Martina in Sacherland

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà dopo? Una ragazza scappa dalla comunità. (100%)

Ivonne, la malata immaginaria

Tutte le ragazze della casa erano mobilitate a servire gli ospiti, che si accalcarono voraci intorno al buffet al termine della testimonianza. Le ragazze, come api operose, facevano la spola tra la cucina e i tavoli in giardino per riempire i vassoi, man mano che venivano svuotati, delle leccornie che la cuoca tirava fuori dal forno: pizzette, dolci, torte salate… 

Angelica venne placcata da un’insegnante che voleva sapere tutto sulla comunità; dato che non poteva rifiutarsi, si armò di pazienza per rispondere alle domande e intanto con la coda dell’occhio notò che la sua amica Martina si stava allontanando.

-Dove vai, Marty?

-Sto andando in cucina: mi hanno chiesto di aiutare a trasportare i vassoi.

-Okay…- rispose Angelica senza convinzione, preoccupata perché così non avrebbe più potuto tenerla d’occhio.

-Vi alzate proprio tutte le mattine alle 6? – incalzò l’insegnante, che non le lasciava un attimo di tregua.

-Sì, signora, tutte le mattine. Solo la domenica ci alziamo un po’ più tardi.

-E lavorate tutto il giorno?

-Mediamente otto ore al giorno, come fuori.

-E non potete scegliere il lavoro che vi piace di più?

-No, signora, dobbiamo attenerci alle istruzioni che ci vengono assegnate: non possiamo scegliere quello che più ci fa comodo, altrimenti la terapia non serve…

Angelica intanto si girava nervosamente verso la cucina, per cercare di intravedere Martina.

-Non potete telefonare alle vostre famiglie o alle persone fuori?

-No, signora: se facessimo così, ognuno vorrebbe telefonare sempre e a chiunque. Per le famiglie ci sono periodicamente degli incontri.

-Oh, mio Dio, che durezza! Mi sembra un lager!

-Ma no, signora, non la veda così! Un periodo di distacco è necessario: molte di noi avevano conoscenze tutt’altro che buone, fuori…

Angelica non ce la faceva più: mentre una parte del suo cervello formulava frasi, un’altra parte cercava una scusa plausibile per troncare quella conversazione.

-Mi scusi, mi stanno chiamando dalla cucina! Ma se ha bisogno di qualche altra informazione, può trovare tutto sul nostro sito internet!

Angelica si allontanò in fretta prima che l’insegnante, rimasta a bocca aperta, potesse replicare. Mentre si dirigeva ansiosamente verso la cucina, ne uscì Martina con un grande vassoio di pizzette in mano. Angelica fu sollevata al vederla.

-Angy, vai anche tu in cucina! C’è un sacco di roba da prendere! – disse Martina.

-Okay, tu aspettami però! – disse Angelica, che non voleva perderla di nuovo.

-Perché? Hai paura che scappi? – disse Martina con un sorriso ironico.

-No, no…è solo che non voglio andare da sola.

-Va bene, sbrigati però!

Mentre le ragazze erano affaccendate, la responsabile era salita al piano di sopra per andare in bagno. Grande fu il suo disappunto quando, nell’aprire la porta, il suo sguardo si posò sul gabinetto. Era tutto coperto di schizzi, da cima a fondo: non solo l’asse, ma anche il pavimento e persino le piastrelle più in basso sulle pareti. Era chiaro che non poteva essere stato uno degli ospiti: non li facevano mai salire al piano superiore.

-No, basta, non se ne può più – pensò Greta. -Mary! Vieni subito qui! – gridò dalle scale.

Mary comparve in due secondi.

-Mi hai chiamata? Di cosa hai bisogno?

-Vieni a vedere!

Dopo aver mostrato a Mary la spiacevole scoperta, Greta disse:

-Non ne posso più di questa situazione! Non possiamo andare avanti così. Stasera farò una bella ramanzina alle ragazze e tutta la casa prenderà una rinuncia collettiva finché non verrà fuori chi è stato. E tu, appena se ne andranno gli ospiti, vai subito ad aprire quella cavolo di fossa biologica!

Mary deglutì. 

-Sì, capo.

-E non chiamarmi ‘capo’! Non prendermi in giro!

-Scusa…

Mary si avviò a testa bassa. 

Intanto la scolaresca, dopo aver saccheggiato il buffet come un esercito di cavallette, si avviò finalmente verso il pullman, che partì con grande sollievo delle ragazze. Guardando intorno, la scena era desolante: rifiuti per terra ovunque, stoviglie sporche…per non parlare della cucina: sembrava che fosse scoppiata una bomba.

-Mi sa che avremo da fare questo pomeriggio! – disse Angelica.

-Già, non vedo l’ora di fare le pulizie generali – rispose ironicamente Martina, già stanca per la mancanza di ore di sonno. 

In quel momento Clara attraversò il giardino di corsa:

-Ivonne è sparita!

-Cosa?

-Era in stanza, ma adesso non c’è più! È scappata dalla finestra!

Ivonne era la malata immaginaria. Cercava sempre di convincere le altre che non stava bene, accusando forti dolori per potersi rintanare qualche mezz’ora in più a letto. Quel pomeriggio aveva accusato un fortissimo mal di testa convincendo la responsabile a concederle un po’ di riposo e Clara, la ragazza che doveva stare con lei, si era allontanata un attimo dalla stanza. In quell’attimo Ivonne aveva aperto la finestra al pianterreno e aveva iniziato a correre.

-Cavolo. Ci mancava solo più questa. Clara, vieni con me, dobbiamo andare a cercarla – disse Greta, esasperata, saltando in macchina.

La Panda fece una sgommata e si allontanò alzando una nuvola di polvere.

Cosa succederà nel prossimo episodio?

  • Mary apre la fossa biologica e trova... (50%)
    50
  • La responsabile torna e riesce a incastrare Martina. (0%)
    0
  • 'Quando il gatto non c'è, i topi ballano.' (50%)
    50
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121 Commenti

  1. Un epilogo giusto. Né favolistico né rigido, ma equo. la situazione era giusto si concludesse con con una buona dose di solidarietà che sopperisse alle mancanze covate da Martina per lungo tempo. Che fosse scagionata poteva essere ovvio, ma si affacciasse a uno specchio dopo una capatina in pastecceria per poi dire a se stessa che la battaglia sarà lunga ma non impossibile, è la cosa più giusta che tu potessi immaginare. Un messaggio importante e ben dato, complimenti.

  2. Mi sa che ti ho pareggiato due opzioni…. ho votato per trovare la colpevole, da un lato perchè le altre mi sembravano un pò troppo frettolose (uscire dalla comunità così all’improvviso non mi sembra nè semplice nè giusto – l’altra perchè un pò troppo fiabesca 🙂 )dall’altra perchè desidero chesia fatta giustizia!
    Comunque mi compkimento ancora per l’idea, decisamente originale l’approccio… e anche comico, la costellazione del pentolino… ahahahahahah ma come ti è venta in mente???? Geniale! 😉

  3. Molto interessante la vita parallela: quella in cui si rischia di affogare nella panna montata ma ci si diverte, si è spenzierati, rispetto invece a quella di sempre in cui lei non vuole essolutamente ornare… c’è sempre psicologia nelle sequenze che racconti, brava.

    E, dato che ci avviamo al gran finale, direi che i suoi nuovi amici manterranno la promessa 😉

  4. Ciao, sia questo episodio che il precedente (l’avevo perso) sono carinissimi!
    L’ultima parte di questo episodio mi ha fatto tornare alla mente una frase di Seneca che amo moltissimo: “E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto il quale vivi”.
    Per quanto riguarda il finale, io unirei le prime due opzioni: prima viene fuori la vera colpevole, poi Martina potrà tornare alla sua vita. Comunque ho votato la prima.
    🙂

