Dove eravamo rimasti?
Sono qui perché se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita.
Virginia osservava le gocce sgorgare dalla roccia, formarsi lentamente e ricadere nella vasca sottostante, nel religioso silenzio del santuario di Santa Rosalia. Era ipnotizzata da quel ripetersi incessante e maniacale. In piedi, le braccia strette al petto, la testa china di lato, era completamente persa nei suoi pensieri, estranea a tutto ciò che le era intorno. Se solo si fosse voltata, avrebbe certamente riconosciuto la cascata di riccioli biondi china sulle mani giunte. E se Marco avesse alzato la testa, di certo non gli sarebbe sfuggito il nevrotico movimento delle mani che l’aveva tanto disturbato quella mattina.
Entrambi a loro modo stavano combattendo una guerra contro loro stessi, chiusi in due mondi così vicini e, allo stesso tempo, lontanissimi.
Ricordatasi dell’imminente appuntamento nel piccolo bar ai piedi delle ripide scale, Virginia uscì, lo sguardo fisso sull’orologio. Aveva parlato a telefono con una donna dal forte accento palermitano, quella mattina. Le aveva detto che suo nipote l’avrebbe raggiunta lì per accompagnarla in quella che, per quell’estate, sarebbe stata la sua casa.
Dopo pochi minuti di attesa, l’affabile barista le consegnò la sua granita al limone. Chiunque dovesse presentarsi all’appuntamento, invece, era in ritardo. Cinque minuti. Dieci. Quindici.
Marco perdeva sempre la cognizione del tempo in quel luogo. Le sue visite alla Santa erano sempre troppo poche e le cose da raccontare invece, tante. Quando il suo sguardo si posò sull’orologio, il suo cuore saltò un battito. Quindici minuti di ritardo! Uscì in fretta e una volta fuori corse, saltando le scale a due a due come faceva quando era ragazzino. Il bar non era affollato e i pochi tavoli erano vuoti ad eccezione di uno. Qualcuno tamburellava le dita sul bordo del tavolo, qualcuno di familiare.
“Ma che… ” Marco era incredulo. Grondante di sudore si avvicinò alla donna. “Signora Bruni?”
Gli enigmatici occhi verdi che lo trafissero passarono repentinamente dalla preoccupazione mista a rabbia, alla pura sorpresa. “Tu sei… Tu devi essere il nipote della signora Rosa.”
“Sono io. Scusa il ritardo, sono stato… trattenuto. Non ci posso credere.” disse, ancora col fiato corto, prendendo posto nella sedia accanto alla sua. “Questa storia ha dell’incredibile. Quante possibilità c’erano che il tuo futuro vicino di casa si sedesse sull’aereo accanto a te?”
“Alquanto poche, suppongo. Avevo cominciato a pensare che non si sarebbe presentato nessuno, ma non avrei mai immaginato di rivedere di nuovo te. Non sembri affatto un palermitano.”
“Da tempo ho imparato a nascondere la mia sicilianità.” Solo allora Marco notò l’anello al suo anulare sinistro. “Tu, invece, sei sposata anche se viaggi da sola. L’appartamento è molto confortevole, vi troverete bene anche in due.”
A quelle parole la patina di tristezza nei suoi occhi riemerse dalle profondità nelle quali era celata. “Sono vedova ma sono certa che mi troverò bene anche da sola.”
“Oh, io… Scusami. Non volevo…” Era inquietante la sua capacità di dire sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. Aveva la guance in fiamme.
“Tranquillo, non preoccuparti.” Il sorriso affabile di Virginia lo rassicurò un poco. “Piuttosto devi sdebitarti per avermi lasciata qui ad aspettare. Spero che almeno mi offrirai un passaggio verso casa.”
Marco sorrise. “Mi sembra il minimo.”
–
Al loro ingresso la calorosa signora Rosa, una donnina raggrinzita ma energica, stritolò suo nipote in un caloroso abbraccio. “Marco, bìeddu miu!”
“Piano, nonna, piano! Come stai? Questa è la signora Bruni, hai parlato con lei a telefono questa mattina.”
“Salve signora, mi chiami pure Virginia.”
“Figghia mia, amunì entra! Ti faccio vedere la casa.”
