Dove eravamo rimasti?
Odore di chiuso, odore di noi!
Silvana si stende sul letto senza neanche togliere il giubbotto. Istintivamente, tende una mano ad accarezzare il posto accanto a sé.
Trova il vuoto. Il freddo.
La proprietaria le ha assegnato una camera con vista mare, ma lei non ha nessuna voglia di bearsi del panorama o del blu profondo del mare.
Silvana vuole stare chiusa in se stessa. Raccolta in quel bozzolo che è il suo corpo. Che le fa da scudo. Da protezione.
Anche le lacrime si sono rintanate. Forse, un pianto le gioverebbe. Chissà!
Silvana si sente svuotata. Priva di forza e di pensieri.
Solo i ricordi fanno capolino e le procurano un dolore sordo e acuto.
Si porta una mano al petto. I battiti sono accelerati.
Solo una settimana prima, aveva festeggiato i suoi 45 anni con un grande party. Amici e parenti a circondarla di affetto.
“Forse, indossavano tutti una maschera di falsità. Di finto buonismo.” – pensa.
Mentre lei si sentiva felice. Soddisfatta. Sicura di sé. E anche un po’ invidiata.
Poi, era arrivato quel messaggio sul suo cellulare e il suo mondo dorato aveva cominciato a sgretolarsi.
La sua vita era diventata all’improvviso come uno specchio scheggiato. Deforme.
E imperfetto.
E Silvana non era stata pronta a reagire.
Peggio, era scappata.
L’unica cosa folle fatta in 45 anni di vita!
“A cosa serve essermi rinchiusa qui? A risolvere i miei problemi?” – si chiede.
Prende il cellulare dalla tasca e rilegge quel “misero” messaggio.
La storia più triste. Più banale. Più scontata.
Ma Silvana, chiusa nel suo bel mondo, aveva fatto la parte della bella addormentata. Non aveva visto né sentito.
* * *
Enrico apre la finestra che dà su un minuscolo terrazzino. La vista è all’interno. Su un giardino che d’estate deve essere un tripudio di colori e di vivacità.
Adesso è triste e spoglio. Un po’ come lui.
Enrico si sente come quegli alberi a cui un giardiniere poco capace ha strappato rami e foglie, lasciandolo secco e nudo.
Dopo la pensione e la morte della moglie, Enrico s’è chiuso in se stesso, costruendosi però un piccolo mondo di passioni. Un mondo impossibile da penetrare. Impossibile anche per i suoi due figli, Giacomo e Mariangela.
Spark annusa tutto intorno, cerca di familiarizzare col nuovo ambiente.
“Amico mio” – dice Enrico – ” arrivi alla mia età pensando di essere stato un bravo marito e un buon padre e, invece, scopri… scopri che non è come pensi. Che hai sbagliato in tante cose se…se…”
La voce gli si spezza. Si incrina. Il dispiacere fa morire la sua voce in gola. Prende il fazzoletto di seta dalla tasca e si asciuga gli occhi.
Con l’età, Enrico è diventato particolarmente sensibile. Si emoziona e si commuove per un nonnulla, a volte. Ben sapendo che la sua vita è sul viale del tramonto. Ma aveva sempre pensato che si sarebbe conclusa coi suoi figli che gli stringevano la mano e gli accarezzavano la fronte. In un’immagine colma di tenerezza.
Invece, per Enrico due giorni prima c’era stato il contatto con la realtà.
Freddo. Gelido. Arido. Asettico.
* * *
Marilù entra nella hall della pensione stanca e infreddolita. Il vento sembra esserle penetrato sotto la pelle.
Una donna di mezza età le va incontro sorridendo. “Salve, lei deve essere la signorina Marilù Nardi…”
“Sì.” – bofonchia la ragazza.
“Venga, venga, deve aver freddo. Qui, il clima sa essere sia molto clemente che impetuoso. Se mi lascia solo un documento, le do subito la chiave…”
“Sì, la ringrazio. Ho bisogno di un po’ di calore.” – risponde Marilù, porgendole la carta d’identità.
“Certo… Le ho riservato una camera con vista mare… Lei è la terza ospite.”
Marilù abbozza una sorta di sorriso, non ha proprio voglia di conversare.
Vuole solamente un po’ di pace. Vuole dimenticare. O meglio, vuole far finta che non ci sia nessun problema. Che non le sia successo nulla.
Sale in camera. E’ arredata nei toni del glicine. Non le piace quel colore.
Lei è per le tinte forti. Accese. Come il fuoco che alimenta la sua vita.
Come forte è la sua vita.
Come forti sono le sue decisioni.
Getta la sacca in terra. Scosta la coperta e si rifugia nel letto, con tutte le scarpe, alla ricerca di un po’ di caldo che possa rianimarla.
