Martina in Sacherland

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà quando Martina tornerà dalle commissioni? Martina sarà sospettata e tenuta d'occhio, fino alla prossima occasione (100%)

Imprevisti

La Panda guidata da Martina sfrecciava a tutta velocità verso la fattoria, dove dovevano ritirare il latte. 

-Tu che musica ascoltavi fuori, prima di entrare in comunità? – chiese Angelica.

-Rock. Heavy Metal – rispose Martina, senza staccare gli occhi dalla strada.

-Sì, anch’io! Master of puppets! I’m your source of self-destructiooon!

-Dài, piàntala! – disse Martina, ridendo. – Però ascoltavo anche musica reggae. E amavo David Bowie.

Ch-ch-ch-ch-ch-chan-ges! -iniziò a cantare Angelica, sull’onda dell’entusiasmo.

-Insomma, mi sembra proprio di avere una radio in macchina! 

In effetti, l’autoradio non ce l’avevano perché in comunità non si poteva ascoltare, così giocavano a pescare dalla loro memoria i brani che si ricordavano e a cantarli dal vivo.

-A me piacevano i Beatles – disse Angelica. –Help! I need somebody, help! Not just anybody, help! You know, I need someone…

He-e-eeelp! -gridarono all’unisono le ragazze e poi scoppiarono a ridere.

-Già, proprio così – sospirò Martina, con un’ombra di malinconia.

-Vedo che fai un po’ fatica in questo periodo, Marty.

-Mmm…sì, è vero. Non sono in gran forma. Però vado avanti.

La Panda sterzò sul vialetto che conduceva alla fattoria. Il fattore venne loro incontro con un grosso bidone di latte, che le ragazze incastrarono dietro il sedile anteriore prima di avviarsi.

-Abbiamo altre commissioni da fare?

-No purtroppo, per oggi solo questa.

-Che sfiga!

-Bé, sarà per un’altra volta.

-Marty, posso chiederti una cosa?

-Cosa?

-È da tanto che ce li hai?

-Cosa?

-I problemi col cibo. Se posso chiederti…

-Be’, non mi piace parlarne.

-Scusa.

-Però sì, diciamo dall’adolescenza. Ma ancora di più quando, a vent’anni, sono andata a vivere da sola. Lì nessuno poteva controllarmi.

Martina sembrava in vena di aprirsi.

-A lavoro facevo il part-time. Quando arrivavo per pranzo, dicevo che avevo già mangiato a casa, ma non era vero. Quando arrivavo a casa alla sera, facevo finta di avere mangiato a lavoro. Le uniche cose che mi concedevo erano una fetta di pane nero e uno yogurt che non sapeva di niente. Una vera schifezza.

-Come facevi a resistere?

-Mah, non so…volevo fare così. Non mi volevo bene. La mia più grande conquista era quando riuscivo ad andare a letto a digiuno ignorando i crampi per la fame. E risvegliarmi al mattino, guardarmi allo specchio e vedere la pancia completamente piatta.

-Cavoli.

-Però occasionalmente, quando non ce la facevo più, mi ammazzavo di dolci. Poi vomitavo.

-Oh. Scusami per averti fatto parlare di questo…

-Ma no, non importa. Se non avessi voluto, non te ne avrei parlato. E poi, fa bene ogni tanto liberarsi di queste cose, non tenersi tutto dentro.

-Guarda Marty, un pullman ha parcheggiato proprio vicino a casa nostra!

-Oddio, non mi dire che è un pullman di turisti.

-Temo proprio di sì, e a giudicare da come si stanno sbracciando le ragazze, penso che vogliano proprio noi.

Infatti come ebbero parcheggiato la macchina si avvicinò la responsabile, che disse:

-È arrivata una scolaresca di pre-adolescenti a visitare la nostra comunità: ci vuole qualcuno che faccia una testimonianza. Tu, Martina, parlerai un po’ della tua vita e tu, Angelica, spiegherai il programma della nostra comunità.

Martina sbiancò.

-D’accordo? Dovete andare subito, vi stanno già aspettando. Angelica, vieni un attimo con me.

Greta prese Angelica da parte. 

