Martina in Sacherland

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà in casa nel corso della giornata? Uno strano fenomeno inizia a verificarsi in casa. (60%)

Mary, l’ “uomo” di casa

Le ragazze non reagirono inizialmente alla sveglia che con qualche grugnito. “Bene”, pensò Martina, “ho qualcos’altro da fare prima che si sveglino.” Doveva liberarsi della quantità spropositata di dolci che aveva ingerito poco prima: non poteva mica ingrassare. E doveva farlo subito, prima che la più iperattiva delle ragazze scendesse in refettorio, altrimenti sarebbe stata scoperta. Scese le scale, attraversò il refettorio e la cucina e aprì la porta che dava sul retro della casa. 

il buio la inghiottì. 

Non era ancora l’alba: le tenebre amiche favorivano Martina che attraversò a tastoni l’ampio giardino, prima che i suoi occhi si abituassero al buio e potessero scorgere qualcosa in penombra. Si girò indietro per assicurarsi di non essere seguita, poi passò sotto la recinzione che segnava il confine fra la loro proprietà e quella del vicino e si nascose dietro al magazzino degli attrezzi da orto. Lì, con una consumata abilità, si liberò di quello che aveva mangiato e si sentì subito sollevata. 

Ma ben presto al sollievo seguirono il disgusto per il sapore acido che aveva in bocca, e il noto, insopportabile bruciore alla gola. “Che schifo!” disse a sé stessa. Non pensava mai al “dopo”: lo faceva e basta, questo la faceva stare bene e le dava la sensazione di avere il controllo sul suo corpo. Ma poi, al ribrezzo fisico si aggiungeva un ulteriore senso di colpa. Una voce dentro di sé aveva più di una cosa da rimproverarle. 

Martina prontamente la schiacciò. Bisognava agire di nuovo: doveva rientrare senza essere vista. Attraversò di corsa il giardino tenendo d’occhio le finestre e si appostò dietro un cespuglio. “Mi sembra che non ci sia nessuno. Ora o mai più!” Con un balzo afferrò la maniglia della porta. Un bagliore di luce la accecò: le dispensiera era entrata in cucina. Martina si voltò e afferrò da terra un secchio e uno straccio per il pavimento. 

-“Marty! Cosa ci fai là fuori?” 

-“Volevo…ehm…ritirare lo straccio per il pavimento che hanno messo fuori ieri sera.” 

-“Mi hai quasi fatto prendere un infarto! Dài, entra.”

Anna, la dispensiera, era una ragazza molto buona ma ingenua, difatti non sospettò nulla. 

“Uff, l’ho scampata bella…” Martina corse di sopra a lavarsi i denti, poi scese per servire la colazione alle ragazze.

Dopo aver mangiato, le ragazze, divise in coppie, si avviarono ciascuna alle mansioni loro affidate: due facevano le pulizie, due andavano a lavorare in orto, due si occupavano della cucina, due facevano la lavanderia e così via.

-“Martina, non lavare le tazze: vai in macchina a fare le commissioni. C’è un po’ di roba da comprare in città” disse Greta, la responsabile. “Andrai con Angelica.”

“Che culo!” pensò Martina. Amava guidare e finalmente poteva mettere il naso fuori da quel buco: non ne poteva più. E con Angelica si trovava bene. Non se lo fece dire due volte: ricevute chiavi e patente, ingranò la marcia e partì a tutto gas con la sua amica verso la città.

Nel frattempo Mary, la tuttofare della casa, aveva notato qualcosa di strano. In un bagno al piano di sopra c’era un lavandino intasato: l’acqua ristagnava rifiutandosi di scendere. Eppure, poco tempo fa, funzionava…Si munì di secchio e stracci e iniziò a svitare il tubo. 

Mary era una ragazza molto concreta. Aveva un dono particolare per i lavori tecnici, scomodi, che richiedevano particolare forza fisica, così queste incombenze toccavano sempre a lei. Ma non le dispiaceva affatto, anzi: ne era contenta. Si sentiva utile. E poi, se l’avessero messa dietro una macchina da cucire o a dipingere portachiavi, avrebbe sclerato o rotto la macchina o sarebbe morta di noia.

