L’unica, la prima e l’ultima

Dove eravamo rimasti?

Virginia racconta a Marco la strana storia che la lega a Orlando. La reazione di Marco sarà: Sorpresa- Anche lui conosceva molto bene Orlando e lo sta cercando. (67%)

Due pezzi di puzzle. Fatti l’uno per l’altro. Da qualche parte nel cielo un vecchio Signore, in quell’istante, li aveva finalmente ritrovati.

“Lo conosci anche tu?”

Marco avrebbe voluto battere la testa al muro fino a rinsavire dalla sua momentanea stupidità. Non riusciva a credere di essersi lasciato sfuggire che sapeva esattamente chi fosse l’uomo ritratto nella foto. “Lo conoscevo di vista, tempo fa. Siamo coetanei, io e lui.” Per fortuna Virginia non sembrava essersi accorta della titubanza nella sua voce e aveva creduto all’unica risposta sensata che gli era saltata alla mente. Non era esattamente una bugia ma non era nemmeno la verità. Piuttosto, lei perché conosceva Orlando e come mai era saltata fuori proprio in quel momento? E a casa sua, per giunta! Doveva assolutamente saperlo.

Virginia invece, non aveva nessuna intenzione di ripetere tutta la storia di nuovo. Quella mattina l’avvocato Livi l’aveva già giudicata abbastanza, non c’era bisogno che lo facesse anche qualcun altro. Marco, però, sembrava gentile ed era l’unica persona che conosceva in quella città per lei estranea. Pensò che raccontargli tutto non avrebbe fatto alcuna differenza.

Non sapeva di sbagliarsi. E di grosso, anche.

Marco tirò un sospiro di sollievo quando lei, rassegnata, gli sedette accanto. La guardò, in attesa. Doveva essere cauto e agire con calma. E, nel caso in cui la storia di Virginia non fosse risultata abbastanza credibile, sarebbe andato via con il primo volo, senza pensarci due volte. L’inizio non fu dei migliori.

“Ho conosciuto Orlando in una chat, quindici anni fa.”

Lo scetticismo sul volto di Marco era così evidente, che Virginia si interruppe, frustrata. “Lasciami raccontare tutto, ok?” Attese un segno di assenso da parte sua e continuò. “Passavamo intere nottate aspettando il sorgere del sole, raccontandoci ogni cosa delle nostre vite. Nonostante non l’avessi mai visto, capii subito di aver finalmente trovato, per la prima volta nella vita, una persona in grado di capirmi. Una persona alla quale non avrei dovuto spiegare gesti, azioni e parole, lui avrebbe sempre saputo ciò che avrei fatto e perché. I chilometri che ci separavano erano l’unico ostacolo tra noi.”

“Lo amavi?” Lo sguardo di Virginia avrebbe tranquillamente potuto incenerirlo.

“No! Io non lo amavo e lui non amava me! Non so bene come fartelo capire, non lo so spiegare neanche a me stessa. Con lui è stato come ritrovare un pezzo mancante di me. Una parte sconosciuta che non sapevo nemmeno esistesse. Se c’era una cosa che sapevo però, era che il nostro idillio prima o poi si sarebbe concluso. Infatti, dopo un anno circa, cominciò a non rispondere più ai miei messaggi. Così smisi di scrivergli e neanche lui mi cercò più. Non nego che per me fu un duro colpo, mai mi ero affezionata a qualcuno come a lui. In ogni caso, pensai che il motivo della nostra separazione potesse essere ricondotto alle diverse fasi delle nostre vite- io al secondo anno di università, lui all’ultimo di liceo- e decisi che per il bene di entrambi sarebbe stato meglio lasciare la situazione invariata.”

Qualcosa non quadrava. “E questa foto, allora? Lui non sembra più un adolescente!”

“Infatti quella foto risale a sette anni fa.”

“Ma hai detto che i vostri contatti si erano interrotti!”