-Ti ho messa in coppia con Martina perché ho l’impressione che ci stia nascondendo qualcosa. Devi tenerla d’occhio. Ti spiegherò meglio dopo, adesso non c’è tempo. Vai, mi fido di te!

Angelica deglutì. 

-Okay, farò del mio meglio… 

Angelica faticava ad accettare l’idea che la sua amica avesse una maschera e stesse in qualche modo facendo il doppio gioco. Ad ogni modo non c’era tempo per pensare. Si avviò verso il gazebo dove era seduta una scolaresca di dodicenni e si avvicinò all’amica, che aveva già preso il microfono e stava iniziando a parlare.

-Ciao a tutti, mi chiamo Martina, ho 24 anni…- Deglutì. Voleva sprofondare. Non era dell’animo giusto.  

-Ho avuto problemi col cibo e anche problemi di droga…

L’uditorio si fece particolarmente attento.

-Ho provato un po’ di tutto: le prime colle, poi spinelli, cocaina…non mi sono messa limiti: volevo arrivare fino in fondo, fino all’eroina.

Qualcuno del pubblico sgranò gli occhi.

-Ero ribelle, non ascoltavo i miei genitori e non me ne fregava niente della mia vita: volevo distruggermi e basta.

Il pubblico ascoltava sempre più attentamente.

-Un paio di volte ho provato a schiantarmi con la macchina…bé, avevo anche bevuto. Troppa vodka quella sera, sì. E qualche tequila, magari. Ma è andata bene e non ci sono riuscita. Poi c’era anche quella volta che…

Angelica pestò un piede a Martina, che premette le labbra per soffocare un urlo di dolore.

-Ehm, volevo dire…che in comunità ho finalmente trovato la gioia di vivere! – e passò il microfono all’amica.

Le altre ragazze della casa intanto erano affaccendate a preparare un buffet per gli ospiti. Troppo affaccendate per rendersi conto che qualcosa – o qualcuno – stava sfuggendo loro di mano.

Cosa succederà dopo?

  • Una ragazza scappa dalla comunità. (100%)
    100
  • Durante il buffet, qualcuno approfitta della confusione... (0%)
    0
  • La fossa biologica esplode. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

121 Commenti

  1. Un epilogo giusto. Né favolistico né rigido, ma equo. la situazione era giusto si concludesse con con una buona dose di solidarietà che sopperisse alle mancanze covate da Martina per lungo tempo. Che fosse scagionata poteva essere ovvio, ma si affacciasse a uno specchio dopo una capatina in pastecceria per poi dire a se stessa che la battaglia sarà lunga ma non impossibile, è la cosa più giusta che tu potessi immaginare. Un messaggio importante e ben dato, complimenti.

  2. Mi sa che ti ho pareggiato due opzioni…. ho votato per trovare la colpevole, da un lato perchè le altre mi sembravano un pò troppo frettolose (uscire dalla comunità così all’improvviso non mi sembra nè semplice nè giusto – l’altra perchè un pò troppo fiabesca 🙂 )dall’altra perchè desidero chesia fatta giustizia!
    Comunque mi compkimento ancora per l’idea, decisamente originale l’approccio… e anche comico, la costellazione del pentolino… ahahahahahah ma come ti è venta in mente???? Geniale! 😉

  3. Molto interessante la vita parallela: quella in cui si rischia di affogare nella panna montata ma ci si diverte, si è spenzierati, rispetto invece a quella di sempre in cui lei non vuole essolutamente ornare… c’è sempre psicologia nelle sequenze che racconti, brava.

