Dove eravamo rimasti?
Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
Il caldo del tardo pomeriggio le stava sciogliendo persino le ossa. Pur essendo arrivata da quasi due settimane, Virginia non era ancora abituata al torrido clima siciliano. Tolto il lucchetto alla sua bicicletta nuova, aprì il cancello.
Da una settimana cercava di integrarsi nel caotico traffico di Palermo con la sua bici, senza grandi successi. Testarda com’era, continuava imperterrita per la sua strada, ignorando i clacson e gli insulti e godendosi il vento tra i capelli nell’afa dei primi giorni d’estate. Stava cominciando anche a orientarsi nella città e quel giorno, per la prima volta, avrebbe raggiunto una meta senza consultare la cartina. Tagliando per i vicoli ed evitando le strade principali, contava di arrivare entro un quarto d’ora.
Alcuni metri più indietro Marco faticava a districarsi tra la folla con la sua vecchia Vespa. Il casco nascondeva la sua inconfondibile chioma bionda ma era meglio tenersi a debita distanza per evitare di essere riconosciuto. I suoi sospetti riguardo a Virginia restavano minimi ma Roy aveva insistito affinché la seguisse e, vista la situazione, non si era opposto, certo di dimostrare l’innocenza della donna.
In Corso Catalafimi si avanzava a passo d’uomo e ben presto Marco rischiò di perdere di vista la bicicletta gialla. Al limite del suo campo visivo la vide rallentare e infine fermarsi di fronte a antico edificio. Quando riconobbe quel palazzo, Marco frenò di colpo, rischiando di farsi investire dall’auto dietro di lui. Restò a guardare, con una sensazione di vuoto allo stomaco, Virginia suonare al campanello e sparire oltre la soglia.
Il cortile del palazzo era molto silenzioso, in pieno contrasto con i forti rumori della strada all’esterno. Sembrava quasi di essere capitati nel chiostro di un convento, con il piccolo giardino sviluppato attorno al grande pozzo e contornato da alte colonne.
La giovane segretaria la condusse oltre un grande portone di ferro battuto e ancora prima che gli occhi si abituassero alla penombra, l’odore della carta stampata invase le sue narici. Migliaia di libri erano riposti ordinatamente in scaffali di legno scuro alti fino al soffitto dell’ampia stanza circolare. Si fermò ad ammirare il soffitto a volta, alto più di tre metri, ma la ragazza si schiarì la voce per attirare la sua attenzione e la condusse oltre una piccola porta ad arco. La seconda stanza era più piccola della prima ma piena anch’essa di scaffali composti da grandi cassetti, su ognuno dei quali vi era una piccola targa di ottone.
“I giornali sono disposti per anno e mese. Non può tirarli fuori dalla pellicola e ne può leggere la prima pagina e l’ultima. Può utilizzare la scala nell’angolo. Io sarò qui fuori. La stanza è video sorvegliata.” Aggiunse scrutandola e uscì ondeggiando la chioma afro legata in un’alta coda.
Trovare l’articolo del quotidiano che Orlando le aveva mostrato sette anni prima fu facile, dal momento che ricordava la data di pubblicazione. Era un trafiletto in prima pagina su una discarica abusiva vicino al litorale più frequentato della città. Avrebbe tanto voluto aprire quel giornale e leggere l’articolo fino in fondo ma non lo fece. Non voleva rischiare di mandare tutto all’aria.
Scovare tracce di altri suoi articoli fu una vera impresa. Dopo due ore di ricerche, partendo a ritroso dai numeri più recenti a quelli più datati, riuscì a trovarne uno risalente a un anno e mezzo prima. A differenza degli altri giornali, tenuti in perfetto ordine tanto da sembrare mai sfogliati, a quest’ultimo era stato strappato un angolo sotto la sezione cronache. Il titolo –Scovato presunto traffico illegale di esseri umani pro…– non era completo e mancava anche parte del sommario –Migranti venduti come schiavi con l’aiuto di poliziotti corr…– ma la firma era ben visibile, appena sopra lo strappo: Orlando Pietra. Nella stanza era calato il buio quasi completo. Annotò mentalmente la data dell’articolo, ripose il giornale con cura nel suo cassetto e si allontanò, con addosso una strana sensazione di disagio.
