Il battito della vita

Dove eravamo rimasti?

Chi romperà il ghiaccio? Silvana non comparirà tra le opzioni, perché al momento è la meno propensa al dialogo. Enrico. (45%)

Fammi compagnia!

Silvana beve distrattamente un sorso di succo d’arancia, cercando di non prestare attenzione alle chiacchiere degli altri due ospiti. Ha sempre ritenuto sciocco e insulso, inutile,  il dover necessariamente scambiar due parole col vicino in treno o nella sala d’attesa del medico o in fila alla cassa del supermercato.

Non può dire che le dia fastidio il chiacchiericcio in sala, ma lei non vuol sentire…Vorrebbe sprofondare solo in un sonno lungo una vita, abbandonarsi all’oblio, scivolare lungo le dune della dimenticanza…Svegliarsi e non ricordare.

Spinge svogliatamente la ciotola con lo yogurt, si alza tenendo gli occhi fissi sul cellulare. Che è muto. Non dà nessun segno. Tace. E questo silenzio, invece, per Silvana diventa terribile. Insopportabile. Le fa male.

Fa per uscire dalla sala senza neanche tentare un saluto, ma la voce insistente dell’uomo la costringe a fermarsi. “Signora, signora.”- la sta chiamando.

Silvana si volta con uno sguardo tra lo smarrito e il seccato.

“Signora, mi scusi se con la mia irruenza le ho turbato il momento della colazione.”

L’uomo s’è alzato in piedi. Forse, vuole avanzare verso di lei, ma Silvana alza la mano come a volerlo fermare, bloccare,  e scuote il capo. “Non è nulla, non si preoccupi. Buona giornata.” – taglia corto, voltandosi e quasi scappando.

* * *

Enrico rimane impalato, lo sguardo che cerca di seguire la fuga della donna.

“Forse, la signora vuole restare sola…” – interviene Marilù.

Enrico si volta a guardare la ragazza che tra un boccone e un altro non si dimentica di elargire coccole e briciole a quel traditore di Spark.

“Ha ragione, signorina… Solo che m’è sembrato che l’entrata mia e di Spark l’avesse turbata e volevo scusarmi.”

“Secondo me, non deve preoccuparsi… Forse, tutti e tre abbiamo pensato che alle sette non ci fosse nessuno…”

Enrico annuisce. In realtà, è curioso. Una sana curiosità lo spinge a voler capire cosa ci fanno due donne, all’apparenza sole, su un’isola in un periodo non particolarmente adatto. Chissà se come lui stanno fuggendo da qualcosa o qualcuno.

Enrico è stato uno stimato professore di Diritto Ecclesiastico e il ritrovarsi ogni giorno a contatto con le persone, con migliaia di studenti, gli ha affinato la capacità di capire le persone, di voler individuare i loro caratteri, le loro preoccupazioni.

Il vento è così forte che sembra intonare un canto stonato.

“Anche oggi il tempo non è dei migliori, la primavera non vuole proprio annunciarsi.”

“Ha ragione. Speriamo almeno che il tempo regga e non cominci a piovere.” – risponde Marilù.

“E’ in vacanza, signorina?”

“Diciamo.”

“Io venivo spesso ad Ischia con mia moglie, sa, abitando a Napoli, anche per un weekend era facile organizzarsi. Poi…” – Enrico si ferma, una sorta di pudore, di timidezza, il dolore dei ricordi felici, lo bloccano.

Marilù sorride, addentando la fetta di caprese.

“Vedo che ha appetito.”

“Oh, beh, almeno qui nessuno mi dirà di stare attenta alle calorie, che arriva l’estate, la prova costume e bla bla bla.”

Enrico ride. “Mi scusi, ma non penso che lei abbia bisogno di stare a dieta.”

“Mmm, no, ma per le mie amiche-acciughe-mangio-solo-ananas-e-insalata avere 4/5 kg in più è una specie di tragedia, un crimine mostruoso contro la pancia piatta.”

Enrico annuisce, pensando che gli piacciono l’ironia e la schiettezza della ragazza.

“Allora, si goda questi giorni di relax in tutti i sensi.”

* * *

Marilù annuisce, mentre lo sguardo diventa serio e la mano concede una carezza distratta, automatica, sulla testa di Spark.

Ha pensato di scappare, di fuggire, di rifugiarsi nel silenzio e nella solitudine, in realtà, scambiare poche parole con quest’uomo l’ha distratta, l’ha fatta sorridere, le ha concesso attimi di pausa, come se tutto fosse “normale”, come se lei non avesse il problema che la insegue, la tormenta, la destabilizza. In realtà, il suo tempo è contato, deve prendere una decisione, non può rimandare a lungo, dovrebbe avere il coraggio di guardarsi allo specchio, di leggersi negli occhi e di porsi quella domanda. Si sente ancora insicura e confusa.