    E, dato che ci avviamo al gran finale, direi che i suoi nuovi amici manterranno la promessa 😉

  4. Ciao, sia questo episodio che il precedente (l’avevo perso) sono carinissimi!
    L’ultima parte di questo episodio mi ha fatto tornare alla mente una frase di Seneca che amo moltissimo: “E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto il quale vivi”.
    Per quanto riguarda il finale, io unirei le prime due opzioni: prima viene fuori la vera colpevole, poi Martina potrà tornare alla sua vita. Comunque ho votato la prima.
    🙂

  5. Perché l’opzione rivela che ci saranno altre rivelazioni, ho scelto il falò.
    Anche se, a rigor di logica, se gli inservienti stanno togliendo i tavoli la festa dovrebbe svolgersi nel locale. Non riesco a immaginarmi un falò nel locale, piuttosto i immagino il locale ridotto a un falò. Scherzo. 🙂

  6. Mi ispirano falò e rivelazioni…
    Devo dirti che ho trovato in alcuni passaggi di questo episodio un po’ di ridondanza, di tematiche trattate in modo un po’ didascalico. Cose dette che potevano essere mostrate in modo più sottile e meno esplicito, voglio dire. Però mi è piaciuto 😉

  7. I disturbi alimentari sono un tema difficile e sofferto, una vera e propria malattia (anche se in troppi non la riconoscono come tale, c’e’ un’ignoranza generale in merito), che per essere sanata richiede grandi sforzi.
    Faccio il tifo per Martina! 🙂

  8. Voto per il gruppo di condivisione.
    La tua storia mia piace. L’unico dubbio è su come riuscirai a raccontare il cambiamento in Martina nei soli tre episodi che ti sono rimasti. Perché leggendo la trama, viene la speranza che la tua protagonista guarisca.
    Comunque, ti seguo. 😉

  9. Disco.party.
    Episodio geniale.
    Per come la vedo io è una metafora. Niente può andare peggio di così… ma poi anche un ortaggio diventa suo amico…. trovo un sottotesto incredibile e spero di non sbagliarmi. Ce lo faremo sapere… 😉

  10. Questo episodio mi ha ricordato la scena in cui Alice vede il Bianconiglio e lo segue fino al Paese delle Meraviglie. Mi pare ovvio che anche in questo caso sia un sogno. Per quanto riguarda le opzioni, mi piacciono sia quella del Pomodoro che quella del disco-party, ma voto per il Pomodoro!! 😀

  11. Ciao, Mary.
    Scusami, ci ho messo un po’ per finire di leggere tutta la storia. Fa riflettere, è molto profonda, ci si ferma a pensare spesso, non è che scorre come niente. Mi piace l’approccio tematico, trovo anche equilibrata la nota drammatica, né troppo scevra, né troppo austera. Sempre misurata per essere credibile e al contempo sensibile. Complimenti fin qui.
    Seguo 😉

    Panico. Fuga…

  12. Complimenti per il coraggio! Hai scelto un tema delicato e difficile da trattare in modo originale, eppure ci stai riuscendo bene. Mi hai fatto appassionare al destino di queste ragazze e vorrei arrivare subito in fondo per sapere cosa succede a tutte loro. Il titolo, poi, è eccezionale! Lavora molto sui tuoi personaggi. Quando ce ne sono molti, il rischio è si appiattiscano e perdano la loro unicità. Fai in modo che questo non accada. Continua così!

    • Grazie! E’ vero, è un tema delicato e difficile da affrontare: quasi un “tabù” per la nostra società moderna.
      Dopo i primi episodi a carattere “drammatico”, cercherò nei prossimi di sdrammatizzare, anche per dimostrare che non si tratta di un “tabù”: se ne può parlare, purché si affronti l’argomento con rispetto.
      Grazie per l’attenzione e per i consigli!

  13. Potrei votare per il viaggio nella fossa biologia e far trovare a Mary il corpo senza vita di Ivonne, ma questa storia non è un horror (purtroppo :D).
    Opterò per la prima opzione, con la seguente sfumatura: le ragazze si divideranno in “festeggiatrici” e “moraliste”. Lascio a voi capire i punti di vista di queste due fazioni.

    • Eh, eh! Che fantasia! Già, il genere di questo racconto non è “horror”, ma potrebbe essere lo spunto per un racconto successivo!
      Ho provato a mettere insieme le due opzioni: le ragazze che si prendono qualche libertà e Mary che apre la fossa biologica. Purtroppo non c’era abbastanza spazio per sviluppare una situazione di anarchia in assenza della responsabile: non avevo più caratteri. Pazienza! Ho fatto del mio meglio.
      Buona lettura 🙂

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi