Dove eravamo rimasti?
Il sogno di Marilù!
“Immagino i vostri pensieri: Marilù è un po’ matta. Ma io matta, forse, lo sono per davvero. Perché sono scappata, pensando di poter risolvere il problema che mi porto dietro, anzi, dentro. Ho pensato si risolvesse da sé o, forse, che il tempo si fermasse, restando immutato. Chissà cosa passava per la mia testa quando ho deciso di venir qui… Forse, semplicemente, volevo poter pensare stando sola…senza famiglia, fidanzato, amici… Sola, semplicemente, sola! E poi, mi son resa conto che i miei stati d’animo mutano, oggi non è come ieri e neanche come stamattina!”
Marilù si concede una pausa, guarda prima Enrico e poi la donna. Nota che ha tutta la loro attenzione. E in lei cresce sempre di più il desiderio di parlare, di dar voce ai suoi pensieri, di potersi confidare con questi due estranei.
“Sono incinta! E non sono sicura di volerlo questo figlio.” – ecco l’ho detto, pensa.
Vede la donna spalancare la bocca e rabbuiarsi. Vede Enrico annuire e perdersi dietro i pensieri.
“Lo so che è il frutto della mia leggerezza e non voglio e non posso incolpare niente e nessuno” – continua – “e, forse, la mia inquietudine sta proprio nel fatto di non poter scaricare colpe, se non su me stessa. Io sono l’unica colpevole perché io so come deve andare la mia vita…Voglio laurearmi, fare Master, andare via dall’Italia e viaggiare…Voglio dedicare la mia vita agli studi e alla carriera, oggi qua e domani chissà…e poi, non so se è amore quello che mi lega ad Aldo… E, e così non sarebbe giusto mettere al mondo un figlio…”
*
Enrico sta pensando alle parole di Marilù e al suo desiderio di affermarsi e corre con la mente a tanti anni prima…Quando lui e sua moglie erano giovani e quanto lui desiderasse intraprendere la carriera accademica. A come sua moglie si fosse spesa per mandare avanti la famiglia al posto suo, come lo avesse sollevato dalle incombenze o dai piccoli problemi, come gli fosse stata d’aiuto per poter realizzare il suo sogno, la sua passione. E lui è uomo, ma se fosse stato donna? Sarebbe stato capace di conciliare studi continui, maternità, carriera e famiglia?”
*
Silvana prova dei sentimenti contrastanti verso questa sconosciuta. Giovane e incinta. Che parla con leggerezza. E ogni parola è come se fosse un pugno in pieno viso. Silvana ha realizzato la sua carriera, s’è sposata, ma le è stata negata la gioia della maternità e Marilù riporta violentemente a galla vecchie e profonde ferite mai rimarginate.
*
“Beh, dovreste dire qualcosa, no?” – dice Marilù, giocherellando col polsino della felpa, interrompendo il flusso di pensieri e sentimenti dei suoi interlocutori.
“Io dico che sei una ragazzetta sprovveduta e superficiale, che aspetta un figlio da un ragazzo che non sa se ama…e no, non mi scuso per il mio giudizio. Sei stata tu ad aprire le danze e devi accettare tutto, non solo il finto buonismo!”
Marilù fissa la donna. Non si aspettava certo quest’aggressione verbale, questo giudicare affrettato e a tutti i costi.
“Marilù, intuisco le tue difficoltà” – interviene Enrico – “sei giovane e confusa. Permettimi di dirti che la vecchiaia mi ha regalato un po’ di saggezza e che nulla è impossibile. Certo, ci vorrà una dose doppia di impegno e coraggio, sicuramente più tempo, ma un figlio non ti impedisce la realizzazione personale… Mia moglie e i miei figli sono stati la soddisfazione più grande, nonostante sia stato professore universitario così come desideravo.”
“Lei è uomo, altri tempi…viviamo in un paese dove le donne sono ancora discriminate…”
“Infatti, non ti ho detto che sarà facile o uguale, ma solo che non sarà impossibile.”
Marilù annuisce e si rivolge alla donna: “E lei? Lei lavora? Ha una famiglia?”
“Sì…sono direttrice di una rivista e ho anche una famiglia.”
“Io non mi sento pronta…”
“Si chiamano sacrifici, Marilù.” -dice Enrico.
“E i figli non le hanno rallentato i tempi, signora?”
Silvana sbianca. La ferita le brucia come se fosse fresca e questa ragazza ci premesse col dito dentro. Fa male. Fa male.
“Io…io non ho figli!”
“Ah, e come mai mi ha giudicata così in fretta?”-risponde Marilù, rabbiosa- “come mai? Niente notti in bianco, pannolini, poppate, assenze dallo studio o dal lavoro…facile, vero? Magari è anche ricca e ha uno stuolo di domestici, vero? Ancora più facile giudicare!”