A Virginia l’appartamento piacque molto. La cucina verde e bianca era piccola ed essenziale. La camera da letto, accogliente e spaziosa, con un grande tappeto damascato a coprire il granito scuro del pavimento. Dal comodo salottino si accedeva alla parte della casa che lei preferiva in assoluto. Lungo tutto il perimetro dello spazioso giardino, rose di ogni tipo crescevano curate e ordinate, insieme a palme e tipici fiori marittimi fucsia, di cui non conosceva il nome. Nel mezzo del giardino vi era un gazebo di legno scuro, dotato di tavolo e panca: il luogo adatto per lavorare nelle torride mattine d’estate.
“Allora ci vediamo, Virginia.” Alle sue spalle, Marco era appoggiato allo stipite della portafinestra.
“Si, Marco.”
“Se hai bisogno di qualcosa, sai dove trovarmi.”
“Ti ringrazio.” Lo guardò andare via e quando sentì la porta di casa richiudersi con un piccolo tonfo, si diresse pigramente in camera da letto.
Impiegò tutto il pomeriggio per disfare la valigia e sistemare i suoi pochi effetti personali in giro per la casa. La luce che filtrava dalla finestra era ormai poca quando Virginia finalmente intravide il fondo della valigia. La solitaria bustina ingiallita dal tempo era l’ultimo oggetto rimasto lì dentro. Lo recuperò sospirando.
La sua avventura era appena cominciata.
Da dove partiranno le ricerche di Virginia?
- Dall'incontro con un vecchio amico di Orlando, Matteo. (47%)
- Dalla redazione del giornale Palermo Oggi. (35%)
- Dall'indirizzo della casa della famiglia di Orlando. (18%)

26/07/2016 at 16:22
Ciao, ho finito gli ultimi capitoli solo ora ed è stato davvero un bel finale e in generale una bella storia, scritta con chiarezza, sei molto brava spero scriverai ancora 🙂
26/07/2015 at 22:26
Bel finale, si chiude il cerchio e il racconto è finito.
Con un sorriso e una nuova avventura 🙂
06/06/2015 at 11:02
Bella conclusione : “Non avrai creduto che ti lasciassi sola?” 🙂
03/06/2015 at 17:02
Abbiamo chiuso splendidamente il cerchio. Grazie per questa storia . A presto, spero!
03/06/2015 at 00:56
Chiudere con un sorriso. Non potevo chiedere di meglio.
Grazie. Bellissima storia. Bellissimo viaggio.
02/06/2015 at 22:01
Ti ho detto fai quello che ti pare. Errore mio. Del commento a mio nome non mi importa minimamente ma la faccina.
La faccina.
Con rammarico ti perdono (ho trovato le fragole).
Il finale della tua storia mi piace. La chiusura di un cerchio. A me la storia è piaciuta molto. Per quello che vale!
01/06/2015 at 17:05
Tutto è bene ciò che finisce bene mi verrebbe da dire.
Brava Mia, ho letto questo tuo racconto molto volentieri, spero di rifarlo al più presto. A presto 🙂
01/06/2015 at 16:03
Bellissima storia romantica l’inizio si lega alla fine e da quel tocco di classe che a me piace… Gli errori ? Allora grazie alla presbiopia non li ho visti ma io scrivo peggio di te… è una bella storia ricca di emozioni i personaggi sono delineati bene il capitolo finale mi è piaciuto molto. Virginia mi piace è un bel personaggio. Brava. Meglio leggere tutto alla fine che non leggere affatto non trovi ?
01/06/2015 at 14:38
E il cerchio si chiude così come si era aperto. Brava, Mia. Una storia godibile fino alla fine, un intrigo ben architettato. Un sentimento di nostalgia che si avverte tra le righe di questi ultimi atti, come succede quando storie un po’ action, un po’ thriller, diventato umane e prendono forma, una forma sensibile che solo un’autrice sensibile può regalare.
Spero di rileggerti presto.
01/06/2015 at 15:37
Ale, sei sempre troppo gentile.
Mi penderò una pausa, credo anche abbastanza lunga, visto che il mio computer è morto ed è solo grazie alla pazienza della mia coinquilina che ho potuto pubblicare la fine di questa storia. Spero di poter almeno leggere e votare le vostre storie ogni tanto, sempre approfittando della pazienza altrui e se, poi, non leggerai i miei commenti in giro saprai il perché. A presto, Ale e grazie di tutto 😉
01/06/2015 at 12:16
Ringrazio tutti e mi scuso con voi lettori perché questo finale -e la storia in generale- non è andato esattamente come avevo immaginato. Rileggendola ora mi accorgo di tutti quegli errori stupidi che avrei potuto non fare e di tutte le cose che mancano e che avrei potuto -e voluto- aggiungere. Non ho fatto esattamente del mio meglio ma spero comunque che la storia vi abbia tenuto almeno un po’ di compagnia e ringrazio tutti voi per ogni consiglio, critica, apprezzamento. Grazie davvero di cuore, Mia 🙂
28/05/2015 at 07:42
Racconto che avrebbe dovuto avere più attenzione da parte mia dato che è veramente ben scritto. Ma tanto rimane in piattaforma e me lo posso godere tutti e dieci i capitoli…Per adesso frammentato ti voto l’elemento meno votato: terra.
