Martina in Sacherland

Dove eravamo rimasti?

Come reagisce Martina all'arrivo del personaggio misterioso? Rimane paralizzata dalla paura. (50%)

Piacere, sono Ralf

Il sole era al tramonto. Martina si asciugò le lacrime e tornò a guardare il prato, schermandosi gli occhi con la mano. All’orizzonte c’era un grosso cerchio scuro. Si strofinò ancora gli occhi e vide che in basso il cerchio aveva due piedi e stava camminando verso di lei. 

Si sentì invadere dalla paura. Il terrore l’aveva inchiodata al terreno.

-Piacere,- disse il personaggio tendendo la mano – mi chiamo Ralf. Sono una torta Sacher.

Martina spalancò la bocca per gridare ma la voce le morì in gola.

Era un’enorme torta del diametro di due metri. Aveva due grandi occhi, il naso e la bocca; la sua faccia le ricordava i pupazzi di Disneyland, solo che le palpebre sbattevano e la bocca si muoveva. Lo spesso strato di cioccolato scuro era cosparso da goccioline d’acqua, come se fosse appena uscito dal frigo. In mezzo aveva la tipica scritta “Sacher”, un po’ irregolare: evidentemente si trattava di una torta artigianale.

-T-t-torta… – fu l’unica cosa che riuscì a balbettare Martina.

-Sì! Sono una torta, e della migliore qualità! Assaggia.

Ralf staccò da un lato un pezzo di sé e lo offrì a Martina, che continuava a guardarlo con gli occhi sgranati. 

Era forse un’allucinazione? Allora voleva dire che il suo cervello era proprio andato.

-Su, provala, è buonissima!

-N-non ho fame. Sono piena.

-Ti prometto che tutto quello che mangerai a Sacherland non ti farà ingrassare.

-Sacher-cosa?…Io non ho paura di ingrassare! Che ne sai tu?

-Cara mia, io so tutto. Ho saputo che stavi passando un momento difficile e sono venuto per aiutarti. Per questo voglio mostrarti il paese di Sacherland. 

-Sacherland? E che roba è?

-Vedrai! Prima mangia – disse Ralf offrendo il pezzo di torta con un sorriso.

-Non lo voglio, grazie.

-Beh, non sai cosa ti perdi.

-Non mi piacciono le torte Sacher. Quello che le rovina è la marmellata in mezzo. Dovrebbero farle solo di cioccolato, secondo me.

-Lo so, lo dicono tutti! Ma la tradizione è la tradizione: non si può cambiare. Su, andiamo, non abbiamo molto tempo.

Martina esitava. Andare in giro con una torta gigante? Che assurdità. Si trattava certamente di un’allucinazione. Eppure, cosa avrebbe perso? La sua vita era un disastro, peggio di così non poteva andare.

-D’accordo…

Martina prese la mano tesa di Ralf e insieme discesero nel prato. 

***

Camminando, si ritrovarono in una valle con prati e boschi a perdita d’occhio. In fondo c’era un campo da gioco piuttosto animato: un partita era in corso.

-Dove mi stai portando?

-A una partita di baseball – disse Ralf.

Man mano che si avvicinavano, Martina poté scorgere la vera entità dei giocatori da baseball: non erano umani. 

Uno era un enorme pomodoro con gambe e braccia; un altro assomigliava a una carota; poi c’erano una forma di Camembert, un uovo, un sedano, una fragola…e tanti altri; tutti erano agitati, gridavano rincorrendo la palla e avevano proprio l’aria di divertirsi.

-Guardate: è arrivata Martina! – gridò la Carota, che l’aveva vista arrivare.

-C’è Martina! Benvenuta! – disse il Pomodoro.

-Benvenuta fra noi! – gridarono tutti in coro. La partita venne interrotta e fu portato uno striscione dove a lettere colorate c’era scritto: BENVENUTA MARTINA, TI VOGLIAMO BENE!

Martina era sotto shock. Ortaggi che giocano a baseball. Le rivolgono la parola. La chiamano per nome e, addirittura, la accolgono con tanto di striscione…

-Vieni a giocare con noi! – disse il Pomodoro. -Oggi sei il nostro ospite d’onore.

-Ma…come fate a sapere chi sono?

-Non ti preoccupare! Tu pensi troppo. Una sana attività fisica aiuta a scaricare le tensioni e fa funzionare meglio il cervello – disse il Pomodoro prendendola per un polso e trascinandola nel campo.

-Tieni! – disse il Sedano porgendole la mazza. -Tocca a te battere!

Martina deglutì. Tutto sembrava così assurdo. Ma ormai era dentro: tanto valeva andare fino in fondo.

-Bé, visto che sono qui…sono pronta – disse, mettendosi in posizione.

-E uno, e due… – diceva il Sedano ruotando il braccio per lanciare. -…e tre!

La palla schizzò velocissima in direzione di Martina, che la colpì più forte che poté. Il Camembert e l’Uovo partirono di corsa seguendo la parabola nel cielo. Martina lasciò cadere la mazza a terra e corse attraverso le basi.

-Vai Marty! – gridava la sua squadra.

Martina si lanciò in scivolata verso la quarta base. Mentre la toccava con un piede, il Pomodoro con la palla in mano fece un salto e piombò sopra di lei.

“Splash!” Si era spiaccicato. 

-Ops, scusa…

-Fatemi uscire da qui! – gridò, oppressa dal peso del Pomodoro; subito alcuni accorsero e lo sollevarono di peso. 

-Scusami cara, non era mia intenzione. Martina ha vinto! – proclamò il Pomodoro, sollevando in alto un braccio di Martina, più morta che viva.

-Urrà! – gridarono tutti, alzandola da terra e portandola in trionfo.

-Ehi, siete impazziti? Dove mi portate adesso?

-All’apericena – disse Ralf.

-Apericena? Ti ho detto che ho già cenato! Sono sazia! Mettetemi giù!

-Non devi mangiare. C’è solo un cocktail come consumazione obbligatoria. Goditi la gita e pensa a divertirti – disse Ralf.

Cosa succederà durante l'apericena?

  • L'apericena si trasformerà in un disco-party. (25%)
    25
  • Il Pomodoro si sente male. (25%)
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  • Un gruppo di condivisione permetterà a Martina di conoscere i nuovi amici e di farsi conoscere. (50%)
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121 Commenti

  1. Un epilogo giusto. Né favolistico né rigido, ma equo. la situazione era giusto si concludesse con con una buona dose di solidarietà che sopperisse alle mancanze covate da Martina per lungo tempo. Che fosse scagionata poteva essere ovvio, ma si affacciasse a uno specchio dopo una capatina in pastecceria per poi dire a se stessa che la battaglia sarà lunga ma non impossibile, è la cosa più giusta che tu potessi immaginare. Un messaggio importante e ben dato, complimenti.

  2. Mi sa che ti ho pareggiato due opzioni…. ho votato per trovare la colpevole, da un lato perchè le altre mi sembravano un pò troppo frettolose (uscire dalla comunità così all’improvviso non mi sembra nè semplice nè giusto – l’altra perchè un pò troppo fiabesca 🙂 )dall’altra perchè desidero chesia fatta giustizia!
    Comunque mi compkimento ancora per l’idea, decisamente originale l’approccio… e anche comico, la costellazione del pentolino… ahahahahahah ma come ti è venta in mente???? Geniale! 😉

  3. Molto interessante la vita parallela: quella in cui si rischia di affogare nella panna montata ma ci si diverte, si è spenzierati, rispetto invece a quella di sempre in cui lei non vuole essolutamente ornare… c’è sempre psicologia nelle sequenze che racconti, brava.

    E, dato che ci avviamo al gran finale, direi che i suoi nuovi amici manterranno la promessa 😉

  4. Ciao, sia questo episodio che il precedente (l’avevo perso) sono carinissimi!
    L’ultima parte di questo episodio mi ha fatto tornare alla mente una frase di Seneca che amo moltissimo: “E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto il quale vivi”.
    Per quanto riguarda il finale, io unirei le prime due opzioni: prima viene fuori la vera colpevole, poi Martina potrà tornare alla sua vita. Comunque ho votato la prima.
    🙂

  5. Perché l’opzione rivela che ci saranno altre rivelazioni, ho scelto il falò.
    Anche se, a rigor di logica, se gli inservienti stanno togliendo i tavoli la festa dovrebbe svolgersi nel locale. Non riesco a immaginarmi un falò nel locale, piuttosto i immagino il locale ridotto a un falò. Scherzo. 🙂

  6. Mi ispirano falò e rivelazioni…
    Devo dirti che ho trovato in alcuni passaggi di questo episodio un po’ di ridondanza, di tematiche trattate in modo un po’ didascalico. Cose dette che potevano essere mostrate in modo più sottile e meno esplicito, voglio dire. Però mi è piaciuto 😉

  7. I disturbi alimentari sono un tema difficile e sofferto, una vera e propria malattia (anche se in troppi non la riconoscono come tale, c’e’ un’ignoranza generale in merito), che per essere sanata richiede grandi sforzi.
    Faccio il tifo per Martina! 🙂

  8. Voto per il gruppo di condivisione.
    La tua storia mia piace. L’unico dubbio è su come riuscirai a raccontare il cambiamento in Martina nei soli tre episodi che ti sono rimasti. Perché leggendo la trama, viene la speranza che la tua protagonista guarisca.
    Comunque, ti seguo. 😉

  9. Disco.party.
    Episodio geniale.
    Per come la vedo io è una metafora. Niente può andare peggio di così… ma poi anche un ortaggio diventa suo amico…. trovo un sottotesto incredibile e spero di non sbagliarmi. Ce lo faremo sapere… 😉

  10. Questo episodio mi ha ricordato la scena in cui Alice vede il Bianconiglio e lo segue fino al Paese delle Meraviglie. Mi pare ovvio che anche in questo caso sia un sogno. Per quanto riguarda le opzioni, mi piacciono sia quella del Pomodoro che quella del disco-party, ma voto per il Pomodoro!! 😀

  11. Ciao, Mary.
    Scusami, ci ho messo un po’ per finire di leggere tutta la storia. Fa riflettere, è molto profonda, ci si ferma a pensare spesso, non è che scorre come niente. Mi piace l’approccio tematico, trovo anche equilibrata la nota drammatica, né troppo scevra, né troppo austera. Sempre misurata per essere credibile e al contempo sensibile. Complimenti fin qui.
    Seguo 😉

    Panico. Fuga…

  12. Complimenti per il coraggio! Hai scelto un tema delicato e difficile da trattare in modo originale, eppure ci stai riuscendo bene. Mi hai fatto appassionare al destino di queste ragazze e vorrei arrivare subito in fondo per sapere cosa succede a tutte loro. Il titolo, poi, è eccezionale! Lavora molto sui tuoi personaggi. Quando ce ne sono molti, il rischio è si appiattiscano e perdano la loro unicità. Fai in modo che questo non accada. Continua così!

    • Grazie! E’ vero, è un tema delicato e difficile da affrontare: quasi un “tabù” per la nostra società moderna.
      Dopo i primi episodi a carattere “drammatico”, cercherò nei prossimi di sdrammatizzare, anche per dimostrare che non si tratta di un “tabù”: se ne può parlare, purché si affronti l’argomento con rispetto.
      Grazie per l’attenzione e per i consigli!

  13. Secondo me, la ragazza che vomita nel begno è proprio Christine.
    Martina la scopre, ma, essendo in silenzio e senza prove, non può dirlo a nessuno.

    Che Martina prenda un bastone per difendersi non credo che vada bene. Penso che l’opzione migliore sia quella in cui rimane paralizzata dalla paura.

  14. Potrei votare per il viaggio nella fossa biologia e far trovare a Mary il corpo senza vita di Ivonne, ma questa storia non è un horror (purtroppo :D).
    Opterò per la prima opzione, con la seguente sfumatura: le ragazze si divideranno in “festeggiatrici” e “moraliste”. Lascio a voi capire i punti di vista di queste due fazioni.

    • Eh, eh! Che fantasia! Già, il genere di questo racconto non è “horror”, ma potrebbe essere lo spunto per un racconto successivo!
      Ho provato a mettere insieme le due opzioni: le ragazze che si prendono qualche libertà e Mary che apre la fossa biologica. Purtroppo non c’era abbastanza spazio per sviluppare una situazione di anarchia in assenza della responsabile: non avevo più caratteri. Pazienza! Ho fatto del mio meglio.
      Buona lettura 🙂

  15. Ho votato che venga scoperta e punita. Anche se, a parer mio, dovrebbe essere solo ammonita. L’ammonimento sortisce l’effetto voluto e Martina non mangia più di nascosto. Purtroppo un’ltra ragazza mangia di nascosto e fa ricadere la colpa sulla protagonista ed ORA verrebbe punita.

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