“Come osi?” -urla Silvana, le labbra che le tremano vistosamente.
“Come osa lei!”
“Calma…arrabbiarsi non chiarisce le cose…”
“Io…io non ho potuto avere figli…” sussurra Silvana.
Enrico e Marilù tacciono immediatamente, consapevoli di quanto debba essere stata difficile la confessione di questa donna.
“Non devi rinunciare a questo bambino…se ci rinunci, ti porterai un rimorso doloroso per sempre…Un’ombra che ti inseguirà ovunque tu sarai.”
“Anche sacrificare i miei sogni…” risponde cauta Marilù, conscia di aver stuzzicato involontariamente il grande dolore della donna…”
“Non tutto ciò che viene affrontato può essere cambiato, ma niente può essere cambiato finché non viene affrontato.”
James Arthur Baldwin.
Pardon per l'attesa... Silvana. Il suo sentimento:
- Rabbia. (36%)
- Rassegnazione. (7%)
- Dolore. (57%)

07/07/2016 at 22:35
Grande finale, pink. Sai sempre rendere tutto meraviglioso con parole semplici, messaggi chiari e positivi. Una pessimista come me può solo che imparare che c’è anche un altro lato della medaglia. A volte lo dimentico, grazie anche per avermelo ricordato!
18/06/2016 at 19:41
Ciao pink
Finale filosofico e molto tenero, non deve essere stato facile mantenere la giusta atmosfera con il libro che ti abbiamo fatto scegliere. In fondo su questa piattaforma siamo tutti un po’ autostoppisti, quando ci facciamo trasportare da autori spesso sconosciuti all’interno dei loro mondi. Noi cerchiamo la nostra strada ma loro possono solo avvicinarci alla nostra meta. Quando scendiamo, qualche volta, proseguiamo con altri mezzi e ricambiamo il favore con qualche nuovo autostoppista.
Che tu sia autostoppista o autista, solo una cosa è importante:
Niente panico!
Ciao Ciao
17/06/2016 at 17:41
pink ha scritto l’ultimo capitolo, pink ha scritto l’ultimo capitolo!!!
Che finale 😀
“Ma non so se questo libro potrà darmi la soluzione.” – dice mogia Marilù.
“Non è il libro a dovertela dare, sarà il tuo cuore”. (Yessss. I libri possono aiutare, ma siamo noi alla fine a doverci risollevare).
“Escono dalla libreria, ognuno ha la propria copia tra le mani. Ognuno forse un po’ più sereno, forse più lucido, o forse ugualmente preoccupato, ma con la mente più aperta, sapendo che non si può scappare in eterno, che la fuga può essere uno stacco momentaneo, per poter poi tornare nella realtà e riprendere più forte di prima il cammino”. (Oh, sì. Perfetta frase, mi piace. Ora possono “tornare alla realtà” dopo un’esperienza di riflessione che, si spera, li aiuterà in futuro).
“Perché prendersi questa briga? Che senso ha? Non vale la pena farsi coinvolgere da niente”. (Non credo di aver capito esattamente il significato di questa frase, invece. Non bisogna lasciarsi abbattere da niente, per quanto possibile, ma se gli avvenimenti della nostra vita ci passassero accanto senza coinvolgerci beh… Non si tratterebbe proprio di vita).
Vedo che hai già cominciato una nuova storia (ma come fai?!) e quindi andrò a leggere presto 🙂
17/06/2016 at 09:17
Ah Ah, la Guida Galattica in chiave filosofico/psicoterapeutica!
Sono d’accordo col commento sotto, abbandoniamo questi tre all’inizio di un cammino. Mi aspettavo una storia completamente diversa, ma sta qui la bravura dell’autrice, condurci verso lidi per i quali solo lei conosce la strada. Approdiamo in una caletta serena e deserta e se non abbiamo il costume pazienza, possiamo nuotare in assoluta libertà!
Per dirti quanto mi è piaciuta la Guida Galattica, sappi che l’IA figlia di Enkidu è stata battezzata in onore di questo libro, perché Kalisa Dhui è in assonanza con Cālīsa du’ī che in nepalese vuol dire… quarantadue!
Ciao!
17/06/2016 at 09:24
Ahahah, ecco tu studi e io perdicchio tempo. 🙂 Ma il nepalese lo conosci di tuo? 😀
Non ricordo a chi lo dissi, ma mettere i titoli fu una scelta improvvisa, d’istinto, dettata dal momento… Poi, ho dovuto fare i conti… e mi è venuto fuori questo capitolo un poco diverso. Su una cosa ero certa, non avrei fatto un finale dove ognuno si dava una soluzione, non mi piaceva… questi tre avevano solo bisogno di liberarsi di un peso che si tenevano dentro, guardarlo da vicino e decidersi ad affrontarlo. Poi, come ognuno affronterà il suo, resterà nel loro intimo o nella testa di noi lettori!!! 😉
16/06/2016 at 15:16
Un finale che non conclude che lascia spazio al lettore di pensare a ciò che vuole. Cosa faranno questi tre? 🙂
Io intanto dico brava.
17/06/2016 at 09:20
Ciao Mrs! Ebbene sì… anche perché volendo mi era rimasto un solo capitolo e avrei dovuto gestire telegraficamente le loro conclusioni e non mi piaceva… 🙂
16/06/2016 at 10:06
Ciao Pink! Eccomi!
Veramente bello questo finale! Mi è piaciuto molto!
Non sappiamo quale strada decideranno di intraprendere i nostri tre protagonisti, ma sicuramente dirigeranno i loro passi verso un futuro diverso. Saranno forti e non si lasceranno abbattere, neanche dagli ostacoli più duri!
Grazie per questo bellissimo racconto! Ho visto che ne hai appena pubblicato un nuovo, perciò ci troviamo lì! 😉 Bacio! 😀
16/06/2016 at 10:09
Ciao Tia, aspettavo il tuo commento! *__* Grazie a te per accompagnarmi sempre. 🙂 Beh, niente panico, no? 😉 >Il tempo libero di questo periodo mi permette di dedicarmi alla scrittura… Io ci provo, insomma! 🙂 🙂 Bacioni
15/06/2016 at 15:56
CiaoPink, aspetto di leggere il tuo prossimo racconto. Mi fa sempre piacere leggerti. oggi ho letto un tuo articolo interessantissimo, tanto per essere sincera, e ho trovato la tua analisi molto ben data. Brava. per questo mi chiedo come mai invece in questo epilogo, proprio nella chiusa dici: non vale la pena farsi coinvolgere da niente. Mi pare che l’evoluzione della storia e dei personaggi ci avesse appena spiegato il contrario…
15/06/2016 at 16:15
Cara Amo, alla tua obiezione non ho proprio nulla da ribattere. Hai ragione, sembra andare nel senso opposto a tutta la storia. E’ una frase tratta dal libro e giustificandomi do questa visione: un monito per ricordare che nulla ci abbatte completamente.
Non so quale articolo tu abbia letto, ma il tuo commento mi fa onore e mi inorgoglisce. Grazie mille. 🙂
15/06/2016 at 12:58
Ciao Pinky 🙂 la morale di questo ultimo episodio capita a fagiolo in un periodo importante della mia vita 🙂 farò tesoro del tuo insegnamento 🙂
15/06/2016 at 15:22
Oh, perbacco! Beh, sono felice di questo commento… 🙂 a prestissimo caro Chris!
15/06/2016 at 12:44
Ciao,siamo alla fine,un po mi spiace,ma amo credere che i tre,all’inizio sconosciuti,continuino a coltivare la loro conoscenza e quell’embrione di amicizia. Bravissima,e adesso via subito col prossimo. Lo aspetto con simpatia. A presto
15/06/2016 at 15:24
Chissà come continuerà la loro vita! Come hai potuto notare non ho voluto fare nessun accenno ai loro “problemi”! A prestissimo, il nuovo incipit è pronto!
15/06/2016 at 08:18
Mi è piaciuta molto la frase finale di Enrico con gli indovinelli, meno quella di Silvana, col cammino impervio e il sole che splende: mi è smebrata un po’ forzata, pomposa ( giuro che ho cercato se ci fosse la parentesi con l’autore della citazione 🙂 ).
Ma il finale è davvero riuscito, e vero: inutile scappare, prima o poi i problemi bisogna affrontarli. E niente panico (lo ripeto sempre a mio figlio che dall’alto dei suoi 8 anni vive ogni contrarietà come la fine del mondo! 🙂 )
Alla prossima (prima o dopo le vacanze in Provenza?)
P.S. Prima o poi dovrò leggerla sta Guida, sono anni che certi amici nerd me la decantano. Ho visto il film e non mi ha convinto, ma immagino che il libro sia altra cosa.
15/06/2016 at 09:10
Come dicevo a Maria, di quella frase neanche io ero eccessivamente convinta, però non riuscivo a partorire nulla di meglio o di diverso e l’ho lasciata lì. Grazie Befana per avermi fatto compagnia… 🙂 Torno, torno… Ho un incipit già pronto (che pubblicherò penso a breve, non riesco a stare ferma) e poi sto “studiando” qualcosa di “diverso” dalle mie corde e vediamo un po’… Purtroppo per la Provenza manca ancora più di un mese… Uff! Il Luberon non sono riuscita ad inserirlo, ci sarebbero voluti più giorni…però Hyères, Porquerolles, il Verdon, Aix, Bonnieux, Grasse, Vence ci sono insieme a Nizza Cannes Antibes… Ci vorrebbe almeno un mese…
P.S. ti rispondo al ps col ps, non rientra nei miei generi preferiti, però è carino e simpatico. Ci sono affezionata perché me lo regalarono in un momento triste della mia vita in cui anche una caduta di ciglia era vista come un evento catastrofico.
