiorava salva, bella e nitida com’era, nella sua interezza.

Il quadro ebbe un futuro incerto, anzi nessuno. Quando Gustave si decise a mostrarlo era troppo tardi. Enrico era appena morto, e Belle sembrava già dimenticata.

Da quel momento sparì, fino ai giorni nostri.

*

Palmi, in cucina con Rosetta, Isabella e Sebastiano, era pensosa.

– Che hai? – chiese la mamma.

Lei non rispose, ma invece guardò fuori, oltre il vetro della portafinestra che dava sul piccolo giardino.

– Mamma, hai mai tenuto piantine aromatiche nell’orto?

– No, muoiono; c’è troppa ombra. Che c’è, stai pensando al basilico?

– Uhm, sì, e alla menta. Ma, non ti pare strano?

– Sicuramente è strano. Però si sa che i neonati profumano del latte della mamma.

– Lo so, ma io che c’entro col basilico? E tu mangiavi menta quando io sono nata?

Seguì uno strano silenzio; come se la conversazione si fosse bloccata davanti a un cancello chiuso.

– Mamma, allora? – chiese Palmi. Stavolta toccava a Rosetta d’essere pensosa.

– Mamma!?

– Scusa tesoro, pensavo a mia madre. Lei sì che teneva un orto bellissimo, a casa nostra, a Ferola.

– Ferola… Perché non ci sei più tornata?

– Perché? Quando la casa fu danneggiata dal terremoto lei e papà erano già morti; qualcuno li raggiunse, e gli altri come me fuggirono.

– Ma qualche parente lassù ce l’hai ancora. Zio “coso” là, come si chiama? E poi, come mai io non so nulla di queste cose? Perché non mi hai mai portata?

– Uh!, Forse perché eravamo una famiglia scassata? Io qui con te, tuo padre sparito. E poi cosa c’era da sapere, da vedere? Oggi poi, non c’è nessuno “zio”, nessun rimpianto, nessuna nostalgia… e anche nulla da raccontare.

– Mamma!..

Palmi sentì subito un vago rimorso. Sua madre s’era commossa. Era colpa sua che non le aveva mai chiesto niente o quasi; e adesso che era tardi l’aveva rattristata.

– E se fosse un segno? – disse cambiando discorso e alzando di un tono la voce. – Ma sì, l’orto e… la chiave, per esempio, tu l’hai mai vista?

– Eh!, Le chiavi una volta erano così: tutte uguali. E tu ti stai facendo prendere come tuo padre dalle fantasie. La vita vera, cara, è un’altra cosa.

Palmi non replicò. Da giorni cercava il bandolo di una matassa intricata, e sua madre non sapeva aiutarla. I coriandoli nella culla intuiva da dove potessero arrivare, ma quella chiave e il basilico non la facevano dormire. 

Tornò a guardar fuori, immaginando un viaggio indietro nel tempo.

E ora:

  • Il basilico e la chiave (67%)
    67
  • La testa (33%)
    33
  • Fu Enrico (0%)
    0
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53 Commenti

  • Ciao fenderman,
    voto la testa…e non so perché. Mi spiego: i racconti son scritti in maniera impeccabile (complimenti), scivolano via che è un piacere. Abilissimo come sei, scriveresti della mensola vuota della mia cucina per cento pagine senza mai annoiare. Però (mia impressione) non mi sento particolarmente coinvolto nelle scelte di fine episodio, somigliano un po’ troppo a delle false piste. Non sai quanto sono combattuto! perché da un lato, a capitolo concluso, dico “ah che bello”; però poi, quando tocca a me decidere che piega prenderà il racconto, sento di non aver troppa voce…in capitolo (ah,ah). Un giusto mix tra il potere decisionale dei lettori e la bravura narrativa degli scrittori (anche un 30%-70%) potrebbe conferire più hype (perché aspettativa suona troppo démodé) per gli episodi a seguire.
    Quisquilie a parte, la storia è molto bella.
    Ciaooo 😉

    • Ciao Dean, grazie.🙂
      È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
      In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
      Grazie ancora, a presto!
      🙋‍♂️

    • Ciao Dean, grazie.🙂
      È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
      In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
      Grazie ancora, a presto!
      🙋‍♂️
      P.s.: “aspettativa” mi va benissimo