Le imposte sono chiuse. Ma non ha voglia di aprirle. Non ha voglia di vedere.
Marilù vuole rimanere chiusa. Chiusa come la finestra.
Vorrebbe sbarrare anche la sua vita. Ma sa che non può. Non è così facile come sbattere una porta e andar via.
E lei l’ha fatto. Ed è stato semplicissimo.
Ha prenotato una camera. Riempito una sacca col necessario. Sbattuto una porta.
Ma non ha reso la sua vita impenetrabile. Anzi.
Chiude gli occhi e ripercorre con la mente i giorni precedenti la sua fuga.
E' arrivato il momento dell'incontro. Dove?
- Terrazzo che dà sul mare. (36%)
- Internet point/sala lettura della pensione. (18%)
- Sala della colazione (l'odore dei cornetti è forte!). (46%)

07/07/2016 at 22:35
Grande finale, pink. Sai sempre rendere tutto meraviglioso con parole semplici, messaggi chiari e positivi. Una pessimista come me può solo che imparare che c’è anche un altro lato della medaglia. A volte lo dimentico, grazie anche per avermelo ricordato!
18/06/2016 at 19:41
Ciao pink
Finale filosofico e molto tenero, non deve essere stato facile mantenere la giusta atmosfera con il libro che ti abbiamo fatto scegliere. In fondo su questa piattaforma siamo tutti un po’ autostoppisti, quando ci facciamo trasportare da autori spesso sconosciuti all’interno dei loro mondi. Noi cerchiamo la nostra strada ma loro possono solo avvicinarci alla nostra meta. Quando scendiamo, qualche volta, proseguiamo con altri mezzi e ricambiamo il favore con qualche nuovo autostoppista.
Che tu sia autostoppista o autista, solo una cosa è importante:
Niente panico!
Ciao Ciao
17/06/2016 at 17:41
pink ha scritto l’ultimo capitolo, pink ha scritto l’ultimo capitolo!!!
Che finale 😀
“Ma non so se questo libro potrà darmi la soluzione.” – dice mogia Marilù.
“Non è il libro a dovertela dare, sarà il tuo cuore”. (Yessss. I libri possono aiutare, ma siamo noi alla fine a doverci risollevare).
“Escono dalla libreria, ognuno ha la propria copia tra le mani. Ognuno forse un po’ più sereno, forse più lucido, o forse ugualmente preoccupato, ma con la mente più aperta, sapendo che non si può scappare in eterno, che la fuga può essere uno stacco momentaneo, per poter poi tornare nella realtà e riprendere più forte di prima il cammino”. (Oh, sì. Perfetta frase, mi piace. Ora possono “tornare alla realtà” dopo un’esperienza di riflessione che, si spera, li aiuterà in futuro).
“Perché prendersi questa briga? Che senso ha? Non vale la pena farsi coinvolgere da niente”. (Non credo di aver capito esattamente il significato di questa frase, invece. Non bisogna lasciarsi abbattere da niente, per quanto possibile, ma se gli avvenimenti della nostra vita ci passassero accanto senza coinvolgerci beh… Non si tratterebbe proprio di vita).
Vedo che hai già cominciato una nuova storia (ma come fai?!) e quindi andrò a leggere presto 🙂
17/06/2016 at 09:17
Ah Ah, la Guida Galattica in chiave filosofico/psicoterapeutica!
Sono d’accordo col commento sotto, abbandoniamo questi tre all’inizio di un cammino. Mi aspettavo una storia completamente diversa, ma sta qui la bravura dell’autrice, condurci verso lidi per i quali solo lei conosce la strada. Approdiamo in una caletta serena e deserta e se non abbiamo il costume pazienza, possiamo nuotare in assoluta libertà!
Per dirti quanto mi è piaciuta la Guida Galattica, sappi che l’IA figlia di Enkidu è stata battezzata in onore di questo libro, perché Kalisa Dhui è in assonanza con Cālīsa du’ī che in nepalese vuol dire… quarantadue!
Ciao!
17/06/2016 at 09:24
Ahahah, ecco tu studi e io perdicchio tempo. 🙂 Ma il nepalese lo conosci di tuo? 😀
Non ricordo a chi lo dissi, ma mettere i titoli fu una scelta improvvisa, d’istinto, dettata dal momento… Poi, ho dovuto fare i conti… e mi è venuto fuori questo capitolo un poco diverso. Su una cosa ero certa, non avrei fatto un finale dove ognuno si dava una soluzione, non mi piaceva… questi tre avevano solo bisogno di liberarsi di un peso che si tenevano dentro, guardarlo da vicino e decidersi ad affrontarlo. Poi, come ognuno affronterà il suo, resterà nel loro intimo o nella testa di noi lettori!!! 😉
16/06/2016 at 15:16
Un finale che non conclude che lascia spazio al lettore di pensare a ciò che vuole. Cosa faranno questi tre? 🙂
Io intanto dico brava.
17/06/2016 at 09:20
Ciao Mrs! Ebbene sì… anche perché volendo mi era rimasto un solo capitolo e avrei dovuto gestire telegraficamente le loro conclusioni e non mi piaceva… 🙂
16/06/2016 at 10:06
Ciao Pink! Eccomi!
Veramente bello questo finale! Mi è piaciuto molto!
Non sappiamo quale strada decideranno di intraprendere i nostri tre protagonisti, ma sicuramente dirigeranno i loro passi verso un futuro diverso. Saranno forti e non si lasceranno abbattere, neanche dagli ostacoli più duri!
Grazie per questo bellissimo racconto! Ho visto che ne hai appena pubblicato un nuovo, perciò ci troviamo lì! 😉 Bacio! 😀
16/06/2016 at 10:09
Ciao Tia, aspettavo il tuo commento! *__* Grazie a te per accompagnarmi sempre. 🙂 Beh, niente panico, no? 😉 >Il tempo libero di questo periodo mi permette di dedicarmi alla scrittura… Io ci provo, insomma! 🙂 🙂 Bacioni
15/06/2016 at 15:56
CiaoPink, aspetto di leggere il tuo prossimo racconto. Mi fa sempre piacere leggerti. oggi ho letto un tuo articolo interessantissimo, tanto per essere sincera, e ho trovato la tua analisi molto ben data. Brava. per questo mi chiedo come mai invece in questo epilogo, proprio nella chiusa dici: non vale la pena farsi coinvolgere da niente. Mi pare che l’evoluzione della storia e dei personaggi ci avesse appena spiegato il contrario…
15/06/2016 at 16:15
Cara Amo, alla tua obiezione non ho proprio nulla da ribattere. Hai ragione, sembra andare nel senso opposto a tutta la storia. E’ una frase tratta dal libro e giustificandomi do questa visione: un monito per ricordare che nulla ci abbatte completamente.
Non so quale articolo tu abbia letto, ma il tuo commento mi fa onore e mi inorgoglisce. Grazie mille. 🙂
15/06/2016 at 12:58
Ciao Pinky 🙂 la morale di questo ultimo episodio capita a fagiolo in un periodo importante della mia vita 🙂 farò tesoro del tuo insegnamento 🙂
15/06/2016 at 15:22
Oh, perbacco! Beh, sono felice di questo commento… 🙂 a prestissimo caro Chris!
15/06/2016 at 12:44
Ciao,siamo alla fine,un po mi spiace,ma amo credere che i tre,all’inizio sconosciuti,continuino a coltivare la loro conoscenza e quell’embrione di amicizia. Bravissima,e adesso via subito col prossimo. Lo aspetto con simpatia. A presto
15/06/2016 at 15:24
Chissà come continuerà la loro vita! Come hai potuto notare non ho voluto fare nessun accenno ai loro “problemi”! A prestissimo, il nuovo incipit è pronto!
15/06/2016 at 08:18
Mi è piaciuta molto la frase finale di Enrico con gli indovinelli, meno quella di Silvana, col cammino impervio e il sole che splende: mi è smebrata un po’ forzata, pomposa ( giuro che ho cercato se ci fosse la parentesi con l’autore della citazione 🙂 ).
Ma il finale è davvero riuscito, e vero: inutile scappare, prima o poi i problemi bisogna affrontarli. E niente panico (lo ripeto sempre a mio figlio che dall’alto dei suoi 8 anni vive ogni contrarietà come la fine del mondo! 🙂 )
Alla prossima (prima o dopo le vacanze in Provenza?)
P.S. Prima o poi dovrò leggerla sta Guida, sono anni che certi amici nerd me la decantano. Ho visto il film e non mi ha convinto, ma immagino che il libro sia altra cosa.
15/06/2016 at 09:10
Come dicevo a Maria, di quella frase neanche io ero eccessivamente convinta, però non riuscivo a partorire nulla di meglio o di diverso e l’ho lasciata lì. Grazie Befana per avermi fatto compagnia… 🙂 Torno, torno… Ho un incipit già pronto (che pubblicherò penso a breve, non riesco a stare ferma) e poi sto “studiando” qualcosa di “diverso” dalle mie corde e vediamo un po’… Purtroppo per la Provenza manca ancora più di un mese… Uff! Il Luberon non sono riuscita ad inserirlo, ci sarebbero voluti più giorni…però Hyères, Porquerolles, il Verdon, Aix, Bonnieux, Grasse, Vence ci sono insieme a Nizza Cannes Antibes… Ci vorrebbe almeno un mese…
P.S. ti rispondo al ps col ps, non rientra nei miei generi preferiti, però è carino e simpatico. Ci sono affezionata perché me lo regalarono in un momento triste della mia vita in cui anche una caduta di ciglia era vista come un evento catastrofico.
15/06/2016 at 12:23
Vedrai quant’è bella Porquerolles, anche se tra un mese sarà zeppa di gente, la spiaggia Notre Dame(l’anno scorso fu designata più bella spiaggia d’Europa) è un puro incanto.
Ma se passate da Hyères e vi va, contattami, sarà un piacere farvi da guida (più o meno) e conoscere la persona dietro lo pseudonimo “rosato”:
mareziahoo@yahoo.it
Se vi va.
Ciao
15/06/2016 at 16:11
Purtroppo Agosto è così… Ho visto le foto e sono incantevoli, non ne conoscevo veramente l’esistenza. 🙁 Annoto con piacere il tuo contatto, sarebbe una bella cosa. 🙂 🙂
A presto!!! 😀
15/06/2016 at 07:41
Bel racconto.
Nel finale, solo le ultime parole di Silvane mi sono sembrate declamate, poco naturali.
al prossimo.
🙂
15/06/2016 at 08:57
Ciao Maria, innanzitutto grazie mille per avermi fatto compagnia per tutto il viaggio. Grazie. 🙂 Su quella frase non ero molto convinta però purtroppo non mi veniva nulla di meglio o di diverso.
14/06/2016 at 22:48
Clap! Clap! Clap! Clap!
Ciao 🙂
15/06/2016 at 08:53
^__^ *__* Troppoooo buono! 🙂
14/06/2016 at 19:47
Niente panico!
Pinkerella tornerà più forte di prima 😉
Complimenti e al prossimo 🙂
15/06/2016 at 08:53
ahahah. Grazie mille, Danio… 🙂
14/06/2016 at 18:43
Un finale bellissimo!
Ho adorato questo finale dalla prima parola all’ultima. Davvero, bravissima!
Enrico che aiuta le altre due a trovare sicurezza in sé stesse tramite un libro: è assolutamente geniale! 😀
Fantastico. Questa storia mi ha fatto riflettere parecchio, come hai notato anche tu stessa, in molte parti. Per questo motivo mi è piaciuta particolarmente e penso sia una delle più belle che io abbia letto.
A presto, Pinkerella!! Attendo l’inizio di una tua nuova storia!!
15/06/2016 at 08:55
Ivana ne sono felicissima. Sono queste parole che mi danno il coraggio e poi la forza di continuare. 🙂 Grazie mille. *__* Beh, non ricordo se lo scrissi a te, misi i titoli sulla spinta dell’istinto, senza sapere assolutamente come legarli poi al racconto. Alla fine, ho pensato così e mi pare sia piaciuta! A prestissimo. 🙂
14/06/2016 at 17:38
Un finale diverso, senza accennare ai pensieri post-confessione. Mi è piaciuto. Ciao
14/06/2016 at 18:21
Mi fa piacere. Grazie mille. 😉
14/06/2016 at 17:01
Un viaggio nell’animo umano, attraverso storie di gente comune per condurci di fronte a quella verità che spesso non si vuole vedere: prima o poi il viaggio finisce e si deve necessariamente tornare a casa, affrontare ciò che ci spaventa, avere il coraggio di prendere una decisione per quanto dolorosa possa essere. Sono contenta di aver intrapreso questo viaggio con te, soprattutto in questo momento della mia vita. Un’altra lezione che mi terrò stretta 😉
Un abbraccio.
14/06/2016 at 17:24
Grazie mille, Anna. Il tuo è un complimento bellissimo… Grazie a te di avermi fatta compagnia e aiutata a crescere in questo breve viaggio. 🙂 🙂
14/06/2016 at 10:50
Cara pinkerella,
Nel mio primo racconto c’è un riferimento alla Guida Galattica, anche se è decisamente nascosto e… cerco un aggettivo… mi viene ‘maccheronico’. In realtà c’è anche nel racconto in corso. Per cui non potrei votare altro. Molto toccante e molto vera l’ultima considerazione di Enrico: nonostante tutto l’ultimo augurio è per i figli.
Ciao a presto!
14/06/2016 at 15:47
E Guida è stata! Grazie mille Jaw per avermi seguito e accompagnato in questo racconto. 😉
A presto
13/06/2016 at 11:28
John Fante sicuramente. Spaccati di vita vera. 🙂
14/06/2016 at 10:29
Grazie mille, Fiore. 😉