Martina in Sacherland

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà durante la serata? Un falò sulla spiaggia sarà occasione per qualche rivelazione... (67%)

Somewhere, over the rainbow...

Il DJ – che era un Ananas – iniziò a mixare musica anni ‘80, e le luci lampeggiarono al ritmo trascinante di Ghostbusters. Quando riconobbero la melodia, tutti saltarono eccitati.

-Ralf, perché tu non balli?

-Perché…ehm…l’ho detto: per la mia mole. Non è proprio il caso. Io starò seduto a guardarvi.

-Sei incoerente! Vuoi che io superi i miei limiti e poi tu non lo fai! – disse Martina, prendendolo per mano e trascinandolo sulla pista. Ralf, imbarazzato, iniziò a fare un passettino a destra e uno a sinistra, schioccando le dita. Martina rise, divertita.

Quanto a lei, si lanciò sulla pista senza problemi: era stata un’assidua frequentatrice di discoteche prima di entrare in comunità, e per quanto trovasse un po’ assurdo ballare con una forma di Camembert e una torta Sacher, si stava divertendo. Chiuse gli occhi. Ora i problemi erano lontano lontano: c’erano solo la musica, il ritmo, il ballo. Si sentiva bene col proprio corpo e in armonia con sé stessa. Era felice.

Al culmine della serata, il DJ Ananas gridò al microfono:

-Allora, siete carichi?

-Sì!

-Volete la panna?

“La panna?” Martina alzò gli occhi al soppalco e vide gli inservienti – dei Kiwi – armeggiare con dei tubi neri che prima non aveva notato.

-Sì! – gridarono tutti. 

-Ralf, cosa significa questo? – disse Martina, in shock.

-Perché? Non ti piace la panna?

-Non fare lo spiritoso!

-Vedrai, è divertente – la rassicurò Ralf.

-La volete davvero, la panna? – incalzava il DJ.

-Sì!

-Più forte!

-Sìììì!!! – gridò la Fragola, al colmo dell’eccitazione.

-Allora…arriva la panna!

I tubi neri – che erano dei cannoni – iniziarono a sparare sulla folla una valanga di panna montata, mentre tutti gridavano e ridevano. 

Martina si riparò dal getto con le braccia e si ritrovò sommersa. All’inizio era irritata, ma poi rise a vedere l’Uovo e la Fragola che ballavano impacciati, scivolavano, cadevano e si tiravano la panna addosso.

-Ralf, questa è per te! – gridò Martina colpendolo in faccia.

-Grazie! A me non dispiace affatto: direi che mi completa – disse, restituendo il colpo.

Al primo getto seguì un secondo, poi un terzo, un quarto…il livello saliva sempre di più, mentre tutti giocavano a rincorrersi e a tirarsi la panna. Martina si divertiva, ma si agitò tanto che a un certo punto scivolò e cadde nel lago; Ralf accorse e la tirò su per un braccio.

-Stai bene?

Martina tossiva. -Sì…a parte il fatto che sono quasi affogata nella panna montata! Che strani metodi avete, per farmi ‘riconciliare col cibo’!

-Non ti preoccupare! Adesso andiamo in spiaggia, ci laviamo e prendiamo una boccata d’aria – disse Ralf, accompagnandola fuori dal The Fridge.

***

Era ormai notte. Quando i due giunsero alla spiaggia, si vedeva solo una lunga striscia punteggiata di luci. Il mare era calmo. In mezzo alla sabbia un’enorme Noce di Cocco stava accendendo un falò.

Martina e Ralf si buttarono in mare, poi tornarono a riva e si sdraiarono sulla sabbia. Il cielo era trapunto da innumerevoli stelle.

-Guarda, c’è la costellazione del Grande Pentolino – disse Ralf.

-Non è il ‘Grande Pentolino’: è l’Orsa Maggiore.

-Noi lo chiamiamo così. E poi c’è la Caffettiera…

-È Orione!

-Per noi è la Caffettiera.

-Pensate solo alla cucina, voi!

-Naturalmente!

Restarono in silenzio a guardare le stelle. Martina si sentì pervadere da una profonda sensazione di pace: si sentiva bene in quel posto, con i suoi nuovi amici.

In quel momento l’enorme Noce di Cocco tirò fuori un minuscolo ukulele e iniziò a cantare una versione reggae di Somewhere over the rainbow. Era una delle canzoni preferite di Martina.

…Where troubles melt like lemon drops,

high above the chimney tops, that’s where

you’ll find me…

Martina sospirò.

-Oh, Ralf, come mi piacerebbe volare in alto, al di sopra di tutto, e vedere i problemi sciogliersi come gocce di limone…

-Sarebbe bello, sì…

-…non pensare più a niente, non avere più nulla di cui preoccuparsi!

-Già…

-Ralf, io mi trovo bene qui. Mi sento amata e accettata per quello che sono. Sento che mi sto riconciliando con me stessa, e anche con voi.

-Bene! Era proprio questo lo scopo del tuo viaggio a Sacherland.

-Ralf…

-Sì?

-…io non voglio tornare a casa. Voglio rimanere qui per sempre.

-Questo non è possibile!

-Ti prego! Non farmi tornare alla vita di prima: è una vita di merda! Qui invece sono felice…

-Non si può scappare dalla realtà, Marty. Questo non è il tuo mondo e dopo un po’ ti verrebbe a noia. Tu devi farti una vita. Non vorrai mica sposare un gambo di sedano…

-Non mi importa! Il mio mondo fa schifo!

-Puoi rimanere ancora un po’, ma dopo dovrai tornare, Marty…è la legge.

-Lo sapevo che c’era la fregatura! Sarebbe stato meglio se non fossi mai venuta – disse Martina con gli occhi che si riempivano di lacrime.

-Quando tornerai sarai più forte di prima e riuscirai ad affrontare tutte le difficoltà. Ormai hai capito: il vero problema non è con noi, ma con te stessa. Sei tu che devi imparare ad amarti e ad accettarti per quello che sei. E poi, non sarai da sola: dal momento in cui tornerai, noi saremo sempre con te per aiutarti. Te lo prometto.

La fiaba si avvia alla sua conclusione. Cosa succederà quando Martina farà ritorno alla vita reale?

  • I nuovi ‘amici’ di Martina non la lasciano sola, come promesso… (50%)
    50
  • Martina esce dalla comunità e torna a vivere fuori. (20%)
    20
  • La vera colpevole dei bagni sporchi sarà finalmente scoperta. (30%)
    30
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121 Commenti

  1. Un epilogo giusto. Né favolistico né rigido, ma equo. la situazione era giusto si concludesse con con una buona dose di solidarietà che sopperisse alle mancanze covate da Martina per lungo tempo. Che fosse scagionata poteva essere ovvio, ma si affacciasse a uno specchio dopo una capatina in pastecceria per poi dire a se stessa che la battaglia sarà lunga ma non impossibile, è la cosa più giusta che tu potessi immaginare. Un messaggio importante e ben dato, complimenti.

  2. Mi sa che ti ho pareggiato due opzioni…. ho votato per trovare la colpevole, da un lato perchè le altre mi sembravano un pò troppo frettolose (uscire dalla comunità così all’improvviso non mi sembra nè semplice nè giusto – l’altra perchè un pò troppo fiabesca 🙂 )dall’altra perchè desidero chesia fatta giustizia!
    Comunque mi compkimento ancora per l’idea, decisamente originale l’approccio… e anche comico, la costellazione del pentolino… ahahahahahah ma come ti è venta in mente???? Geniale! 😉

  3. Molto interessante la vita parallela: quella in cui si rischia di affogare nella panna montata ma ci si diverte, si è spenzierati, rispetto invece a quella di sempre in cui lei non vuole essolutamente ornare… c’è sempre psicologia nelle sequenze che racconti, brava.

    E, dato che ci avviamo al gran finale, direi che i suoi nuovi amici manterranno la promessa 😉

  4. Ciao, sia questo episodio che il precedente (l’avevo perso) sono carinissimi!
    L’ultima parte di questo episodio mi ha fatto tornare alla mente una frase di Seneca che amo moltissimo: “E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto il quale vivi”.
    Per quanto riguarda il finale, io unirei le prime due opzioni: prima viene fuori la vera colpevole, poi Martina potrà tornare alla sua vita. Comunque ho votato la prima.
    🙂

  5. Perché l’opzione rivela che ci saranno altre rivelazioni, ho scelto il falò.
    Anche se, a rigor di logica, se gli inservienti stanno togliendo i tavoli la festa dovrebbe svolgersi nel locale. Non riesco a immaginarmi un falò nel locale, piuttosto i immagino il locale ridotto a un falò. Scherzo. 🙂

  6. Mi ispirano falò e rivelazioni…
    Devo dirti che ho trovato in alcuni passaggi di questo episodio un po’ di ridondanza, di tematiche trattate in modo un po’ didascalico. Cose dette che potevano essere mostrate in modo più sottile e meno esplicito, voglio dire. Però mi è piaciuto 😉

  7. I disturbi alimentari sono un tema difficile e sofferto, una vera e propria malattia (anche se in troppi non la riconoscono come tale, c’e’ un’ignoranza generale in merito), che per essere sanata richiede grandi sforzi.
    Faccio il tifo per Martina! 🙂

  8. Voto per il gruppo di condivisione.
    La tua storia mia piace. L’unico dubbio è su come riuscirai a raccontare il cambiamento in Martina nei soli tre episodi che ti sono rimasti. Perché leggendo la trama, viene la speranza che la tua protagonista guarisca.
    Comunque, ti seguo. 😉

  9. Disco.party.
    Episodio geniale.
    Per come la vedo io è una metafora. Niente può andare peggio di così… ma poi anche un ortaggio diventa suo amico…. trovo un sottotesto incredibile e spero di non sbagliarmi. Ce lo faremo sapere… 😉

  10. Questo episodio mi ha ricordato la scena in cui Alice vede il Bianconiglio e lo segue fino al Paese delle Meraviglie. Mi pare ovvio che anche in questo caso sia un sogno. Per quanto riguarda le opzioni, mi piacciono sia quella del Pomodoro che quella del disco-party, ma voto per il Pomodoro!! 😀

  11. Ciao, Mary.
    Scusami, ci ho messo un po’ per finire di leggere tutta la storia. Fa riflettere, è molto profonda, ci si ferma a pensare spesso, non è che scorre come niente. Mi piace l’approccio tematico, trovo anche equilibrata la nota drammatica, né troppo scevra, né troppo austera. Sempre misurata per essere credibile e al contempo sensibile. Complimenti fin qui.
    Seguo 😉

    Panico. Fuga…

  12. Complimenti per il coraggio! Hai scelto un tema delicato e difficile da trattare in modo originale, eppure ci stai riuscendo bene. Mi hai fatto appassionare al destino di queste ragazze e vorrei arrivare subito in fondo per sapere cosa succede a tutte loro. Il titolo, poi, è eccezionale! Lavora molto sui tuoi personaggi. Quando ce ne sono molti, il rischio è si appiattiscano e perdano la loro unicità. Fai in modo che questo non accada. Continua così!

    • Grazie! E’ vero, è un tema delicato e difficile da affrontare: quasi un “tabù” per la nostra società moderna.
      Dopo i primi episodi a carattere “drammatico”, cercherò nei prossimi di sdrammatizzare, anche per dimostrare che non si tratta di un “tabù”: se ne può parlare, purché si affronti l’argomento con rispetto.
      Grazie per l’attenzione e per i consigli!

  13. Potrei votare per il viaggio nella fossa biologia e far trovare a Mary il corpo senza vita di Ivonne, ma questa storia non è un horror (purtroppo :D).
    Opterò per la prima opzione, con la seguente sfumatura: le ragazze si divideranno in “festeggiatrici” e “moraliste”. Lascio a voi capire i punti di vista di queste due fazioni.

    • Eh, eh! Che fantasia! Già, il genere di questo racconto non è “horror”, ma potrebbe essere lo spunto per un racconto successivo!
      Ho provato a mettere insieme le due opzioni: le ragazze che si prendono qualche libertà e Mary che apre la fossa biologica. Purtroppo non c’era abbastanza spazio per sviluppare una situazione di anarchia in assenza della responsabile: non avevo più caratteri. Pazienza! Ho fatto del mio meglio.
      Buona lettura 🙂

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