Ma scappare non le risolve né rimuove il problema. Stare sola, forse, la tiene solamente lontana da possibili condizionamenti. Il problema è solo suo e vuole, deve, decidere lei. Solo lei!

Beve un sorso di caffè. E’ buono, è più stretto rispetto a quello che è solito bere. Questo le lascia un buon sapore sulla lingua.

“Piccolo, è stato un piacere fare la tua conoscenza” – dice Marilù, accarezzando Spark.

Poi, si alza e regala un sorriso all’uomo. “Adesso vado, mi organizzo la giornata.”

“Se ha bisogno di qualche consiglio, chieda pure.”

Marilù lo guarda attentamente, la risposta le è parsa enigmatica, ma, forse, è solo una proiezione della sua mente contorta e aggrovigliata.

“Signore, posso sapere il suo nome?”

“Enrico. Enrico De Vivo.”

“Signor Enrico, io mi chiamo Marilù e…E mi ha fatto piacere parlare un po’ con lei.”

“Anche a me, signorina Marilù.” – risponde semplicemente.

Poi, con passo leggiadro, va via come un delicato soffio di vento.

 

Parolina per il prossimo episodio.

  • Desiderio. (45%)
    45
  • Bisogno. (29%)
    29
  • Volontà. (26%)
    26
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467 Commenti

  • Ciao pink
    Finale filosofico e molto tenero, non deve essere stato facile mantenere la giusta atmosfera con il libro che ti abbiamo fatto scegliere. In fondo su questa piattaforma siamo tutti un po’ autostoppisti, quando ci facciamo trasportare da autori spesso sconosciuti all’interno dei loro mondi. Noi cerchiamo la nostra strada ma loro possono solo avvicinarci alla nostra meta. Quando scendiamo, qualche volta, proseguiamo con altri mezzi e ricambiamo il favore con qualche nuovo autostoppista.
    Che tu sia autostoppista o autista, solo una cosa è importante:
    Niente panico!
    Ciao Ciao

  • pink ha scritto l’ultimo capitolo, pink ha scritto l’ultimo capitolo!!!
    Che finale 😀

    “Ma non so se questo libro potrà darmi la soluzione.” – dice mogia Marilù.
    “Non è il libro a dovertela dare, sarà il tuo cuore”. (Yessss. I libri possono aiutare, ma siamo noi alla fine a doverci risollevare).
    “Escono dalla libreria, ognuno ha la propria copia tra le mani. Ognuno forse un po’ più sereno, forse più lucido, o forse ugualmente preoccupato, ma con la mente più aperta, sapendo che non si può scappare in eterno, che la fuga può essere uno stacco momentaneo, per poter poi tornare nella realtà e riprendere più forte di prima il cammino”. (Oh, sì. Perfetta frase, mi piace. Ora possono “tornare alla realtà” dopo un’esperienza di riflessione che, si spera, li aiuterà in futuro).
    “Perché prendersi questa briga? Che senso ha? Non vale la pena farsi coinvolgere da niente”. (Non credo di aver capito esattamente il significato di questa frase, invece. Non bisogna lasciarsi abbattere da niente, per quanto possibile, ma se gli avvenimenti della nostra vita ci passassero accanto senza coinvolgerci beh… Non si tratterebbe proprio di vita).

    Vedo che hai già cominciato una nuova storia (ma come fai?!) e quindi andrò a leggere presto 🙂

  • Ah Ah, la Guida Galattica in chiave filosofico/psicoterapeutica!
    Sono d’accordo col commento sotto, abbandoniamo questi tre all’inizio di un cammino. Mi aspettavo una storia completamente diversa, ma sta qui la bravura dell’autrice, condurci verso lidi per i quali solo lei conosce la strada. Approdiamo in una caletta serena e deserta e se non abbiamo il costume pazienza, possiamo nuotare in assoluta libertà!
    Per dirti quanto mi è piaciuta la Guida Galattica, sappi che l’IA figlia di Enkidu è stata battezzata in onore di questo libro, perché Kalisa Dhui è in assonanza con Cālīsa du’ī che in nepalese vuol dire… quarantadue!
    Ciao!

    • Ahahah, ecco tu studi e io perdicchio tempo. 🙂 Ma il nepalese lo conosci di tuo? 😀
      Non ricordo a chi lo dissi, ma mettere i titoli fu una scelta improvvisa, d’istinto, dettata dal momento… Poi, ho dovuto fare i conti… e mi è venuto fuori questo capitolo un poco diverso. Su una cosa ero certa, non avrei fatto un finale dove ognuno si dava una soluzione, non mi piaceva… questi tre avevano solo bisogno di liberarsi di un peso che si tenevano dentro, guardarlo da vicino e decidersi ad affrontarlo. Poi, come ognuno affronterà il suo, resterà nel loro intimo o nella testa di noi lettori!!! 😉

