Quel caldo, noioso, pomeriggio estivo...
Quella notte fece uno strano sogno. Al mattino non ricordava niente, si sforzava, ci provava, niente, era sparito nel nulla. Solo una sensazione lo accompagnava per tutto il corso della giornata e di tanto in tanto un lampo, l’immagine confusa di quello che aveva visto.
Le calde ore pomeridiane sembravano non passare mai, George era poggiato sulle braccia al davanzale di camera sua, si stava sciogliendo come una candela, nella noia e nel sudore.
Non avere nient’altro a cui pensare, oltre un sogno che lo tormentava e che non ricordava, durante l’estate a sedici anni, gli sembrava patetico.
Ogni tanto gli veniva alla mente un’immagine, carta da parato? Si domandava. Forse uno scantinato. Stava per impazzire.
Gli amici erano in vacanza e quei pochi rimasti in quello sperduto posto tra il verde, aiutavano i genitori nei loro lavori, mentre lui rimaneva solo ad aspettare in quella grande casa vuota il ritorno dei suoi.
Non ne poteva più di quel silenzio e di quella calma. I vicini avevano abbandonato casa loro da un pezzo, come sempre in vacanza chissà dove, quelli più in là erano peggio dei servizi segreti e vederli affacciati sarebbe stato un miracolo.
Vagava e divagava con la mente ritornando sempre a ciò che caratterizzava quel giorno, il sogno.
La sensazione si acuminò per un attimo, lui si alzò.
Cominciò a camminare tra le stanze, scese al pian terreno ma si rese conto che si stava allontanando dalla strada giusta. Tornato su, passò per l’ingresso alla soffitta. Si fermò.
I suoi grandi occhi nocciola la fissavano, in quella sua testa frullavano mille pensieri e la curiosità ci accese con una scintilla pericolosa.
Tossì un po’ una volta messo piede sulle assi impolverate.
“Sembra un vecchio film”, si commentò.
Guardava in giro, tra la luce del sole che filtrava attraverso la polvere che fluttuava. Lentamente si mise alla ricerca di qualcosa, accompagnato dal martellante velo del sogno che non gli dava pace.
Vecchi scatoloni, mobiletti, sedie, bauli, appendiabiti; quanta roba avevano lì su! Qualcosa la ricordava, tanto altro no. Scrutava gli oggetti attorno a sé e avanzava, cercando l’intuizione che gli avrebbe svelato ogni cosa.
I colori erano marci in quel legno vecchio e nella polvere decennale, solo la luce avvolgente del sole a quell’ora, riscaldava un po’ quel posto.
Passato qualche minuto, si sedette su un piccolo baule, dopo averlo pulito però.
“Che sto facendo qui?”, si chiese poggiato sulle mani “Sarò impazzito, credo”.
Drizzò il busto, ancora, la sensazione era tornata accompagnata da un’altra immagine sfocata. Si alzò rapidamente e guardò il baule sul quale era stato seduto. Si inginocchiò, lo aprì.
Stracci, vecchi stracci e peluche. Bambole, trottole, sembrava contenere solo giocattoli e libri di fiabe. Poi trovò dell’altro.
“E questo cos’è?”, rigirandolo.
Un diario. Copertina rossa morbida di pelle, chiusa da un bottone.
Si avvicinò a un vecchio tavolo con una sedia, si sedette e lo guardò.
Nello scatto che provocò aprendolo sentì un frastuono, come catene, mosse nel sottosuolo di casa sua.
“Smettila George, smettila pazzo furioso… ma che roba è?”
Una scrittura indecifrabile, corsiva, con vecchio inchiostro su pagine ingiallite e consumate; sembrava arrivare da un’altra epoca.
Non riuscì a capirci nemmeno una parola, era assurdo, a chi era appartenuto?
Sta di fatto che lo trovò tanto noioso, tanto noioso, da addormentarsi su quelle pagine, almeno così pensò lui dopo.
Fece lo stesso sogno, ma non lo sapeva.
Qualcuno era nella più totale oscurità, in fondo ad una stanza, forse lo scantinato di casa sua. Era poggiato al muro con la vecchia carta da parati, le mani dietro la schiena, e gli sorrideva. Lui si avvicinava piano, cercava di capire, ma non conosceva quella figura. Quando fu abbastanza vicino, quel volto smise di sorridergli, calò in un’espressione strana, lui non riuscì a decifrarla, non gli piaceva.
Quando si svegliò si asciugò la bava dalla bocca, strofinò gli occhi, guardò le pagine che aveva aperte davanti.
Si sentiva intontito, non avrebbe dovuto addormentarsi di pomeriggio. Cos’aveva sognato? Non lo sapeva, ma la sensazione che lo aveva accompagnato durante la giornata c’era ancora, più forte di prima.
La vista era ancora appannata, guardava quell’inchiostro.
Strofinò ancora.
“Ma… che?”, le parole erano sbiadite, stavano diventando fumo, fumo nero. Cominciarono ad uscire da quel diario, invadendo la stanza, in cumuli di nubi vorticose.
