L’unica, la prima e l’ultima

Dove eravamo rimasti?

Posizione scomoda per Marco. Nel prossimo capitolo: Mezza verità e mezza menzogna. (55%)

“E perciò io vi credo. La verità è sempre disumana. Come voi.“

Pur dimenandosi dalla stretta decisa di Marco, le mani di Virginia restarono sempre saldamente bloccate dietro la schiena, imprigionate da quella ferrea morsa lungo tutto il tragitto nel buio. Dopo che una massiccia porta fu richiusa alle loro spalle, rimasero immobili e sconvolti per un po’ finché lei decise di rompere quel silenzio carico di tensione. “Chi è stato a sparare? E perché mi stavi seguendo?”

“Non lo so. E abbassa la voce.”

“Perché dovrei abbassare la voce? Potresti spararmi da un momento all’altro con la tua pistola, che differenza farebbe? E lasciami, mi fai male!”

“Non ho alcuna intenzione di lasciarti. Ti sto già facendo un favore, considerato che avrei tutto il diritto di legarti e imbavagliarti, anche!” Marco alzò la voce di qualche ottava, dimentico del suo stesso consiglio. Era così vicino che Virginia riusciva a sentire il calore del suo respiro sulla nuca. “Come fai a conoscere Sasà?”

“Io non conosco nessun Sasà!”

Marco schiacciò Virginia contro la porta, generando un tonfo sordo che riecheggiò nell’ambiente silenzioso come uno sparo. “Non mentire! Non si può entrare a casa di Sasà a meno di non conoscerlo personalmente!”

“Ma di che diavolo stai parlando?”

“Te lo ripeto per l’ultima volta, come fai a conoscere Sasà Rizzo?”

“Salvo Rizzo? Il collezionista? Io non lo conosco affatto.”

Marco soffocò una risata. “Il collezionista? Il collezionista?”

“Sì, idiota, è un collezionista di quotidiani!”

“Salvo Sasà Rizzo un collezionista di giornali? Vuoi scherzare, spero! Dovrai inventare una scusa più plausibile di questa. Perché sei andata a casa sua? Come fai a conoscerlo?”

“Per l’ennesima volta, io non lo conosco! Sono andata da lui per leggere vecchie edizioni di Palermo Oggi, i quotidiani che lui colleziona.”

“E come mai tutto questo interesse verso quei quotidiani?”

“Stavo cercando… Volevo solo leggere i vecchi articoli di Orlando, ok?”

“Non sarebbe stato più semplice andare al giornale e richiedere delle copie?”

“È quello che ho fatto ma loro mi hanno mandata da Rizzo!”

“Loro, chi?”

“Il direttore. Lui mi ha fornito l’appuntamento con il collezionista.” Marco non rispose. Virginia poteva quasi sentire il rumore del suoi pensieri aleggiare nell’aria. “La nostra conversazione è ancora salvata sul mio cellulare. Se mi liberassi le mani potrei prenderlo e mo…” Prima che potesse finire la frase, la mano libera di Marco stava palpando i suoi fianchi alla ricerca del cellulare. Lo sfilò dalla tasca sinistra e dopo vari minuti di silenzio, la pressione sul suo corpo si alleviò e fu finalmente di nuovo libera.

“Sasà non è solo un collezionista.” Disse Marco grevemente mentre lei si voltava a guardarlo. “Gestisce il più grande mercato di contrabbando di tutta la Sicilia. Sono anni che la polizia cerca di incastrarlo, senza successo. Nessuno è mai riuscito ad entrare in casa sua. Nemmeno i migliori agenti sotto copertura, nemmeno io. Senti, quello che sto per dirti… Io non dovrei dirlo ma lo farò ugualmente. Fidati però, non esiterei neanche un secondo a piantarti una pallottola in testa se dovessi scoprire che sei una spia. Sono stato chiaro?”

“Sì.”

–

“Allontaniamoci dalla porta, qualcuno potrebbe ascoltare.” Marco si rendeva conto di correre un rischio enorme ma aveva scelto: avrebbe rivelato abbastanza della verità e nascosto i particolari di maggior rilievo.

A tentoni si diresse dalla parte opposta della stanza e prese posto sui primi gradini della scala. Virginia si sedette accanto a lui.

“Che significa che nemmeno tu sei riuscito a entrare in quella casa?”

“Conoscevo il figlio di Sasà. I nostri rapporti si sono… deteriorati.” –Quando scoprì che ero un poliziotto– avrebbe voluto aggiungere, ma lo tenne per sé. “Ho dovuto lasciare la città a causa sua.”

“È possibile che abbiano fatto fuoco su di te, allora?”

“Hanno fatto fuoco su di te, Virginia.”

“Su di me? E perché mai?”

“Hai chiesto di Orlando al giornale?”

“Si, ho fatto il suo nome ma mi hanno detto di non averlo mai sentito nominare.”

“Mentono. Orlando ha lavorato con quel quotidiano per anni. Conduceva inchieste parecchio pericolose e si occupava dei casi di cronaca più scottanti, quelli a cui nessuno avrebbe voluto associare il proprio nome. Il suo ultimo articolo fu un vero e proprio scandalo. Nessuno ha la più pallida idea di come ci sia riuscito ma fu capace di raccogliere prove sufficienti per dimostrare che Rizzo era in combutta con alcuni agenti corrotti di polizia per gestire un grosso traffico di esseri umani. Uomini, donne, bambini, immigrati clandestini venduti al mercato nero per qualsiasi tipo di attività. Dai giri di prostituzione, allo spaccio, finanche per adozioni e il lavoro nero nei campi. Mandò in stampa quell’articolo grazie a un sotterfugio, tenendolo nascosto finanche al direttore. Quasi ogni copia di quell’edizione fu ritirata dal mercato il giorno stesso e Orlando scomparve. Nessuno l’ha più visto né sentito da allora.” –Nessuno tranne me.- Ma non era necessario che lei lo sapesse. Era necessario toglierla di mezzo. E in fretta.

Roy:

  • È già arrivato e ha ascoltato in silenzio la loro conversazione. (38%)
    38
  • Arriverà poco dopo, ferito. (19%)
    19
  • Non arriverà. (44%)
    44
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242 Commenti

  • Bellissima storia romantica l’inizio si lega alla fine e da quel tocco di classe che a me piace… Gli errori ? Allora grazie alla presbiopia non li ho visti ma io scrivo peggio di te… è una bella storia ricca di emozioni i personaggi sono delineati bene il capitolo finale mi è piaciuto molto. Virginia mi piace è un bel personaggio. Brava. Meglio leggere tutto alla fine che non leggere affatto non trovi ?

  • E il cerchio si chiude così come si era aperto. Brava, Mia. Una storia godibile fino alla fine, un intrigo ben architettato. Un sentimento di nostalgia che si avverte tra le righe di questi ultimi atti, come succede quando storie un po’ action, un po’ thriller, diventato umane e prendono forma, una forma sensibile che solo un’autrice sensibile può regalare.
    Spero di rileggerti presto.

    • Ale, sei sempre troppo gentile.
      Mi penderò una pausa, credo anche abbastanza lunga, visto che il mio computer è morto ed è solo grazie alla pazienza della mia coinquilina che ho potuto pubblicare la fine di questa storia. Spero di poter almeno leggere e votare le vostre storie ogni tanto, sempre approfittando della pazienza altrui e se, poi, non leggerai i miei commenti in giro saprai il perché. A presto, Ale e grazie di tutto 😉

  • Ringrazio tutti e mi scuso con voi lettori perché questo finale -e la storia in generale- non è andato esattamente come avevo immaginato. Rileggendola ora mi accorgo di tutti quegli errori stupidi che avrei potuto non fare e di tutte le cose che mancano e che avrei potuto -e voluto- aggiungere. Non ho fatto esattamente del mio meglio ma spero comunque che la storia vi abbia tenuto almeno un po’ di compagnia e ringrazio tutti voi per ogni consiglio, critica, apprezzamento. Grazie davvero di cuore, Mia 🙂

  • Avvenimenti tristi: non essere riuscita a beccarti dall’inizio della storia. Mi farò perdonare con la prossima, prometto!

    Sceglierei aria, ma so cosa vuol dire avere il “panico da pareggio” per questo motivo, scelgo acqua. Davvero una gran bella storia, bella, bella, bella.

      • Bhe, se una storia é bella c’è poco da fare 🙂 comunque non ti preoccupare, anche i siciliani hanno difficoltà a rendere bene quello che hanno intorno, la Sicilia è una terra complessa e te lo dice una Palermitana 😉 comunque non vedo l’ora di leggere la prossima storia! Magari poi da un’occhiata alla mia e mi dici che te ne pare ;D

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