01/06/2015 at 12:24
Grazie Lucia, mi dispiace non aver avuto le tue parole di supporto e consiglio tra i commenti ma apprezzo comunque che tu abbia continuato a ricordarti di me. Spero di rivedere presto la tua gioia e la tua verve nuovamente in azione, un abbraccio 😉
01/06/2015 at 13:20
Ho un poco da fare sto in lotta contro Renzi il DDL, nostro nemico giurato e poi sono in fase seduttiva …. Quindi meno scritti e letture e più attività…… Si spera di fare impazzire qualcuno……
01/06/2015 at 13:51
Uuuuuh, tutta roba scottante allora XD Meglio così, ogni tanto bisogna focalizzarsi di più sulla realtà e lasciare da parte i nostri mondi di carta 😉
01/06/2015 at 14:11
Ho aperto un parco uomini ma che parco uomini che è uno “scasso”! …..
Me li sto baccagliando un pò vediamo chi resiste …..
01/06/2015 at 15:40
Ehehe Lucia! Fai faville, brava 😀
01/06/2015 at 15:44
Mi sono accorta che oltre ad averle “rubato” il computer le ho rubato anche l’account. Sono certa però che l’unica, la prima e l’ultima cosa che rammaricherà Trix sarà l’uso della faccina -non le sopporta ehehe- 😀
27/05/2015 at 21:32
Ma aspe’!! tu sei sicula!! 😀
27/05/2015 at 21:30
Avvenimenti tristi: non essere riuscita a beccarti dall’inizio della storia. Mi farò perdonare con la prossima, prometto!
Sceglierei aria, ma so cosa vuol dire avere il “panico da pareggio” per questo motivo, scelgo acqua. Davvero una gran bella storia, bella, bella, bella.
01/06/2015 at 12:20
Ti ringrazio molto Moscerina, mi fa comunque piacere che tu abbia letto tutto a storia praticamente conclusa!
Fan fact: non sono sicula e non sono nemmeno mai stata a Palermo, forse è per questo che non ho saputo rendere pienamente tutti i suoi colori e i suoi sapori :\
01/06/2015 at 14:38
Bhe, se una storia é bella c’è poco da fare 🙂 comunque non ti preoccupare, anche i siciliani hanno difficoltà a rendere bene quello che hanno intorno, la Sicilia è una terra complessa e te lo dice una Palermitana 😉 comunque non vedo l’ora di leggere la prossima storia! Magari poi da un’occhiata alla mia e mi dici che te ne pare ;D
27/05/2015 at 09:34
assolutamente terra.
27/05/2015 at 09:37
Gran bella lotta tra terra e acqua, qui. Grazie Guy!
26/05/2015 at 14:09
Terra.
Brava.
Non potevo permettere che scrivessi il finale senza aver letto il penultimo capitolo 🙂
27/05/2015 at 09:16
Ciao Thommy, grazie di essere passato, è un piacere averti qui. 🙂
24/05/2015 at 11:35
Ciao 🙂 Ho letto diversi capitoli tutti insieme e ti devo fare davvero i complimenti. La scrittura è molto fluida e chiara e le scene hanno sentimento. E poi il vero colpo di scena è stato che Marco fa parte della polizia. Aspetto il finale, terra
27/05/2015 at 09:14
Grazie mille, Giulia, spero di pubblicare presto il finale e di trovarti qui e soprattutto di trovare un nuovo capitolo della tua storia! a presto 😉
23/05/2015 at 21:49
Acqua. Vita e morte insieme.
27/05/2015 at 09:12
Ben detto, istinto. Grazie di essere passato! 😉
22/05/2015 at 23:26
Io sono una creatura acquatica. Mi chiedi di scegliere tra il sentimento e….tutto il resto.
Che acqua sia. Siamo al gran finale. Stupiscimi ! 🙂
27/05/2015 at 09:10
Ci provo a stupirti mago, ma ti pare una cosa semplice stupire un mago, che con lo stupore si guadagna da vivere? 😉
28/05/2015 at 03:00
Qui sta il bello 😛