Come un gigantesco millepiedi si mossero strisciando dal tavolo al pavimento, poi sulle pareti, fino ad allontanarsi, verso l’uscita; George non riusciva a vedere chiaro in quel ventoso turbinio.
La nube scura si accalcava e formava un turbante capovolto, come un nido, piano una sagoma si sollevò da quella specie di bozzolo.
George non era solo, qualcosa aveva preso forma.
Cosa vede George?
- Non riesce a capirlo. (25%)
- Una sagoma femminile. (50%)
- Una sagoma maschile. (25%)

08/10/2014 at 17:19
Complimenti per il finale, davvero molto bello, come tutta la storia del resto 😉
08/10/2014 at 22:16
Grazie, sono contento che ti sia piaciuta 🙂
07/10/2014 at 23:19
Che finale stupendo. Sono proprio triste che questa storia è finita. Come scrivi bene. Bravo, bravo… standing ovatin… E’ proprio stata una bella storia.
07/10/2014 at 23:58
Grazie Lucia 😀 Ti confesso che sto pensando di allargare la storia cambiando alcuni particolari e parte della trama, per poi pubblicarla gratis in ebook. Se accadrà sarai la prima a saperlo, ciao!
08/10/2014 at 00:05
Bene bene…Sai prendo le storie da qui, per leggerle ai bambini in classe, favole che nessuno sa, e nessuno osa raccontare…Il mio preferito è Paskul, se non lo hai letto leggilo, è un grande, si contende il podio con Giulio Peralta e lo strano caso delle formiche ottimiste, di Maxlap …Poi ci sono storie che leggo solo per me, me le dedico. ah che bello, avere delle storie per sè…..
06/10/2014 at 22:26
Bravo! Ho letto ora il finale è devo dire che sei riuscito ad accontentare tutti!
07/10/2014 at 16:52
Grazie per avermi seguito fino alla fine 😀
05/10/2014 at 11:45
Hai saputo benissimo rispondere alla volontà dei lettori che volevano un finale non troppo dolce. Mi viene da pensare che forse forse era il finale che preferivi 🙂 Bravo!
05/10/2014 at 13:53
Ci hai visto giusto, il finale così lo immaginavo già da tempo, però non mi sarebbe dispiaciuta una delle due alternative. Grazie 🙂
05/10/2014 at 00:17
Avrei preferito il finale positivo 🙁
Ciao 🙂
05/10/2014 at 10:50
Grazie per avermi seguito fin qui 😉
03/10/2014 at 15:28
c’è chi vince e c’è chi perde…come sempre no?
Passa da me per altri vincitori e sconfitti.
04/10/2014 at 21:46
Grazie per il tuo contributo 🙂
02/10/2014 at 20:34
Sono un pò cattiva e opto per il finale cattivo!! Complimenti ti seguo 😉
03/10/2014 at 14:01
Bene, fra un paio di giorni arriverà l’ultimo capitolo, grazie 😀
01/10/2014 at 13:55
Svolta buonista….Non so fare di meglio.
02/10/2014 at 14:46
Già, tutti meriterebbero il lieto fine almeno uno volta nella vita 🙂
30/09/2014 at 18:54
Io sono in genere pro finale cattivo ma per quello bisogna anche considerare la storia a cui viene accostato! Sinceramente non ce lo vedo un finale in cui va tutto secondo i piani dello spettro, troppo semplice per lui. Quindi siccome un finale felice mi sembra tanto scontato per una storia con tanti colpi di scena come questa, voto per il finale agrodolce 😉
Se ti va passa dalla mia storia 😀
30/09/2014 at 20:56
Non è detto che filerebbe tutto liscio per lo spettro ma in effetti potrebbe risultare scontato o noioso per alcuni. Buona scelta 🙂 Passerò sicuramente.
30/09/2014 at 16:00
Ok, forse ho esagerato e ti ho messo in difficoltà, ma ho votato per il finale cattivo. La cosa mi incuriosisce molto e lo vedo come un mezzo per non finire la storia al decimo capitolo ma… ci siamo capiti 😉 A presto con il gran finale!
30/09/2014 at 20:54
Ciao. Effettivamente non avevo pensato di continuare la storia, l’ho sempre immaginata con un finale chiuso al decimo capitolo. Pensare al finale cattivo non mi dispiace, innescherebbe una serie di conseguenze per quello che verrebbe dopo… Grazie per essere passato 🙂
30/09/2014 at 15:13
VOGLIO IL LIETO FINE!
30/09/2014 at 20:52
Vedremo… 😀
30/09/2014 at 14:24
Finale agrodolce
30/09/2014 at 20:52
Bene 🙂
28/09/2014 at 18:12
Buona domenica a tutti. La storia è ormai quasi alla conclusione ma vi chiedo di aspettare ancora un paio di giorni per il nono episodio. Ho bisogno di far quadrare tutto quello che ho in testa, e nel migliore dei modi. Grazie per la pazienza 🙂