“Si, per ben tre anni. Dopo il silenzio più totale, quando cominciavo a farmi una ragione della fine della nostro rapporto, lo trovai sulla soglia di casa mia. Non vado fiera di come lo trattai ma ero arrabbiata e ferita, e credo che lui lo sapesse. Disse di avere bisogno di me, che si sentiva solo e non sapeva da chi altri andare. Per tutta risposta, gli urlai in faccia che non poteva ripresentarsi così nella mia vita, dopo tanti anni di silenzio. Gli rinfacciai di avermi lasciata da parte, fregandosene di quando io avevo bisogno di lui e gli sbattei la porta in faccia. Pochi giorni dopo mi inviò una lunga mail. Da allora, dopo esserci chiariti, la nostra corrispondenza riprese, seppur parecchio radamente. Lo rividi ancora dopo la mia laurea, quattro anni dopo quel primo, burrascoso incontro. Non mi aspettavo affatto di ritrovarlo di nuovo davanti alla mia porta, dato che lui, pur avendo cominciato l’università dopo di me, aveva già concluso con successo i suoi studi e aveva anche un buon lavoro. La foto fu scattata quel giorno, l’unico che trascorremmo assieme di persona. Al momento dei saluti però, sapevamo tutti e due che per noi era giunto il tempo della separazione definitiva. Stava per cominciare un’altra fase delle nostre vite in cui non c’era spazio per il nostro strano rapporto: entrambi stavamo per sposarci. Ci separammo con un abbraccio e un ciao, come se fossimo pronti a rivederci ancora il giorno dopo al bar. Tornata a casa, sul tavolo trovai una copia autografata del mio libro preferito -Oceanomare di Baricco- e questo biglietto.”

Prese dalla tasca posteriore dei jeans un foglio stropicciato e lo porse a Marco, che lo esaminò con attenzione. Era proprio la scrittura di Orlando. Deglutì e lentamente alzò lo sguardo su di lei, stupito. Stava dicendo la verità. “Ma non mi dire. Sono passati sette anni ed ora sei qui a cercarlo.”

“Si.”

Marco ha qualcosa da nascondere. La sua prossima mossa sarà:

  • Non svelarle nulla e ostacolarla nella ricerca. (56%)
    56
  • Non svelarle nulla ma unirsi a lei nella ricerca di Orlando. (39%)
    39
  • Raccontare subito a Virginia quello che nasconde. (6%)
    6
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242 Commenti

  • Bellissima storia romantica l’inizio si lega alla fine e da quel tocco di classe che a me piace… Gli errori ? Allora grazie alla presbiopia non li ho visti ma io scrivo peggio di te… è una bella storia ricca di emozioni i personaggi sono delineati bene il capitolo finale mi è piaciuto molto. Virginia mi piace è un bel personaggio. Brava. Meglio leggere tutto alla fine che non leggere affatto non trovi ?

  • E il cerchio si chiude così come si era aperto. Brava, Mia. Una storia godibile fino alla fine, un intrigo ben architettato. Un sentimento di nostalgia che si avverte tra le righe di questi ultimi atti, come succede quando storie un po’ action, un po’ thriller, diventato umane e prendono forma, una forma sensibile che solo un’autrice sensibile può regalare.
    Spero di rileggerti presto.

    • Ale, sei sempre troppo gentile.
      Mi penderò una pausa, credo anche abbastanza lunga, visto che il mio computer è morto ed è solo grazie alla pazienza della mia coinquilina che ho potuto pubblicare la fine di questa storia. Spero di poter almeno leggere e votare le vostre storie ogni tanto, sempre approfittando della pazienza altrui e se, poi, non leggerai i miei commenti in giro saprai il perché. A presto, Ale e grazie di tutto 😉

  • Ringrazio tutti e mi scuso con voi lettori perché questo finale -e la storia in generale- non è andato esattamente come avevo immaginato. Rileggendola ora mi accorgo di tutti quegli errori stupidi che avrei potuto non fare e di tutte le cose che mancano e che avrei potuto -e voluto- aggiungere. Non ho fatto esattamente del mio meglio ma spero comunque che la storia vi abbia tenuto almeno un po’ di compagnia e ringrazio tutti voi per ogni consiglio, critica, apprezzamento. Grazie davvero di cuore, Mia 🙂

  • Avvenimenti tristi: non essere riuscita a beccarti dall’inizio della storia. Mi farò perdonare con la prossima, prometto!

    Sceglierei aria, ma so cosa vuol dire avere il “panico da pareggio” per questo motivo, scelgo acqua. Davvero una gran bella storia, bella, bella, bella.

      • Bhe, se una storia é bella c’è poco da fare 🙂 comunque non ti preoccupare, anche i siciliani hanno difficoltà a rendere bene quello che hanno intorno, la Sicilia è una terra complessa e te lo dice una Palermitana 😉 comunque non vedo l’ora di leggere la prossima storia! Magari poi da un’occhiata alla mia e mi dici che te ne pare ;D

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