Quando Mary svitò il tubo, quello che ne uscì era una poltiglia densa, molle e appiccicosa. “Cibo. Qualcuno si è liberato della colazione, sicuro. Qualcuno che sta male, ma fa finta di niente e non chiede aiuto.” Era mortificata: le dispiaceva quando capitavano queste cose, ma doveva dirlo alla responsabile. Scese al piano di sotto a cercare Greta.

La responsabile intanto era andata in dispensa a preparare un vassoio per alcuni ospiti che dovevano venire in mattinata. “Accidenti, avrei detto che ci fossero più gianduiotti: ce li avevano appena mandati…”, pensava. Posò il sacchetto e lo fissò con aria meditabonda.

-“Greta, ti ho cercata dappertutto, devo dirti una cosa…” 

Al racconto di Mary la fronte della responsabile si corrugò e divenne accigliata. “Qualcuno ci sta nascondendo molte cose.”

-“Mary, ho un incarico piuttosto scomodo per te.”

-“Cosa?”

-“C’è un lavoro che nessuno vorrebbe fare, ma è urgente e necessario, e tu sei la persona giusta.”

-“Dimmi.”

-“Mary…dovresti svuotare la fossa biologica.”

-“Ehm…davvero?”

-“Sono giorni che manda una puzza terribile: penso che ormai abbia capito anche tu il perché. Chiàmami quando la apri: io sono qui in dispensa.”

Mary si allontanò con riluttanza, ma si accinse obbediente al lavoro.

La responsabile, intanto, prese un pezzo di carta e iniziò a contare il numero dei dolci, uno per uno. 

“Questa volta non la passa liscia.” 

Cosa accadrà quando Martina tornerà dalle commissioni?

  • Degli strani ospiti vengono a visitare la comunità (0%)
    0
  • Martina sarà sospettata e tenuta d'occhio, fino alla prossima occasione (100%)
    100
  • Martina sarà ritenuta colpevole della faccenda del lavandino (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

121 Commenti

  1. Un epilogo giusto. Né favolistico né rigido, ma equo. la situazione era giusto si concludesse con con una buona dose di solidarietà che sopperisse alle mancanze covate da Martina per lungo tempo. Che fosse scagionata poteva essere ovvio, ma si affacciasse a uno specchio dopo una capatina in pastecceria per poi dire a se stessa che la battaglia sarà lunga ma non impossibile, è la cosa più giusta che tu potessi immaginare. Un messaggio importante e ben dato, complimenti.

  2. Mi sa che ti ho pareggiato due opzioni…. ho votato per trovare la colpevole, da un lato perchè le altre mi sembravano un pò troppo frettolose (uscire dalla comunità così all’improvviso non mi sembra nè semplice nè giusto – l’altra perchè un pò troppo fiabesca 🙂 )dall’altra perchè desidero chesia fatta giustizia!
    Comunque mi compkimento ancora per l’idea, decisamente originale l’approccio… e anche comico, la costellazione del pentolino… ahahahahahah ma come ti è venta in mente???? Geniale! 😉

  3. Molto interessante la vita parallela: quella in cui si rischia di affogare nella panna montata ma ci si diverte, si è spenzierati, rispetto invece a quella di sempre in cui lei non vuole essolutamente ornare… c’è sempre psicologia nelle sequenze che racconti, brava.

    E, dato che ci avviamo al gran finale, direi che i suoi nuovi amici manterranno la promessa 😉

  4. Ciao, sia questo episodio che il precedente (l’avevo perso) sono carinissimi!
    L’ultima parte di questo episodio mi ha fatto tornare alla mente una frase di Seneca che amo moltissimo: “E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto il quale vivi”.
    Per quanto riguarda il finale, io unirei le prime due opzioni: prima viene fuori la vera colpevole, poi Martina potrà tornare alla sua vita. Comunque ho votato la prima.
    🙂