  5. Perché l’opzione rivela che ci saranno altre rivelazioni, ho scelto il falò.
    Anche se, a rigor di logica, se gli inservienti stanno togliendo i tavoli la festa dovrebbe svolgersi nel locale. Non riesco a immaginarmi un falò nel locale, piuttosto i immagino il locale ridotto a un falò. Scherzo. 🙂

  6. Mi ispirano falò e rivelazioni…
    Devo dirti che ho trovato in alcuni passaggi di questo episodio un po’ di ridondanza, di tematiche trattate in modo un po’ didascalico. Cose dette che potevano essere mostrate in modo più sottile e meno esplicito, voglio dire. Però mi è piaciuto 😉

  7. I disturbi alimentari sono un tema difficile e sofferto, una vera e propria malattia (anche se in troppi non la riconoscono come tale, c’e’ un’ignoranza generale in merito), che per essere sanata richiede grandi sforzi.
    Faccio il tifo per Martina! 🙂

  8. Voto per il gruppo di condivisione.
    La tua storia mia piace. L’unico dubbio è su come riuscirai a raccontare il cambiamento in Martina nei soli tre episodi che ti sono rimasti. Perché leggendo la trama, viene la speranza che la tua protagonista guarisca.
    Comunque, ti seguo. 😉

  9. Disco.party.
    Episodio geniale.
    Per come la vedo io è una metafora. Niente può andare peggio di così… ma poi anche un ortaggio diventa suo amico…. trovo un sottotesto incredibile e spero di non sbagliarmi. Ce lo faremo sapere… 😉

  10. Questo episodio mi ha ricordato la scena in cui Alice vede il Bianconiglio e lo segue fino al Paese delle Meraviglie. Mi pare ovvio che anche in questo caso sia un sogno. Per quanto riguarda le opzioni, mi piacciono sia quella del Pomodoro che quella del disco-party, ma voto per il Pomodoro!! 😀

  11. Ciao, Mary.
    Scusami, ci ho messo un po’ per finire di leggere tutta la storia. Fa riflettere, è molto profonda, ci si ferma a pensare spesso, non è che scorre come niente. Mi piace l’approccio tematico, trovo anche equilibrata la nota drammatica, né troppo scevra, né troppo austera. Sempre misurata per essere credibile e al contempo sensibile. Complimenti fin qui.
    Seguo 😉

    Panico. Fuga…

  12. Complimenti per il coraggio! Hai scelto un tema delicato e difficile da trattare in modo originale, eppure ci stai riuscendo bene. Mi hai fatto appassionare al destino di queste ragazze e vorrei arrivare subito in fondo per sapere cosa succede a tutte loro. Il titolo, poi, è eccezionale! Lavora molto sui tuoi personaggi. Quando ce ne sono molti, il rischio è si appiattiscano e perdano la loro unicità. Fai in modo che questo non accada. Continua così!

    • Grazie! E’ vero, è un tema delicato e difficile da affrontare: quasi un “tabù” per la nostra società moderna.
      Dopo i primi episodi a carattere “drammatico”, cercherò nei prossimi di sdrammatizzare, anche per dimostrare che non si tratta di un “tabù”: se ne può parlare, purché si affronti l’argomento con rispetto.
      Grazie per l’attenzione e per i consigli!

  13. Potrei votare per il viaggio nella fossa biologia e far trovare a Mary il corpo senza vita di Ivonne, ma questa storia non è un horror (purtroppo :D).
    Opterò per la prima opzione, con la seguente sfumatura: le ragazze si divideranno in “festeggiatrici” e “moraliste”. Lascio a voi capire i punti di vista di queste due fazioni.

    • Eh, eh! Che fantasia! Già, il genere di questo racconto non è “horror”, ma potrebbe essere lo spunto per un racconto successivo!
      Ho provato a mettere insieme le due opzioni: le ragazze che si prendono qualche libertà e Mary che apre la fossa biologica. Purtroppo non c’era abbastanza spazio per sviluppare una situazione di anarchia in assenza della responsabile: non avevo più caratteri. Pazienza! Ho fatto del mio meglio.
      Buona lettura 🙂

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