  • Ciao, sai una cosa? A volte la storia sembra pigra e altre va troppo in fretta, una via di mezzo no? Più vita e amore, e meno sete di potere, no? Mi sa che dobbiamo farcene una ragione, speriamo in Palmi!!!
    Ho votato per il basilico e la chiave, la motivazione è la stessa di Red!!! Buona domenica e alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie del commento.
      Come avevo anticipato nella presentazione questa storia è una mescolanza di cose e di generi diversi, e poi le storie in realtà sono tre, Belle, Chiara e il basilico… 🙂, e dunque ora che vanno a concludersi i tre filoni vanno a convergere, e l’accelerazione è inevitabile.
      Vedremo se riusciremo a tirare le fila definitivamente, dando di ogni fatto una spiegazione credibile. I cerchi si stringono… ahimé, è una condanna!
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Il prossimo è il capitolo 9: direi che è il caso di concentrarci sul basilico e la chiave o non risolveremo il mistero 🙂

    Ciao! Letto tutto di un fiato: la storia va avanti, senza aspettar nessuno, facendo dimenticare figure e poi facendole per caso riaffiorare…
    Chissà se tutto questo ad un certo punto si intersecherà con Palmi…

    Ciao 🙂

  • Ciao Keziarica, grazie del commento.
    Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
    Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
    Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
    Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
    Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Descrizione perfetta dell’atroce fine toccata alla povera Belle. Il chiacchiericcio mi rimanda, per chissà quale associazione di idee, all’odierno guazzabuglio giudiziario e mediatico. Mi pare di rivedere, in una rappresentazione antica, una versione ante litteram della situazione che oggi si crea ogni qualvolta si presenti un mistero insoluto o soluto ma dubbio: voci che si rincorrono, colpevole, innocente… Santa o meretrice? Insomma, la storia si ripete, con altri drammi e altri mezzi, ma rimane il fatto che l’uomo (inteso come genere umano) nei secoli ha dato dimostrazione di poter essere davvero meschino. Voto la tavola, sperando che non ci siano altre aggiunte alle pietanze…

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie del commento.
      Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
      Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
      Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
      Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
      Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, tra leggende o verità, la famiglia Medici è infarcita di morti per veleno… e visto che avevano mire sul Re… ça va sans dire!!! E anche sull’altro fronte le cose non vanno meglio… speriamo che a Palmi e Sebastiano vada meglio!!!
    Ho votato per la tavola, mi accodo a Red!!! Alla prossima.

    • Ciao, grazie.
      Il veleno? Ne uccideva più della spada! In questo caso il dubbio resta, anche se a pensar male… L’unica tesi che mi sentirei di scartare è quella che volle insinuare Enrico come mandante, (che decise per Belle il soggiorno a Parigi.) Ucciderla, però, per cosa? Per rimuovere l’enpasse con il papa e coi soldi dei Medici che non arrivavano?
      Io non credo, preferisco pensare che per una volta almeno la ragion di stato fosse seconda all’amore!
      Grazie ancora, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • La tavola! Anche se non so cosa possa significare!

    Ciao! E quindi a Belle si è compiuta la tragedia. Chissà di quale male è in realtà morta. E quanti di quelli lì presenti la volevano davvero salvare…
    La storia di Chiara è invece ancora a divenire.
    Vediamo dove ci porti negli ultimi tre capitoli ^_^

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie.
      Al tempo si dipingeva quasi esclusivamente su tavola, perché l’uso della tela sarebbe arrivato poco più in là grazie ai pittori fiamminghi. E dunque la “tavola” rimanda a quella completata da Gustave, a Fontainebleau. Uno strano ritratto di Belle… ma non solo.
      Grazie del commento, a presto!
      🙋‍♂️

  • Aggiungiamo pepe dove tutto è già molto condito. Voto il sospetto.
    Ciao, Fenderman.
    Acciderbolina, direbbe qualcuno, certo che ce ne sono di intrighi a palazzo… ma si sa, quelli erano i tempi e quelle le corti.
    Bello orni passaggi, sempre centrato e molto connesso alle epoche trattate. Sono curiosa di capire cosa apre la chiave e perché il piccoletto profuma di basilico.
    Come ho scritto a Red, mi scuso per il ritardo, ma ho avuto influenza e mi riprendo solo ora.
    Aspetto il settimo, il cerchio va a stringersi, anche se nelle tue storie i cerchi non si chiudono ma sono concentrici. 😉

    Alla prossima!

    • Grazie amica, auguti per la tua salute.
      In quanto a me, confesso che mi sto divertendo e molto viaggiando nel rinascimento, anche se occorrerebbero tante più parole per descrivere quello che “vedo”. Era un mondo i cui l’uomo “bestia ” e quello ispirato capace di creare cose meravigliose, convivono, si frequentano, sono a volte perfino amici. Un mondo in cui nulla è scontato, dove anche un re può soffrire pene amorose e chi dovrebbe occuparsi dell’anima ha un coltello in tasca. Insomma, si sa com’era, ma entrarci è davvero eccitante.
      Grazie ancora, buon fine settimana.
      🌻🙋‍♂️

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