15/06/2016 at 12:23
Vedrai quant’è bella Porquerolles, anche se tra un mese sarà zeppa di gente, la spiaggia Notre Dame(l’anno scorso fu designata più bella spiaggia d’Europa) è un puro incanto.
Ma se passate da Hyères e vi va, contattami, sarà un piacere farvi da guida (più o meno) e conoscere la persona dietro lo pseudonimo “rosato”:
mareziahoo@yahoo.it
Se vi va.
Ciao
15/06/2016 at 16:11
Purtroppo Agosto è così… Ho visto le foto e sono incantevoli, non ne conoscevo veramente l’esistenza. 🙁 Annoto con piacere il tuo contatto, sarebbe una bella cosa. 🙂 🙂
A presto!!! 😀
15/06/2016 at 07:41
Bel racconto.
Nel finale, solo le ultime parole di Silvane mi sono sembrate declamate, poco naturali.
al prossimo.
🙂
15/06/2016 at 08:57
Ciao Maria, innanzitutto grazie mille per avermi fatto compagnia per tutto il viaggio. Grazie. 🙂 Su quella frase non ero molto convinta però purtroppo non mi veniva nulla di meglio o di diverso.
14/06/2016 at 22:48
Clap! Clap! Clap! Clap!
Ciao 🙂
15/06/2016 at 08:53
^__^ *__* Troppoooo buono! 🙂
14/06/2016 at 19:47
Niente panico!
Pinkerella tornerà più forte di prima 😉
Complimenti e al prossimo 🙂
15/06/2016 at 08:53
ahahah. Grazie mille, Danio… 🙂
14/06/2016 at 18:43
Un finale bellissimo!
Ho adorato questo finale dalla prima parola all’ultima. Davvero, bravissima!
Enrico che aiuta le altre due a trovare sicurezza in sé stesse tramite un libro: è assolutamente geniale! 😀
Fantastico. Questa storia mi ha fatto riflettere parecchio, come hai notato anche tu stessa, in molte parti. Per questo motivo mi è piaciuta particolarmente e penso sia una delle più belle che io abbia letto.
A presto, Pinkerella!! Attendo l’inizio di una tua nuova storia!!
15/06/2016 at 08:55
Ivana ne sono felicissima. Sono queste parole che mi danno il coraggio e poi la forza di continuare. 🙂 Grazie mille. *__* Beh, non ricordo se lo scrissi a te, misi i titoli sulla spinta dell’istinto, senza sapere assolutamente come legarli poi al racconto. Alla fine, ho pensato così e mi pare sia piaciuta! A prestissimo. 🙂
14/06/2016 at 17:38
Un finale diverso, senza accennare ai pensieri post-confessione. Mi è piaciuto. Ciao
14/06/2016 at 18:21
Mi fa piacere. Grazie mille. 😉
14/06/2016 at 17:01
Un viaggio nell’animo umano, attraverso storie di gente comune per condurci di fronte a quella verità che spesso non si vuole vedere: prima o poi il viaggio finisce e si deve necessariamente tornare a casa, affrontare ciò che ci spaventa, avere il coraggio di prendere una decisione per quanto dolorosa possa essere. Sono contenta di aver intrapreso questo viaggio con te, soprattutto in questo momento della mia vita. Un’altra lezione che mi terrò stretta 😉
Un abbraccio.
14/06/2016 at 17:24
Grazie mille, Anna. Il tuo è un complimento bellissimo… Grazie a te di avermi fatta compagnia e aiutata a crescere in questo breve viaggio. 🙂 🙂
14/06/2016 at 10:50
Cara pinkerella,
Nel mio primo racconto c’è un riferimento alla Guida Galattica, anche se è decisamente nascosto e… cerco un aggettivo… mi viene ‘maccheronico’. In realtà c’è anche nel racconto in corso. Per cui non potrei votare altro. Molto toccante e molto vera l’ultima considerazione di Enrico: nonostante tutto l’ultimo augurio è per i figli.
Ciao a presto!
14/06/2016 at 15:47
E Guida è stata! Grazie mille Jaw per avermi seguito e accompagnato in questo racconto. 😉
A presto
13/06/2016 at 11:28
John Fante sicuramente. Spaccati di vita vera. 🙂
14/06/2016 at 10:29
Grazie mille, Fiore. 😉