  5. Perché l’opzione rivela che ci saranno altre rivelazioni, ho scelto il falò.
    Anche se, a rigor di logica, se gli inservienti stanno togliendo i tavoli la festa dovrebbe svolgersi nel locale. Non riesco a immaginarmi un falò nel locale, piuttosto i immagino il locale ridotto a un falò. Scherzo. 🙂

  6. Mi ispirano falò e rivelazioni…
    Devo dirti che ho trovato in alcuni passaggi di questo episodio un po’ di ridondanza, di tematiche trattate in modo un po’ didascalico. Cose dette che potevano essere mostrate in modo più sottile e meno esplicito, voglio dire. Però mi è piaciuto 😉

  7. I disturbi alimentari sono un tema difficile e sofferto, una vera e propria malattia (anche se in troppi non la riconoscono come tale, c’e’ un’ignoranza generale in merito), che per essere sanata richiede grandi sforzi.
    Faccio il tifo per Martina! 🙂

  8. Voto per il gruppo di condivisione.
    La tua storia mia piace. L’unico dubbio è su come riuscirai a raccontare il cambiamento in Martina nei soli tre episodi che ti sono rimasti. Perché leggendo la trama, viene la speranza che la tua protagonista guarisca.
    Comunque, ti seguo. 😉

  9. Disco.party.
    Episodio geniale.
    Per come la vedo io è una metafora. Niente può andare peggio di così… ma poi anche un ortaggio diventa suo amico…. trovo un sottotesto incredibile e spero di non sbagliarmi. Ce lo faremo sapere… 😉

  10. Questo episodio mi ha ricordato la scena in cui Alice vede il Bianconiglio e lo segue fino al Paese delle Meraviglie. Mi pare ovvio che anche in questo caso sia un sogno. Per quanto riguarda le opzioni, mi piacciono sia quella del Pomodoro che quella del disco-party, ma voto per il Pomodoro!! 😀

  11. Ciao, Mary.
    Scusami, ci ho messo un po’ per finire di leggere tutta la storia. Fa riflettere, è molto profonda, ci si ferma a pensare spesso, non è che scorre come niente. Mi piace l’approccio tematico, trovo anche equilibrata la nota drammatica, né troppo scevra, né troppo austera. Sempre misurata per essere credibile e al contempo sensibile. Complimenti fin qui.
    Seguo 😉

    Panico. Fuga…

  12. Complimenti per il coraggio! Hai scelto un tema delicato e difficile da trattare in modo originale, eppure ci stai riuscendo bene. Mi hai fatto appassionare al destino di queste ragazze e vorrei arrivare subito in fondo per sapere cosa succede a tutte loro. Il titolo, poi, è eccezionale! Lavora molto sui tuoi personaggi. Quando ce ne sono molti, il rischio è si appiattiscano e perdano la loro unicità. Fai in modo che questo non accada. Continua così!

    • Grazie! E’ vero, è un tema delicato e difficile da affrontare: quasi un “tabù” per la nostra società moderna.
      Dopo i primi episodi a carattere “drammatico”, cercherò nei prossimi di sdrammatizzare, anche per dimostrare che non si tratta di un “tabù”: se ne può parlare, purché si affronti l’argomento con rispetto.
      Grazie per l’attenzione e per i consigli!

  13. Potrei votare per il viaggio nella fossa biologia e far trovare a Mary il corpo senza vita di Ivonne, ma questa storia non è un horror (purtroppo :D).
    Opterò per la prima opzione, con la seguente sfumatura: le ragazze si divideranno in “festeggiatrici” e “moraliste”. Lascio a voi capire i punti di vista di queste due fazioni.

    • Eh, eh! Che fantasia! Già, il genere di questo racconto non è “horror”, ma potrebbe essere lo spunto per un racconto successivo!
      Ho provato a mettere insieme le due opzioni: le ragazze che si prendono qualche libertà e Mary che apre la fossa biologica. Purtroppo non c’era abbastanza spazio per sviluppare una situazione di anarchia in assenza della responsabile: non avevo più caratteri. Pazienza! Ho fatto del mio meglio.
      Buona lettura 🙂

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi