L’unica, la prima e l’ultima

Dove eravamo rimasti?

Da dove partiranno le ricerche di Virginia? Dall'incontro con un vecchio amico di Orlando, Matteo. (47%)

…e se la vita poi è carogna non importa, una ragione per sorridere la trovi comunque.

“Non le ho mai detto di aver tagliato i ponti con lui.” precisò l’avvocato Livi, evitando accuratamente di incrociare lo sguardo indagatore della donna che gli sedeva di fronte. “Intendevo dire che le nostre vite hanno imboccato sentieri diversi. Ho passato due anni all’estero e altri due fuori dalla Sicilia, dopo la laurea, ed è vero, sì, non l’ho più visto da allora. Tuttavia, ci siamo tenuti in contatto telefonicamente e via internet per lungo tempo. Come lei dovrebbe ben sapere, però, Orlando si è annoiato presto di quella routine.” Alzò lo sguardo dal suo Campari corretto nel pronunciare l’ultima frase e intercettò quello di Virginia, un sorriso di scherno stampato sul volto. La reazione della donna fu esattamente quella che lui si aspettava. Irrigidì la mascella e la pelle chiara del suo viso si tinse di rosse chiazze di vergogna. “Non avrei problemi a farle avere i suoi recapiti ma dubito che dopo tutti questi anni siano rimasti gli stessi.”

“Anch’io ho i suoi recapiti. Il suo numero è inesistente e ha cambiato casa. E non ha nemmeno risposto alle mie email.” Virginia era determinata a non cedere alle provocazioni di quell’uomo. Una strana ostilità, di cui non riusciva a comprendere l’origine, aleggiava nell’aria sin da quando Matteo Livi si era presentato al bancone del lussuoso bar di Piazza Noce.

Un’espressione di falsa affabilità era stampata sul volto calcolatore. “In tal caso non c’è nulla che io possa fare per lei.”

“Io, invece, sono convinta di si.” Insisté. “Quando io e Orlando ci siamo incontrati, lui era fidanzato con una ragazza. Il suo nome era Bianca Rio e so che era una sua compagna di corso a Giurisprudenza.” L’avvocato si agitò sulla sedia. Probabilmente non credeva che Virginia fosse a conoscenza di un simile particolare. Afferrò una manciata di noccioline dalla ciotola ovale e prese a masticarle lentamente, nel chiaro intento di prendere tempo. Virginia lo guardò e attese, paziente.

“In effetti lui e Bianca erano sposati. Temo, però, che il loro matrimonio sia finito tempo fa.” Le parole faticarono ad uscire dalle sue labbra. Le pronunciò a denti stretti, come se gli risultasse difficile ammettere che quell’avvenimento fosse realmente accaduto.

“Sa come posso rintracciarla?”

Gli occhi dal taglio orientale perforarono quelli di Virginia con aria di sfida. “Anche ammesso che io lo sappia, crede davvero che lei accetterebbe di parlare con l’amante del suo ex marito?”

Le guance di Virginia stavolta sbiancarono. Cercò di controllare il fremito di rabbia nella voce. “Non sono mai stata l’amante di Orlando!”

“E allora per quale motivo lui non ha mai nemmeno accennato della sua esistenza né a me, né a nessun altro?” esplose con veemenza Matteo.

Fu come ricevere uno schiaffo in pieno volto, per lei. Un lampo di dolore le attraversò il viso. “Io… Io questo non lo so.”

“Le ipotesi sono due.” L’uomo buttò giù l’ultimo sorso del suo drink e si alzò in piedi. “O gli importava troppo di lei, o gliene importava troppo poco. Le lascio scegliere a quale delle due dare credito. Adesso devo andare. Le do un ultimo consiglio, però.” disse, chinandosi a raccogliere la sua valigetta di pelle nera. “Orlando è sempre stato un uomo molto deciso, con una memoria ferrea. Ha sempre preso tutto ciò che voleva dalla vita. Se si è lasciato qualcosa alle spalle non è stato per dimenticanza, ed è molto probabile che si sia lasciato dietro anche questa città. Torni da suo marito. E si dimentichi di lui.”

–

Marco aveva tra le mani due grosse brioches con gelato alla crema, prese nella piccola pasticceria della signora Carmela. Le preferite di nonna Rosa, il pomeriggio col caffè. Impegnato a trafficare con le chiavi del cancello d’ingresso, non si accorse che Virginia, distratta almeno quanto lui, stava spalancando il cancello proprio in quel momento. L’anta di ferro sbatté forte contro di lui e le due brioches volarono in aria finendo una tra le braccia di Virginia e l’altra sulla sua bianca camicia di lino.

La giornata per Virginia era cominciata male e andava sempre più peggiorando, mettendo a dura prova la sua esigua pazienza. “Marco mi dispiace tanto! La tua camicia è tutta sporca e i tuoi dolci…” Una sonora, incontrollabile risata nacque nella gola di Marco, che ben presto finì piegato in due dagli spasmi, di fronte a una Virginia sempre più interdetta. La sua risata era così contagiosa, però, che finì per unirsi a lui, lasciandosi scivolare di dosso tutta la tensione di quell’orribile giornata. Quando la risata si esaurì avevano entrambi le lacrime agli occhi e la pancia dolorante. “Entriamo a darci una ripulita, ti va?”

“Si” rispose lui e la seguì. Entrati in casa, Virginia si avvicinò al lavabo, fece scorrere l’acqua e vi immerse un panno pulito. Lo strizzò bene e quando si voltò per porgerlo a Marco, lui reggeva tra le mani l’unica foto al mondo che ritraesse lei e Orlando insieme. Lui alzò lentamente la testa e si voltò a guardarla con una strana espressione dipinta sul viso. “Come fai tu a conoscere Orlando Pietra?”

Virginia racconta a Marco la strana storia che la lega a Orlando. La reazione di Marco sarà:

  • Sorpresa- Anche lui conosceva molto bene Orlando e lo sta cercando. (67%)
    67
  • Fiducia- Si fiderà di lei, perché non dovrebbe? (17%)
    17
  • Sospetto- Non si fiderà delle parole di Virginia. (17%)
    17
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242 Commenti

  • Bellissima storia romantica l’inizio si lega alla fine e da quel tocco di classe che a me piace… Gli errori ? Allora grazie alla presbiopia non li ho visti ma io scrivo peggio di te… è una bella storia ricca di emozioni i personaggi sono delineati bene il capitolo finale mi è piaciuto molto. Virginia mi piace è un bel personaggio. Brava. Meglio leggere tutto alla fine che non leggere affatto non trovi ?

  • E il cerchio si chiude così come si era aperto. Brava, Mia. Una storia godibile fino alla fine, un intrigo ben architettato. Un sentimento di nostalgia che si avverte tra le righe di questi ultimi atti, come succede quando storie un po’ action, un po’ thriller, diventato umane e prendono forma, una forma sensibile che solo un’autrice sensibile può regalare.
    Spero di rileggerti presto.

    • Ale, sei sempre troppo gentile.
      Mi penderò una pausa, credo anche abbastanza lunga, visto che il mio computer è morto ed è solo grazie alla pazienza della mia coinquilina che ho potuto pubblicare la fine di questa storia. Spero di poter almeno leggere e votare le vostre storie ogni tanto, sempre approfittando della pazienza altrui e se, poi, non leggerai i miei commenti in giro saprai il perché. A presto, Ale e grazie di tutto 😉

  • Ringrazio tutti e mi scuso con voi lettori perché questo finale -e la storia in generale- non è andato esattamente come avevo immaginato. Rileggendola ora mi accorgo di tutti quegli errori stupidi che avrei potuto non fare e di tutte le cose che mancano e che avrei potuto -e voluto- aggiungere. Non ho fatto esattamente del mio meglio ma spero comunque che la storia vi abbia tenuto almeno un po’ di compagnia e ringrazio tutti voi per ogni consiglio, critica, apprezzamento. Grazie davvero di cuore, Mia 🙂

  • Avvenimenti tristi: non essere riuscita a beccarti dall’inizio della storia. Mi farò perdonare con la prossima, prometto!

    Sceglierei aria, ma so cosa vuol dire avere il “panico da pareggio” per questo motivo, scelgo acqua. Davvero una gran bella storia, bella, bella, bella.

      • Bhe, se una storia é bella c’è poco da fare 🙂 comunque non ti preoccupare, anche i siciliani hanno difficoltà a rendere bene quello che hanno intorno, la Sicilia è una terra complessa e te lo dice una Palermitana 😉 comunque non vedo l’ora di leggere la prossima storia! Magari poi da un’occhiata alla mia e mi dici che te ne pare ;D

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