Tanto era assorta nei suoi pensieri mentre la segretaria la riaccompagnava alla porta che a malapena riuscì a pronunciare un saluto quando lei la congedò. Una volta all’esterno i rumori del traffico la riscossero e sulla strada del ritorno verso casa, non riusciva a credere che l’ultimo articolo reperibile di Orlando fosse stato censurato casualmente. Doveva trovare un altro collezionista e cercare di leggere quell’articolo.
Era in un vicolo deserto e poco illuminato quando una moto nera sbucò dal nulla tagliandole la strada, rischiando di farle perdere l’equilibrio. Quando alzò la testa vide due individui coperti di nero da capo a piedi, scendere dalla sella e si dirigersi verso di lei.
Il panico si insinuò nella sua mente e le impedì di ragionare. Cercò inutilmente di indietreggiare ma cadde a terra, sotto il peso della bicicletta. Così impaurita da non riuscire nemmeno a gridare, chiuse gli occhi e attese, impotente, il suo destino.
Nel prossimo episodio:
- Stazione di polizia, il giorno dopo. Virginia racconta a un poliziotto l'accaduto. (14%)
- Continuiamo con Virginia. (7%)
- Torniamo a Marco, due ore prima. (79%)

26/07/2016 at 16:22
Ciao, ho finito gli ultimi capitoli solo ora ed è stato davvero un bel finale e in generale una bella storia, scritta con chiarezza, sei molto brava spero scriverai ancora 🙂
26/07/2015 at 22:26
Bel finale, si chiude il cerchio e il racconto è finito.
Con un sorriso e una nuova avventura 🙂
06/06/2015 at 11:02
Bella conclusione : “Non avrai creduto che ti lasciassi sola?” 🙂
03/06/2015 at 17:02
Abbiamo chiuso splendidamente il cerchio. Grazie per questa storia . A presto, spero!
03/06/2015 at 00:56
Chiudere con un sorriso. Non potevo chiedere di meglio.
Grazie. Bellissima storia. Bellissimo viaggio.
02/06/2015 at 22:01
Ti ho detto fai quello che ti pare. Errore mio. Del commento a mio nome non mi importa minimamente ma la faccina.
La faccina.
Con rammarico ti perdono (ho trovato le fragole).
Il finale della tua storia mi piace. La chiusura di un cerchio. A me la storia è piaciuta molto. Per quello che vale!
01/06/2015 at 17:05
Tutto è bene ciò che finisce bene mi verrebbe da dire.
Brava Mia, ho letto questo tuo racconto molto volentieri, spero di rifarlo al più presto. A presto 🙂
01/06/2015 at 16:03
Bellissima storia romantica l’inizio si lega alla fine e da quel tocco di classe che a me piace… Gli errori ? Allora grazie alla presbiopia non li ho visti ma io scrivo peggio di te… è una bella storia ricca di emozioni i personaggi sono delineati bene il capitolo finale mi è piaciuto molto. Virginia mi piace è un bel personaggio. Brava. Meglio leggere tutto alla fine che non leggere affatto non trovi ?
01/06/2015 at 14:38
E il cerchio si chiude così come si era aperto. Brava, Mia. Una storia godibile fino alla fine, un intrigo ben architettato. Un sentimento di nostalgia che si avverte tra le righe di questi ultimi atti, come succede quando storie un po’ action, un po’ thriller, diventato umane e prendono forma, una forma sensibile che solo un’autrice sensibile può regalare.
Spero di rileggerti presto.
01/06/2015 at 15:37
Ale, sei sempre troppo gentile.
Mi penderò una pausa, credo anche abbastanza lunga, visto che il mio computer è morto ed è solo grazie alla pazienza della mia coinquilina che ho potuto pubblicare la fine di questa storia. Spero di poter almeno leggere e votare le vostre storie ogni tanto, sempre approfittando della pazienza altrui e se, poi, non leggerai i miei commenti in giro saprai il perché. A presto, Ale e grazie di tutto 😉
01/06/2015 at 12:16
Ringrazio tutti e mi scuso con voi lettori perché questo finale -e la storia in generale- non è andato esattamente come avevo immaginato. Rileggendola ora mi accorgo di tutti quegli errori stupidi che avrei potuto non fare e di tutte le cose che mancano e che avrei potuto -e voluto- aggiungere. Non ho fatto esattamente del mio meglio ma spero comunque che la storia vi abbia tenuto almeno un po’ di compagnia e ringrazio tutti voi per ogni consiglio, critica, apprezzamento. Grazie davvero di cuore, Mia 🙂
28/05/2015 at 07:42
Racconto che avrebbe dovuto avere più attenzione da parte mia dato che è veramente ben scritto. Ma tanto rimane in piattaforma e me lo posso godere tutti e dieci i capitoli…Per adesso frammentato ti voto l’elemento meno votato: terra.