  • Ciao Pink! Eccomi!
    Veramente bello questo finale! Mi è piaciuto molto!
    Non sappiamo quale strada decideranno di intraprendere i nostri tre protagonisti, ma sicuramente dirigeranno i loro passi verso un futuro diverso. Saranno forti e non si lasceranno abbattere, neanche dagli ostacoli più duri!
    Grazie per questo bellissimo racconto! Ho visto che ne hai appena pubblicato un nuovo, perciò ci troviamo lì! 😉 Bacio! 😀

  • CiaoPink, aspetto di leggere il tuo prossimo racconto. Mi fa sempre piacere leggerti. oggi ho letto un tuo articolo interessantissimo, tanto per essere sincera, e ho trovato la tua analisi molto ben data. Brava. per questo mi chiedo come mai invece in questo epilogo, proprio nella chiusa dici: non vale la pena farsi coinvolgere da niente. Mi pare che l’evoluzione della storia e dei personaggi ci avesse appena spiegato il contrario…

    • Cara Amo, alla tua obiezione non ho proprio nulla da ribattere. Hai ragione, sembra andare nel senso opposto a tutta la storia. E’ una frase tratta dal libro e giustificandomi do questa visione: un monito per ricordare che nulla ci abbatte completamente.
      Non so quale articolo tu abbia letto, ma il tuo commento mi fa onore e mi inorgoglisce. Grazie mille. 🙂

  • Mi è piaciuta molto la frase finale di Enrico con gli indovinelli, meno quella di Silvana, col cammino impervio e il sole che splende: mi è smebrata un po’ forzata, pomposa ( giuro che ho cercato se ci fosse la parentesi con l’autore della citazione 🙂 ).
    Ma il finale è davvero riuscito, e vero: inutile scappare, prima o poi i problemi bisogna affrontarli. E niente panico (lo ripeto sempre a mio figlio che dall’alto dei suoi 8 anni vive ogni contrarietà come la fine del mondo! 🙂 )
    Alla prossima (prima o dopo le vacanze in Provenza?)

    P.S. Prima o poi dovrò leggerla sta Guida, sono anni che certi amici nerd me la decantano. Ho visto il film e non mi ha convinto, ma immagino che il libro sia altra cosa.

    • Come dicevo a Maria, di quella frase neanche io ero eccessivamente convinta, però non riuscivo a partorire nulla di meglio o di diverso e l’ho lasciata lì. Grazie Befana per avermi fatto compagnia… 🙂 Torno, torno… Ho un incipit già pronto (che pubblicherò penso a breve, non riesco a stare ferma) e poi sto “studiando” qualcosa di “diverso” dalle mie corde e vediamo un po’… Purtroppo per la Provenza manca ancora più di un mese… Uff! Il Luberon non sono riuscita ad inserirlo, ci sarebbero voluti più giorni…però Hyères, Porquerolles, il Verdon, Aix, Bonnieux, Grasse, Vence ci sono insieme a Nizza Cannes Antibes… Ci vorrebbe almeno un mese…
      P.S. ti rispondo al ps col ps, non rientra nei miei generi preferiti, però è carino e simpatico. Ci sono affezionata perché me lo regalarono in un momento triste della mia vita in cui anche una caduta di ciglia era vista come un evento catastrofico.

  • Un finale bellissimo!
    Ho adorato questo finale dalla prima parola all’ultima. Davvero, bravissima!
    Enrico che aiuta le altre due a trovare sicurezza in sé stesse tramite un libro: è assolutamente geniale! 😀
    Fantastico. Questa storia mi ha fatto riflettere parecchio, come hai notato anche tu stessa, in molte parti. Per questo motivo mi è piaciuta particolarmente e penso sia una delle più belle che io abbia letto.
    A presto, Pinkerella!! Attendo l’inizio di una tua nuova storia!!

    • Ivana ne sono felicissima. Sono queste parole che mi danno il coraggio e poi la forza di continuare. 🙂 Grazie mille. *__* Beh, non ricordo se lo scrissi a te, misi i titoli sulla spinta dell’istinto, senza sapere assolutamente come legarli poi al racconto. Alla fine, ho pensato così e mi pare sia piaciuta! A prestissimo. 🙂

  • Un viaggio nell’animo umano, attraverso storie di gente comune per condurci di fronte a quella verità che spesso non si vuole vedere: prima o poi il viaggio finisce e si deve necessariamente tornare a casa, affrontare ciò che ci spaventa, avere il coraggio di prendere una decisione per quanto dolorosa possa essere. Sono contenta di aver intrapreso questo viaggio con te, soprattutto in questo momento della mia vita. Un’altra lezione che mi terrò stretta 😉
    Un abbraccio.

  • Cara pinkerella,
    Nel mio primo racconto c’è un riferimento alla Guida Galattica, anche se è decisamente nascosto e… cerco un aggettivo… mi viene ‘maccheronico’. In realtà c’è anche nel racconto in corso. Per cui non potrei votare altro. Molto toccante e molto vera l’ultima considerazione di Enrico: nonostante tutto l’ultimo augurio è per i figli.
    Ciao a presto!

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