01/06/2015 at 12:24
Grazie Lucia, mi dispiace non aver avuto le tue parole di supporto e consiglio tra i commenti ma apprezzo comunque che tu abbia continuato a ricordarti di me. Spero di rivedere presto la tua gioia e la tua verve nuovamente in azione, un abbraccio 😉
01/06/2015 at 13:20
Ho un poco da fare sto in lotta contro Renzi il DDL, nostro nemico giurato e poi sono in fase seduttiva …. Quindi meno scritti e letture e più attività…… Si spera di fare impazzire qualcuno……
01/06/2015 at 13:51
Uuuuuh, tutta roba scottante allora XD Meglio così, ogni tanto bisogna focalizzarsi di più sulla realtà e lasciare da parte i nostri mondi di carta 😉
01/06/2015 at 14:11
Ho aperto un parco uomini ma che parco uomini che è uno “scasso”! …..
Me li sto baccagliando un pò vediamo chi resiste …..
01/06/2015 at 15:40
Ehehe Lucia! Fai faville, brava 😀
01/06/2015 at 15:44
Mi sono accorta che oltre ad averle “rubato” il computer le ho rubato anche l’account. Sono certa però che l’unica, la prima e l’ultima cosa che rammaricherà Trix sarà l’uso della faccina -non le sopporta ehehe- 😀
27/05/2015 at 21:32
Ma aspe’!! tu sei sicula!! 😀
27/05/2015 at 21:30
Avvenimenti tristi: non essere riuscita a beccarti dall’inizio della storia. Mi farò perdonare con la prossima, prometto!
Sceglierei aria, ma so cosa vuol dire avere il “panico da pareggio” per questo motivo, scelgo acqua. Davvero una gran bella storia, bella, bella, bella.
01/06/2015 at 12:20
Ti ringrazio molto Moscerina, mi fa comunque piacere che tu abbia letto tutto a storia praticamente conclusa!
Fan fact: non sono sicula e non sono nemmeno mai stata a Palermo, forse è per questo che non ho saputo rendere pienamente tutti i suoi colori e i suoi sapori :\
01/06/2015 at 14:38
Bhe, se una storia é bella c’è poco da fare 🙂 comunque non ti preoccupare, anche i siciliani hanno difficoltà a rendere bene quello che hanno intorno, la Sicilia è una terra complessa e te lo dice una Palermitana 😉 comunque non vedo l’ora di leggere la prossima storia! Magari poi da un’occhiata alla mia e mi dici che te ne pare ;D
27/05/2015 at 09:34
assolutamente terra.
27/05/2015 at 09:37
Gran bella lotta tra terra e acqua, qui. Grazie Guy!
26/05/2015 at 14:09
Terra.
Brava.
Non potevo permettere che scrivessi il finale senza aver letto il penultimo capitolo 🙂
27/05/2015 at 09:16
Ciao Thommy, grazie di essere passato, è un piacere averti qui. 🙂
24/05/2015 at 11:35
Ciao 🙂 Ho letto diversi capitoli tutti insieme e ti devo fare davvero i complimenti. La scrittura è molto fluida e chiara e le scene hanno sentimento. E poi il vero colpo di scena è stato che Marco fa parte della polizia. Aspetto il finale, terra
27/05/2015 at 09:14
Grazie mille, Giulia, spero di pubblicare presto il finale e di trovarti qui e soprattutto di trovare un nuovo capitolo della tua storia! a presto 😉
23/05/2015 at 21:49
Acqua. Vita e morte insieme.
27/05/2015 at 09:12
Ben detto, istinto. Grazie di essere passato! 😉
22/05/2015 at 23:26
Io sono una creatura acquatica. Mi chiedi di scegliere tra il sentimento e….tutto il resto.
Che acqua sia. Siamo al gran finale. Stupiscimi ! 🙂
27/05/2015 at 09:10
Ci provo a stupirti mago, ma ti pare una cosa semplice stupire un mago, che con lo stupore si guadagna da vivere? 😉
28/05/2015 at 03:00
Qui sta il bello 😛